FABIO BERTINO&ROBERTA MELCHIORRE – Worldzapping

Fabio Bertino e Roberta Melchiorre - Worldzapping - @photo credit Fabio Bertino
Fabio Bertino e Roberta Melchiorre – Worldzapping – @photo credit Fabio Bertino

Incredibilmente sono riuscito ad arrivare alla seconda puntata di questa rubrica, che in sostanza significa che ho fatto il doppio di quanto avevo stimato. Non male.
Il libro di oggi non parla di un luogo specifico, ma è una raccolta di racconti di viaggio, caratterizzati da esperienze e incontri vissuti in prima persona dai due autori.
Ci tenevo particolarmente a parlarvene per una serie di ragioni, la più importante delle quali è che Fabio e Roberta sono miei conterranei. Capirete quindi che scatta immediatamente la solidarietà tra piemontesi, la famosa bagna cauda connection.
Fatta questa serissima introduzione regionale, vi spiego perché, a parer mio, questo libro merita di essere letto.
In primis per il titolo, assolutamente geniale: un neologismo che rende perfettamente chiaro l’argomento che verrà sviluppato all’interno del libro.


La copertina è, a mio avviso, un piccolo capolavoro. Parlo per esperienza diretta perché so che riuscire a ottenere una copertina anche solo decente è un’impresa titanica. I cosiddetti grafici che se ne occupano,il più delle volte partoriscono degli aborti nei quali immagine e titolo fanno a cazzotti. In questo caso, invece, immagine, colori, titolo e didascalia raggiungono un perfetto equilibrio e si amalgamano armoniosamente. Se è vero, come è vero, che anche l’occhio vuole la sua parte, Fabio e Roberta hanno già vinto senza nemmeno aprire il libro.
Il contenuto è assolutamente all’altezza delle premesse. Davanti agli occhi del lettore scorrono immagini e volti provenienti da ogni parte del mondo, in una rapida sequenza che dà l’impressione di cambiare canale con un telecomando. Le destinazioni sono da invidia e includono anche Paesi non propriamente turistici: Turkmenistan, Camerun, Armenia.
Fabio e Roberta si mettono da parte e concedono la scena ai numerosi personaggi incontrati nel corso delle loro peregrinazioni. Ci si ritrova di fronte all’enorme Olivier, bancario del Burkina Faso talmente contento di questo incontro improvviso con due bianchi, da fotografarli con il cellulare e chiudere la banca per far loro da cicerone. Si incontra Fei Fei, a suo tempo primadonna dell’Opera di Pechino, che oggi trascorre trasognata e silenziosa le sue giornate, sorseggiando caffè e ricevendo le visite di pochi vecchi colleghi. Si prende il tè con Ardjan e Inna, coppia di sposi che vivono nel nulla più assoluto del deserto del Turkmenistan e per i quali l’incontro con i due viaggiatori rappresenta un evento da festeggiare adeguatamente, tirando fuori dai cassetti i vestiti più belli e il copricapo matrimoniale che si tramanda di madre in figlia. Si fa la conoscenza di Ngamdobouo Ramatou, autentica regina del regno Bamoum nel Camerun sud-occidentale e si rimane travolti dalle sue innumerevoli domande relative ai vari regnanti europei: su quali Paesi regnano, che abbigliamento usano, quale cibo preferiscono. Si viaggia in treno con Ljudmila e Andrej, inservienti che si prodigano nel prendersi cura dei passeggeri sulla linea ferroviaria più lunga del mondo, la Transiberiana; fanno orari differenti e quindi riescono a incontrarsi solo fuggevolmente al cambio turno. Eppure vivono un amore talmente profondo che trascina un intero vagone, pieno della varia umanità che si può incontrare in un contesto così unico come la linea che collega Mosca a Vladivostok, in festeggiamenti e bevute in occasione del loro anniversario di matrimonio.

Opera di Pechino - @photo credit: Fabio Bertino
Opera di Pechino – @photo credit: Fabio Bertino

Fabio ha una laurea in antropologia culturale e quindi buona parte dei viaggi trovano motivazione nel contatto con realtà precedentemente studiate sui libri. Il viaggio in Tanzania è fatto con il preciso scopo di incontrare Jane Goodall, etologa inglese conosciuta per i suoi studi sulla vita sociale degli scimpanzé e per potere vedere con i propri occhi i “soggetti” da lei analizzati (Glitter, Frodo, Titan, Fustino) nel loro ambiente naturale, la foresta di Gombe. In Camerun assistono, unici bianchi, alle cerimonie di reinsediamento del re Bamoum. In Mozambico sono ospiti a una festa nella quale i danzatori mapiko si scatenano al ritmo indiavolato dei tamburi. In Burkina Faso sono testimoni dei riti funebri dei Lobi, nel corso dei quali le donne emettono lunghi e macabri ululati.
Non mancano le descrizioni dei paesaggi come la Piana delle Giare in Laos, la bellissima Erevan, capitale armena, e i suoi dintorni decisamente meno attraenti, la nostrana Catania in un giorno di pioggia.

Danzatori mapiko - @photo credit: Fabio Bertino
Danzatori mapiko – @photo credit: Fabio Bertino

Si tratta quindi di un libro estremamente vario, nel quale personaggi, riti, incontri e vicende si susseguono a un ritmo incalzante. Gli autori non sono testimoni passivi degli eventi, ma li vivono pienamente, si immergono totalmente nel mondo che li circonda, li contestualizzano correttamente nella cultura del Paese visitato.
I racconti sono volutamente brevi, ma questo non costituisce un difetto, tutt’altro; scorrono via veloci, leggeri e inducono il lettore a proseguire nella lettura. Ogni racconto è completato da alcune fotografie e da dei “souvenir”: timbri sul passaporto, biglietti di spettacoli, conti di ristoranti. Questa è una cosa comprensibile solo a chi è veramente malato di viaggio: conservare questi cimeli con attenzione morbosa, come fossero dei feticci e riguardarseli poi a casa, per ripescare dalla memoria sensazioni, gusti, odori, emozioni vissuti anni prima. Le mie guide Lonely Planet alla fine di oggi viaggio sono raddoppiate di spessore, proprio perché al loro interno conservo qualsiasi foglio mi passi tra le mani. E ho l’impressione che anche quelle di Fabio e Roberta facciano la stessa fine.
In definitiva, quindi, un bel libro da leggere per conoscere scorci di mondo. Non leggetelo quando siete impossibilitati a viaggiare, perché vi fa venire voglia di saltare su un taxi, andare all’aeroporto e prendere il primo volo per Timbouctou, senza nemmeno passare da casa a prendere quattro stracci.

P.S. Fabio e Roberta hanno scritto un altro libro: “Destinazione Russia”, resoconto di diversi viaggi nel Paese. Se ne parlerà tra qualche tempo.

In sintesi:

Ebook: World zapping. Racconti di viaggio (Guide d’autore Vol. 2)

Cartaceo: World zapping. Racconti di viaggio

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