Buena Vista Social Network III

Buena Vista Social Network III
Buena Vista Social Network III

I post sui social network sono come i peperoni: a volte ritornano. Parte delle vicissitudini che ho vissuto in passato le ho riportate qui e qui.
Per qualche tempo mi sono rifiutato di cedere al ricatto del signor Zuckerberg e così mi sono messo, con pignoleria sabauda, a fare promozione alla mia pagina in maniera autonoma. Tuttavia, per quanto mi sia sforzato in questi mesi, il numero di “Mi piace” continuava a essere assai esiguo: una cinquantina di persone, in massima parte amici, racimolati nel corso di quattro mesi di stalking. Poi buttavo un occhio a qualche blog, vedevo migliaia di Like e ne uscivo più depresso di un fan di Marco Masini.
“Ma come fanno ad avere tutti questi like, considerato che molti di loro scrivono delle vaccate senza senso?” mi domandavo.


E niente, ho continuato a scrivere articoli demenziali e a tampinare gente affinché mettesse “Mi piace” sulla mia pagina, ricavandone lo stesso risultato che ottenevo ai bei tempi delle superiori, quando cercavo di rimorchiare ragazze: due di picche.
Anche i post avevano una portata organica stranamente “limitata”: quando andavano bene, raggiungevano le 150 persone e poi si fermavano improvvisamente, stroncati come una mosca da un colpo di giornale.
Non si può combattere una guerra contro Facebook e alla fine mi sono arreso senza vergogna, ma con molta stizza. Lucido la carta di credito e promuovo la mia pagina e il post appena pubblicato: 33 euro di Maalox. Come per incanto la pagina comincia ad animarsi e a ricevere “Mi piace”… un po’ sospetti a dire il vero. Il primo Like extra rete personale mi arriva nientemeno che da un tizio che vive in India. Ora, massimo rispetto per l’India che è un luogo che mi ha stregato, nel quale sono stato due volte e dove non mancherò di ritornare, abitato da gente splendida e gentile, ma me lo dite voi che cosa gliene può fregare della mia pagina a uno che abita nel Punjab? Per caso, ma proprio per caso, dovrebbe avere ben altre cose da guardare. Poi salta fuori gente dalla Romania, dal Bangladesh, dalla Guinea, dalla Malaysia, dal Burkina Faso, un tizio sul cui profilo campeggia una bandiera nera con caratteri arabi scritti in bianco che sembra il vessillo dell’Isis… Ci manca solo di finire sotto inchiesta per essere affiliato a una cellula terrorista dormiente. In ogni caso, tutte persone che presumibilmente non parlano italiano e che se lo parlano farebbero meglio ad andare su altri siti. Ma non è che, niente niente, sono profili fake che Facebook usa per giustificare i soldi che ti chiede?

Poi comincia il flusso degli italiani, ma io, paranoico come sempre, non mi fido molto e decido di andare a sbirciare sui loro profili (quelli “aperti” almeno). Alcuni sono appassionati di viaggi e quindi ci sta assolutamente che abbiano messo un Like, ma altri davvero non capisco cosa c’entrino con il tipo di persone che sto cercando. C’è pure uno che come immagine di copertina ha la foto di Trump durante un comizio. Signore, cosa ho fatto di male per punirmi in questo modo? Da una parte l’estremista islamico dell’Isis e dall’altra un nazista bianco in grado di far saltare per aria il mondo schiacciando un bottone. E pure qui mi chiedo: ma perché? Perché gente simile mette “Like” sulla mia pagina? Non capisco. O forse capisco, ma non voglio capire sul serio.
Fatto sta che dopo una decina di giorni il numero di “Mi piace” sulla mia pagina passa da cinquanta a oltre duecento. Allora, sai che c’è? Riposto uno dei miei vecchi articoli, lo condivido tramite la pagina e rimango in attesa di vedere cosa succede. Di oltre duecento persone, voglio proprio vedere chi metterà un Like al post. Dal computo totale tolgo i cinquanta che avevo in precedenza: lo hanno già letto e probabilmente nel rivederselo davanti avranno esclamato “Eccheduepalle”. Tranquilli, vi capisco e vi voglio bene lo stesso. Io mi sarei comportato come voi. Ma sono gli altri centocinquanta che mi interessano. Adesso voglio proprio vedere. Sapete quanti di loro hanno messo “Mi piace” sull’articolo? Provate un po’ a dire un numero intero compreso tra zero e due… Già. Uno, UNO. Per carità, non mi aspettavo certo che TUTTI quanti reagissero immediatamente, ma quattro o cinque persone mi sembravano un numero lecito. E invece solo uno. E allora mi chiedo di nuovo: ma quanti di questi profili sono veri?

