Ehm… Permesso?

Knock knock
Knock knock

Puntata numero undici delle bizzarre vicende di un autore autopubblicato. A volte mi chiedo se sono io l’unico sfigato a vivere tutte queste situazioni surreali. Se c’è qualcuno là fuori che sta passando le stesse peripezie, prego si faccia sentire.
Comunque, torniamo a noi. Come possiamo portare maggior traffico di utenti sul nostro sito? Perché se ci siamo creati un sito con l’intenzione di fare promozione al nostro libro, abbiamo il dovere di convogliarci sopra dei potenziali lettori, altrimenti chi ce lo fa fare di perdere il nostro tempo?
Io e Antonio (per chi non lo sapesse, Antonio è il mio neurone… avendone uno solo mi viene più comodo chiamarlo per nome) ci abbiamo pensato su parecchio e alla fine abbiamo stilato queste opportunità. Prima di inoltrarvi nella lettura, vi avviso: in questo post ci saranno molte supercazzole, siate pronti.

1) Social network. Di questo abbiamo già parlato qui e qui, però è sempre bene ricordare un paio di punti:
a) Non esagerate. Puntate su due, massimo tre social network. Non serve avere profili su tutti quanti perché tanto non potrete seguirli adeguatamente. Il risultato è che in alcuni casi i vostri profili saranno talmente coperti dalle ragnatele da non essere nemmeno riconoscibili. Meglio pochi, ma usati efficacemente.
b) Non rompete i cog… scusate, volevo dire non importunate gli altri (i vostri amici, per la precisione) spammando a nastro con richieste di acquisto, recensioni oppure pubblicando continuamente link che rinviano a qualche bookstore sul quale la vostra Pregiata Opera è reperibile. Come spesso accade è meglio scindere la vita privata da quella pubblica. Per fare un esempio, se parliamo di Facebook, una cosa è il vostro profilo privato nel quale potete pubblicare post demenziali o foto dell’ ultima sbronza con gli amici, ben altro è una fan page ufficiale, nata con lo scopo preciso di fare promozione al libro. Sul profilo personale non potete pubblicare continuamente inviti all’acquisto del libro, perché è probabile che alla maggior parte dei vostri amici non importi nulla delle vostre elucubrazioni poetiche. Sulla fan page… mah, il bon ton imporrebbe anche qui un po’ di senso della misura, ma parliamoci chiaro: qualcuno ha voluto metterci sopra un “Mi piace”? E adesso si beccasse le conseguenze del suo errore.
2) Fare rete con altri blogger. Anche di questo abbiamo già parlato qui. Sebbene si tratti di un post recente, ci tengo davvero tanto a ribadire una cosa: dall’altra parte ci sono delle persone in carne e ossa come voi (dico davvero!), che spesso fanno il/la blogger per passione e non per denaro. Se volete interagire con loro, non comportatevi da buzzurri cavernicoli, per esempio inviando messaggi tipo: “Io scritto libro, tu compra!”. Interagite in maniera proficua, creando relazioni sociali e umane (per quanto sempre filtrate dal web). Poi ricordatevi che siamo in Italia: vuoi che qualcuno ti faccia un favore? Comincia a farglielo tu, contribuendo in maniera attiva alla crescita del suo blog.
3) Guest post. Non tutti lo fanno, ma alcuni blogger concedono ai loro lettori la possibilità di pubblicare dei post. Il vantaggio è reciproco: il blogger per una volta non si ritrova in crisi da iperventilazione dovuta all’ansia di dover pubblicare qualcosa a tutti i costi e tu hai l’opportunità di raggiungere un pubblico molto vasto e di mettere tutte queste persone a conoscenza del fatto che tu hai un sito/blog che vale veramente la pena di consultare.
Il guest blogging non deve necessariamente essere indirizzato verso altri blogger. Io, per esempio, ho pubblicato un paio di articoli per una rivista on line di viaggi: Erodoto 108, come potete vedere sulla mia pagina Collaborazioni . Recentemente mi è stata affidata una piccola rubrica su un importante sito di promozione editoriale nella quale racconto le mie vicende legate alla pubblicazione del libro. Una cosa simile a quella che state leggendo, ma seria. Questo è il primo articolo a cui ne seguiranno altri… molti altri, ormai mi sono appizzato come una cozza sullo scoglio, e chi mi leva più?
4) Comment marketing. Questa è una pratica davvero malvagia e quindi mi dà tanta soddisfazione, MUAHAHAHAHAHA!!! Ritornando al punto 2, uno dei modi per fare crescere un blog altrui è quello di interagire per mezzo di commenti. Con WordPress c’è la possibilità di scrivere il proprio nome, l’indirizzo e-mail e soprattutto la URL del sito, cosicché eventuali altri lettori, incuriositi da quello che avete scritto, possano venire a curiosare a casa vostra. Va da sé che il commento deve essere decente, deve creare interesse in chi lo legge. Scrivere: “Bella zio!!!” non basta, bisogna renderlo attraente.

Insomma, modi per farsi conoscere ce ne sono, il prerequisito fondamentale è solo uno: mettere su la propria faccia da c**o e proporsi, proporsi, proporsi. Certo il rischio di beccarsi il due di picche è davvero molto alto. Per esempio, è cosa di questi giorni, io ho provato a partecipare a un concorso letterario indetto da un’associazione culturale marchigiana, il cui tema era il viaggio. Scrivo il mio bel racconto autobiografico, lo spedisco e mi accomodo in poltrona, aspettando che mi proclamino vincitore per manifesta superiorità. Settimana scorsa mi è stato detto che la carta su cui è stampato il racconto può essere usata per arrotolare il formaggio. Quindi il rischio di un tonfo ci sarà sempre, ma se non ci si prova il nostro nome rimarrà sempre sconosciuto e le nostre capacità di scrittori le potremo usare solo per stilare la lista della spesa.

3 pensieri su “Ehm… Permesso?

  1. Pingback: Starò facendo le cose per bene? – I parte – Marco Lovisolo

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