Weekend culturale a Trieste

weekend culturale a Trieste

So che dovrei vergognarmene, ma fino a luglio non ero mai stato a Trieste. La posizione “defilata” della città non mi aiutava. Così, lungo la strada per la Croazia, ho deciso di fermarmici per un weekend e visitarla con attenzione.

Trieste è da secoli un crocevia che mette in contatto l’Europa Occidentale e quella Orientale ed è stata per lungo tempo uno dei centri nevralgici dell’Impero Austroungarico. In virtù di questi fatti, la città è divenuta un vero crogiolo di popoli e culture, capace di accogliere elementi mediterranei e mitteleuropei. Questo mélange culturale ha conferito a Trieste un fascino da terra di frontiera che, nel corso del tempo, ha stregato numerosi personaggi della letteratura e della storia europea.

Un weekend culturale a Trieste, alla ricerca dei suoi tesori, è quasi un obbligo per chiunque si trovi a transitare in questa parte di  mondo.

WEEKEND CULTURALE A TRIESTE: LA LETTERATURA

Trieste, come si diceva, è stata una calamita in grado di attrarre a sé uno dei più grandi scrittori del Novecento: James Joyce. Lo scrittore irlandese trascorse dieci anni nella città giuliana, ponendo le basi di alcuni suoi capolavori. Joyce sviluppò un tale amore per il suo luogo di adozione da arrivare a dire: «… la mia anima è a Trieste». Amore ricambiato, tanto che l’amministrazione cittadina ha gli ha dedicato un intero museo: Museo Joyce.

Triestino purosangue era invece Umberto Saba. Il poeta trascorse quasi tutta la sua vita a Trieste, con l’eccezione di alcuni soggiorni più o meno lunghi in altre città italiane o all’estero.

Suo conterraneo era Italo Svevo. Anche l’autore de “La coscienza di Zeno” trascorse buona parte della sua vita nella sua città natia, la quale, come nel caso di Joyce, gli ha dedicato un intero museo: Museo Sveviano.

Trieste ha dedicato ai tre scrittori delle statue in bronzo, abilmente nascoste in piena vista. Si tratta di riproduzioni ad altezza naturale dei tre autori, piazzate nel mezzo di aree pedonali, che possono tranquillamente essere trascurate se non le si cerca con attenzione. Per la cronaca, io le ho trovate e questa foto ne è la prova.

Weekend culturale a Trieste
Scrittori legati a Trieste

WEEKEND CULTURALE A TRIESTE: LA STORIA

Purtroppo Trieste vanta anche un primato negativo: la presenza dell’unico campo di concentramento su suolo italiano. La Risiera di San Sabba, non molto lontano dal centro città, venne utilizzato come centro di detenzione di prigionieri politici. Nella maggior parte dei casi si trattava di civili slavi che si erano ribellati alla violenta occupazione fascista delle terre di confine: Istria, Fiume e Dalmazia. Si calcola che le vittime siano state migliaia (cifre non ufficiali parlano di circa quattro-cinquemila persone). Fucilati, venivano successivamente bruciati nell’essicatoio del riso.

Oggi la Risiera di San Sabba è un monumento nazionale al cui interno c’è un museo che merita assolutamente una visita: Risiera di San Sabba.

Weekend culturale a Trieste
La Risiera di San Sabba

WEEKEND CULTURALE A TRIESTE: L’ARCHITETTURA

A otto chilometri dal centro città c’è uno dei luoghi più pittoreschi di Trieste: il Castello di Miramare.

Il castello venne costruito nel XIX secolo per ordine dell’Arciduca Massimiliano d’Asburgo, che voleva una dimora degna del suo rango in una delle città più importanti dell’Impero. L’edificio è incastonato alla perfezione nella natura circostante, dove il mare la fa da padrone. Al suo interno, numerose sale conducono attraverso gli alloggi privati di Massimiliano e della moglie e i locali di rappresentanza.

Per raggiungere il castello di Miramare è meglio lasciare a casa la macchina e affidarsi ai mezzi pubblici. L’autobus numero sei fa capolinea proprio sul retro del castello, da dove parte una scalinata che conduce all’interno del parco.

Weekend culturale a Trieste
Il castello di Miramare

Aggirandosi per le vie del centro è possibile vedere il Teatro Romano, risalente al I secolo a.C. e riportato alla luce solo nel 1938. Con una breve passeggiata si raggiunge l’Arco di Riccardo (anch’esso di origine romana), il Molo Audace, dall’indubbio fascino e il Canal Grande.

