La fiera della (mia) vanità

Partecipazione a fiere del fumetto
Fiere Comix

Ci sono delle volte in cui dovresti almeno provare ad azionare quel povero neurone che se ne sta tutto solo nel tuo cervello. Così facendo, forse, riusciresti a capire che ci sono cose che vanno fatte e altre che vanno accuratamente evitate, se non altro per risparmiare quei quattro spicci che ti trovi in tasca.
In alcuni post precedenti avevo parlato delle mie partecipazioni a varie fiere del libro:  Tempo di Libri a Milano, il Salone Internazionale del Libro a Torino, il Taobuk Festival a Taormina. C’è pure un post molto autocelebrativo nel quale me la tiro abbestia per le vendite effettuate: puoi leggerlo qui.


Preso da questo delirio di onnipotenza (e del resto ho venduto la bellezza di sedici copie in tre fiere… Ken Follett mi spiccia casa), decido di partecipare anche ad altre manifestazioni nelle quali il mio libro c’entra come il cavolo a merenda: le fiere del fumetto. E così, con faccia tosta e spirito imprenditoriale per il quale Briatore mi direbbe: «Sei Fuoooooooriiii, neh!», mi accodo alle fiere di Rosignano (Rosicomics), Roma (Romics) e dulcis in fundo, niente meno che il più importante evento mondiale del settore, il Lucca Comics&Games (in corso proprio mentre sto scrivendo questo post).

Ora, questi eventi sono il trionfo dei cosplayers, ovvero quelle persone che indossano costumi che rappresentano personaggi di vario tipo, principalmente legati al mondo del fumetto o della letteratura fantasy. Se ve ne andate un po’ in giro per gli stand non è da escludere che vediate Harry Potter e il signor Spock discutere amabilmente dell’ultima serie di Game of Thrones. Sono fiere che si rivolgono a un pubblico molto specifico, con interessi estremamente delineati. Evidentemente gli autori fantasy trovano in questo genere di incontri un terreno più che fertile per le proprie opere e infatti fanno a botte tra di loro per avere uno spazio, anche minimo.
Quindi la domanda adesso è: che ci faccio io, con il mio libro di viaggi, in un contesto simile? Ci faccio ‘na figguremmerda, ecco che ci faccio. Il mio libro passa (giustamente, direi anche) del tutto inosservato. E d’altra parte, immaginati un po’ se a UlisseFest o a qualsiasi altro festival del viaggio si presentasse un fenomeno con un libro fantasy. Chi se lo filerebbe?
Però, come sempre mi capita, io i ragionamenti li faccio a posteriori (nel senso che ragiono con il culo), per cui prima mi appizzo agli organizzatori, levando il posto a chi avrebbe decisamente più titoli di me per essere presente, poi pago l’iscrizione e infine sbatto la testa contro gli spigoli di casa perché nel giro di tre fiere ho venduto solo una copia! E ringrazia pure…
Mi sa che devo giocare d’astuzia. La prossima volta mi presento con una copertina diversa: al posto del titolo “Lo zaino è pronto, io no” metterò “Lo zaino di Pdor, figlio di Kmer della tribù di Instar! Della terra desolata del sknir (cit.) è pronto, io no”. Oppure potrei fingermi cosplayer: mi presento con lo zaino in spalla e mi spaccio per un viaggiatore nel tempo, rigorosamente low cost. Beh, se non altro sarei originale. Tutti capaci di vestirsi come gli zombie di The Walking Dead, ma chi, mi domando, si è mai presentato con l’etichetta di Time Backpacker?

La sostanza seria dietro a questo post delirante? Partecipare alle fiere del libro è utile, importante e pure divertente, ma bisogna scegliere con molta attenzione. O si va in un contesto ad hoc per il proprio libro oppure si punta direttamente a quelle più “generaliste”, dove il pubblico è molto più eterogeneo e nella massa qualcuno interessato all’argomento che proponi ci sarà sicuramente.

E vabbè, adesso rimane un’ultima freccia al mio arco: il Pisa Book Festival, fiera dell’editoria indipendente (NON comics), dal 10 al 12 novembre al Palazzo dei Congressi (Piano superiore, stand 223-224), Via Giacomo Matteotti 1, 56124, Pisa. Potete trovarmi allo stand di SEU (Scrittori Emergenti Uniti), insieme alle opere di altri validissimi autori.

 

8 pensieri su “La fiera della (mia) vanità

  1. La tua ironia è qualcosa di fenomenale: come nel tuo libro quando racconti le disavventure che ti sono capitate, lo fai sempre prendendoti un po’ in giro e questo ti rende molto umano. Insomma anche se sei uno scrittore e tutti segretamente ti invidiamo, “sei uno di noi” (cori da stadio in sottofondo).
    Comunque entro la fine dell’anno mi piacerebbe fare un post sui libri per viaggiare (visto che se va avanti così il posto più esotico che vedrò sarà Cuneo o forse Torino nei prossimi due-tre mesi) e mi piacerebbe parlare anche del tuo libro, se ti va.
    Buon weekend 🙂

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    1. Silvia per me sarebbe un onore comparire sul tuo blog e ti ringrazio già da ora 😊
      Sull’ironia… beh, io penso che certe cose non si debbano prendere troppo sul serio, soprattutto gli hobby, altrimenti ci sarebbe da farsi scoppiare il fegato e se il mio fegato deve scoppiare, almeno che sia per un motivo valido: l’alcool 🍺🍺🍺

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