Vedo gggente… faccio rete!

Networking
Networking

Bentornati. Spero per voi che la vostra pausa estiva sia stata diversa dalla mia, caratterizzata da ristrutturazione, arredamento e trasloco. MAI PIU’!

Dunque, dopo aver bruciato i pochi neuroni superstiti nella creazione del sito, consumato i polpastrelli nel corso di uno scambio epistolare con la casa editrice che nemmeno Le ultime lettere di Jacopo Ortis potrebbero emulare, aver creato profili su tutti i social network esistenti sulla terra, il povero scrittore in erba si trova di fronte a un nuovo problema: tutta questa roba, chi se la fila? Chi se lo va a leggere il blog di un autore sconosciuto? Nessuno. I lettori bisogna trovarseli.
Ah sì? Bene, niente di più facile: cominciamo a stalkerizzare tutte le conoscenze. Si impone lo studio di un preciso piano d’attacco per avere:
1. La certezza di raggiungere tutti.
2. I mezzi a disposizione per ricattarli.
La prima vittima è quella santa donna di mia moglie; per la cronaca si tratta di quella poveraccia che, controvoglia, si è dovuta smazzare la prima fase dell’editing, come puoi leggere qui.
«Amore…»
«Oh, bravo che sei arrivato. Bisogna cambiare il pannolino alla bambina, buttare l’organico, bagnare il prato, preparare la cena… ci pensi tu, cuccicucci?»
«Sì, ma… hai visto il mio post?»
Per tutta risposta mi smolla la bambina sorridente e con il pannolino talmente pieno che le arriva alle caviglie.
Ok, allora passiamo a mamma e papà, loro non tradiscono mai.


«Mamma, hai letto il mio nuovo post?»
«Eh?»
«No, dico, se vai sul mio blog c’è un nuovo post sul self publishing».
«…»
«Mamma, è semplice: ti apri un profilo Facebook, metti un like sulla mia fan page così puoi ricevere un warning per ogni new post, poi clicchi sul link e automaticamente vieni indirizzata sul blog!»
Mia madre mi guarda un attimo, ci riflette su e poi mi chiede:
«Tarapia tapioco prematurata la supercazzola con scappellamento a destra come fosse antani in quattro posterdati?»
«EH?»
«Ciuuuuuuupaaaaaaaaaa!»
Tsè, non puoi fare affidamento nemmeno su tua madre.
«Papà…»
«No, scusa, sto leggendo le trattative di calciomercato della Pro Vercelli… dopo, dopo, me lo dici dopo».
«Ma dopo quando?»
«Eh, ci sono ancora Salernitana, SPAL, Spezia, Ternana…»
Vabbè, ho capito.
E allora sai che c’è? Gli amici. Quelli veri si vedono nel momento del bisogno.
«Gigio hai letto il mio nuovo post?»
«Eh, uhm, no… ho avuto degli impegni sportivi…»
«Gigio, ca**odici? L’unico sport che hai mai fatto in vita tua è svuotare bottiglie di birra».
«Eh, ma… ecco, io… ho iniziato un corso di attraversamento di ponti tibetani; adesso scusa, devo andare altrimenti l’istruttore, UA-TAAAA, si arrabbia. Ma lo leggo, eh, tranquillo, che lo leggo…»
Insomma, alla fine capisco che qui bisogna allargare gli orizzonti. Penso e ripenso in merito a chi potrebbe essere interessato a un libro di viaggi e alla fine ho l’illuminazione: i travel blogger!
«Beh, non saranno molti, ma almeno è un inizio» mi dico speranzoso.
Non saranno molti? Provate un po’ ad aprire Google e a digitare “travel blog”: vi si apre l’universo! Sembra che a questo mondo esistano solo blog di viaggi.
Mi metto il cuore in pace e comincio a scandagliarli tutti, uno per uno, ma mi accorgo che, nella maggior parte dei casi, non mi piacciono mica tanto. Ci sono:
• I marchettari: «Venghino, siori, venghino alla pensione Cesira, viale dell’industria 466, Jesolo. E per i primi centosettantamila prenotati la colazione è gratis!»
• Gli autoreferenziali: «Perché io parlo dodici lingue incluso lo xhosa altomedievale, ho visitato 136 paesi nel mondo e come viaggio io non ha mai viaggiato nessuno, nemmeno Marco Polo…»
• I pacchi postali: «Sono arrivato a Jakarta e il responsabile dell’ufficio del turismo mi ha prelevato all’aeroporto, poi mi ha portato al ristorante di suo zio, poi a fare shopping da sua sorella, poi all’albergo convenzionato…»
• I Romeo&Giulietta: «Perché io e il mio amore puccioso, che amo tantissimo, siamo andati al mare e lui, oh tenetevi forte, mi ha fatto la proposta. Ma sììììì, QUELLA proposta!»
• I saggi: «Prendi la tua vita e plasmala secondo i tuoi desideri». Tu pensi che stia scrivendo da un ashram in Nepal. Macchè. È in una spa a Foppolo e si sta facendo fare una depilazione inguinale, regolarmente documentata e postata su Facebook.
• Gli enciclopedici: «Cinque posti in cui mangiare a Timbouctou», «Sette cose da vedere a Tokyo» ecc. Sono talmente presi da questa mania che pur di pubblicare un post sarebbero disposti a scrivere: «Dieci locali di Caracas in cui ti puoi beccare la peste bubbonica».
• I gruppi vacanze. Quelli che vanno tutti in massa nello stesso posto. C’è stato il periodo di Matera, quello del Myanmar e tra un po’ li troveremo tutti alle Bahamas.
• I ginnici. Questi poi non li capisco. Sono in vacanza in Nuova Zelanda e cosa postano? Foto mentre saltano, corrono, fanno le capriole… Perché, benedetti ragazzi? Perché?

