I Guardiani della Notte in Val d’Orcia

Duomo di Siena
Duomo di Siena – photo credit Marco Lovisolo

Dopo avervi ammorbato per mesi con le mie disavventure da scrittore autopubblicato, dopo aver esposto i miei travel dreams per il 2017, dopo avere pubblicato qualche recensione di libri di viaggio, è finalmente arrivato il momento di un bel travel post. Non sono un travel blogger e non è mia intenzione sostituirmi a chi sa fare molto meglio di me questo lavoro. Questo per dirvi di non aspettarvi il solito post “Cinque cose da fare a…” oppure consigli relativi a strutture o riferimenti a Enti del Turismo locali, perché questo non è il mio intento. Quello che voglio fare è raccontarvi cosa mi è successo con lo stesso stile con cui ho scritto il libro. Non mi ricordo: vi ho già detto che ho scritto un libro? Ah sì? E vi ho anche dato tutte le informazioni per acquistarlo? Come? Ah, dite di sì. E vabè, e allora: Val d’Orcia.
In primo luogo mi domando come sia possibile che ancora oggi, nel 2017, esista un tratto di autostrada così disastrato come quello tra Bologna e Firenze, e soprattutto mi chiedo dove si riesca a trovare il coraggio di farti pagare un carissimo pedaggio autostradale per una mulattiera. Magari, invece di perdere tempo a parlare di Ponte sullo Stretto o di TAV, sarebbe il caso di rendere agibili le strutture che già esistono. Così, eh, giusto per non fare polemica, che non mi si addice.


Arrivato a San Quirico d’Orcia vengo accolto dalla padrona del bed&breakfast che, testualmente, mi chiede:
“Ma da voi al Nord, è già arrivato l’inverno?”.
Non posso resistere alla tentazione: mi autoproclamo Signore di Grande Inverno, cambio il mio cognome in Stark, fisso la signora negli occhi e, con voce cavernosa, le dico:
“Signò… Winter is coming!”.
Dicembre non è proprio il periodo migliore per girare tra Siena e dintorni, il freddo è feroce e alle cinque di sera è già buio pesto, ma quest’anno è andata così e ancora GRAZIE. In ogni caso i cipressi fanno sempre la loro sporca figura e guidare lungo piccole stradine di campagna, circondate da questi alberi è un vero piacere per gli occhi. E poi, visto che il tempo è poco clemente, si è costretti a lunghe pause pranzo nei ristoranti, dove ti rimpinzano di pici, cinghiale e fagioli che devi necessariamente accompagnare con copiose quantità di alcoolici. Cantucci e vin santo come se piovesse.

Val d'Orcia
Val d’Orcia – photo credit Barbara Quaglia

I centri più noti sono ovviamente Siena, la piccola Pienza, Montepulciano e Montalcino, noti, questi ultimi due, per i celeberrimi vini che si producono. Tuttavia, sebbene un po’ meno note, meritano una visita anche Bagno Vignoni, antico impianto termale di origine romana, la località di Terrapille, dove sono state girate alcune scene de Il Gladiatore, e infine San Quirico. Quest’ultimo viene messo un po’ in ombra dai più celebri borghi dei dintorni, ma, a mio personale avviso, non ha nulla da invidiare. Piccolo paese, la cui parte antica è circondata da mura medievali, conserva ancora una certa originalità rispetto ad altri luoghi ormai irrimediabilmente infestati dal turismo, le cui vie principali sono diventate una lunga sfilza di negozi di souvenir e prodotti tipici.
Ovviamente non mi sono privato di visite e degustazioni alle cantine locali. Ora, qui devo scrivere una cosa che creerà qualche fastidio, ma abbiate pazienza: sono di parte e quindi non ragiono in maniera imparziale. Il Brunello, il Nobile, l’Orcia, tutti ottimi vini, per carità, ma mi dispiace: con il Barolo, il Barbaresco e il Nebbiolo proprio non ce n’è!

Brunello di Montalcino
Brunello di Montalcino – photo credit Barbara Quaglia

Purtroppo tre giorni sono davvero pochi per visitare questo meraviglioso angolo d’Italia con l’accuratezza che meriterebbe. Ricarico lo scarno bagaglio in macchina, riempio lo spazio vuoto con bottiglie di vino e birra artigianale, pacchetti di pici e cantucci, intere forme di panforte e panpepato (nota: prenota un controllo dal dentista… e pure uno dal dietologo!), tiro un “Maremma maiala!” e riparto in direzione del Nord: devo andare a coordinare la difesa del Castello Nero da parte dei Guardiani della Notte.

P.S. Viaggio fatto con mia moglie. Parlo in prima persona solo perché la scrittura in questo modo è decisamente più semplice.

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