Le diverse fasi del viaggio

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Le tre fasi del viaggio: sognare, vivere e ricordare
Sognare, vivere e ricordare un viaggio

Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi.

Anonimo

Se bazzicate sui vari travel blog che affollano il web, sicuramente vi sarete imbattuti in questa frase. Con ogni probabilità più volte.
Non si sa chi sia stato il saggio che ha detto questa cosa, ma sicuramente ci ha preso in pieno, identificando con sicura intuizione le tre fasi del viaggio.

Le tre fasi del viaggio: quando lo sogni

Questo argomento lo avevo già trattato in parte in un altro post. Al di là di tutto, nella fase di studio/preparazione il viaggio, come per incanto, si materializza di fronte ai nostri occhi. Abbiamo puntato un luogo del mondo, ci siamo messi in testa che la priorità della nostra vita sia visitarlo, ci siamo comprati la Lonely Planet o similare e abbiamo trascorso notti a setacciare il web in cerca di notizie e fotografie. Dopo questa overdose di dati di vario genere, il luogo diventa quasi tangibile, assume una fisionomia concreta (spesso simile ad altri posti in cui siamo già stati) e diventa parte costante dei nostri pensieri. Possono essere i vicoli illuminati di una piccola città dello Sri Lanka oppure il blu indaco del mare di Cuba. Qualsiasi essa sia, la meta ormai ci ha conquistato e ci sta obbligando a “viverla”.

Le tre fasi del viaggio: quando lo vivi

Ormai sei in ballo e devi ballare. A volte capita di vivere una piccola delusione perché la realtà è profondamente diversa da come ce l’eravamo immaginata. Siamo finalmente arrivati dove volevamo, ma per farlo ci siamo sobbarcati ore d’aereo, litigato con tassisti truffaldini, vagato come ebeti in mezzo alla stazione degli autobus statali cercando di capire su quale salire. E i vicoli che stiamo percorrendo forse non sono così pittoreschi come ce li aspettavamo. O forse sono anche meglio. In ogni caso, sperimentiamo questa cesura esistente tra l’aspettativa e la realtà.

Quello che davvero conta è che si vive l’esperienza travolgente della libertà: dagli orari, dalle convenzioni sociali, dagli obblighi. Siamo noi stessi, senza maschere nè filtri. Viviamo con disinvoltura l’arte del vagabondaggio, assaporando pienamente quella che è la nostra dimensione, abbeverandoci di quelle sensazioni di cui andiamo sempre in cerca. Delle tre fasi del viaggio questa è senza ombra di dubbio la più eccitante.

Le tre fasi del viaggio: quando lo ricordi

Gennaio. Mattino presto. Ti sei appena congelato le mani per grattare via il ghiaccio dal vetro, sali in una macchina che è più fredda di un igloo, ti infili in un traffico omicida per raggiungere dopo circa quaranta minuti, il tuo ufficio, dove trascorrerai le successive ore a litigare con un computer che non ha la minima intenzione di capire quello che gli stai dicendo.

Fermati. Chiudi gli occhi, concentrati e riporta alla mente quei vicoli della piccola città dello Sri Lanka, che forse non erano così belli come te li eri immaginati, ma avevano comunque un loro fascino genuino e autentico. Ricordati di quella brezza leggera che ti accarezzava la pelle delle braccia e di quel piccolo localino fuori mano in cui ti sei fermato a bere una birra e a scambiare quattro chiacchiere con qualche altro avventore. E se non è quello il tuo ricordo va bene qualsiasi altro: un bosco nella luce dell’alba, una distesa di fiori, un bambino con il quale hai giocato a pari e dispari su qualche autobus scassato dell’America Latina, qualsiasi cosa che ti aiuti a smussare quel momento di tensione.

Il ricordo di un viaggio è una delle sensazioni più belle che si possano provare. Rivivi quei momenti a mente fredda, riesumandoli da quell’angolo della coscienza in cui si erano nascosti. A volte il sapore è più dolce di quello provato in presa diretta, mentre si sta vivendo il viaggio sulla propria pelle.

Poi apri gli occhi, guarda il tuo computer, sorridi e tiragli una testata!

In conclusione?

Se ti è piaciuto quello che hai letto, magari potresti trovare interessante il mio libro. A questo link, puoi farti un’idea più precisa di che si tratta, mentre per le informazioni più pratiche ti rimando alla pagina delle domande frequenti.

 

8 pensieri su “Le diverse fasi del viaggio

  1. Certo che la conosco sta frase e certo che conosco la sensazione di impotenza che ti genera il ricordo/pc imbizzarrito! 😉
    Tuttavia preferisco quella che dice qualcosa del genere: “il viaggio ti ammutolisce prima e poi ti trasforma in un narratore”. Ho appena distrutto una bellissima citazione, le parole non le ricordo con esattezza ma il senso si capisce no? 🙂

  2. Il mio problema nasce proprio nel momento del sogno: voglio informarmi abbastanza per capire cosa sto andando a vedere e come organizzarlo al meglio, ma non voglio informarmi troppo per rovinare l’effetto sorpresa una volta giunti a destinazione. Sono sempre combattuta! 😉

    1. Ciao e benvenuta sul mio blog. ;o)
      Capita la stessa cosa anche a me: mi informo compulsivamente fino a raggiungere il punto di saturazione. Quando ormai mi scoppia la testa, chiudo tutto e mi dico: «boh, vada come deve andare!»

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