Viaggio e identità: perché viaggiare può aiutarti a capire chi sei

Viaggio e identità, eh? Non ne abbiamo già letti abbastanza di questi post pieni di psicologia spicciola? Probabilmente sì, ma io vorrei fare ancora un paio di brevi riflessioni al riguardo. Partendo da una domanda.

Vi siete mai chiesti quale sia l’ideale che anima i viaggiatori moderni? Io sì e sono giunto a una conclusione, basata, ovviamente sulla mia esperienza personale: la ricerca di un’identità. Perché alla base di ogni viaggio in solitaria c’è un assioma molto semplice: in un luogo in cui nessuno mi conosce, sono libero di essere me stesso.

Il viaggio in solitaria è uno strumento perfetto per comprendere il proprio io più profondo, perché fin dalla partenza ti permette di prendere le distanze da maschere, abitudini, etichette che ti sei/ti hanno cucito addosso. Ci si spoglia dei propri abiti sociali e si riduce tutto all’essenziale. Un viaggio, dall’altra parte del mondo o dietro casa, non ti fa scoprire nulla di nuovo, ma solo ciò di cui sei portatore. Un movimento “esterno”, ma, al tempo stesso, anche “interno”: un viaggio dentro se stessi.

Viaggio e identità | Lo zaino è pronto io no
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Viaggio e identità: il confronto con l’ignoto

Ogni spinta creativa, che riguardi il pensiero, le arti o la nostra stessa essenza, nasce dall’inevitabile confronto con l’ignoto. Distaccandoci volontariamente dal nostro quotidiano, esprimiamo una scelta radicale. Superiamo frontiere non solo fisiche, ma anche sociali, culturali, antropologiche e ci mettiamo di fronte a ciò che non conosciamo. Lo affrontiamo, cerchiamo di farne parte e, al tempo stesso, di includerlo in noi. È un tentativo estremo di riunire la diversità del mondo nell’unico confine cronologico della nostra esistenza.

Allontanandoci dalla nostra comfort zone, possiamo permetterci di guardarla con occhi differenti. Possiamo analizzarla lucidamente, osservandola da una prospettiva nuova e sconosciuta. Per comprenderla pienamente, con tutto il suo carico di pregi e difetti, è necessario confrontarsi con l’ignoto e con la con la vita vissuta in un Altrove. Viaggio come scoperta, quindi, non solo di nuove realtà, ma anche e soprattutto di un mondo solo presumibilmente conosciuto.

Viaggio e identità: lo sviluppo di un pensiero autonomo

Molti viaggi nascono come sfida, esplicita o no, al sistema di valori che ci circonda. Con le loro partenze per luoghi astrusi i viaggiatori comunicano un dissenso nei confronti del loro ambiente. Può essere una critica verso una società edonista o un’accusa legata alla perdita del rapporto con la natura. In ogni caso è una ribellione contro il modo di pensare corrente.

Viaggiare significa mettere una distanza tra sé e ciò che ci ha forgiato come persone (famiglia, ambiente, relazioni, società). L’autoesclusione dalla tribù di appartenenza trasforma la partenza in una rottura e dà origine a un modo di pensare alternativo.

Viaggio e identità | Lo zaino è pronto io no
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La costruzione di un’identità

La situazione indotta dalle varie fasi del viaggio, ci obbliga indagare sulla nostra psicologia. Nel confronto con una realtà aliena, siamo costretti a farci delle domande: quanto di me è veramente mio? Quanto di ciò che sono è il risultato del mio ambiente di provenienza? Se fossi nato qui, chi sarei, cosa penserei, che idee avrei?

Lo straniamento porta all’estremo il processo di scavo interiore, permettendo alle fibre più profonde dell’essere di venire in superficie. Il viaggiatore perde alcune parti di sé e ne riscopre altre, più autentiche e genuine. Non cambia tanto la sua vita, quanto i termini con i quali percepisce se stesso.

Più numerose sono queste esperienze, maggiori saranno gli strumenti a nostra disposizione per comprendere cosa si cela nel nostro intimo. Le situazioni cambiano a seconda del luogo nel quale ci troviamo e, di conseguenza, cambiamo anche noi. Ma ci sono alcune cose che non cambiano mai, elementi totalmente impermeabili al contesto esterno: quella è, nel bene e nel male, la nostra vera essenza.

Ecco perché continuare a viaggiare: per vivere il viaggio come scoperta della nostra psicologia più profonda.

Viaggio e identità | Lo zaino è pronto, io no
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Viaggio e identità. In conclusione…

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2 pensieri su “Viaggio e identità: perché viaggiare può aiutarti a capire chi sei

  1. Sono d’accordissimo con le tue riflessioni. Alla fine sono poi i motivi per i quali tante persone invece non viaggiano: per paura di uscire dalla loro comfort zone, per paura di confrontarsi con cose alle quali non sono abituate. Oppure i motivi che spingono altre persone ad andare in vacanza con il pacchetto super organizzato e all inclusive con personale che parla italiano e con menu internazionale, perché provare qualcosa di diverso è troppo rischioso (true story di una coppia di conoscenti appena tornati da Ibiza, come se fosse rischioso andarci da soli). Scusa, sono andata fuori tema ma le tue parole mi hanno fatto pensare 🙂

    1. Marco Lovisolo

      Ciao Silvia. Non vorrei sembrare troppo cattivo, ma, purtroppo, anche il viaggio super organizzato, a modo suo, definisce un’identità. Dico “purtroppo” perché è un’identità lontana anni-luce dal mio modo di intendere le cose.

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