Cose che ho scoperto viaggiando

I ferri del mestiere
I ferri del mestiere

Le véritable voyage de découverte ne consiste pas à chercher de nouveaux paysages, mais à avoir de nouveaux yeux.

Marcel Proust

Aprire un post con una citazione di Proust, in francese per di più, fa sempre tanto figo, perché dà agli altri l’impressione che tu legga qualcos’altro oltre ai fumetti di Asterix. Rimane però un fatto: nel dire che il viaggio di scoperta consiste fondamentalmente nell’avere nuovi occhi, lo scrittore parigino affermava una verità tanto ovvia quanto profonda. Anni di viaggio in compagnia di uno zaino malridotto, mi hanno insegnato molte cose. La dimensione solitaria in questi casi è fondamentale, perché ti permette di focalizzarti sulle tue sensazioni, lasciarle sedimentare, valutarle con calma e giungere infine a delle conclusioni. Devo ammettere che viaggiare in questo modo mi ha cambiato per sempre. O forse sarebbe meglio dire che non ha cambiato tanto il sottoscritto, quanto i termini nei quali io conoscevo me stesso.


Certo, possiamo stare qui a dire le solite cose, peraltro tutte assolutamente vere: il viaggio in posti lontani ti insegna a essere tollerante, flessibile, a valutare sempre tutto molto attentamente con i propri occhi e i propri pensieri. Ti fa alzare la testa da quel tavolino di briscola che è la tua vita quotidiana e ti obbliga ad abbracciare con lo sguardo i dintorni. Ti induce a comprendere che la tua cultura d’origine NON è il centro del mondo, ma solo una delle mille facce nelle quali si è articolata l’esperienza umana e in molti casi non è nemmeno la migliore.
Tutto vero, ma è altrettanto vero che il viaggio agisce direttamente sulla tua corteccia cerebrale, plasmandola, aiutandola a svilupparsi in una direzione differente.
Io personalmente ho scoperto la gioiosa e pura ansia dell’ignoto, quando di fronte a te si apre il nulla e non sai cosa ti riserverà il domani eppure, nonostante tutto, ti ingegni e una soluzione, spesso inaspettata, la trovi.
Ho scoperto di essere capace di adattare il mio passo a situazioni sconosciute, capace di adeguarmi a nuove forme di esistenza, capace di mettere da parte le rigide consuetudini che guidano la mia vita per abbandonarmi a quello strano fluire del tempo che sembra assumere dimensioni differenti, dilatandosi e restringendosi incomprensibilmente.
Ho scoperto che è possibile trovare un punto di equilibrio mettendosi volutamente fuori equilibrio, ponendosi in situazioni estreme, affrontando le difficoltà man mano che si presentano.
Ho scoperto che è possibile affrontare le proprie paure a viso aperto, che si può permettere loro di assalirti, malmenarti, farti a pezzi,  consapevole del fatto che alla fine passeranno, se ne andranno e ti lasceranno distrutto a terra. E ho scoperto che a quel punto ti rialzerai, affaticato, dolente ma vivo, più vivo di quanto tu sia mai stato in passato. Le tue paure non ci saranno più, ma tu sarai lì e davanti a te si aprirà sempre la solita strada, ora piena di nuove possibilità.
Ho scoperto che è bello permettere al mondo di sedurti e conquistarti, tanto che dopo non vorrai più tornare indietro.
Ho scoperto che in viaggio non posso non immergermi completamente in quella forma di libertà da me stesso e dal personaggio che mi sono costruito addosso, spesso scomodo e ingombrante. Quando sei su un autobus scassato, seduto alla meno peggio, con addosso i tuoi vestiti peggiori, il tuo zaino di fianco, senza una meta precisa, circondato da sconosciuti con i quali parli della vita, non puoi che essere te stesso, non puoi che permettere alle fibre della tua anima di venire finalmente in superficie, non puoi far altro che mostrare la tua vera identità e accettarla per quello che effettivamente è.
E ho anche scoperto che mi piace tornare a casa, poggiare la testa sul mio cuscino, chiudere gli occhi e nascondermi in quel piccolo spazio che è solo mio per poter riassaporare quella gioia pura e selvaggia tutte le volte che mi va di farlo.
Ma soprattutto ho scoperto che il viaggio è in sé un’autentica forma d’arte come la musica, come la pittura, come la danza, perché rappresenta la vita nelle sue mutevoli sfumature, permette di conferire una nuova dimensione alle cose, ti inebria con il senso di libertà che sa regalarti.
I viaggiatori, in realtà, sono artisti.

Se ti è piaciuto quello che hai letto, magari potrebbe interessarti il mio libro. Non sono sempre così serio, anzi…

9 pensieri su “Cose che ho scoperto viaggiando

  1. Mi hai davvero emozionato, mi ritrovo molto nelle tue parole… mi sento spesso in gabbia e piena di paura.. viaggiare è la cura migliore che sto sperimentando!! Come dici tu: viaggiare fa venire alla superficie le fibre della tua anima… penso proprio che mi interesserà il tuo libro!!

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    1. Grazie, Silvia, sono contento ti siano piaciute le mie parole. Sono concetti che può capire pienamente solo chi è malato di viaggio come noi. Il mio grosso rimpianto è non essere mai riuscito a fare un viaggio lungo, di 5/6 mesi… ma prima o poi…
      Se leggerai il mio libro, mi raccomando: dimmi cosa ne pensi, ci terrei molto.

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  2. Sa

    Altra malata di viaggio all’appello! Sono approdata qui grazie a Silvia di The Food Travel e ho trovato un blog davvero interessante complimenti…
    Io sto vivendo mesi di immobilità lavorativa e l’unica cosa che mi permette di andare avanti è la certezza che prima di quanto possa immaginare riempirò di nuovo lo zaino e partirò…. Questa volta sarà un viaggio diverso, ho deciso di prendermi del tempo, un po’ di tempo e di andare a scoprire il Sud Est Asiatico, meta forse facile, ma economica e affascinante!
    Marco, ancora complimenti per il tuo scrivere…

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    1. Sa, prima di tutto grazie per i complimenti. Per uno “scrittore” (se vogliamo usare questa definizione inadeguata) sono sempre importanti, davvero.
      Sull’astinenza da viaggio, che ti posso dire? Ti capisco perfettamente. Io non metto piede fuori dall’Italia dal 2015, ormai ho consumato Google Maps a forza di viaggiare solo sul pc.
      Ti auguro di riuscire a realizzare il tuo sogno del sud-est asiatico. Io ci sono stato due volte: la prima Cambogia-Vietnam-Laos, la seconda Myanmar-Thailandia. Meraviglia! Non vedo l’ora di tornarci!
      Se ti va, sul mio libro ho dedicato un capitolo intero (il V) al mio viaggio laggiù… (scusa la pubblicità non troppo occulta).
      A presto e grazie per essere passata di qua.
      Marco

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      1. Sa

        Io vorrei fare Vietnam, Cambogia e Laos o Thailandia del Nord, vedremo!!
        Per la pubblicità direi che ci sta tutta, quindi ora vado a vedere di recuperare il tuo libro, sto facendo collezione di travel book perchè viaggerò da sola e quindi ho bisogno di buona compagnia!

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