La fiera della (mia) vanità

fiere del fumetto
Fiere Comix

Di recente ho deciso di partecipare ad alcune fiere del fumetto. Ci sono delle volte in cui dovresti almeno provare ad azionare quel povero neurone che se ne sta tutto solo nel tuo cervello. Così facendo, forse, riusciresti a capire che ci sono cose che vanno fatte e altre che vanno accuratamente evitate.
In alcuni post precedenti avevo parlato delle mie partecipazioni a varie fiere del libroTempo di Libri a Milano, il Salone del Libro a Torino, il Taobuk Festival a Taormina.

Fiere del fumetto: a quali partecipare?

Preso da questo delirio di onnipotenza, decido di partecipare anche ad altre manifestazioni nelle quali il mio libro c’entra poco: le fiere del fumetto. E così, con faccia tosta e spirito imprenditoriale per il quale Briatore mi direbbe: «Sei Fuoooooooriiii, neh!», mi accodo alla fiera di Rosignano (Rosicomics), a quella di Roma (Romics) e dulcis in fundo, niente meno che il più importante evento mondiale del settore, il Lucca Comics&Games.

Fiere del fumetto: perché no

Ora, questi eventi sono il trionfo dei cosplayers, ovvero quelle persone che indossano costumi che rappresentano personaggi legati al mondo del fumetto o del fantasy. Se ve ne andate un po’ in giro per gli stand non è da escludere che vediate Harry Potter e il signor Spock discutere amabilmente dell’ultima serie di Game of Thrones. Sono eventi che si rivolgono a un pubblico molto specifico, con interessi estremamente delineati. Evidentemente gli autori fantasy trovano in questo genere di incontri un terreno più che fertile per le proprie opere e infatti fanno a botte tra di loro per avere uno spazio, anche minimo.

Quindi la domanda adesso è: che ci faccio io, con il mio libro di viaggi, nelle fiere del fumetto? Ci faccio ‘na figguremmerda, ecco che ci faccio. Il mio libro passa (giustamente, direi anche) del tutto inosservato. E d’altra parte, immaginati un po’ se a UlisseFest o a qualsiasi altra fiera del viaggio si presentasse un fenomeno con un libro fantasy. Chi se lo filerebbe?

Fiere del fumetto o fiere generaliste?

Però, come sempre mi capita, io i ragionamenti li faccio a posteriori (nel senso che ragiono con il culo), per cui prima mi appizzo agli organizzatori della fiera, levando il posto a chi avrebbe decisamente più titoli di me per essere presente, poi pago l’iscrizione e infine sbatto la testa contro gli spigoli di casa perché nel giro di tre fiere ho venduto solo una copia! E ringrazia pure…

Mi sa che devo giocare d’astuzia. La prossima volta mi presento con una copertina diversa: al posto del titolo “Lo zaino è pronto, io no” metterò “Lo zaino di Pdor, figlio di Kmer della tribù di Instar! Della terra desolata degli sknir (cit.) è pronto, io no”. Oppure potrei fingermi cosplayer: mi presento con lo zaino in spalla e mi spaccio per un viaggiatore nel tempo, rigorosamente low cost. Beh, se non altro sarei originale. Tutti capaci di vestirsi come gli zombie di The Walking Dead, ma chi, mi domando, si è mai presentato a una fiera con l’etichetta di Time Backpacker?

Fiere del fumetto: in sostanza

La sostanza seria dietro a questo post delirante? Partecipare alle fiere del libro è utile, importante e pure divertente, ma bisogna scegliere con molta attenzione. O si va in un contesto ad hoc oppure si punta direttamente a quelle più “generaliste”, come il Salone del Libro o Tempo di Libri, dove il pubblico è eterogeneo e nella massa qualcuno interessato all’argomento che proponi ci sarà sicuramente.

P.S. Se vi è piaciuto questo articolo potete trovarne altri simili, partendo da qui: scrivere un libro e pubblicarlo.

8 pensieri su “La fiera della (mia) vanità

  1. La tua ironia è qualcosa di fenomenale: come nel tuo libro quando racconti le disavventure che ti sono capitate, lo fai sempre prendendoti un po’ in giro e questo ti rende molto umano. Insomma anche se sei uno scrittore e tutti segretamente ti invidiamo, “sei uno di noi” (cori da stadio in sottofondo).
    Comunque entro la fine dell’anno mi piacerebbe fare un post sui libri per viaggiare (visto che se va avanti così il posto più esotico che vedrò sarà Cuneo o forse Torino nei prossimi due-tre mesi) e mi piacerebbe parlare anche del tuo libro, se ti va.
    Buon weekend 🙂

    1. Silvia per me sarebbe un onore comparire sul tuo blog e ti ringrazio già da ora 😊
      Sull’ironia… beh, io penso che certe cose non si debbano prendere troppo sul serio, soprattutto gli hobby, altrimenti ci sarebbe da farsi scoppiare il fegato e se il mio fegato deve scoppiare, almeno che sia per un motivo valido: l’alcool 🍺🍺🍺

  2. Ritentarci come cosplayer potrebbe funzionare, ancor di più se riuscissi a performare una “ondaenergeticaaa” alla Goku, di fronte a una folla stupefatta! 😀

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