Come muoversi in Cambogia

Come muoversi in Cambogia

Come muoversi in Cambogia, ovvero: Lo zen e l’arte di andare in motorino nel Sudest asiatico.

Il volo che dà inizio al mio viaggio nel Sudest asiatico è un’odissea. Milano – Dubai – Bangkok – Siem Reap, località quest’ultima altamente insignificante non fosse per il fatto che sorge vicino a una delle meraviglie di questo mondo: la città di Angkor!

Ma Angkor è ancora di là da venire. Adesso il problema è arrivare dall’aeroporto alla guest house che ho prenotato via e-mail dall’Italia e non è così facile come potrebbe sembrare.

Come muoversi in Cambogia: i mototaxi

Dopo avere cambiato un po’ di denaro, affronto il gruppo di tassisti indiavolati che cercano di rimediare un passeggero da spennare. Alla fine scelgo un ragazzo dall’aria simpatica che mi dice testualmente:
«Amico, con il mio taxi vai sul sicuro. Spazioso e comodo».
Un viaggiatore superesperto come il sottoscritto ormai le fregature le riconosce lontano un miglio: no no, caro mio, a me non la si fa.
Ah no, eh?

Il taxi del ragazzotto cambogiano era un Califfone Fifty con super taroccatura effettuata da Vito o’carrozziere.

Come muoversi in Cambogia
Photo by Hamza Shaikh on Unsplash

Mi volto e vedo un altro tizio, probabilmente giapponese, che mi guarda con aria perplessa e dice:
«Scusa, ma quando ti hanno detto ‘taxi’, non era esattamente questo ciò che ti aspettavi, vero?»
Ovviamente no. Ci facciamo gli auguri a vicenda, stringiamo la fascia sulla fronte modello Rambo, urliamo: «BANZAI!» e saliamo sui nostri rispettivi motorini.

Cambodian Taxi Driver

Sul mio siamo saliti io, con tanto di zaino in spalla, e l’autista. Almeno un quintale e mezzo di dolcissimo peso. La scocca toccava terra.
Partenza a razzo dell’autista, che si chiamava Ly, e subito un paio di incidenti evitati per un soffio. Poi un bus enorme ci taglia la strada, ma Ly, senza scomporsi, sgomma, impenna, salta sul marciapiede, slalomeggia in mezzo alle persone, sterza, salta e rientra sulla strada, esattamente trentasei millimetri davanti al paraurti di un altro bus che si muoveva nel nostro senso di marcia. Il tutto senza interrompere il discorso:
«…perché è ben vero che il Laos è più economico della Cambogia, ma la Cambogia è mooooooolto più economica del Vietnam o della Thailandia. Perché noi, in Cambogia, ai turisti ci teniamo».
Mattuasorella!

Beh, in qualche modo arrivo alla guest house, che ovviamente non aveva la benché minima traccia della mia prenotazione. Poso lo zaino ed esco nell’appiccicosa notte cambogiana in cerca di una qualsiasi bettola nella quale servano qualcosa da mangiare. Dopo avere ingoiato anche le gambe del tavolo, torno in camera mia e svengo sul letto.

Il mattino dopo mi sveglio di buon’ora e mi preparo per visitare i templi di Angkor. Esco dalla guest house pidocchiosa nella quale ho dormito e mi metto a cercare un taxi, un risciò, una bicicletta, qualcosa che mi porti fino là e chi mi trovo? L’ineffabile Ly, che senza neanche farmi parlare mi carica sul solito Califfone e mi scorrazza in giro per il sito.

Come muoversi in Cambogia
Photo by James Wheeler on Unsplash

Come muoversi in Cambogia: pregando!

La sera entro in un’agenzia viaggi e compro un biglietto per la barca veloce che il giorno seguente, attraversando il lago Tonle Sap, mi condurrà a Phnom Penh, capitale della Cambogia.

Prima di andarmene, decido di scatenarmi nella pazza notte di Siem Reap. Scendo e Ly è ancora lì (scusate il gioco di parole) che mi vuole portare in giro:
«Andiamo in una discoteca, così ti faccio conoscere una…»
«Macché una. Ciccio: cibo! Portami dove vuoi, basta che si mangi!»

