Personaggi insoliti e dove trovarli

Personaggi insoliti. O forse sarebbe meglio dire “Sei personaggi in cerca d’autore”. Tranquilli, non ho velleità da Premio Nobel. Semplicemente vi voglio parlare di alcuni individui, davvero originali, che mi è capitato di incontrare nel corso dei miei viaggi. Perché sì, quando fai un viaggio in solitaria, a volte ti trovi ad avere a che fare con della gente davvero, come dire? Strana, ecco.
Siccome nel mio libro (vi ho già detto che ne ho scritto uno?) parlo di sei viaggi, ho deciso di selezionare un individuo per ognuno di essi. Tuttavia, sappiate che nel mio libro di viaggi ne potrete trovare molti altri. Così, per dire, eh…

Personaggi insoliti e dove trovarli: in Kenya

Un bel mattino di febbraio stavo vagando sulla spiaggia di Shela, isola di Lamu, sulla costa orientale del Kenya, quando, trullo trullo, mi ritrovai a osservare la bottega di un artigiano locale. “Bottega” forse è un termine un tantino esagerato, visto che si trattava di due pali piantati a terra e una tettoia appoggiata sopra.

personaggi insoliti: il bottegaio di Lamu
Photo by Mike Petrucci on Unsplash

Sia come sia, la merce esposta all’interno era davvero interessante. Si trattava di tipico artigianato del Kenya. Legno lavorato e trasformato in incantevoli figure: monili, posate, cofanetti. La mia attenzione cadde su una piccola cassettiera in legno d’ebano, intarsiata in maniera magistrale e dotata di decine di minuscoli cassetti. L’ammirai con attenzione fino a quando non sentii un rumore alle mie spalle. Si trattava dell’artigiano, nonché “titolare” della bottega.

L’uomo aveva un’età indefinita, lunghi capelli rasta, una pelle scurissima sulla quale spiccava un sorriso bianco come la neve. Ci presentammo e demmo il via alla contrattazione. Già, perché in Africa ogni giorno un viaggiatore si sveglia e sa che dovrà essere molto più furbo di chiunque gli si avvicini per vendergli qualsivoglia merce.

Ha inizio la contrattazione

Dal mio punto di vista la situazione si poneva sotto i migliori auspici: semplicemente non avevo denaro. Non che non ne avessi in quel preciso momento, proprio non ne avevo in generale. Stavo facendo un viaggio in solitaria in mezzo all’Africa, e mettere insieme il pranzo e la cena era una fatica immane.

La cosa non turbò minimamente il mio interlocutore.

«Sei senza soldi, amico? Hakuna matata (“Non c’è problema” in lingua swahili. E guardatevelo un film Disney ogni tanto!) Hai qualcosa da scambiare?»

Quello fu il preciso istante in cui capii di essere fregato. Non sono mai stato bravo a mercanteggiare e lo scaltro individuo di fronte a me lo sapeva benissimo.
Decisi di stare al gioco. Partì una folle contrattazione che mise sul piatto monili di legno, magliette, posate in forma di elefante, pantaloncini corti, braccialetti, biancheria intima, medicine e birre. E la famigerata cassettiera, dalla quale era partito il tutto.
Stavo quasi per accettare, quando Antonio, il mio neurone, decise provvidenzialmente di attaccare il turno. Mi resi drammaticamente conto di essere sul punto di fare un scambio che mi avrebbe lasciato letteralmente in mutande.

Mandai tutto a monte e ricominciammo da capo. Questa volta mi impegnai come se fosse la più importante partita di Risiko della mia vita e dopo una buona ora giunsi a un accordo soddisfacente: la cassettiera in cambio di un paio di magliette, qualche scatola di medicine e un po’ di denaro.

Personaggi insoliti: il pubblico

A proposito di personaggi insoliti: durante la contrattazione intorno a noi si era riunita una nutrita schiera di spettatori, che commentavano con indiscussa competenza lo scambio in corso. In Africa funziona così: ogni aspetto della vita quotidiana assume un’importanza pubblica. Al termine della transazione, si alzò una risata liberatoria e tutti quanti pensarono di congratularsi con i due contendenti. Non so bene come avvenne, ma mi ritrovai invischiato in un gioioso gioco collettivo nel quale tutti volevano salutarmi e scambiare qualche parola con me. Qualcuno andò anche a chiamare parenti e amici per presentargli il muzungu (“uomo bianco” in swahili) che aveva trascorso un intero pomeriggio a lottare con le unghie e con i denti per portarsi a casa un souvenir del Kenya.

personaggi insoliti sull'isola di Lamu
Photo by Javi Lorbada on Unsplash

Alla fine cenai a casa dell’artigiano in compagnia di almeno sette generazioni della sua famiglia, nella quale i personaggi insoliti abbondavano. Seduto su una stuoia, dentro una piccola capanna che dava sul mare, sorridendo e chiacchierando con tutti, senza capire mezza parola di ciò che mi veniva detto. Uno dei momenti più belli della mia vita, fatto di solidarietà, amicizia, vicinanza. Un attimo che mi aiutò a capire che il viaggio in solitaria ti obbliga ad adeguare il tuo passo a realtà nuove e inaspettate, ti inebria con sensazioni di impagabile libertà, ti fa danzare con la vita pura e densa. Un istante che mi mise di fronte a un concetto che amo ripetere spesso: i viaggiatori, in realtà, sono artisti, perché il viaggio è perfetta metafora dell’arte e della vita.

Un’esperienza indimenticabile

A tutto questo pensavo mentre tornavo alla mia pensione nascosta negli stretti e freschi vicoli di Lamu Town, chiedendomi se per caso non mi avessero imbrogliato. Ma alla fine dei conti, che importanza poteva mai avere? Avevo passato un pomeriggio a vivere pienamente, avevo conosciuto persone bellissime e incredibili, avevo sperimentato quelle sensazioni di viaggio che inseguivo da una vita. Dentro quei piccoli cassetti c’erano ricordi e meraviglie che mi porto dietro ancora oggi.

personaggi insoliti in Kenya
Photo by Erol Ahmed on Unsplash

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4 pensieri su “Personaggi insoliti e dove trovarli

  1. Che esperienza meravigliosa. Marco, tu come pochi sai descrivere l’inaspettato che può celarsi dietro ogni viaggio. E mi piace la tua apertura mentale nell’essere pronto ad accoglierlo. Complimenti davvero.

    1. Marco Lovisolo

      Grazie Alessia, sei davvero gentile. Io, però, non credo di avere particolari meriti: capito in queste situazioni in maniera del tutto incosciente. Un giorno o l’altro mi perderò…

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