Hotel da incubo

posti peggiori dove dormire

posti peggiori dove dormire
Hotel da incubo

Girovagando sui vari travel blog ho notato che una delle tendenze del momento è parlare dei posti più brutti nei quali si ha avuto la sventura di dormire. Per essere del tutto onesti, nessuno mi ha chiamato in causa, ma io come sempre mi “imbuco”. Ecco a voi la mia top five in rigoroso ordine ascendente, dal più accettabile al peggiore in assoluto.

I posti peggiori dove dormire: 5 – Bocas del Toro, Panama, 2009

Secondo viaggio zaino in spalla con mia moglie, destinazione: America Centrale. Attraversiamo la frontiera tra Costa Rica e Panama camminando su assi di legno buttati di traverso su vecchie rotaie in disuso sospese nel nulla, litighiamo con scorbutici funzionari di dogana, ci conquistiamo a forza due posti su un’imbarcazione traballante e giungiamo infine in questo presunto paradiso tropicale: Bocas del Toro. Un posto che definire “cesso” sarebbe un insulto infamante per la Richard Ginori: mare pessimo, spiaggia ignobile e maledettissimi moschini che non si vedono, ma si percepiscono sulle caviglie. Bungalow di legno marcio costituito da un unico ambiente che include il bagno, acqua che filtra ovunque perchè qui piove continuamente e discoteca dell’isola vicina che martella fino alle quattro del mattino. Il posto peggiore in cui sia mai stato in tutta la mia vita. Se proprio dovessi scegliere una cavità del Toro per descriverlo, non sarebbe la Boca. Capisc’ammè.

I posti peggiori dove dormire: 4 – Antigua, Guatemala, 2002

Approdo ad Antigua che è già tardi. Distrutto per aver viaggiato tutto il giorno, vengo accalappiato dal proprietario di una struttura muy linda. Vengo condotto in un lager costituito da cubicoli di cinque metri quadri che si affacciano intorno a un cortile. È notte, ma all’interno della cella la temperatura sfiora i quaranta gradi. Scosto il copriletto e vedo un lenzuolo sul quale è impressa una Sindone, risultato di sudore e altre non meglio precisate secrezioni umane. Litigo con qualcuno dello staff e mi faccio dare una coperta. Infagotto letto e cuscino, mi ci sdraio sopra vestito, con il cappuccio della felpa tirato su e gli anfibi ai piedi. Di notte mi alzo per andare in uno dei bagni esterni e trovo un comitato di accoglienza costituito da un centinaio di scarafaggi grossi come palle da biliardo.
Il mattino dopo raccolgo i miei stracci e me ne vado senza salutare.

I posti peggiori dove dormire: 3 – Copenhagen, Danimarca, 1995

Con due amici intraprendo un giro del nord Europa. Arrivati a Copenhagen disfatti dopo venticinque ore di treno, scopriamo che in città c’è un convegno medico importantissimo, per cui qualsiasi topaia è già prenotata da mesi. All’ufficio del turismo ci dicono che l’unica sistemazione è lo Sleep Flat. Ci arriviamo in autobus e scopriamo che si tratta di una palestra semidiroccata dove trovano riparo barboni, punkabbestia e disagiati sociali di vario genere. Alla “reception” un tipo strafatto ci tira addosso materassini di gomma piuma e coperte militari. Gli chiediamo dove possiamo metterci e ci dà una rispostaccia in danese che noi interpretiamo come:
«’ndo cazzo ve pare…»
Trattandosi di una palestra, le strutture igieniche ve le potete immaginare: una doccia e un lavandino per  qualche centinaio di ospiti.
Terminato il convegno, abbandoniamo la ridente sistemazione per approdare in un ostello a buon mercato che ai nostri occhi sembrava una reggia.

I posti peggiori dove dormire: 2 – Agra, India, 2003

Nel tentativo di risparmiare qualche soldo (l’ingresso al Taj Mahal per gli stranieri costa un salasso), riparo in una guest house un po’ troppo spartana. La mia camera è larga esattamente il doppio di un letto singolo, bagno incluso. A proposito del bagno, vi si accede per mezzo di un’apertura sul muro, priva di porta. La doccia si trova esattamente sopra la turca, la quale condivide l’unica tubatura con il lavandino. Tutto molto pratico perché ti permette di “evacuare”, fare la doccia e lavarti i denti contemporaneamente. Chiaro, è necessaria una coordinazione fuori dal comune per non commettere errori che potrebbero costare molto cari.