Infine non si può dire di aver visitato Trieste se non si passa un po’ di tempo a bighellonare nella maestosa Piazza Unità d’Italia.

Piazza Unità è forse l’unico grande spazio aperto della città friulana ed è circondata su tre lati da numerosi palazzi storici: Municipio, Palazzo Modello, Palazzo del Lloyd. Il quarto lato si affaccia sul golfo di Trieste e termina idealmente nella già citata passerella sul mare del Molo Audace.

WEEKEND CULTURALE A TRIESTE: IL CIBO

Trieste è stata per lungo tempo uno strategico crocevia europeo e sede di un porto dal brillante passato. La cucina è quindi molto varia e vanta influenze di varia origine. Tuttavia, visti i trascorsi austroungarici della città, la cucina mitteleuropea ha acquisito un maggior peso rispetto alle altre. Uno di piatti tipici è la caldaia, una serie di tagli di carne messi a bollire e serviti con senape e rafano grattugiato. Generalmente si accompagna con un piatto di crauti o di patate in tecia (condite con lardo e pepe in grano).

Weekend culturale a Trieste
La caldaia, il piatto tipico

La carne la fa da padrona anche in molte altre specialità: i cevapcici (polpette piccanti), il goulash e il sanguinaccio.
I vegani possono rifarsi con la celebre minestra di orzo e fagioli o con i risi e bisi (risotto con piselli freschi).
Tra i dolci c’è lo strucolo, versione triestina dell’austriaco strudel.
Infine, se siete amanti del caffè, Trieste è il posto giusto per voi, in quanto sede di una delle torrefazioni più famose d’Italia: la Illy.

E insomma, di motivi validi per visitare Trieste ce ne sono molti.

Voi ci siete mai stati? Avete qualche altro luogo da consigliare? Parlatene nei commenti!

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5 pensieri su “Weekend culturale a Trieste

  1. io ci sono andata a fine ottobre mi è piaciuta da morire peccato non funzioni più il bus che permette la vista dall’alto della citta dove sono comunque andata perchè il bello di quella città è anche il verde. Insomma mi è piaciuta un sacco cibo incluso

    1. Marco Lovisolo

      Sì, è vero ci sarebbe anche la,possibilità si andare a Opicina e vedere la città dall’alto, ma io non l’ho fatto. Il cibo secondo me è fantastico

    2. Il tram de opcina è sempre un argomento delicato, c’è una canzone storica che ne parla(parla di quando deragliò), c’è una singolare opera ingegneristica che gli permette di salire e di scendere in un tratto particolarmente ripido, è sempre argomento di campagna politica locale e di canzoni parodistiche sul fatto che sia spesso fuori servizio…

  2. Ottima recensione di casa mia! Solo un paio di piccoli appunti
    Città friulana è considerato quasi un insulto…città Giuliana sarebbe più appropriato(Trieste è il capoluogo della Venezia Giulia).
    I cevapcici più che piccanti sono speziati, storicamente composti da tre carni in parti uguali(manzo,maiale e agnello), sono comuni a tutti i Balcani occidentali e orientali(in Romania li chiamano mici se non erro)
    Sulle minestre per vegetariani mi tocca dirti che tradizionalmrntr sono cotte con pezzi di maiale(l’osso del prosciutto, costine affumicate,cotenne…ecc…), alla lista manca la minestra invernale più famosa, la jota(crauti,patate,fagioli…..e maiale).
    Tra i dolci più tipicamente triestini oltre lo strucolo ci sono la pinza(dolce lievitato pasquale), la putizza(tipo la pinza ma ripiena di frutta secca,uvette…ecc..) e il presnitz(dolce la cui storia è molto interessante),oltre alle creme carsoline(una sorta di millefoglie tipica delle frazioni dell’altopiano carsico.
    Prendere il tram,scendere all’obelisco e fare una passeggiata sulla napoleonica permette di godere della città dal’alto, se non c’è il tram di solito c’è lautobus sostitutivo. Se si ha la macchina un posto meno affollato è il tempio di montegrisa(quella roba a forma di formaggino illuminata di notte) da dove parte un sentierino che porta alla vedetta, da lì si gode di un panorama unico che nelle giornate limpide permette di vedere l’istria da un lato e Grado dall’altro.
    I colori dell’autunno rendono il Carso un posto unico, se ci si capita in quella stagione merita moltissimo un altro passeggiata nei facili sentieri dell’altopiano( tra cui spiccano la val rosandra e il sentiero Rilke)

    Ottimo articolo comunque!finalmente qualcuno che parla di Trieste

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