Fate i bravi, altrimenti…

Recensioni
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Rieccomi qui dopo una piccola pausa. Vi mancavo, eh? (Potete mentire, ndr).
Ho deciso di scrivere proprio adesso questo post sulle recensioni al mio libro per un motivo molto semplice: al momento attuale sono TUTTE positive. Meglio approfittarne subito e proiettare positività su tutto il globo terracqueo, piuttosto che aspettare che arrivino quelle negative, quando mi trasformerò nello Steven Seagal di True Justice e andrò in cerca del bastardo che avrà osato tanto. Tra l’altro come capigliatura sono già a buon punto: mi basta parrucchino sulla capoccia e divento il gemello scemo di Steven (che già non deve essere uno che brilla per intelligenza).


Beh, comunque, come dicevo a oggi 13 marzo 2017 il mio libro gode di ben sei recensioni su Amazon, una su Mondadori e una su Google Play: otto recensioni di cui sette con il massimo dei voti e solo una con quattro stelle. Sì, lo so cosa state pensando: tutti amici o conoscenti. E invece no. Certo c’è la recensione di mia moglie, stalkerizzata fino all’esaurimento e quella di un paio di amici, ma per il resto si tratta di recensioni fatte da persone che non conosco direttamente. Cosa ne dovresti dedurre, oh prode che stai leggendo queste righe? CHE SI TRATTA DI UN LIBRO FANTASTICO! Ma che aspetti a comprarlo, leggerlo, strapparti le vesti, abbandonare ogni bene terreno e decantarne le lodi, viaggiando scalzo di città in città?
Troppo, eh?
Tuttavia, come vi potete immaginare, la cosa non può che farmi un grandissimo piacere. Una delle cose che ho capito mentre scrivevo il libro è che ci stavo mettendo dentro tutto me stesso. Ma, del resto, credo che sia così per qualsiasi libro scritto fin dalla notte dei tempi. Che si tratti di un testo manifestamente autobiografico piuttosto che di un romanzo, in realtà ognuno di noi scrive di sé, dei propri sentimenti, della propria personalità. Incontrare il gusto dei lettori significa stabilire un legame con loro, vuol dire creare una connessione con persone che hanno la tua stessa visione del mondo, definire un terreno comune di incontro nel quale ritrovarsi nonostante tutte le differenze che possono esistere. Ho scritto un libro che parla di viaggi zaino in spalla, ma la maggior parte delle persone che lo hanno letto (o almeno quelle che conosco di persona o virtualmente) non sono né sono mai stati dei backpacker, eppure lo hanno apprezzato, ne hanno parlato bene, hanno trascorso del tempo insieme al mio libro. Magari qualcuno lo ha letto prima di andare a dormire, qualcun altro mentre era sul bus oppure seduto su una panchina investita dal sole primaverile. Chi lo sa? Mi piace pensare di aver fatto compagnia a qualcuno e di essere anche riuscito a strappare un sorriso.
Alle recensioni sui siti specificamente “libreschi”, si aggiungono anche i post pubblicati su altri blog: di seguito potete leggere cosa si dice del libro su Italiaterapia, Dire Fare Mole e Il blog di Eleonora Marsella, argomenti ripresi anche da magazine locali come TurinIsTurin, La Terrazza di Michelangelo, Paese Roma, Caffè News. Tutti commenti positivi che ogni tanto mi fa piacere rileggere e che magari potrebbero indurre voi indecisi ad acquistare il libro (arridaje!).

Viste le cose in quest’ottica, anche le critiche negative (perché ci saranno, oh se ci saranno!) possono essere utilizzate in maniera costruttiva. Significa comunque che qualcuno ha investito parte del suo tempo per leggere e parlarne male, esprimere disappunto o delusione. Beh, ci sta. Io esprimo il mio punto di vista, ma non è detto che sia condivisibile da tutti ed è più che lecito che lo si esprima.
Comunque non pensiate di cavarvela con questa esposizione di smielato buonismo. Non sognatevi nemmeno di recensire negativamente il mio libro, perché come diceva il buon Liam Neeson: “Io non so chi siete, ma vi cercherò. Vi troverò. E vi ucciderò” e lo farò con una mazza da baseball ricoperta di filo spinato che si chiama Lucille. Eh, oggi va così, sono in vena di citazioni cinematografiche. Pregate che riesca ad arrivare alla fine di questo post prima di cominciare a declamare Attila nella versione di Diego Abatantuono.

Ok, adesso scusate, ma devo proprio andare: Ragnar Lothbrok mi sta aspettando per affilare l’ascia bipenne, quella che userò contro le persone che parleranno male del mio libro.

P.S. Se siete riusciti a cogliere tutte le citazioni cinematografiche di questo post, avete problemi più seri di quanto pensiate: la nerditudine si è definitivamente impossessata di voi.

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