Problema risolto? Non direi…

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Problemi non risolti o nuovi problemi?

Per chi si fosse perso una delle puntate precedenti, faccio un breve riassunto. Dopo aver girato a destra e manca sul web alla ricerca di un editore digitale, alla fine ho deciso di puntare su uno dei più famosi (non faccio nomi in omaggio alla mia ferrea etica omertosa). Perché loro? Boh, così a occhio mi sembravano i più affidabili, vista anche la mole di bookstore on line e di librerie fisiche presso le quali distribuiscono i libri che pubblicano. Ritenendo (modestamente a ragione) di essere un ignorante cosmico, decido di avvalermi di alcuni servizi editoriali: editing del testo e copertina. Dopo mesi di risse da strada con il loro servizio di assistenza, non sono ancora riuscito a concretizzare nulla.


L’illustrazione della copertina è abbastanza carina e rispecchia la dimensione ironica che ho voluto dare ai miei racconti di viaggio. Il problema è legato al font usato per titolo, autore e didascalia: completamente discordante rispetto al disegno. Assomiglia in maniera inquietante a quelle lettere anonime, scritte appiccicando lettere ritagliate dai giornali, quelle che nei film di er monnezza venivano utilizzate per chiedere un riscatto. Ho passato interi eoni a discutere via mail, perché il telefono è un mezzo troppo “antico”, non lo usano, e sono ancora al punto di partenza.
Quanto all’editing… beh, sotto alcuni aspetti è stato utile perché ha evidenziato una serie di errori grammaticali e di battitura. Peccato sia incompleto. Lo stesso errore in alcuni casi è stato corretto e in altri no. Forse l’editor soffriva di sindrome bipolare, vai a sapere. Fatto presente l’inconveniente mi è stato detto di evidenziare in quali punti del testo si è verificato e così sono ritornato a rileggere il libro per la millemillesima volta. Non è cosa da poco perché io sono un perfezionista paranoico e nel corso della rilettura ne ho approfittato per modificare, tagliare e copia-incollare interi paragrafi. Insomma ho il serio dubbio che non arriverò mai alla fine di questa agonia.

Nel frattempo il libro langue lì, in attesa, speranzoso. Ogni tanto mi guarda con l’espressione del gatto con gli stivali di Shrek e mi dice: “La smetti di ritoccarmi continuamente, per favore? Puoi pubblicarmi così come sono? Ti pregooooo…”. Praticamente ho allevato un libro piagnone.
Tuttavia devo ammettere che pure io ci ho messo del mio. Insomma, facendo due conti tra i viaggi, la successiva documentazione, le varie stesure e riletture e tutto il processo che sto raccontando qui da qualche mese a questa parte, ci ho fatto andare anni. No, dico: ANNI. Nemmeno avessi scritto l’intera Enciclopedia Britannica invece che un’accozzaglia di vaccate personali. La cosa bella è che, in linea puramente teorica, avrei in programma un altro libro, del quale a oggi non ho scritto nemmeno una riga. Quindi quei pochi tra voi che leggeranno questo libro siano ben consci del fatto che il prossimo uscirà intorno al (mese più, mese meno) 2050! Beh, io lo dico, metti mai che qualcuno tra voi si sia posto la domanda: “Cosa posso regalare per il Natale 2050 alla zia Lina?”. Ecco la risposta è: il mio secondo libro.
Per quello che riguarda il sottoscritto non preoccupatevi: tra trenta e più anni, per quanto l’età potrà essere avanzata, non sarò mai più rimbambito di quanto sia ora, per cui lo stile di scrittura non ne risentirà minimamente.
Intanto da qui al 2050 potrete deliziarvi con questo fantastico blog nel quale pubblicherò:
1 – Il seguito delle mie vicende da scrittore onanista (ops, scusate, self published).
2 – Appena la pupa lo consentirà, si ricomincerà a viaggiare. Vi racconterò vicende, incontri, scontri e immancabili disastri quasi on line (travel blogger… paura, eh?).
3 – Spin off. Nel corso dei miei viaggi ho incontrato dei casi umani davvero estremi. Probabilmente si saranno sentiti attratti dal sottoscritto per affinità elettive. Mi piacerebbe provare a immaginare la loro storia dopo l’incontro che ha cambiato in maniera definitiva la loro esistenza. Per me si tratterà di un quadruplo salto mortale perché passerò dalla scrittura autobiografica a quella creativa. Io ve lo dico: secondo me uscirà una cosa simile alla Corazzata Potemkin di Fantozzi.

Beh, e adesso ditemi che non avete voglia di continuare a leggermi! No, ditelo! No, OK, non ditelo, lasciatemi almeno la speranza. Immaginatevi me e il mio libro con l’espressione del gatto con gli stivali di Shrek.

2 pensieri su “Problema risolto? Non direi…

  1. Pingback: Accussì te ne vaie! – Marco Lovisolo

  2. Pingback: Starò facendo le cose per bene? – I parte – Marco Lovisolo

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