Viaggiare in coppia

viaggiare in coppia

Ogni tanto mi capita di rileggere alcuni miei vecchi post. Un po’ per “ristrutturarli” (principalmente in ottica SEO), un po’ perché mi danno delle nuove idee da sviluppare. Oggi mi trovo nel secondo caso.

Tempo fa scrissi questo articolo: viaggio in solitaria o viaggio in compagnia? Entrambe le modalità presentano degli innegabili vantaggi. Il viaggiatore solitario non ha nessuno a cui rendere conto. Questo gli permette di liberarsi delle numerose impalcature sociali che regolano la sua vita e lo induce ad aprirsi al nuovo mondo che lo circonda.

D’altro canto il viaggio in compagnia ci permette di espandere la nostra esperienza. Non c’è più una sola coscienza che percepisce l’Altro e l’Altrove. Viaggiare con altre persone ci permette di cogliere aspetti che da soli avremmo trascurato. E ci può anche aiutare a ricordare. Letteralmente.

Il mio nuovo spunto di riflessione è questo: va bene il viaggio in compagnia, ma quanto deve essere numerosa questa compagnia?

Viaggiare in coppia: perché è meglio del gruppo

Dopo averci riflettuto un po’ sono giunto alla conclusione che la cifra giusta sia due.

Il gruppo troppo numeroso comporta un numero eccessivo di dinamiche personali. Inevitabilmente si creano dei sottogruppi ed emergono dei leader, che giocoforza impongono delle scelte non gradite da tutti. Oltretutto, per un gruppo, un orso come il sottoscritto è chiaramente indigesto: troppo indipendente, irrispettoso delle regole, privo di rapporti che lo leghino a comportamenti prestabiliti.

Viaggiare in coppia permette di mantenere a distanza tutte quelle tipologie di viaggiatori che si incontrano lungo la strada: i gruppi che si muovono in massa così come i solitari indesiderabili. Perché sì, ci sono anche quelli ed io ho il serio dubbio di averne fatto parte in un paio d’occasioni…

Viaggiare in coppia: la costruzione di un rapporto speciale

Il vagabondaggio con un’altra persona ci mette al riparo da molte seccature. Aiuta a mitigare l’angoscia della solitudine, permette di vedere con occhio differente tutte le difficoltà burocratico-logistiche. Riduce gli effetti del viaggio dentro se stessi che ci attacca durante il tragitto solitario, quando siamo obbligati a prendere coscienza della nostra soggettività.

Il compagno fidato diventa un elemento basilare del viaggio. Con lei/lui condividiamo la fatica, le lunghe attese, i silenzi, le gioie, la realizzazione del progetto, l’aspettativa. Diviene una costante indelebile del nostro percorso. Il rapporto che abbiamo con questa persona si costruisce giorno per giorno, un pezzo alla volta.

Soprattutto troviamo un’anima affine alla nostra, dotata dello stesso gusto per il movimento, il cambiamento, la mobilità. Del medesimo culto per la libertà, della stessa etica ludica che il viaggio, per sua natura, richiede.

Viaggiare in coppia con il tuo compagno
Photo by Alí Díaz on Unsplash

Viaggiare in coppia: anche con un amico

Da quanto scritto sopra, può sembrare che io voglia ridurre tutto l’argomento al viaggio con il proprio partner. Ovviamente si tratta di una scelta quasi scontata, ma probabilmente vincente. Se è il nostro partner avrà sicuramente un elevato grado di affinità con noi (almeno si spera). Ma quando parlo di “coppia” intendo usare il termine nella sua accezione più ampia: un’amica/un amico possono essere degli eccellenti compagni di viaggio. Anzi, sotto alcuni aspetti è anche meglio, perché ti dà l’opportunità di riscoprire il gusto per alcune goliardate che con il nostro partner, probabilmente, non faremmo mai.

Viaggiare in coppia con un amico
Photo by Daniel Cheung on Unsplash

La presenza di un amico mette in moto la pratica del cameratismo, della cricca, della relazione mondana, senza chiudere l’orizzonte. Una coppia di amici felici costituiscono una calamita per altre persone e non precludono alcuna apertura al mondo esterno.

Viaggiare in coppia: in sostanza

Viaggiare in coppia rappresenta solo una delle mille soluzioni possibili. Come dico sempre, queste sono solo mie opinioni, che valgono tanto quelle di chiunque l’altro. L’importante, alla fine, è viaggiare, seguendo le modalità più confacenti a ognuno di noi. Il mondo lo si percepisce in maniera differente perché le nostre coscienze sono differenti. Chi si trova meglio nel viaggio in solitaria, chi in coppia, chi in gruppo numeroso. Ma la cosa che conta è viaggiare, vedere il mondo con i nostri occhi, toccare con mano tutto ciò che ci circonda.

