Scegliere la meta di un viaggio

Scegliere la meta di un viaggio

Scegliere la meta di un viaggio
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Inizio questo post con una domanda marzulliana: siamo noi a scegliere la meta di un viaggio o è il viaggio a scegliere noi?
E se dopo questa brillante pensata volete chiudere il post, sappiate che vi capisco. Prima, però, datemi un’opportunità per spiegarmi.
Qualche tempo fa mi sono trovato a leggere un flame su uno dei tanti gruppi Facebook dedicati al viaggio. L’argomento del contendere era piuttosto infantile: è più forte il mal d’Africa o il mal d’Asia? Ognuna delle due fazioni portava argomentazioni a sostegno della propria tesi, alcune condivisibili, altre assolutamente banali.

La cosa, però, mi ha portato a riflettere e a domandarmi quale dei due Continenti fosse il mio favorito. La risposta (e sia chiaro, si tratta di un’opinione PERSONALE) è giunta immediatamente: Asia.
Già, ma quella risposta portava con sè un’altra domanda: perché? Perché l’Asia e non l’Africa o il Sudamerica o, per assurdo, l’Antartide?

Scegliere la meta di un viaggio: quanto conta l’istinto?

È proprio di fronte a questo «Perché?» che mi sono reso conto di un fatto fino a quel momento colpevolmente trascurato. Non sono io, non sono mai stato io a scegliere l’Asia. È stata l’Asia a scegliere me.
Ognuno di noi possiede a livello inconscio una geografia che risponde in maniera primitiva al proprio bisogno. Il corpo e la mente aspirano incosapevolmente a ricongiungersi a quel luogo nel quale ci sentiamo più a nostro agio. Scoprire qual è questo luogo è semplice: basta mollare gli ormeggi mentali, mettersi davanti a una cartina e lasciare vagare pigramente lo sguardo. Immancabilmente l’occhio si bloccherà su un nome che scioglierà un nodo nella nostra memoria: Timbouctou, Machu Picchu, Niagara Falls, Mekong, Eyjafiöll. L’istinto riconoscerà visceralmente il luogo a cui apparteniamo e lo trasformerà in un imperativo categorico.

Scegliere la meta di un viaggio: le cause

Tornando al sottoscritto, rimaneva sempre da capire: perché proprio l’Asia? Perché in quel preciso continente ci sono nomi che hanno il potere di far vibrare in maniera così violenta la mia anima? Perché Jaisalmer, Halong, Bagan, Angkor, Sukhothai, Kathmandu, Sumatra, i Monti Zagros e centinaia di altri luoghi mi fanno venire voglia di prendere uno zaino, mollare tutto e partire?
Ognuno di noi si autocostruisce una piccola mitologia, fabbricata nei modi più disparati: letture d’infanzia, frasi, immagini colte da chissà dove, rimasugli di lezioni scolastiche. Quella mitologia parla al nostro cuore e permette ai nostri luoghi prediletti di convocarci.

Scegliere la meta di un viaggio
Photo by Annie Spratt on Unsplash

Io ho provato a riflettere a lungo su tutto questo, ma alla fine sono giunto a individuare solo tre ricordi ancestrali. Forse ce ne sono altri, ma non sono ancora riuscito a farli emergere. In ogni caso, credo che la mia passione per l’Asia abbia tre “colpevoli”: la prof di italiano delle medie, Kabir Bedi e mia nonna.
Sì, avete letto bene.

Scegliere la meta di un viaggio: l’Asia

Un giorno a scuola, facevo prima media, la prof d’italiano, rendendosi conto di avere a che fare con una capra, mi obbligò a prendere in prestito un libro dalla biblioteca della scuola. La mia scelta fu semplice: presi una versione semplificata de Il Milione per il semplice fatto che l’autore si chiamava Marco… La mia prof aveva ragione a considerarmi una capra.
Trovai la lettura soporifera in maniera devastante, ma siccome ero obbligato a fare un riassunto scritto, lessi il libro con estrema attenzione, tanto da appassionarmici e cercare sull’Atlante de Agostini i luoghi attraversati dal viaggiatore veneziano. Se hai capito di COSA sto parlando, ho una notizia per te: sei vecchio!
Per la cronaca: nella maggior parte dei luoghi descritti da Polo non ci sono mai stato.

Secondo colpevole: Kabir Bedi. Se hai capito di CHI sto parlando, ho una notizia per te: sei vecchio! Beh, Kabir Bedi è il più celebre Sandokan televisivo e i nomi di quello sceneggiato tratto dai libri di Salgari, hanno riempito la mia infanzia: la tigre di Mompracem, la perla di Labuan (confesso: Carol Andrè è stato il primo vero amore della mia vita), Tremal-Naik, Yanez de Gomera.
Per la cronaca: in Malesia non ci sono mai stato.