Lungo la strada veniamo sorpassati da un altro motorino che trasporta due ragazze. Ly si gira verso di me con sguardo sornione e dice:
«Ah-haaa… carine!»
Immediatamente si lancia nel metodo cambogiano di tacchinamento: SPERONIAMOLE!
«No, Ly, davvero, non mi interessa. Io voglio solo mangiare!»
«Lascia fare!»

Parte all’arrembaggio e, ovviamente, l’unica cosa che otteniamo dalle due poverette è una serie infinita di insulti in cambogiano.
«Tranquillo» mi dice Ly «a loro piace così».
Insomma dopo avere rischiato un paio di volte di finire sotto le ruote del motorino delle ragazze, Ly capisce che forse a loro non piace così. È il caso di rinunciare e mi porta in un ristorante pessimo, dove faccio la mia conoscenza con i noodles, i tipici spaghetti che potete trovare in qualsiasi paese del sudest asiatico, e la birra cambogiana che si chiama (indovina un po’?) Angkor beer. E vabbè, prima o poi la dovevo provare.

Dopo cena, ringraziando il cielo per essere riuscito a portare a casa la pellaccia anche questa volta, saluto Ly, salgo in camera e mi preparo per il giorno dopo.
E’ di nuovo il momento di mettersi lo zaino in spalla.

Cosa puoi fare adesso?

Ti è piaciuto quello che hai letto? Al seguente link puoi leggere di altri personaggi bizzarri incontrati nel corso dei miei viaggi: viaggi e incontri.

Tutti gli aneddoti sono riportati nel mio libro di viaggi. Leggi le anteprime!

frasi celebri sul viaggio

Frasi sul viaggio

Rieccomi qui ad ammorbarvi con un nuovo post di frasi sul viaggio. Del resto, visto che è passato quasi un anno dal primo articolo sugli aforismi di viaggio, ho pensato bene di potermene concedere un altro.

Come nel caso precedente, non mi limiterò alla semplice enunciazione delle frasi, ma proverò a spiegarvi quale potente significato abbiano per me.

Smania perenne di cose remote…

L’incipit del mio libro di viaggi è costituito da una celeberrima frase di Herman Melville, tratta da uno dei capolavori della letteratura mondiale di tutti i tempi, Moby Dick:

Ma, quanto a me, sono tormentato da una smania perenne di cose remote. Amo veleggiare per mari proibiti e prendere terra su coste barbariche.

Una delle domande che mi vengono spesso rivolte riguardo ai miei viaggi è: «Perché, quando si tratta di scegliere la meta di un viaggio decidi sempre di puntare su Africa, Asia o Sudamerica? Perché, ad esempio, non scegliere gli Stati Uniti o l’Europa del Nord

frasi celebri sul viaggio
Viaggiare on the road – Photo by Dino Reichmuth on Unsplash

La frase di Melville sembra essere stata pensata su misura per rispondere a questo interrogativo. Sia chiaro: non ho nulla contro gli USA o il Nord Europa. Le considero mete piene di fascino che, in parte, ho già visitato. Discorso analogo potrei fare per l’Australia o il Canada, sebbene non ci abbia mai messo piede. Il punto è che questi luoghi sono distanti solo dal punto di vista geografico. Culturalmente parlando, si tratta di società molto simili a quella dalla quale provengo. Viaggiare on the road negli USA è stata un’esperienza magnifica, ma non ho mai percepito una cesura netta rispetto al mio mondo. Le sensazioni del viaggio non sono mai state così sconvolgenti.

Cosa cerco quando viaggio?

Quello di cui vado in cerca quando viaggio è lo sconosciuto, l’ignoto, l’imponderabile. Voglio confrontarmi con un mondo che non conosco, con tradizioni e culture per me incomprensibili. I miei viaggi in India on the road o in Cambogia mi hanno insegnato a sospendere il giudizio. Ho imparato che, straniero in terra straniera, non posso permettermi di valutare le cose secondo le mie categorie morali. Devo accettare quello che vedo, magari non condividendolo, ma senza poterlo giudicare.

