Ricetta per la stampa di un libro

Stampa libro
Stampa libro

Lo so, lo so, non ci potete credere. A essere sinceri non ci credo tanto nemmeno io, però è successo: ho dato il via alla stampa cartacea del malloppo. Trenta copie delle quali non me ne rimarrà in mano nemmeno una, perché le dovrò distribuire tra i vari travel e/o book blogger contattati nel corso di questi mesi.
Nella mia solita beata ignoranza credevo che i problemi fossero finiti lì, ma, come al solito, mi sbagliavo. Eh sì, perché una cosa è dire “Stampo il libro”, ben altra è sapere come farlo, ovvero essere a conoscenza di tutti quei concetti che stanno dietro al processo di pubblicazione. Fate una cosa: prendete in mano il primo libro che avete a portata di mano. Sì, tranquilli, va bene anche la biografia di Ibrahimovic. Quali sono le sue dimensioni (sto parlando del libro, non di Ibra)? Che tipo di rilegatura usa? Su quale carta è stato stampato? E quanto pesa la copertina? Tra l’altro questa benedetta copertina è plastificata o no? Opaca o lucida? Ha le alette interne? Ecco, se a tutte le domande avete risposto “Boh” siete messi come il sottoscritto: MALISSIMO!


Faccio ricorso al mio fido amico Google e comincio a cercare in rete per farmi un’idea di massima e non sparare risposte a… caso.
Dunque cominciamo: che dimensioni dovrebbe avere il libro? Mi viene fornita una serie di possibilità: 10×15 cm, 12×18 cm, 14×21 cm, 15×21 cm e 15×23 cm. Non ho la più pallida idea di quale scegliere e così mi affido alla tecnologia più innovativa: foglio di carta, matita e squadrette. Disegno i vari formati e poi prendo un libro a caso, lo appoggio sul foglio e cerco di capire quale sia la sua dimensione. Dopo questa prova tecnica che pure la NASA mi invidierà, propendo per un formato 15×21 cm.
Passo successivo: rilegatura. Possibili scelte: punto metallico, brossura fresata, cucito filo refe. Punto e cucito? Devo capire come rilegare un libro o comprarmi un maglione? Beh, alla fine pare che quella più adatta (ed economica) sia la brossura fresata. Aggiudicato.
Punto numero tre: tipo di carta per la copertina? Usomano, patinata, avorio, telata? Cos’è un usomano? Mumblemumblemumble, dicesi “usomano”… Mah, nel dubbio non lo scelgo e punto su una patinata lucida. L’illustrazione è in bianco e nero con una macchia di rosso, per cui sulla carta patinata lucida dovrebbe essere abbastanza brillante. Ci aggiungo pure una plastificazione lucida, così risplenderà di luce propria. Se lo comprate, sappiate che non avrete bisogno dell’abat-jour per leggerlo perché quella copertina fa più luce di una scoria radioattiva. Per chi non sapesse cos’è la plastificazione… si tratta di un processo grazie al quale alla copertina viene applicata una sottilissima pellicola per rendere la rilegatura ancora più prestigiosa.
Peso della carta per le pagine. No, ma che davvero? Esiste un peso per le pagine di un libro? Sì, si chiama grammatura e in sostanza esprime il peso di un metro quadrato di carta. Sembra che per i libri tascabili la grammatura ideale sia compresa tra i 50 e i 150 grammi. Uomo dalle idee nette e precise decido di puntare sui 100 grammi, esattamente a metà, giusto per non avere delle pagine leggere come dei fogli di giornale, ma neppure spesse come cartone industriale. Spero solo che gli addetti alla stampa della casa editrice non si comportino come il mio macellaio: “Signò, ha detto un etto, ma qui c’è sta più de mezzo chilo. Che faccio? Lascio?”.
Richiedo un’impaginazione editoriale per dare l’idea che si tratti di un libro serio e da ultimo faccio mettere le alette e incellofanare ogni singola copia, così, in scioltezza, senza badare a spese. Un vero signore.
Ormai esausto per il troppo pensare, invio tutte le mie richieste alla casa editrice, ma c’è ancora un ostacolo: ISBN. Ce l’hai l’ISBN? No, non ce l’ho. L’ISBN è un codice numerico di tredici cifre che identifica univocamente il libro all’interno della produzione editoriale di tutto il mondo. Formalmente non è un dato obbligatorio, ma per accedere alla grande distribuzione (Amazon, tanto per intenderci) è fondamentale. Quindi, se avete in mente di pubblicare un libro, sappiate che dovrete procurarvi anche questo codice. C’è da pagare un’inezia, circa 20-30 euro, ma vi verrà rilasciato un codice che per tutta la vita sarà solo vostro, o meglio del vostro libro.
Richiedo anche l’ISBN e alla fine, distrutto dalla fatica di questo sforzo intellettuale, mi accascio sul divano con una Moretti da 66. Il prototipo dell’intellettuale radical chic.

Voi autori che avete letto questo post delirante, avete avuto gli stessi problemi? Vi siete dovuti fare una cultura sui dettagli tecnici della stampa? Non siate timidi!

3 pensieri su “Ricetta per la stampa di un libro

  1. tantoperpassione

    Non ho mai stampato un libro ma lo ammetto cosí sembra un operazione idilliaca 😂 Grazie di avermi fatto sorridere ( mi spiace per le tue disavventure sia chiaro 😂) fino all’ultima riga.

    Liked by 1 persona

  2. Pingback: Starò facendo le cose per bene? – II parte – Marco Lovisolo

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