Infine mia nonna. Già. Che ogni volta che i miei dicevano che saremmo andati in vacanza in Puglia o in Calabria, se ne sbottava dicendo: «Ma che bisogno c’è di andare fino a Calcutta?»
Ed io lì a chiedermi: ma perchè? In Calabria c’è un posto che si chiama Calcutta? Io credevo che andassimo in provincia di Catanzaro… Poi, sempre grazie al de Agostini, scoprii che Calcutta è in India.
Per la cronaca: in India ci sono stato due volte, ma non ho mai visto Calcutta.

Scegliere la meta - India
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Scegliere la meta di un viaggio: sei stato nominato!

La questione, in sostanza, è tutta qui: non siamo noi a scegliere i luoghi che vogliamo visitare, sono loro che ci chiamano. Sognare una destinazione non è altro che una nostra risposta inconscia a un imperativo che ci portiamo dentro da sempre. E cosa vogliamo fare con questo imperativo? Lo lasciamo lì a corroderci o gli vogliamo dare soddisfazione?

E voi? Quali sono i luoghi della vostra anima? E perché vi chiamano?

 

9 pensieri su “Scegliere la meta di un viaggio

  1. Ho recepito la notizia immediatamente purtroppo 😛
    A Kabir Bedi non perdonerò mai di aver fatto fuori quella splendida tigre e poi ancora peggio di aver girato il remake con Romina Power.
    Per il resto mi sono macchiata dell’ignobile colpa di essermi lasciata influenzare da una fiction. Un’orribile fiction italiota però dagli scenari stupendi. Sono andata in Val Pusteria per colpa di Un Passo dal Cielo pensa te! Credo che sia l’unico caso nel mio portfolio, per il resto capita che mi scatti qualcosa guardando una foto o anche solo al potere evocativo di una parola 😉

    1. Marco Lovisolo

      Nuooooo, un passo dal cielo nuooooo (cit Jean Claude). Vero, mi ero dimenticato il remake con “Rominapauer”.
      Ho paura che questo post tirerà fuori tanto trash in chi avrà il coraggio di rispondere.
      Buon weekend ;o)

  2. Sono vecchia, grazie per avermelo ricordato 😉 Ma d’altra parte vuoi mettere la soddisfazione di una ricerca di geografia fatta consultando l’enciclopedia e non wikipedia?
    Passando alle cose serie, sono convinta che siano un po’ i posti a scegliere noi, per un motivo o per l’altro. In un modo o nell’altro finiamo più o meno per tornare in quei posti che “ci chiamano”. Per me questo richiamo lo ha Londra, e credo che la colpa sia veramente per due motivi sciocchi: le puntate di Candy Candy ambientate in quella città, e il fatto che mia mamma comprasse sempre calze color “fumo di Londra”, facendomi domandare cosa mai avesse di tanto speciale il fumo londinese…
    Buon weekend!

    1. Marco Lovisolo

      Grande Silvia. Il fumo di Londra è un’altra di quelle cose che non ho mai capito… come il Principe di Galles.
      Eh si, guardare sul de Agostini a me dava un piacere totalmente diverso rispetto a, che so, Google Maps: era tutto molto più romantico (o forse ero io che ero molto più giovane 🤔)

  3. Ciao, post davvero interessante ed è una domanda che mi sono posta anch’io più volte. Io ho sempre pensato che ci siano dei posti che ci chiamano, quelli sono davvero i luoghi del cuore secondo me. Per quanto mi riguarda Lisbona è uno di quelli ma negli anni Barcellona è diventata quasi la mia seconda città principalmente per motivi personali. Ho anche scritto un post tempo fa intitolato “Barcellona il mio posto lontano dal mondo. Qual è il vostro?” chiedendo proprio una cosa simile. Mi fa piacere sapere che è una domanda che ci poniamo un po’ tutti! Ciao 🙂

    1. Marco Lovisolo

      Beh, anche Lisbona ha tutto il suo perché. Io l’ho visitata poco tempo dopo aver letto “Sostiene Pereira” ed è stata un’esperienza nell’esperienza. A Barcellona, invece, dovrei concedere una seconda possibilità. Ci sono stato moltissimi anni fa e mi era piaciuta, ma vorrei rivederla con gli occhi di oggi. Comunque, mi fa piacere vedere che si tratti di una convinzione comune: i luoghi ci chiamano! Grazie per essere passata da qui ;o)

      1. Lisbona ha un fascino particolare, impossibile per me rimanere indifferenti! Barcellona è cambiata decisamente molto nel corso degli anni, non sempre in meglio ma per me ha comunque un suo perché. Grazie a te della risposta e del post interessante! 😉

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