Gli aggettivi usati da Melville sono chirurgici. Remote, proibiti, barbariche: danno esattamente la misura della mia brama di viaggio.

frasi celebri sul viaggio
Luoghi remoti – Photo by Rubén Vara on Unsplash

La strada di Gogol’

Nikolaj Vasil’evič Gogol’ è uno scrittore al quale sono particolarmente affezionato, tanto da averci scritto sopra la mia tesi di laurea. Personaggio folle e geniale, raggiunse alcune tra le più alte vette della letteratura mondiale. Moltissimi scrittori non hanno potuto fare altro che riconoscere il determinante influsso avuto dallo scrittore ucraino sulla loro opera.

Purtroppo la realtà si scontra con l’immagine perfetta creata dalla letteratura. Gogol’ era un uomo con seri problemi di carattere psicologico, dai quali riusciva a trovare sollievo solo durante i suoi lunghi e innumerevoli viaggi on the road attraverso l’Europa.

Nei suoi Diari c’è forse il più sconosciuto tra gli aforismi di viaggio:

Come sei bella in certi momenti, o lunga strada! Quante volte, come un naufrago, quasi sul punto di affogare, io mi sono afferrato a te e tu, ogni  volta magnanima, mi hai tratto su e mi hai salvato.

La strada come sollievo dal dolore

Tra le tanti frasi sul viaggio, questa mi tocca profondamente ogni volta che la leggo. Uno degli aspetti che non mi sono mai piaciuti della mia vita, sono le imposizioni sociali alle quali mi devo necessariamente adeguare. A seconda del contesto nel quale mi trovo, sono costretto a indossare delle “maschere”. La persona che tutte le mattine va in ufficio è estremamente diversa da quella che la sera esce con gli amici. Quest’ultima, a sua volta, è diversa da quella che si occupa di organizzare un tour promozionale per il suo libro di viaggi.

frasi celebri sul viaggio
Maschere sociali – Photo by Kyle Glenn on Unsplash

Essere in viaggio, su una strada sconosciuta dall’altra parte del mondo, mi permette di accantonare quelle maschere. Mi dà l’opportunità di far emergere la mia vera personalità, di scoprire chi sono realmente. Provo finalmente il sollievo di essere me stesso, con tutti i miei limiti e i miei difetti.

Non sempre si tratta di un percorso facile. Possiamo andare dall’altra parte del mondo, ma in definitiva si fa sempre e solo un viaggio dentro se stessi. Siamo disposti a metterci allo specchio?

Frasi sul viaggio: in conclusione

Ti è piaciuto questo articolo di frasi sul viaggio? Puoi leggerne altri simili. Comincia da qui: filosofia del viaggio.

Se invece ti interessa approfondire quello che hai letto, potresti dare un’occhiata al mio libro di viaggi.

Infine, ti chiederei ti lasciare una risposta a questa domanda: quali sono i tuoi aforismi di viaggio preferiti? E perché?

weekend a lecce

Weekend a Lecce

Il mio weekend a Lecce deve essere contestualizzato in un viaggio molto più ampio:  Puglia on the road. Ho girato buona parte del Salento, con un breve e prezioso sconfinamento in Basilicata, per vedere Matera.

Negli ultimi anni, la Puglia si è trasformata in una meta molto gettonata dal turismo. In modo particolare, Lecce è assurta a destinazione privilegiata per le vacanze. La cosa si spiega facilmente: città barocca, spiagge vicine (San Cataldo dista appena sedici chilometri) e in posizione strategica per visitare molte località nei dintorni. Un weekend a Lecce è un ottimo modo per prendere confidenza con questa estrema propaggine d’Italia.

Di seguito alcune informazioni pratiche per trascorrere un weekend a Lecce e nel Salento.

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Mezzi di trasporto in India

Mezzi di trasporto in India

Piccolo estratto da Lo zaino è pronto, io no, il mio libro di viaggi. Si parla di mezzi di trasporto in India.

L’idea di risalire il Rajasthan per andare nell’Himachal Pradesh si rivela poco praticabile a causa della lentezza e scarsa efficienza dei mezzi di trasporto. L’unico modo per arrivare in tempi brevi è ritornare a Delhi e da lì prendere un bus diretto per Dharamsala. India on the road nel senso più completo del termine.