Insomma, non è tutto oro quello che luccica. Dopo aver passato mesi a vagare su tutti i travel blog, ne seleziono quattro/cinque e comincio a commentare in maniera delirante i loro post. Alcuni webmaster, forse impietositi, mi rispondono anche. Beh, comunque poco alla volta riesco a intessere delle amicizie virtuali con queste persone.
Dopo qualche tempo prendo coraggio e chiedo a chi gestisce uno dei blog migliori (a mio avviso) se può essere interessata alla pubblicazione di un mio guest post. Passo le successive cinque ore a controllare compulsivamente la mia casella in attesa di una risposta che non arriva. Quando infine ricevo una mail, prendo in seria considerazione l’idea di non leggerla.
«Tanto mi risponde: attaccati!» penso.
Poi alla fine cedo e la leggo. Ha accettato! Ma a condizione che io mi mantenga serio nella scrittura. Forse sarebbe stato meglio se mi avesse tirato il due di picche. Beh, scrivo il post, lo modifico quella ventina di volte fino a renderlo serio e glielo giro. Il risultato potete vederlo qui. Ad oggi è uno dei post meno commentati nella storia del blog… Mi sa che ho fatto un danno. Scusa Martina.

In definitiva, cosa voglio dirvi con questo post idiota? Voglio dirvi che per fare promozione per il vostro libro è necessario affidarsi al web, fare rete con altri blogger, mettere in giro il vostro nome. E quali sono le azioni da intraprendere?
1. Ricercare blog che vi piacciano e siano inerenti l’argomento del vostro libro.
2. Verificare che siano seri e attendibili.
3. Stabilire un rapporto “umano” (per quanto filtrato dal web) con i blogger: leggere attentamente i loro post, commentarli, condividerli, partecipare in maniera attiva alla loro crescita.
4. Dopo tutti questi passi (occhio soprattutto al punto 3), farvi avanti e proporre delle collaborazioni.

Non si tratta di sfruttare il successo altrui, ma semplicemente di entrare a fare parte di una comunità dinamica e in continua evoluzione. Si cresce tutti insieme, con velocità e successi differenti, ma insieme. Si contribuisce al miglioramento dei contenuti sul web, all’innalzamento della qualità. Si mette in circolo conoscenza.
Tuttavia è bene ricordare una cosa: sarà pure il web, ma non dimentichiamo che dall’altra parte ci sono delle persone, per cui la discrezione e la buona educazione non devono mai mancare.
Adesso scusate, ma devo scappare a leggere i post di una travel blogger che è appena tornata dal Giappone e di un’altra che è stata a Creta.
See you next time.

16 pensieri su “Vedo gggente… faccio rete!

  1. robisceri

    Ahahaha! Ma dai, mi hai pure citata! 😀 Fantastico comunque (e non solo perché mi hai citata). Sappi solo che io amo alla follia (sì, come no) 2 categorie di blogger: i Romeo&Giulietta e i saggi, che non tollero nemmeno se si trovano davvero in Nepal. Non so perché ma ho l’allergia verso gli amori pucciosi e le perle di saggezza.

    Detto questo, pure mio marito svicola quando gli chiedo di leggere i miei post. ESIGO dei fan!

    Liked by 1 persona

  2. Pingback: Non mettermi ansia, OK?!?! – Marco Lovisolo

  3. pacoinviaggio

    Ti apprezzo per aver citato la Salernitana. Le descrizioni del “travel blogger” sono molto oculate. Io ho risolto eliminando “blogger” (troppo impegnativo come hai ben evidenziato) restando solo travel…inviaggio.
    Aspetto notizie del libro…

    Liked by 1 persona

    1. Ciao Paco. Scusa il ritardo, ma in questi giorni sono in giro per lavoro. Beh io cerco sempre di metterla sul ridere, ma quello che ho notato leggendo travel blog non si allontana molto da quello che ho scritto. Quanto a te ho visto che sei appassionato di foto ed è per questo che ti seguo con attenzione.
      Il libro… spero di riuscire a farlo uscire entro ottobre. Tu guarda Twitter… ;o))
      Ciao e grazie

      Mi piace

  4. Pingback: Ehm… Permesso? – Marco Lovisolo

  5. Pingback: Ci sono blogger e blogger – Marco Lovisolo

  6. Pingback: Travel dreams – parte I – Marco Lovisolo

  7. Pingback: Ricetta per la stampa di un libro – Marco Lovisolo

  8. Pingback: Guadagno? Zero! – Marco Lovisolo

  9. Pingback: Buon Compleanno al Blog – Marco Lovisolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...