Travel dreams – parte I

Travel dreams
Travel dreams

Vi chiederete: cosa sono i Travel dreams? Come già detto in più di un’occasione, per cercare di comprendere quale potesse essere il mio pubblico di riferimento, tempo fa ho cominciato a frequentare il mondo dei travel blogger, i quali, verso fine anno, di solito pubblicano quelle che saranno le loro mete per i successivi dodici mesi: i #TravelDreams.

Beh, io non sono un travel blogger quindi posso tranquillamente fregarmene delle date ed esprimere fin da ora i miei desideri di viaggio. Anche perché la mia crisi di astinenza è diventata patologica ed io ormai trascorro il mio tempo libero setacciando Google Maps, investendo la pausa pranzo in libreria (sezione guide di viaggio) e scandagliando Skyscanner per trovare voli economici che tanto poi non comprerò. Ti fai anche una cultura. Io, per esempio, ho scoperto che esiste la città di Kutaisi in Georgia (l’ex Repubblica Sovietica, non lo stato americano) per la quale ci sono dei voli super economici in partenza da Bergamo (ma chi è che va a Kutaisi? Mah!).

Travel Dreams: rotolando verso sud… ed est

Per varie ragioni che ho già spiegato nel mio libro di viaggi e che eviterò di ripetere per non tediarvi, il mio primo viaggio in solitaria mi portò in Africa, più precisamente in Kenya. Da quel momento ho sviluppato, in maniera forse un po’ troppo scontata e banale, il celeberrimo mal d’Africa. Tuttavia con il tempo e i viaggi, la mia attenzione si è spostata anche verso a est e oggi al mal d’Africa si è aggiunto anche il mal d’Asia. I miei #TravelDreams, quindi, saranno molto direzionativerso sud e verso est.

Buona parte di Asia l’ho già visitata, anche se mai abbastanza: sono stato due volte in India, Sri Lanka, Cambogia, Vietnam, Laos, Myanmar (ex Birmania), Thailandia. A parte il fatto che ritornerei a occhi chiusi in ognuno di questi posti (e in molti di loro, giuro, tornerò), ce ne sono altri che richiamano la mia attenzione.

Travel dreams: l’Asia

1) Iran. Sono almeno due anni che guardo foto del Ponte Khaju di Ishafan, della Moschea di Nasir ol Molk a Shiraz e dei bassorilievi di Persepoli. Il solo pensiero di camminare per le strade dell’antica capitale persiana mi fa sbavare peggio di un San Bernardo in calore. A quanto ho letto l’Iran è l’esatto contrario di quello che i mezzi di informazione dipingono: tranquillo, rilassato, assolutamente privo di forme di fanatismo religioso, abitato da una popolazione gentile, curiosa e simpatica. Il cibo è eccellente e i costi sono contenuti. Iran, aspettami perché prima o poi…

2) Qualsiasiacosacisiaprima-stan: Uzbekistan, Tajikistan, Kirghizistan, Turkmenistan. Voi direte: “Che ci sarà da vedere laggiù?”. Non lo so, ed proprio per questo voglio andarci. Comunque, so che Samarcanda è in Uzbekistan e per me è già più che sufficiente.

3) Indonesia. Il problema con l’Indonesia è “dove?”. 17500 isole tra cui scegliere! Un crogiolo di popoli, culture, lingue, religioni. Una scoperta continua. Insomma ho già capito che in Indonesia mi toccherà tornarci più volte. Per il momento però mi accontenterei di un giro easy che includa Java (i templi di Borobudur… ARF!!!), Bali e Lombok, anche se devo dire che pure la foresta del Borneo…

4) Cina. Qui si pone il problema: quale zona della Cina, precisamente? Beh, ovviamente il Tibet. Ma devo dire che le regioni della Cina meridionale mi attirano come una calamita: Yunnan, Guangxi, Guixhou. Una Cina non ancora soffocata dal turismo di massa e straordinariamente autentica.

Travel dreams: l’Africa

5) Mozambico. Ho una passione insana per la costa dell’Africa Orientale, regione in cui si sono mirabilmente fusi il mondo africano e quello arabo. Ai tempi del mio viaggio in Kenya mi divertivo a incontrare personaggi insoliti per gli stretti vicoli di Lamu e pure la caotica Mombasa esercitava su di me un fascino incontrollabile. In Mozambico ci sono tremila chilometri di costa che includono la capitale Maputo, l’arcipelago delle Quirimbas e la Ilha de Moçambique. E non ci vuoi andare in questo benedetto Mozambico?

6) Etiopia. E qui devi solo avere mesi di tempo per vedere le chiese scavate nella roccia di Lalibela, le rovine di Axum, il castello di Gondar (tranquilli, non mi sto confondendo con la Gondor del Signore degli Anelli), la città di Harar, enclave musulmana nel cuore dell’Etiopia cristiana.

Beh, io per oggi mi fermerei qui. Avrei voluto continuare a scrivere perché di idee ne ho a centinaia, ma forse è meglio smettere, così almeno saprete di cosa si parlerà nel prossimo articolo ;o).

E voi? Quali sono i vostri #TravelDreams?

P.S. Se ti è piaciuto questo articolo, ti invito a leggerne altri simili a questa pagina: travel blog.

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