Mezzi di trasporto in India

Per quanto uno abbia affinato le proprie capacità di evitare le fregature, in un viaggio India on the road la “sola” è sempre in agguato. Infatti, l’addetto dell’agenzia che cura il trasporto tra il Rajasthan e l’Himachal Pradesh, PRIMA si prende i soldi per il biglietto e POI dice che non si sa quando partirà il bus.

«E perché?» chiedo io.
«Eh, perché? Già, perché? Perché ci sono le strade interrotte, ecco».
«Le strade interrotte? Interrotte da cosa?»
«Dai ribelli».

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Recensione di Cuore di Tenebra

Recensione di Cuore di Tenebra

Dopo molto tempo, torno finalmente a parlare di libri di viaggio con una recensione di Cuore di Tenebra, di Joseph Conrad.

Non si può circoscrivere Cuore di Tenebra nello stretto perimetro della letteratura di viaggio. Siamo di fronte a uno dei capolavori della letteratura mondiale di tutti i tempi, ma tra le varie interpretazioni che se ne possono dare, si può annoverare anche il viaggio.
L’opera è, notoriamente, autobiografica. Conrad andò in Congo nel 1890, vi trascorse sei mesi e ne ritornò quasi in fin di vita. Unico lascito del suo viaggio in Africa fu un bagaglio di ricordi e amarezze dai quali, dodici anni dopo, sarebbe scaturito Cuore di Tenebra.

Recensione di Cuore di Tenebra
Cuore di Tenebra di Joseph Conrad

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Cosa vedere a Brindisi

Cosa vedere a Brindisi

Cosa vedere a Brindisi? Questa città del Salento viene sempre trascurata dai viaggiatori, tutti impegnati a raggiungere Lecce e le spiagge di Gallipoli. Brindisi è vista più che altro come un luogo di transito dal quale andarsene il prima possibile.

In realtà Brindisi ha un’origine molto antica e il suo centro storico merita almeno una giornata o addirittura un intero weekend di visite.

In epoca romana Brindisi era uno scalo importantissimo per tutte le missioni commerciali dirette a oriente e venne collegata alla stessa Roma dalla celeberrima via Appia. Alcuni tratti di questa importante arteria storica sono tuttora percorribili.

Cosa vedere nel centro di Brindisi

Il centro di questa importante città della Puglia è un continuo susseguirsi di edifici religiosi in stile romanico, tra i quali spicca la Cattedrale. Si tratta di una costruzione con ben nove secoli di vita sulle spalle. Al suo interno si sono svolti numerosi eventi di importanza storica. Il più importante fu sicuramente il matrimonio tra l’Imperatore Federico II, lo Stupor Mundi nipote del Barbarossa, e la regina di Gerusalemme, Jolanda.

Della Cattedrale originale oggi è rimasto poco a causa dei gravi danni riportati nel corso del terremoto del 1743, ma alcuni tratti dei mosaici originali possono ancora essere oggetto di contemplazione.

Cosa vedere a Brindisi
Duomo di Brindisi

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Travel Dreams 2019

Travel dreams 2019

Come consuetudine, verso la fine dell’anno si scrive una letterina a Babbo Natale, al quale si chiede di realizzare i propri desideri di viaggio, i Travel dreams 2019.

Travel dreams: il consuntivo del 2018

I Travel dreams 2018 sono stati quasi tutti realizzati:
• I classici weekend a Cogne e a Torgnon, giusto per ricordare alla Valle d’Aosta che ci sono.
• Tre giorni alla scoperta di cosa vedere a Cremona.
• Un lungo viaggio verso est per trascorrere 4 giorni in Slovenia e visitare Lubiana e il successivo sconfinamento per un lungo giro in Croazia on the road.
• Il weekend culturale a Trieste e il vagabondaggio in Istria on the road.

Non c’è male rispetto al solito, anche se i miei pacchi me li sono presi pure a questo giro:
• Città europea, saltata in scioltezza, senza nemmeno fare lo sforzo di provarci. Secondo anno consecutivo. TOP!
• Per Natale avevo scritto che mi sarebbe piaciuto fare un salto alle Canarie oppure a Madeira. Alla fine ho deciso di fare un upgrade di destinazione e rimanere in Italia: Puglia e Basilicata. Brindisi, Lecce in Puglia e Matera in Basilicata preparatevi perché io voglio tornare indietro sfondato di taralli e burrata.

