Viaggio in solitaria vs/ viaggio in compagnia

viaggio in solitaria o in compagnia?
Viaggio in solitaria o in compagnia?

Tutte le persone appassionate di viaggi che bazzicano i travel blog sanno bene che sul web infuria un duello tra i sostenitori del viaggio in solitaria e gli ultras del viaggio in compagnia.

Bene, tutto ciò premesso, ecco l’arduo quesito: qual è la migliore modalità di viaggio?

Io ho vissuto entrambe le esperienze. Per alcuni anni ho girato il mondo in solitaria e ho raccolto alcune delle mie impressioni in un libro di viaggi. In seguito ho conosciuto la donna che è diventata mia moglie e con lei ho sperimentato una nuova dimensione di viaggio.
Quali conclusioni ne ho tratto?

Partiamo da un fatto: la nostra personalità è malleabile. Certo, questa malleabilità non è identica per tutti: alcuni individui sono facilmente influenzabili mentre altri, tendenzialmente molto convinti delle proprie idee, vanno dritti per la loro strada. Ma alla fine le percezioni di ognuno di noi vengono in qualche modo modificate dalla presenza altrui.
In compagnia di altre persone ci conformiamo alla visione che esse hanno di noi, ci adeguiamo alle loro aspettative. Tendiamo a sintonizzarci su una lunghezza d’onda comune che, ineluttabilmente, comporta una rinuncia al nostro vero io. Magari siamo degli appassionati della vita sociale delle formiche e una delizia che non vorremmo mai farci mancare è la beata e interminabile contemplazione del loro andirivieni. Tuttavia in presenza di qualcuno, forse vergognandoci per questo nostro insolito interesse, moderiamo la nostra innata curiosità e ci limitiamo a guardare nostalgicamente una colonna di formiche che si dirige chissà dove.

Viaggio in solitaria: perché?

In questo senso il viaggio in solitaria presenta sicuramente dei grandissimi vantaggi. Soli, in un luogo del mondo in cui nessuno ci conosce, stranieri in terra straniera, possiamo permetterci di far cadere in un colpo solo tutte quelle impalcature socio-culturali che ci portiamo dietro nel corso della nostra vita. Possiamo agire senza alcuna vergogna e fare ciò che più ci piace: guardare le formiche, abbigliarci in modo eccentrico, fare a gara con dei ragazzini a “saltabalzello” (non so come lo chiamiate voi, per me è quel gioco che si fa da bambini, in cui si prende una pietra liscia e, lanciandola in maniera opportuna, la si fa rimbalzare sul pelo dell’acqua). Possiamo anche decidere di creare un personaggio alternativo al nostro io. Insomma, possiamo fare davvero di tutto, assaporando il gusto pieno della libertà.

Inoltre, il viaggio in coppia o con un piccolo gruppo porta a chiudersi all’interno di una bolla comoda e confortevole. Siamo con il nostro partner o con degli amici di lunga data e non avvertiamo la necessità di “aprirci” verso il mondo. Facciamo gruppo tra noi, parliamo in italiano di argomenti che conosciamo, costituiamo una piccola cellula indipendente.
Nel viaggio in solitaria, invece, la ricerca del contatto con l’Altro diventa quasi automatica, perché ci poniamo inconsapevolmente in uno stato d’animo molto più ricettivo. Ricerchiamo la compagnia di persone sconosciute, intessiamo discorsi in una lingua diversa dalla nostra, affrontiamo argomenti di cui non abbiamo la minima padronanza.

Viaggio in solitaria o viaggio in compagnia?

Se siete arrivati fin qui probabilmente starete pensando che io preferisca di gran lunga il viaggio in solitaria. Devo deludervi. Sebbene in un primo momento abbia fatto fatica ad allineare il mio passo a quello di un’altra persona, con il tempo ho imparato ad apprezzare anche questa nuova forma di viaggio.

Ognuno di noi ha una propria sensibilità e percepisce la realtà circostante in modo diverso dagli altri. Il viaggio in compagnia, sotto questo aspetto, comporta un’amplificazione delle sensazioni, perché alle tue si aggiungono quelle di chi ti accompagna. Alcuni particolari sui quali non ti saresti mai soffermato vengono portati alla tua attenzione da una sensibilità differente e affrontati in modo più completo. Mi è capitato numerose volte di ritrovarmi a osservare un dettaglio solo perché mia moglie me lo aveva fatto notare: il sari di una ragazza indiana nelle vie di Madurai, il sapore dello zenzero in un tè bevuto tra i templi di Bagan, la strana conformazione delle dune di sabbia di Merzouga.

