Starò facendo le cose per bene? – I parte

Passi da seguire
Passi da seguire

E zitto zitto, ma neanche tanto, sono arrivato alla puntata numero venti delle mie vicende da autore self published. Come da copione, ogni dieci post, me ne voglio concedere uno serio, giusto per spiazzare voi lettori. Cosa ho imparato in questi ultimi mesi?

1) Bisogna convogliare traffico sul nostro sito. Ovviamente questo non è un must, ma abbiamo creato un sito internet la cui funzione è fare da vetrina al nostro libro, quindi dobbiamo fare in modo che le persone lo frequentino, ci girino un po’ sopra e si accorgano del libro. Per fare questo io ho utilizzato le seguenti tecniche:


a) Guest post. Non tutti lo fanno, ma alcuni blogger concedono a lettori fidelizzati l’opportunità di scrivere un post per loro. In questo modo il blogger può, per una volta, rilassarsi e non pensare a cosa scrivere, mentre all’ospite viene data l’opportunità di mettersi in mostra. Ovviamente si deve trattare di argomenti strettamente inerenti il vostro libro. Per esempio io che ho pubblicato un libro di viaggi, ho scritto un guest post per un travel blog.
b) Comment marketing. Ho già accennato diverse volta alla necessità di fare rete con altri blogger, in modo da darsi una mano a far crescere i rispettivi blog. Un modo sicuramente intelligente è quello di postare commenti costruttivi sugli articoli dei nostri amici blogger, in modo da alimentare la discussione con argomenti di qualità. Apparentemente può sembrare che si faccia un favore all’altro blogger, il quale sarà l’unico a beneficiarne. In realtà possiamo avere un ritorno da questa azione: nei commenti è possibile specificare il proprio nome e il nostro dominio internet. Il lettore che approderà sul nostro commento, trovandolo di suo gusto ci cliccherà e verrà automaticamente reindirizzato sul nostro sito. Un accesso guadagnato che dovremo essere molto bravi a sfruttare, facendo navigare il nuovo utente il più a lungo possibile per mezzo di argomenti interessanti, link ipertestuali ecc.

2) Migliorare la propria tecnica di scrittura. Ho scritto un libro di viaggi nel quale ho raccontato le mie vicende personali, un testo puramente autobiografico che non ha nulla di inventato. In sostanza sono assolutamente carente dal punto di vista creativo, quindi per me, un modo per migliorare la mia tecnica è proprio quello di dedicarmi alla scrittura creativa. Un’idea (che ammetto non è mia) che mi gira in testo da qualche tempo è quella degli spin-off. Nel corso dei miei viaggi ho incontrato ogni tipo di persona; molti di loro hanno lasciato un segno sul mio viaggio e quindi ho ritenuto opportuno parlarne nel libro. Ma che ne è stato di quelle persone dopo che ci siamo lasciati? Non lo so, ma la mia idea è proprio questa: inventarmi le loro vicende nei giorni successivi al nostro incontro. Ci riuscirò? Non lo so, ma ci proverò.
Altro metodo (questa volta pensato dal sottoscritto) per migliorare la propria scrittura, è quello di recensire libri, attinenti al viaggio, ovviamente. Paul Theroux, nel suo celebre libro L’ultimo treno per la Patagonia, diceva che “lo scrittore di viaggi rimbalza indietro per raccontare la sua storia”. Appunto, la SUA storia. Ognuno ha i propri sentimenti, un approccio alla realtà diversa che lo circonda, reazioni diverse e di quello parla. Leggere un libro di viaggio significa entrare in una stanza segreta dell’autore. In quel caso non posso lasciarmi andare alla mia scrittura eccessivamente ironica, devo trovare una dimensione diversa per raccontare parte della vita altrui. Si impone un altro modo di scrivere, più sobrio e rispettoso. Per me uno spazio sconfinato nel quale lavorare per migliorare come scrittore.

3) Affinare ulteriormente le proprie capacità di fare rete con altri blogger. Io, per esempio ho iniziato a creare connessioni con i travel blogger, perché parliamo la stessa lingua. Tuttavia non avrebbe senso limitare la propria ricerca a quel settore, perché se è vero che quel tipo di pubblico potrebbe essere particolarmente ben disposto verso un libro di viaggi, è altrettanto vero che anche la persona che va tutti gli anni in vacanza nello stesso posto potrebbe provare interesse nella lettura di quanto ho scritto. Bisogna quindi allargare le maglie della rete che stiamo costruendo. Io ho trovato questi modi:
a) Contattare realtà locali, parlare con persone che si occupano della vita socio-culturale della città in cui vivi. Io, per esempio, sono torinese e sono riuscito nel corso del tempo a creare una proficua collaborazione con alcuni blogger della mia città.
b) Contattare persone che si occupano di recensire libri. Nello specifico io ho ristretto molto la cerchia, perché diversi book blogger si rifiutano di recensire libri di autori self published. Bisogna allora armarsi di pazienza e andare in cerca di blogger specializzati in quel tipo di autori.

Per il momento mi fermo qui e vi rimando alla prossima settimana, quando si parlerà di informazioni che si devono conoscere prima di far stampare il libro, metodi di promozione, rapporto con il colosso Amazon ecc.

 

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