La senti la voce dei luoghi che visiti?

luoghi che ti parlano
Stonehenge al tramonto

La domanda del titolo potrebbe farti sorgere dubbi sulla mia saluta mentale oppure potrebbe indurti a chiedere di quali droghe abbia fatto uso recentemente. Beh, ci tengo a tranquillizzarti: la mia salute mentale è pessima come al solito e il numero del mio spacciatore non te lo do.
Chiariti questi punti essenziali, vorrei esprimere cosa intendo dire con questa domanda bizzarra.
Sono fermaemnte convinto che i luoghi, in qualche misura, ci parlino. Non c’è alcuna reminescenza naturista o pseudocosmica dietro a quello che sto affermando. Semplicemente dico che su questa terra ci sono degli spazi geografici che parlano direttamente ad alcune corde del nostro essere. Qualcuno è più invadente, qualche altro meno, altri ancora rimangono in silenzio.


Faccio qualche esempio pratico: il Taj Mahal di Agra, Machu Picchu in Perù, Angkor in Cambogia, Teotihuacàn in Messico (mete di cui ho parlato nel mio libro). Sono tutti luoghi che con la loro stessa magnificenza reclamano ad alta voce un posto nella considerazione di chi li visita. Anche il viaggiatore più distratto non può fare a meno di fermarsi di scatto e voltarsi, come se avesse sentito distintamente una voce dire: «Ehi, sono qui!»
E a quel punto non puoi far altro che ammirarli, valutarli in tutta la loro bellezza, domandarti chi li abbia abitati e che vita abbia condotto al loro interno. Sotto certi aspetti sono forse un po’ “chiassosi”, ma una cosa è certa: non puoi ignorarli, come non puoi ignorare quelle persone cariche di carisma che ogni tanto attraversano la tua vita.
Altri posti, invece, richiedono una maggior attenzione. Sono luoghi nei quali è capitato qualcosa che acquisisce un valore particolare solo agli occhi di chi è a conoscenza della loro storia. A me personalmente è capitato, per esempio, visitando il Museo Dostoevskij, ricreato all’interno dell’appartamento nel quale il grande scrittore visse gli ultimi anni della sua vita, dal 1878 al 1881 e dove si occupò della stesura della sua opera più celebre: I Fratelli Karamazov. Questo posto ha parlato a me in quanto amante degli scrittori russi e di Dostoevskij in particolare, ma con ogni probabilità, non avrebbe avuto nulla da dire a chi ai tempi dell’università non si è smazzato esami su esami di letteratura russa. Io, pur cosciente di essere di fronte a una ricostruzione artificiale, ho guardato con occhi attenti la disposizione dei mobili, l’ubicazione delle finestre, soprattutto quelle ad angolo per le quali Dostoevskij aveva un’autentica ossessione, la collezione di fotografie che amava mostrare ai bambini. Quel luogo mi ha parlato e mi ha detto: «Qui, proprio qui, tra queste mura, è stato scritto quel libro che ti ha portato via numerose ore di sonno, sul quale hai riflettuto incessantemente, che ti ha aperto nuove prospettive» ed io ne ero contento. Ognuno di noi ha luoghi del genere.

Infine ci sono quei posti che non ti parlano. Oppure lo fanno, ma tu non li senti per il semplice fatto che sei poco ricettivo nei loro confronti. Adesso datemi cinque minuti: vado a mettermi l’armatura perché sto per annunciarvi il posto che a me non ha detto niente e so che molti di voi non condivideranno.
OK, armatura da Templare indossata. Bene il posto che a me proprio non ha scosso nulla è… New York. Eh, lo so, non siete d’accordo e probabilmente avete ragione voi perché, che io sappia, sono l’unico a dirlo. Per la legge dei grandi numeri quindi devo dedurre che la “colpa” sia mia. Eppure è così. Forse sono io che sono poco disponibile all’ascolto (per questioni ideologiche ho una certa prevenzione nei confronti degli USA), ma nei miei soggiorni a New York non ho mai sentito nulla: nessun richiamo letterario (e sì che ce ne sarebbero), nessuna estasi da viaggiatore, niente. Piattume totale. Probabilmente non ho le chiavi per decifrare quel mondo e, di conseguenza, sono incapace di percepirne il richiamo.

E voi? Quali sono i luoghi che vi hanno “parlato”? E quali sono quelli che vi hanno lasciato indifferenti?

14 pensieri su “La senti la voce dei luoghi che visiti?

  1. Tolta Londra che rientra nella categoria “posti-in-cui-mi-sento-a-casa-e-dove-andrei-a-vivere-domani” ma questa è un’altra storia, allora direi che tra i luoghi che mi hanno fatto sentire la loro voce in maniera particolare c’è Berlino. A essere precisa, il tratto di strada di Bernauer Strasse, dove c’è il memoriale del muro. Lì mi è sembrato di vedere le persone che vivevano da una parte e dall’altra, e di immaginare mentre guardavano il blocco di cemento armato chiedendosi perché.
    Invece tra i posti che proprio non mi hanno parlato c’è stata Parma: carina, pulita, cibo ottimo ecc ma… non mi ha detto niente.
    Buon weekend!

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  2. io ho provato una stranissima emozione alle Piramidi e alla cattedrale dove è stato incoronato Carlo magno ad Aquisgrana. Ho sempre detto che in questi due luoghi la storia mi ha parlato. Non so se è quello che intendi.

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    1. Ciao Gipsy e benvenuta. Sì, è ESATTAMENTE quello che intendo. Sono luoghi che, forse per i tuoi studi, le tue passioni o altro ancora, hanno scosso corde intime del tuo essere. Tra l’altro, ora che la menzioni, anche io sono entrato nella Cattedrale di Aquisgrana e ricordo che un sussurro l’ho sentito…
      Grazie per il tuo commento.

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  3. A me è capitato con Malta: mi ha parlato e mi ha detto che un giorno, quando andrò in pensione (?) tornerò a La Valletta per aprire un b&b! 😉 No sul serio, mi piacerebbe tantissimo!
    Ultimamente invece i posti che “Nice che dice boh?” sono musei, parchi archeologici&Co. Mi si deve essere rotto il sensore a queste cose 😦
    Buon Halloween!

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    1. Orsa, mi sa che Malta ti ha preso in giro… la pensione? 😳 comunque adesso so dove andare a dormire quando la visiterò (perché mi vergogno un po’, ma io non ci sono ancora andato).
      I parchi a me non hanno mai smosso nulla, i musei già di più, ma non sono comunque tra i miei luoghi preferiti.
      Ciao e buon Halloween anche a te

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  4. A me è capitato questa estate durante una gita a Villa Adriana vicino Roma. Ritrovarsi tra quelle rovine cercando di immaginare la magnificenza e la possenza di quei luoghi mi ha come trasportata all’epoca dell’imperatore Adriano. Poi potrei dirti Berlino e Parigi. Anche a me, come Silvia, Parma ha raccontato poco. Ciao Marco, buona giornata!

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    1. Ciao Alessia e benvenuta sul mio blog. Mi piace molto il tuo commento perché mette in chiaro una cosa: non è necessario andare a vedere il Taj Mahal per sentire i luoghi che ti “parlano”, basta spostarsi di poco.
      Su Parma… pensa che io è una vita che vorrei andarci, ma viste tutte queste opinioni negative quasi quasi ci ripenso. ;o)
      Ciao e buon weekend.

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