Chi l’ha visto?

vendere il proprio libro
Book sale – Photo credit: pockygallery © 123RF.COM

Infine arriva il momento di vendere il proprio libro. Al solito, tutte le mie decisioni sono caratterizzate da un perfetto tempismo. Ho cercato di rimandare ad arte la pubblicazione del mio libro di viaggi, in modo da farlo uscire strategicamente sotto Natale e puntare così sull’ansia tipica del periodo che induce acquisti compulsivi. Capiamoci. Non mi aspettavo che qualcuno dicesse: «Ah, sai, è uscito il primo libro di viaggi di Marco Lovisolo, scapicolliamoci in libreria a comprarlo!» Piuttosto confidavo in un atteggiamento tipo: «Orpolà! Mi sono dimenticato di comprare un regalo per quella rompipalle di mia suocera. E adesso, che mancano solo sei ore a Natale, come faccio a vendicarmi di quella terribile cravatta con le renne che mi ha regalato l’anno scorso? Aspetta un po’, adesso che ci penso mi sembra di aver letto qualcosa su un libercolo insulso, uscito di recente su Amazon“.

Vendere il proprio libro agli amici

Nel frattempo, per fare promozione, ho comunicato ai quattro venti che il libro è finalmente uscito e come risultato mi sono piovute addosso richieste da amici e conoscenti vari, tutti evidentemente impietositi da questo mio infantile entusiasmo. Per vendere il proprio libro, non c’è niente di meno che fare pena a chi ti sta vicino. Dignità mode: OFF. Per farmi contento hanno deciso di comprarne qualche copia, che poi, immagino, finirà come sottovaso oppure verrà utilizzata per altri scopi meno nobili che preferisco non conoscere. C’è anche chi me ne ha chieste un paio di copie per fare regali di Natale, probabilmente a persone che stanno antipatiche. O forse vogliono usare la carta del libro per fare i pacchetti dei regali veri. Boh.

 

Vendere il proprio libro ai parenti

Ovviamente nel computo di queste persone ci sono anche i parenti stretti. Esclusa quella poveraccia di mia moglie che, suo malgrado, il libro lo ha letto quella ventina di volte, come ho già raccontato quando parlavo di scrivere senza errori grammaticali, rimangono i miei genitori e i suoceri. I miei hanno reagito come mi aspettavo:
«Un libro, eh? Un’altra vacc… ehm, un’altra cosa come quei CD che avevi inciso quando suonavi? Dov’è che li abbiamo messi… Sì, dai, portacene una copia, se ti fa piacere…»

Mia suocera, in compenso, ha amplificato la portata del fatto, andando in giro per tutto il paese a dire che finalmente è uscito il libro di viaggi del marito di sua figlia «e non sognatevi nemmeno di non comprarlo!» Adesso c’è un intero paesino dell’astigiano che sta aspettando con ansia l’arrivo della Pregiata Opera. Già me li vedo i contadini che tornano a casa dai campi o dalle stalle e si dicono:
«Orsù, Pancrazio, desio ardentemente giungere alla pia magione, onde poter decifrare il prezioso testo».

Promozione farmer style.

Vendere il proprio libro al grande pubblico

Alcuni blogger che ho stalkerizzato nel corso dell’ultimo anno, con il fine ultimo di fare promozione al tomo, appena hanno saputo del lieto evento si sono fatti sentire. Non mi illudo: siccome a suo tempo si sono compromessi (li ho messi praticamente sotto assedio), adesso non vedono l’ora di togliersi questa incombenza dalle scatole.

Vendere il proprio libro mediante promozioni

Last but not least, mi sono impegnato con un gruppo di scrittori esordienti che hanno organizzato un evento su Facebook. In altre parole, cinquanta scrittori emergenti, per fare promozione e vendere il proprio libro, hanno creato una sinergia che tra le strategie di marketing su Facebook, prevede un concorso a premi. Il premio è costituito da un libro cartaceo messo a disposizione da ogni autore e inviato a casa del vincitore.
«Bella idea!» mi sono detto e, senza pensarci un attimo (cosa che mi capita con assidua frequenza), ansia in resta, ho chiesto immediatamente di partecipare, riuscendo ad accaparrarmi l’ultimo posto disponibile e soffiandolo magari a chi questa occasione la stava cercando da un po’.

C’è solo un piccolissimo particolare, una cosa da poco… come dire? Una bazzecola. Io il libro non ce l’ho! Intendo dire che fisicamente non sono in possesso di nessuna copia. Zero assoluto. E quindi non posso fare fronte alle richieste che mi giungono da più parti.
Beh, adesso ditemelo voi: sono un ca**o di genio o cosa? Come definireste un autore che cerca di vendere il proprio libro senza averne a disposizione nemmeno una copia?

Tranquilli, sta arrivando… credo.

P.S. Se vi è piaciuto questo articolo potete trovarne altri simili, partendo da qui: scrivere un libro e pubblicarlo.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.