La casa dov’è?

la tua vera casa
Casa

Può sembrare paradossale che un sito dedicato ai viaggi si ponga il problema di capire qual è la tua vera casa. Eppure è così.
Qualche tempo fa pubblicai un post che ebbe un discreto successo. L’argomento riguardava l’ipotesi di mettersi a viaggiare per sempre. Se non lo avete ancora fatto, vi invito a leggerlo per comprendere meglio il senso di ciò che sto per scrivere… e anche per aumentare il traffico sul mio blog ;o)
Letto? Bene. L’articolo, nel suo piccolo, ha ricevuto un po’ di commenti, ma uno in particolare, lasciato sulla mia pagina Facebook, mi ha indotto a pensare. Lo riporto quasi testualmente, riconoscendo il merito al suo autore, Bruno Pernice.

La tua vera casa: un’opinione esterna

“Se per casa intendiamo anche un posto nel mondo geocraficamente circoscritto, credo che esso riservi sempre delle sorprese e non lo si possa mai conoscere del tutto, in quanto ognuno di noi non è mai conoscibile del tutto. Sono le nostre abitudini a farci credere che una cosa la conosciamo del tutto. Posso guardare con occhi nuovi un vecchio posto della mia infanzia oppure interpretarlo diversamente in compagnia di persone sconosciute. Casa esiste solamente dentro di noi. E secondo me casa puoi viverla da esploratore sempre, solo volendolo.”

Questo commento ha messo in subbuglio il mio unico neurone e mi ha indotto a chiedermi: cos’è VERAMENTE casa? Quanto è assoluto per ognuno di noi questo concetto?

La tua vera casa: come cambia quando parti

Il viaggiatore è sempre un nomade, un forestiero, un ospite. Vive luoghi che non sono suoi, dorme in letti che non gli appartengono, entra in case in cui non abita. Durante il viaggio abbandona le abitudini, il conosciuto, ogni cosa nota e si trasforma in un randagio che possiede solo se stesso. Questo atteggiamento forzato lo altera inesorabilmente, ne modifica la psicologia, accresce la sua esperienza di vita, lo cambia al punto tale che al suo ritorno a casa non è più la stessa persona che è partita, lo fa diventare oggetto di un’impercettibile metamorfosi che si ripercuote inevitabilmente anche sulla realtà circostante, perché ora la vede da una nuova prospettiva.

La casa non fa eccezione: si rinnova, subisce cambiamenti, si modifica in funzione del nuovo sguardo che vi si posa sopra. Ne consegue che tutto quello che abbiamo non sono altro che luoghi nei quali sostare temporaneamente, perché si sviluppano con noi, mutano attraverso la nostra crescita, acquisiscono una forma diversa. Con il tempo e le esperienze accumulate li percepiamo in maniera differente.

La tua vera casa: il ritorno

Al ritorno a casa il focolare domestico ci apparirà difforme da come ce lo ricordavamo, trasformato dalla scissione originale della partenza e da tutta la vita accumulata mentre eravamo impegnati a vivere il viaggio.

Il vagabondaggio comporta sempre uno scollamento, un distacco dalla quotidianità. Per la nostra psicologia si tratta di un allontanamento, spesso traumatico, da tutte quelle realtà che inconsciamente consideriamo un prolungamento di noi stessi: famiglia, lavoro, amicizie, impegni, casa. Insegna a sentirsi sempre stranieri, perfino quando ci si trova tra le mura domestiche.

La tua vera casa: in definitiva

Anche per questo vale la pena di continuare a viaggiare: per fare ritorno a casa, rivederla con occhi nuovi, abitarla in maniera più poetica, meravigliarsi di particolari ai quali non avevamo mai fatto caso.

Il viaggionon finisce mai, prosegue dentro di noi e in quel luogo amato che dobbiamo di nuovo imparare a conoscere attraverso una nuova psicologia.

P.S. Se ti è piaciuto questo articolo, puoi leggerne altri simili. Comincia da qui: filosofia del viaggio.

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