La lista dei desideri “sicuri”

E qui entra in gioco il panzone vestito di rosso. Babbo, questa volta o mi aiuti seriamente a realizzarli tutti oppure ti vengo a prendere in Lapponia e ti corco di mazzate. A costo di mettere la suddetta Lapponia tra i #traveldreams del 2020. Hai capito, mo’? Ah!
E allora, via!

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organizzare un tour promozionale

Come organizzare un tour promozionale

Tra le tante caz… idee per promuovere un libro mi mancava solo questa: organizzare un tour promozionale. Già, perché dopo avere partecipato alle varie fiere del libro, essersi imbucato alle fiere del fumetto, aver tentato di vendere il proprio libro in tutti i modi possibili, volevamo forse farci mancare un bel tour del Piemonte per fare un po’ di promozione grazie a una serie di presentazioni? Ennò che non potevano.
Del resto, vi avevo già raccontato come presentare un libro con effetti comico-fallimentari, ma si sa: soffro di accanimento terapeutico.

Organizzare un tour promozionale: le librerie

Come al solito agisco con la lucidità di un’ameba. Recupero una serie di indirizzi di librerie e provo a chiedere se c’è un piccolo spazio per una presentazione. Le risposte sono di due tipi:
– Silenzio assoluto
– Sì, certo siamo interessatissimi

Se vi sembra che la risposta migliore sia ‘a seconna c’hai detto, vuol dire che non avete mai provato a organizzare un tour promozionale. Perché dietro quell’entusiasmo si nasconde l’implacabile maglio di carne che attenterà all’anello muscolare che si trova al fondo della vostra schiena. In italiano semplice: l’inculata.
In buona sostanza la questione si risolve con una richiesta di denaro. Cioè, non solo tu devi mettere a disposizione le copie, sobbarcarti chilometri, pagare benzina e autostrada, farti carico degli inveduti, ecc. No, c’è pure il pizzo da versare.

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viaggi e incontri

Viaggi e incontri: gli ingredienti della felicità

Viaggi e incontri? «Finalmente ti sei deciso a scrivere di nuovo?» vi starete chiedendo. Già, forse ve ne sarete accorti: da un po’ di tempo sono latitante con i post. Impegni vari mi stanno tenendo lontano dal blog e mi obbligano a ridurre le “uscite”. Cosa che, immagino, a voi faccia immenso piacere.

Comunque, mi sono reso conto che per troppo tempo mi sono mantenuto eccessivamente serio e ho deciso di tornare al mio tono più cazz… ehm, faceto.

Siccome questo sito nasce principalmente come vetrina del mio libro Lo zaino è pronto, io no, ho pensato di offrirvene alcuni piccoli estratti, in modo che vi possiate fare un’idea precisa del libro che cambierà per sempre il concetto di letteratura di viaggio. Eh, ve l’ho pur detto che avrei dato spazio al mio lato… faceto.

La meta non conta

Sono sempre stato convinto che l’elemento determinate di ogni viaggio in solitaria, siano gli incontri fatti lungo la strada. Uno degli aforismi di viaggio che mi piace ripetere fino alla nausea è un proverbio zen:

“La meta non conta. Ciò che è davvero importante è il viaggio che fai per raggiungerla”.

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Messico zaino in spalla

Messico zaino in spalla e tortillas in tasca

Il Messico zaino in spalla è il viaggio che mi ha cambiato la vita (a proposito, siete TUTTI invitati a leggere il post e a partecipare). Ovviamente, non potevo farmi mancare la mia buona dose di personaggi insoliti incontrati lungo la strada, tutti rigorosamente descritti ne Lo zaino è pronto, io no, il mio libro di viaggi. Il Messico è una vera fucina di gente strana. Forse adesso capirete perché ho parlato di tortillas… Comunque, ecco a voi  l’esperienza vissuta mentre attraversavo il Chiapas, zaino in spalla.

Messico zaino in spalla: uno strano incontro

Girando per le vie di San Cristobal de las Casas, durante il mio viaggio Messico on the road, mi è capitato, in più di un’occasione, di incontrare due ragazzi messicani strafatti, che cercavano di vendermi della droga.

Il loro approccio non era dei più efficaci.

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