I posti peggiori dove dormire: and the winner is…

Utrecht, Olanda, 1998. Con uno dei due diperati di cui detto al punto 3, si decide di visitare Olanda e Belgio con il dichiarato intento di sfondarsi di birra. Amsterdam si rivela subito troppo cara. Ci facciamo due conti e decidiamo di spostarci a Utrecht, facilmente raggiungibile grazie all’eccellente rete di treni olandesi. A Utrecht l’Ufficio del Turismo ci indirizza verso un b&b gestito da un’adorabile vecchietta. Già da fuori la casa ha un aspetto sinistro.
Ci apre la porta “l’adorabile vecchietta” e il mio socio esprime ad alta voce il suo fine pensiero:
«Minchia! Ma questa è Annie Wilkes in persona!»
Entriamo e ci troviamo catapulati in un salotto alle cui pareti sono appese centinaia di foto tessera di gente con espressione lugubre. Una di loro è senza ombra di dubbio Mercoledì Addams.

La vecchietta, dotata di una stazza che avrebbe messo paura pure a Mike Tyson, ci accompagna nella stanza, ci dice qualche parola in olandese stretto e se ne va con un sorriso poco rassicurante. Guardiamo la porta e notiamo che non ha la chiave.
Usciamo per cena, ma non riusciamo a mangiare nulla a causa della paura che ormai ci ha stretto lo stomaco. Mentre torniamo a casa, rimediamo due pesanti pezzi di legno da una staccionata che stava andando a pezzi. Entriamo in camera, spostiamo l’armadio davanti alla porta e organizziamo rigorosi turni di guardia. Al mattino dopo, alle sei precise, schizziamo fuori alla velocità della luce, senza nemmeno usufruire della colazione inclusa nel prezzo.
«Tanto sarà stata imbottita di cianuro» dico al mio compagno di viaggio mentre corriamo a rotta di collo verso la stazione.

Qualsi sono stati i vostri hotel da incubo? Scrivetelo in un commento o partecipate all’iniziativa, ricordandovi di citare l’ideatrice: Beatrice e il suo blog Il mondo secondo Gipsy.

P.S.

Già che siamo, non per essere insistente, ma se cercate altri aneddoti del genere potreste leggere questo fantastico libro di viaggi

Se ti è piaciuto questo articolo, ti invito a leggerne altri simili a questa pagina: travel blog.

 

10 pensieri su “Hotel da incubo

  1. Per fortuna che di sabato non lavoro quindi non sto leggendo questo articolo sul cellulare, in ufficio – e tiene presente che lavoro in un ufficio aperto al pubblico, dove all’improvviso arriva gente a chiedere delle cose. Se tu avessi pubblicato questo elenco ieri sarei sicuramente scoppiata a ridere con le lacrime agli occhi davanti a un povero vecchietto entrato per chiedere informazioni 😂 Non si dovrebbe ridere delle sciagure altrui ma i tuoi aneddoti mi fanno morire: in particolare mi immagino te e il tuo amico che con il favore delle tenebre smontate la staccionata…

    1. Marco Lovisolo

      Grazie Silvia 😉 eh sì quella scena della staccionata meriterebbe una descrizione più accurata. Magari ci scriverò su un post… 👋

  2. Ok ho capito la lezione: MAI chiedere da dormire agli uffici turistici 😛 Ma la gente appesa alle pareti del soggiorno di Annie Wilkes erano tacche, trofei? Avete davvero rischiato di finire in Misery non deve RIPARTIRE 😀 😀
    Io invece ho dormito in un hotel zozzoso gestito da cinesi a Milano, ubicato in una specie di villetta stile Liberty. La nostra camera era uno sgabuzzino (ma proprio letteralmente) e la notte si sentivano rumori sinistri, sai il coltellaccio del macellaio che batte sul tagliere? E poi ci sono loro i simpaticoni, gli amici insetti-maccherone maltesi con cui ormai mi sento anche per telefono 😉
    Voglio il tutorial, voglio conoscere la tua sacra tecnica per usare la turca/doccia all-in-one capisc’a’mmè! 😀

    1. Marco Lovisolo

      Ciao Orsa. Eh a quei tempi non c’erano tripadvisor o airbnb, più che andare negli uffici del turismo a chiedere indirizzi non si poteva fare.
      Il tutorial… meglio di no 🤢
      Dei tuoi amici bagherozzi maltesi in effetti avevo già letto il post.

  3. hotel da incubo?? Uhm… ho anch’io un b&b gestino da vecchina terrificante e un hotel dove secondo me hanno pianificato l’omicidio si Lincon….che ricordi!

    1. Marco Lovisolo

      Ciao Sandra e bentornata! Questi sono i “rischi” di noi viaggiatori… oggi però ne ridiamo, quindi tutto bene ;o)

  4. ste

    a roma termini c’è un albergo con il bagno stile “india”: doccia con inclusa turca e lavandino…e non era neanche la parte peggiore della stanza.

  5. Devo ammettere che dopo aver letto questo tuo divertente articolo i miei alloggi non sembrano più tanto da incubo. Il preservativo usato che ho trovato sotto il letto sembra niente in confronto ai tuoi scarafaggi grandi come palle da biliardo…ghh…

    1. Marco Lovisolo

      Ciao Alessia. Mah, sai che sinceramente preferisco ancora gli scarafaggi? ;o)
      Grazie per essere passata da qui.

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