Ci sono blogger e blogger

Cercasi blogger
Cercasi blogger

In questa interminabile fase di attesa che porta (dovrebbe portare) alla pubblicazione del libro, il mio unico neurone si è trovato a riflettere lungamente su quali possano essere le politiche promozionali più efficaci.
Trattandosi di un libro di viaggi, ho puntato una categoria di persone che, credo, dovrebbero essere interessate all’argomento: i travel blogger. Oggi, dopo un’accurata fase di scrematura, ho ridotto la cerchia a cinque/sei blog di viaggio. Il problema con questi blogger è che viaggiano in continuazione (madresantissima, quanto vi odio!), per cui diventa anche difficile baccagliarseli.
A questo punto, chi altri? Mumblemumblemumblemumble… tac! Lampadina accesa! Sono torinese? E allora via di blogger torinesi. Vuoi che non siano interessati a parlare del libro di uno “scrittore” che cancellerà per sempre dalla storia della letteratura sabauda i nomi di Carlo Levi e Norberto Bobbio? E così, tra un “Oh, basta là” e un “Ti piace la meeeeeenta?” riesco a conoscere virtualmente un paio di blogger davvero brave che si occupano di Torino e della sua vita culturale (per la cronaca, questi sono i loro siti: Federica ed Elisa. Io al vostro posto un giro ce lo farei, soprattutto se vivete a Torino). Lo so che il mio libro con la cultura c’entra poco, ma dietro subdola somministrazione di un’adeguata quantità di bicerin, conto di convincerle a leggerlo e a parlarne non troppo male.
Tuttavia, manca ancora qualcosa e non riesco a capire cosa. Strano, eh? Io sempre così lucido!


Pensa che ti ripensa, dopo alcune settimane nel corso delle quali ho definitivamente fritto le mie sinapsi, giungo infine a una conclusione geniale: ma sarà mica che persone interessate ai libri potrebbero essere i book blogger? Maddai? Un ragionamento di pura e stringente logica cartesiana, degno del miglior Homer Simpson sotto effetto birra.
Parte la fase di spionaggio e studio di questi fantomatici book blogger: ‘natraggeddia! I primi cinquanta siti che trovo sono gestiti da bimbeminkia quindicenni che recensiscono libri di amori tra lupi mannari adolescenti, la raccolta delle confessioni del GF 186, racconti erotici che i famosi “Cento colpi di spazzola” in confronto sono un manuale di bon ton per suore carmelitane scalze, la biografia di Favij e “saggi filosofici” di urban fantasy (eh?), young adult (cosa?), paranormal romance (maccheccaz?), termini che peraltro possono essere combinati tra loro ad mentula canis, tanto non ci si capisce una fava comunque: paranormal fantasy, urban young, adult romance, urban adult fantasy… In sostanza, siamo di fronte all’applicazione della proprietà commutativa della moltiplicazione alla letteratura: invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia, rimane una mmmme**a.
No, mi sa che è meglio cambiare registro, bisogna puntare un po’ più in alto. Il problema è che non esiste una via di mezzo; puntare più in alto significa approdare su siti che recensiscono Philip Roth, Jonathan Frenzen, Hertha Muller ecc. I webmaster di questi blog non sono interessati a recensire libri autopubblicati, e in tutta onestà li posso pure capire, tenendo conto del mare di immondizia che viene regolarmente scaricata in rete, roba tipo adult fantasy, young paranormal romance ecc.
Quindi?
Che poi si pone un altro problema: recensiranno gratis oppure mi tocca anche pagare? No perché va bene tutto, ma a quel punto alzo le mani, mi rivolgo a servizi sul web che si occupano di promozione e passo la palla a loro. Non è che uno voglia fare lo snob, ma pagare per una recensione mi sembra esagerato.
Sai che faccio? Cambio titolo al libro, passo da “Lo zaino è pronto, io no” a “L’odissea di Pdor, figlio di Kmer della tribù di Instar, dalla terra desolata degli Sknir” (cit.) e poi lo passo alle suddette blogger quindicenni, spacciandola per una saga heroic adult paracul fantasy. Magari ci cascano e me lo recensiscono aggratis.
Fortunatamente negli ultimi tempi un paio di siti veramente interessanti li ho trovati, ma se voi ne conoscete altri, io sono qui: accetto consigli, dritte, raccomandazioni, spintarelle, qualsiasi cosa.
Come diceva qualcuno: “Hai scritto il libro? Perfetto, il meno è fatto, adesso comincia il lavoro vero: la promozione. E lì c’è veramente da sudare, non sarà per niente semplice”.
Grazie, eh! Mai far mancare una parola di incoraggiamento! Purtroppo, però, è pura verità. Voi che siete autori esordienti, tenetelo presente: la promozione vi porterà via parecchio tempo, tanto che, forse, sarebbe meglio cominciarla PRIMA della pubblicazione del libro.

4 pensieri su “Ci sono blogger e blogger

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