Non mettermi ansia, OK?!?!

Blocco dello scrittore
Blocco dello scrittore

In un precedente post, avevo parlato della creazione del blog e delle varie leggi non scritte che ne possono determinare il successo o il fallimento. Tra gli elementi decisivi, c’è sicuramente la pubblicazione di argomenti di qualità, capaci di creare interesse nel lettore e in grado di indurlo a partecipare, condividere, interagire. In teoria tutto molto bello, ma nella pratica arriva il momento in cui ti trovi di fronte a uno schermo bianco, con le mani sospese a mezz’aria, un’espressione ebete sul viso e il cervello in stand by. Cominciano le allucinazioni a sfondo mistico e per la testa si mettono a girare i soliti dubbi esistenziali: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Ca**o ci scrivo sul blog?
Eh sì, perché in capo a breve tempo non sai bene di cosa scrivere.
“Ah, e tu vorresti fare lo scrittore?” ti domanda una vocina stridula che gira per la testa. “Ah bè bè, siamo sulla buona strada… complimentoni, eh!”.

Ad acuire quest’ansia da prestazione si aggiungono le considerazioni di altri blogger di successo, i quali ti dicono che per crearti un buon pubblico devi scrivere tantissimo, almeno un post al giorno. Dopo un anno di questa vita, forse, la strada comincia a essere pianeggiante (della discesa nemmeno parlarne).
365 post? Ma chi ci riesce a scrivere 365 post? E poi sorge un’altra domanda: “Ma quanto deve essere lungo un post?”. Secondo chi ne sa più di me, un post per non essere considerato thin content e nutrire quindi una vaga speranza di essere preso in considerazione da Google, deve avere come minimo più di 350 parole, per raggiungere la dimensione ideale intorno alle 700.
365 * 700 = 255.500 parole! Ma nemmeno sul dizionario Zingarelli c’è un quarto di milione di vocaboli! Ma siamo scemi? E nemmeno che si possa scrivere di boiate, no! Secondo tutti i guru della rete si devono pubblicare “argomenti di qualità”. Seeee, non ci riuscirebbe neppure Stephen King, figurati io.
Ma non finisce qui. Vuoi amplificare la portata del tuo post e sei uno sconosciuto? Devi lavorare su maledetti social! E pure lì, non puoi permetterti di utilizzare sempre lo stesso messaggio, vuoi perché ogni social ha il suo linguaggio, vuoi perché il messaggio standardizzato si vede, c’è poco da fare. Questo vuol dire una cosa sola: alle 255.500 ne devi aggiungere qualche altro migliaio per promuovere il tuo post sui vari social network. Totale? Boh, facciamo 300.000, cifra tonda e non parliamone più.
Mi metto seriamente a pensare. Ad oggi ho una sola rubrica nella quale pubblico le mie vicissitudini da autore self published, ma considerato l’elevato numero e l’autorevolezza dei blog che parlano di scrittura ed editoria, dubito di riuscire a crearmi un posticino nella blogosfera.
All’improvviso si accende la lampadina: bisogna dare “orizzontalità” al blog. Se non capite cosa significa, non vi preoccupate: all’inizio non lo capivo nemmeno io che lo avevo pensato. L’idea, in sostanza, è quella di parlare anche di altro. Ho scritto un libro di viaggi? E allora parlo di viaggi! Però torniamo al problema di cui si parlava la settimana scorsa: il web è strapieno di travel blog. Uhm, beh e allora buttiamoci dentro altri interessi. Sì, ma quali?
“Eh, quali?” dice la vocina. “Sei un maschio italiano medio, quali sono i tuoi interessi?”.
Calcio, metal, birra e, soprattutto, f**a! Se parlo di queste cose, mi trovo un seguito di milioni di fan! GENIO!!! Sono un idolo incontrastato, un fenomeno paranormale, una mente eccelsa, un…
“Sì, e mi spieghi come pensi di fare promozione al tuo libro mentre scrivi del culo di Belén?” chiede la solita, fastidiosa vocina.
Uuuuuuhhhh, che due palle!
Vabbè, allora sai che c’è? Ho scritto un libro di viaggi, apro una rubrica che parla di libri di viaggi! Magari di autori self published come me. Che te ne pare?
La vocina rimane basita. Sta in silenzio un po’ e poi dice:
“Ma sai che questa è la prima buona idea che esce da quel cumulo di macerie che hai al posto del cervello? Certo, questi autori saranno davvero lusingati di avere una tua inutile recensione sul tuo inutile blog, non vedono l’ora. Già me li immagino mentre se la tirano davanti a tutti i loro amici! Però, devo ammettere che almeno si tratta di un’idea coerente. Massì, dai, questa te la passo”.
Ok, quindi siete avvisati: a breve qui sopra potrete trovare una rubrica più o meno quindicinale in cui vi parlo di libri di viaggio. Io, fossi in voi, la seguirei…

Più in generale il senso di questo post é:
Cercate degli argomenti inerenti al vostro blog che vi permettano di spaziare un po’ e rendervi quindi piú interessanti agli occhi di chi vi segue. Un blog troppo “verticale” è destinato a esaurirsi in breve tempo perché gli argomenti di qualità sono limitati (a meno che voi non siate il massimo esperto mondiale di “tecniche di riproduzione della foca monaca tibetana” e abbiate una nutrita colonia di follower interessati all’argomento).

P.S. Prima di postare ho controllato il numero di parole del post: 818! Yeah, sono troppo webmaster.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...