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11 pensieri su “Viaggiare in coppia

  1. Viaggiare è sempre stata la mia passione. Da giovanissima essendo figlia di ferrovieri, potevo viaggiare quasi gratis e quindi tanti bei viaggetti anche da sola, mi sentivo comunque tranquilla. Poi con la famiglia per vent’anni in giro per l’Europa con il camper e la bimba che nel frattempo cresceva. Vacanze spesso con altre coppie, a volte con figli. La convivenza in spazi ridotti è sempre stata non facile. Ora che la figlia è cresciuta e magari amiamo qualche comodità in più siamo giunti alla conclusione che i viaggi con il gruppone come in primavera in barca oppure in Sardegna, hanno degli innegabili punti negativi. E quindi il prossimo viaggio ritorneremo a viaggiare in coppia e basta. L’ideale sarebbe muoversi con persone che siano avvezze a spostamenti e piccole ovvie criticità che possono accadere… Quando sono in giro per lavoro e quindi con altre persone abituate a viaggiare si è concordi e si va lisci, peccato che in quel caso tutto sfuma per le mete che purtroppo non riesci mai a goderti, a parte gli aeroporti…

    1. Marco Lovisolo

      Ciao Giusy. Io devo ammettere che viaggi con i grupponi li ho fatti solo da ragazzo, quando pensi a tutto tranne che a visitare e comprendere il posto nel quale ti trovi. A un certo punto mi sono proprio stufato e ho cominciato a viaggiare in solitaria. Poi sono passato al viaggio in coppia e oggi, con mia figlia, siamo diventati tre. Insomma ho sperimentato tutte le possibilità. La realtà è che si può fare tutto, ma bisogna trovare persone con forte affinità e identici obiettivi, cosa non sempre facile.

      1. Si, proprio così.
        Io poi sono un po’ solitaria.
        Mi piace tanto leggere e camminare e quindi mi ritaglio tanti spazi per me. Non tutti gradiscono. Bisogna essere chiari dsll’inizio. Infatti siamo tornati a desiderare i viaggi a due ;))

  2. Viaggio in coppia Vs Viaggio in gruppo decisamente KO tecnico alla prima ripresa per la prima soluzione. Esperienze terribili! E non è vero che alla fine l’importante è viaggiare perché i miei viaggi di gruppo hanno completamente formattato i posti visitati…na’ traGGGedia 😛
    Ora che siamo in due c’è un sovraffollamento lo stesso ma più sopportabile. Diciamo.
    Orso pure tu?! 😉

    1. Marco Lovisolo

      Ciao Daniela. Sì, hai ragione, mi sono un po’ lasciato prendere dall’enfasi. L’importante è viaggiare, ma se bisogna farlo con persone che ti possono rovinare l’esperienza, forse è meglio starsene a casa… o partire di nascosto ;o))
      Non ti ruberei mai il copyright, ma sono un plantigrado anche io… diciamo che sono socialmente selettivo!

  3. Concordo in pieno su tutta la linea. Raramente mi è capitato di viaggiare da sola e si trattava sempre di periodi molto brevi. Viaggio con mio marito da 12 anni e non cambierei per nessun motivo al mondo. Vada per il weekend con gli amici, ma anche in quel caso è raro perché le teste da mettere d’accordo diventano troppe e non tutte sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda e non tutte capiscono quello che il viaggio significhi per noi.

    1. Marco Lovisolo

      Ciao Erica e benvenuta. Io ti dirò che da diversi anni ho tagliato pure i weekend. Come dici tu troppe teste da mettere a posto. Sono dell’idea che ogni età abbia le sue necessità. Quei viaggi di massa si fanno da ragazzi, quando è più importante la compagnia dell’esperienza. Oggi, considerato ciò che il viaggio significa per me, non ho più voglia di perdere tempo a mettere d’accordo teste: meglio muoversi in pochi!
      Grazie per il tuo commento.

  4. Decisamente in due. Per quanto riguarda il viaggio sposteremmo la dicotomia di numero perfetto, da tre a due!
    È più facile sintonizzarsi, organizzarsi e prendere decisioni, e con gli anni , le cose vanno pure migliorando ☺

  5. Sono d’accordissimo con te. Io poi in particolare non sopporto nessuno e in viaggio/vacanza ho ancora meno voglia di fare mille discussioni come purtroppo è capitato quando mi sono ritrovata in “gruppi vacanza” con gente che conoscevo poco. Per cui decisamente in due: di solito viaggio con il “prigioniero” o con mio fratello.
    Buona giornata!

    1. Marco Lovisolo

      Eh Silvia ho letto il tuo post con i peggiori compagni di viaggio. Ancora rido se penso alla cattocomunista…

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