ANTONELLA MORETTI- Prezzemolo e cilantro

Antonella Moretti - Prezzemolo e cilantro
Antonella Moretti – Prezzemolo e cilantro

Sapete come sono fatto: arriva un momento in cui devo cambiare, muovermi in nuove direzioni. Dopo aver recensito vari libri di viaggio, ho deciso di approcciare “Prezzemolo e cilantro”, esordio letterario di Antonella Moretti.
Non siamo di fronte a letteratura di viaggio vera e propria, ma sempre del mondo, e più precisamente della Cina, si parla. Antonella è una “expat”, una donna che, per necessità di lavoro, si è trasferita a vivere all’estero. Il libro prende spunto dalla sua vita quotidiana e, pur non essendo manifestamente autobiografico, esprime chiaramente i sentimenti che deve avere provato l’autrice nel corso dei suoi anni cinesi.


Si parla di donne, nella maggior parte dei casi mogli di importanti dirigenti d’azienda, che si sono ritrovate scaraventate in una realtà profondamente diversa da quella italiana. Si parla dei loro sforzi per ricostruirsi una vita, del tentativo di creare un rete con le altre, delle preoccupazioni legate alla vita dei figli, di questa sensazione di perenne sospensione che vivono gli expats: non più europei, ma nemmeno completamente cinesi, perché l’espatrio ti cambia e ti obbliga a vivere due vite parallele.
Perché allora parlarne in un blog che punta manifestamente ai racconti di viaggio? Beh, personalmente non ho mai declinato il viaggio come semplice deambulare, ma più come un contatto con l’Altro, come ricerca di un territorio comune nel quale capirsi a vicenda, come tentativo di comprensione reciproca che non sconfini nella prevaricazione. E cosa può esserci di più adatto della vita secolare di chi si ritrova quotidianamente ad affrontare problemi apparentemente insormontabili, conseguenza di profonde differenze culturali?
Le protagoniste, infatti, vivono un primo momento di forte spaesamento, legato ad aspetti puramente pratici: nuovi codici di comportamento, cibi apparentemente immangiabili, supermercati totalmente diversi dai nostri. Molte di loro decidono di rifugiarsi nei cosiddetti compound, enormi agglomerati all’interno dei quali si cerca di riprodurre artificialmente lo stile di vita europeo. La continua frequentazione con persone della propria nazionalità, l’ostinato rifiuto del contatto con gli altri, siano essi cinesi o europei, portano allo sviluppo di uno strisciante razzismo non immediatamente percepibile, ma pericolosamente attivo.
Altre, invece, accettano la sfida, fanno un passo in più, escono dalla loro comfort zone e affrontano, chi con paura, chi con avventatezza, chi con spensieratezza, la nuova realtà che le circonda. E scoprono che, al di là della sfrenata modernità, dell’imperante consumismo e dell’onnipresente cemento, esiste un mondo dalle tradizioni ancestrali, ancora profondamente permeato da un’antica bellezza, che si cela all’occhio superficiale, ma che esplode in tutta il suo superlativo splendore di fronte a chi ha la pazienza, il coraggio e la voglia di confrontarcisi. C’è una vicenda (non vi dico quale, nessuno spoiler) che più delle altre mette in evidenza questo aspetto e che dimostra che alla fine, nonostante le innegabili differenze, un punto di sintesi può sempre essere trovato.
Ecco svelato il motivo per cui vi parlo di questo libro! Perché, sebbene stanziali, le donne di Antonella viaggiano, permettono alla Cina di conquistarle, acquisiscono nuovi occhi attraverso i quali guardare il mondo. E non è forse questo l’obiettivo di ogni viaggio, non è forse questa la cosa che tutti noi vagabondi cerchiamo quando attraversiamo una frontiera? Alcune delle protagoniste sono in realtà delle viaggiatrici, ma, prima di mettere piede in Cina, non lo sapevano. Solo laggiù, in una condizione che non dà loro alcuna altra scelta se non andare avanti, scoprono la loro vera natura di esploratrici e con essa crescono e diventano persone diverse.

Un libro da leggere per capire una realtà per molti sconosciuta e per rendersi conto di quanto una vita apparentemente dorata sia in realtà dura nei piccoli dettagli. Un libro che le donne, più avvezze alle piccole sfumature del linguaggio, comprenderanno meglio di quanto sia riuscito a fare un maschio grezzo come il sottoscritto.

Il quale sottoscritto, tra l’altro, non ha mai messo piede in Cina… Sapete che vi dico? Non credo a una sola parola di quello che ha scritto Antonella! Adesso preparo lo zaino e vado a vedere se ha raccontato la verità ;o)

Prezzemolo & Cilantro: Storie di donne italiane in Cina

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...