Il viaggio che mi ha cambiato la vita

il viaggio che mi ha cambiato la vita

Il viaggio che mi ha cambiato la vita
Viaggi che ti cambiano la vita

Per qualche strana ragione nascosta nel mio confuso subconscio, il viaggio che mi ha cambiato la vita non è stato il mio primo on the road negli USA, fatto a ridosso della maturità, quando avevo più anni che soldi in tasca.
Negli USA ci ero andato con un amico e la cultura americana non mi aveva particolarmente affascinato: troppo “vicina” a quella europea dalla quale provengo.

Il viaggio che mi ha cambiato la vita non fu nemmeno il primo in solitaria in Kenya. Devo ammettere che fu un bel banco di prova. Tuttavia molte cose, seppure in totale autonomia, me le ero organizzate da casa: il safari, il trasferimento aereo sull’isola di Lamu e ritorno ecc. Diciamo che in parte sapevo già cosa mi aspettava… o almeno credevo di saperlo perché poi, calato in quella realtà difficile, ho dovuto improvvisare parecchio.

Il viaggio che mi ha cambiato la vita: Messico e nuvole


Il viaggio che mi ha veramente cambiato la vita è stato in
Messico, nel 2002. Stavo attraversando un periodo davvero difficile della mia vita. Per motivi vari e piuttosto gravi, in estate fui costretto a rimanere in città e a rimandare le vacanze a tempi più propizi. Una grigia mattina di ottobre acquistai un biglietto aereo per il primo posto disponibile: Città del Messico. Partenza: la settimana successiva.


Il giorno antecedente la partenza trovai a malapena il tempo per preparare lo zaino e il mattino successivo raggiunsi Milano Malpensa con un bus. Salii sull’aereo e dopo diverse ore atterrai, in piena notte, a Città del Messico. Non avevo organizzato nulla ed ero solo dall’altra parte del mondo. Bighellonai per qualche tempo in aeroporto, indeciso se uscire o comprare seduta stante un biglietto per il ritorno immediato. Alla fine presi coraggio, uscii, scelsi con attenzione un taxi e mi feci condurre dall’autista in una piccola pensione a gestione familiare (la sua) nel pressi del Terminal Norte.

Una nuova prospettiva


I successivi ventinove giorni furono una scarica continua di adrenalina: luoghi fantastici, gente amichevole, pranzi nei mercati e serate di bevute in locali di dubbio gusto. Una libertà totale dagli orari, dagli schemi e soprattutto da me stesso. Mi liberai di tutte le maschere che, per convenzione sociale o quieto vivere, ero costretto a indossare nella vita di tutti i giorni. Mi immersi completamente in quella
nuova e sconosciuta dimensione. Del resto, quando ti ritrovi in mezzo alle montagne, su un autobus scassato, con i tuoi vestiti peggiori addosso, il tuo zaino di fianco e nessuna idea di dove trascorrerai la notte, circondato da sconosciuti con i quali parli della vita, non puoi che permettere alle fibre della tua anima di venire finalmente in superficie, non puoi far altro che mostrare la tua vera identità e accettarla per quello che effettivamente è.


Da allora ho viaggiato molto e continuo a farlo anche adesso che sono sposato e ho una bimba piccola. Anzi, è proprio per lei che lo faccio, per insegnarle che quella libertà è assoluta e una volta che ti si incide nella carne non puoi più farne a meno.

Ormai gliel’ho promesso: per il primo grosso viaggio insieme andremo in Messico.

Sono davvero curioso di sapere qual è stato il viaggio che ha cambiato la vostra vita. Quindi, seguo un’usanza molto in voga al momento: nominations!

The food traveler

L’orsa nel carro

Il mondo secondo Gipsy

Lemuri  in viaggio

Il mio luogo

Italiaterapia

Se avete voglia, rispondete e poi diffondete il verbo: #ilviaggiochemihacambiatolavita

P.S. Se ti è piaciuto questo articolo, ti invito a leggerne altri simili a questa pagina: travel blog.

8 pensieri su “Il viaggio che mi ha cambiato la vita

  1. Caspita ci credo che la tua dimensione di viaggio sia cambiata dopo questo trip che più che “viaggio” definirei esperienza immersiva! Ammirevoli le tue parole finali: la tua mission (ma perché parlo come un imprenditore?) ora è quella di trasmettere la voglia di viaggiare a tua figlia, ma credi che capirebbe il TuoMessico ora che è bimba? Ammettilo che è una mera scusa per ritornarci adesso! 😉
    Detto questo ti ringrazio tantissimo per la nomination! 😀 Vediamo: avendo viaggiato sin da piccola con i miei non saprei definirti quando sia scattata la tacchetta “cambiamento”, non credo di aver vissuto ancora un’emozione o un viaggione di quelli che ti cambiano profondamente… ancora no purtroppo! 😛 Spero che accada presto per tornare qui a raccontartelo! Grazie ancora Marco e buon fine settimana!

    1. Marco Lovisolo

      Ciao Orsa, mi hai sgamato: era tutta una scusa per giustificare un ritorno in Messico, dove mi ammazzerò di tequila…
      Tranquilla, io sono qui e aspetto 😂

  2. Stavo pensando di quale viaggio parlare nel commento… ed ecco che mi sorprendi con la nomination 😉 Quindi non te lo dico quale è stato, ti tocca aspettare fino a quando scriverò il post! Comunque non è una risposta facile…

  3. Pingback: Filosofia del viaggio: riflessioni | Lo zaino è pronto, io no

  4. Il mio il Perù! Ne parlerò anch’io in uno dei miei prossimi post anche se risale a una vita fa quando non avevo il bambino. Un viaggio che mi ha lasciato parecchio, mi ha dato una visione completamente diversa del mondo!

  5. Pingback: Viaggio dentro se stessi: cosa significa? | Lo zaino è pronto, io no

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