La malleabilità di cui parlavo prima non è necessariamente un aspetto negativo. La presenza di un’altra persona può aiutarci a tirare fuori quei lati positivi del nostro carattere che abitualmente soffochiamo. Può aiutarci a essere più osservatori, più tranquilli, più predisposti verso alcune mete o esperienze.

Viaggiare in compagnia: c’è un’altra cosa…

C’è un altro punto che secondo me merita di essere analizzato. È vero che quando viaggi in solitaria tendenzialmente ti apri al mondo e incontri molta gente, ma spesso si tratta di contatti superficiali che poi non hanno un seguito nella vita futura. Non voglio dire che sia sempre così, ma la stragrande maggioranza delle persone incontrate nel corso dei miei vagabondaggi, l’ho persa lungo la strada. Condividere un viaggio, una sensazione, un’esperienza con chi ti è vicino ne aumenta la portata, cementifica il rapporto, perché ci sarà sempre qualcuno al quale potrai dire: «Ti ricordi quella volta che…»

E insomma, dopo tutto questo pippozzo mentale qual è la conclusione? Meglio viaggiare in solitaria o in compagnia?
Bah, io nel dubbio vado a comprarmi un biglietto aereo.

P.S. Se ti è piaciuto questo articolo, puoi leggerne altri simili. Comincia da qui: filosofia del viaggio.

12 pensieri su “Viaggio in solitaria vs/ viaggio in compagnia

  1. Beh si, devo ammetterlo: fino a quel punto avrei giurato che tu preferissi la solo-mode. Purtroppo non posso esprimere la mia perchè mi manca la modalità di viaggio di cui sopra. Genitori, parenti, amici, fidanzato e poi marito. Sola mai. E paradossalmente la mia indole è quella di un essere molto solitario. Non ti nascondo che rosico ma mai dire mai! 😀
    Siete stati a Merzouga?! *_*
    Ma veniamo alle cose serie, il biglietto aereo: dove? 😉

    1. Ciao. Sì a Merzouga e poi in giro per buona parte del Marocco. Biglietto aereo per la Grecia: primo viaggio per mia figlia. Nemmeno 16 mesi e già in giro per il mondo. Che padre fantastico che sono 😇😜

  2. A volte forse dipende anche dai periodi, dalle mete e da chissà cos’altro: io per esempio in alcune occasioni sono stata contenta di essere da sola, in altre invece mi sono trovata bene in compagnia. Poi ci sono state anche delle volte, sopratutto quando sono stata in viaggio con gruppi dalle 5 persone in su, e in quei casi lì sono sempre andata molto vicino alla crisi isterica. Quindi direi che hai perfettamente ragione: nel dubbio meglio correre a comprare un biglietto 😉

    1. Guarda io alla fine credo che la soluzione migliore sia in solitaria o al limite con una persona con la quale hai grande intesa. Dopo l’estate ti dirò com’è viaggiare con una figlia piccola ;o)
      Comprare un biglietto è sempre un’ottima opzione: non si sbaglia mai!

  3. Chi fa da sé fa per tre…ma è anche vero che un bel viaggio in compagnia (se quella giusta ovviamente) farà trascorrere momenti indimenticabili.
    Oppure, ancora, la compagnia si può trovare sul luogo di destinazione…

      1. Chiedevo, perché è uno sfizio che mi vorrei togliere una volta nella vita. Andare chissà dove e fingere di aver studiato un’altra cosa, di avere un altro lavoro. Poi prevale la voglia di conoscere l’altra persona e quindi farmi conoscere…

  4. L’ideale sarebbe poter alternare.
    Sempre solo una delle 2 condizioni finirebbe per annoiarci fino addirittura a non poterne più!
    L’essere umano è così: si stanca presto e inizia a desiderare “l’altra cosa”, quella che non ha, fosse anche magari peggio di quella che invece ha.

    E’ magnifico avere sempre attorno affetti e amici, per mesi e mesi, fino alla nausea e a quel punto andare a “depurarci” nella santa solitudine per un paio di giorni.

    1. Marco Lovisolo

      Bravo Marco, condivido pienamente il tuo pensiero. Purtroppo non è sempre possibile. Grazie per essere passato da qui!

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