Questa indagine deve andare avanti perché ormai lo spirito dell’ispettore Clouseau si è impossessato di me. Comincio già a parlare come lui. Anzi, scusate, ma devo andare perché “mi appellano au telefòn” (cit.)

6 pensieri su “Buena Vista Social Network III

  1. siamo nel 2016, ma l’unico modo per vendere tanti libri è sempre lo stesso di qualche anno fa: conoscere un giornalista che scrive sul settimanale locale, che farà un articoletto accattivante sul tuo lavoro et voilà, il circolo vizioso si innescherà da solo, comprese le pile di libri sistemati nelle vetrine delle librerie e l’entusiasmo contagioso di tutti i tuoi amici e parenti. Provare per credere, io ho visto carriere decollare con questo semplicissimo sistema. Per il libro elettronico cambia qualche variabile. Il giornalista diventa inutile ma contano tutti gli amici e i parenti. Se ti scaricheranno l’opera nelle prime settimane dall’uscita, questa finirà nel catalogo dei fari shop ed ecco che improvvisamente comincerà a diventare interessante. Tutto il resto, comprese le presentazioni in serie ai saloni, dove se sei fortunato si fermano ad ascoltare un paio di signori in attesa delle loro consorti andate in bagno, è pressapoco inutile, assieme ai video a alle promozioni su Facebook. Il passaparola serve poco, Io sono travolto da complimenti e richieste di nuovi libri inediti, la gente mi ferma per strada e mi telefona per congratularsi. Alcuni hanno esposto fieri i mie libri presso sale d’attesa o ambulatori. Solo che il passaparola ha un difetto incorporato: insieme alla parola, spesso si passa anche il libro già letto, con tanti saluti al bilancio economico dell’autore.
    Riassumendo: articoletto sul giornale, editore locale e librerie compiacenti. Tempo tre anni e si pubblica su scala nazionale e magari dettando le condizioni.
    Mi dispiace sembrare cinico, ma questo è quanto.
    PS: io non conosco alcun giornalista

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    1. Sì in effetti anche io pensavo a qualche coinvolgimento locale. Il mio unico problema è che adesso io vivo ad Asti e l’unico giornalista che conosco è a Cuneo… Mi sa che dovrò scandagliare attentamente tutte le librerie astigiane.

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  2. Ciao Marco! Sono capitata qui dopo un’articolo sul blog di Italiaterapia e ho spulciato qualche articolo, intanto ti faccio i complimenti perché hai davvero un bel modo di scrivere 😉

    Se posso permettermi di darti un consiglio riguardo alla pagina facebook prova a pubblicare alcuni tuoi post o direttamente un brano del libro su qualche gruppo facebook a tema (dalla pagina al gruppo). In questo modo otterrai visibilità gratis e già su una nicchia di pubblico interessata.
    Se poi decidi di sponsorizzare i post devi restringere il più possibile il pubblico a cui ti rivolgi, italia e viaggi in primis, e non sponsorizzare mai la pagina ma direttamente i post, da li inviti tutte le persone che che ti hanno messo like al post a metterlo anche alla pagina.
    Ricordati però che dopo una sponsorizzazione facebook tende a chiudere un po il traffico organico in modo da farti pensare che non se non paghi non ottieni nulla, in ogni caso dopo un po torma nella norma.

    Spero di essere stata comprensibile, in ogni caso se hai bisogno scrivimi pure!
    Non sono una grande esperta ma qualcosina in quasi un anno di blog e relativa pagina facebook l’ho imparata…

    Imbocca al lupo 😉

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    1. Ciao Francesca. Grazie per i complimenti. Cerco di raccontare quello che mi succede senza prendermi troppo sul serio. Proverò a seguire i tuoi consigli, ma se c’è una cosa difficile da fare è trovare gruppi di lettura attendibili. La maggior parte è costituita da gente che spamma selvaggiamente senza leggere per cui lasciare estratti lì serve davvero a poco. Posso chiederti si quali gruppi interagisci tu?

      P.S. Sei anche tu una fan della Robbby! 😁

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      1. Francesca

        No intendevo gruppi di viaggiatori, in questo modo vai direttamente ad un pubblico interessato. Ovviamente davanti al link metti una piccola presentazione di quello che stai pubblicando.
        Ho una lista di gruppi che mi ero fatta, la cerco e te la mando 😉

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