Perché continuare a viaggiare?

continuare a viaggiare

Non so voi, ma a me continuano a porre questa domanda. Argomentandola, anche:
«Hai già visto buona parte di mondo, adesso hai una bimba piccola… fermati un po’!»
Ma fermatevi voi!

Non si riesce proprio a farglielo capire. Basta essere nomadi una volta, una volta sola, per sapere con assoluta certezza che si ripartirà appena possibile. È sufficiente avere fatto un solo passo per possedere la perentoria sicurezza che l’ultimo viaggio non sarà mai l’ultimo.
Quella passione fatta di spaesamento, dilatazione del tempo, solitudine esistenziale, lieve irresponsabilità, non abbandonerà mai più il corpo di chi l’ha provata.

Continuare a viaggiare: le sensazioni

Del resto ne ho già parlato in passato: il viaggio come scoperta del proprio io non termina mai. Là fuori ci sono troppe cose da vedere: deserti da attraversare, montagne da scalare, spiagge sulle quali fare l’alba, strade da percorrere, bivi da affrontare. Mi aspettano aerei da prendere, treni da perdere, arrabbiature da sbollire. Ci sono sensazioni da vivere, ansia da viaggio, bellezza da cogliere. Devo andare incontro a crescita personale, amicizie, divertimenti, seccature, aspettative. Ci sono i posti che non ho mai visto: la Grande Muraglia, Abu Simbel, Cartagena de Indias, Borobudur, Lalibela, Niagara Falls, Ayers Rock, Samarcanda. E ci sono i posti in cui voglio tornare per mostrarli a mia moglie e a mia figlia.

No, mi dispiace, io non  mi fermo. Nonostante gli anni che passano, la fatica che si fa sempre più subdola, la mente che si impigrisce, io non mi fermerò. Le vacanze stanziali e compulsive, quelle nelle quali si ritorna sempre ossessivamente nello stesso luogo, anno dopo anno, ve le lascio. Per carità, se quella è la vostra dimensione e voi vi ci trovate a vostro agio, continuate a farle. Lo dico sinceramente, senza voler fare polemica o paternalismo.
Quanto a me, continuo a pensare che la ricchezza di questo pianeta stia soprattutto nella diversità, nel cambiamento, nella gioiosa ansia dell’ignoto. Voglio continuare a stupirmi per il nuovo e lo stravagante. E, a proposito di stravaganza, voglio ancora sentire la voce dei luoghi che visito.

Continuare a viaggiare: scegliere la meta di un viaggio

Voglio continuare a scegliere la meta di un viaggio lasciandomi guidare dalle mie suggestioni interiori, dalla mitologia che mi sono creato inconsciamente. Voglio progettare un seguito permettendo ai luoghi di convocarmi da loro, partendo da basi futili: vedere la casa di uno scrittore, acconsentire al desiderio d’altrove delle persone che amo, cedere a un vecchio sogno di infanzia (Malesia, prima o poi arriverò anche da te…)

Reclamo con forza il mio diritto al vagabondaggio, all’incertezza, alla scoperta, all’inusuale. Pretendo ancora di perdermi nel nulla, di incavolarmi come una biscia quando non riesco a ottenere subito quello che voglio, di sbagliare strada e rimproverami di averlo fatto.

continuare viaggiare
Photo by Jeremy Bishop on Unsplash

Continuare a viaggiare: il ritorno a casa

E voglio vivere le sensazioni che solo un ritorno a casa dopo un lungo viaggio è in grado di donarti. Riscoprire le mie abitudini e non darle per scontate. Voglio tornare a dormire nel mio letto, sul mio cuscino. Desidero risolutamente rubare del tempo alla routine quotidiana per chiudermi in quel luogo solo mio, dove posso rispolverare i ricordi di viaggio e ritrovarli davanti a me lucenti, vividi, impreziositi dalla loro permanenza nella mia mente e da una nuova e consapevole maturità.

Voglio continuare a viaggiare.

P.S. Se ti è piaciuto questo articolo, puoi leggerne altri simili. Comincia da qui: filosofia del viaggio.
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9 pensieri su “Perché continuare a viaggiare?

  1. Vorrei portarti come esempio ad alcuni (molti) amici con figli, che quando parto, anche solo per un weekend, mi dicono “Eh ma beati voi che non avete figli, potete partire quando volete”. Quando propongo una meta “facile”, dove portare dei bambini non deve essere troppo complicato, sai cosa mi rispondono: “Ma tanto ai bambini non interessa”. Tutto questo per dire che trovo ammirevole il fatto che tu e tua moglie abbiate scelto di continuare a viaggiare con la bimba. Magari di meno, per carità, ma credo che sia un ottimo modo per lei per imparare a essere curiosa e aperta verso il mondo.
    Scusa il pippone e buona domenica 🙂

    1. Marco Lovisolo

      Ciao Silvia. Sì, conosco benissimo la situazione perché parecchie coppie intorno a me si comportano nella stessa maniera. In realtà viaggiare con i bimbi non è così difficile come sembra: si entusiasmano per ogni cosa. Per loro è sempre tutto nuovo e stimolante.
      Grazie e buon weekend

  2. Grazie Marco per questo post! Viaggiare è per tutti, non dovrebbero esserci impedimenti di sorta. Io non ho una famiglia ancora ma la domanda che tutti mi pongono sempre “eh ma dove trovi tutti i soldi per viaggiare?” non capendo che basta tagliare alcune piccole cose per mettere da parte quanto basta per partire…e ripartire! Se non viaggiassi sentirei di star sprecando il mio tempo…c’è così tanto là fuori da vedere!

    1. Marco Lovisolo

      Ciao Laura e benvenuta sul blog. Hai ragione. Quando ero single la frase classica che mi sentivo dire era: “eh, ma con i figli non te lo potrai più permettere!”
      Invece eccomi qui: viaggio meno, sto più vicino, ma non mi fermo. E poi mia figlia crescerà e allora si tornerà a fare viaggi più impegnativi.
      Buon we!

  3. Leggente deve sempre parlare. Non ho figli ma è la stessa storia anche con me, da quando ho imparato a ringhiare con gli occhi la frase è cambiata ma la bastardaggine no. Sai che fanno? Ora mi dicono “bravi fate bene, viaggiate!” ma lo fanno a denti stretti e con una malignità/invidia da spaccargli la faccia. Scusa lo sfogo!
    Bravo fai bene, viaggia e fai viaggiare anche la tua discendenza! E te lo dico NON a denti stretti ma con un gran sorriso! 😉

    1. Marco Lovisolo

      Orsa, sai lagggente cosa dice a me, adesso? “Eh, ma questa bambina la volete lasciare sola? Nemmeno un fratellino/sorellina con cui giocare?”
      Qualsiasi cosa si faccia, non andrà mai bene. Sono frustrati che vogliono imporre il loro stile di vita. E allora sai cosa? FUTTITINNN’!

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