Libri su Praga | Lo zaino è pronto, io no

Libri su Praga

La capitale ceca è da sempre un luogo pieno di fascino e di libri su Praga ne sono stati scritti a tonnellate.
Ho visitato di recente questa incantevole città e in questo post vorrei consigliarvi cinque libri da leggere assolutamente prima di partire… o dopo! O se proprio volete, anche durante, tanto i posti dove rilassarsi a Praga non mancano.

Gustav Meyrink – Il Golem

Meyrink - Il Golem | Lo zaino è pronto, io no
Gustav Meyrink – Il Golem

All’inizio del XX secolo, lo scrittore di origini ebraiche Gustav Meyrink, seppe sfruttare con sapienza la fama di Praga, città colma di enigmi e magia occulta. L’autore rispolverò la celebre leggenda ebraica del Golem. Si tratta di un gigante d’argilla dalla forza smisurata che può essere usato come servo o protettore del popolo. Secondo la tradizione, il grande pensatore ebraico Rabbi Löw, grazie alle sue doti magiche, riuscì a infondere la vita in questo essere antropomorfo, salvo poi dovergliela togliere quando il Golem si ribellò.

Partendo da questa leggenda e modificandola con sapiente maestria, Meyrink creò una fitta trama dal sapore gotico, nel quale non sono assenti richiami alla scrittura di Edgar Allan Poe e Franz Kafka.
Un libro nel quale emerge con forza l’originale architettura del ghetto ebraico, una delle cinque zone storiche di Praga. Gli edifici accatastati uno sull’altro, le piccole abitazioni claustrofobiche, le migliaia di piccoli esercizi commerciali che vendono cianfrusaglie: tutto contribuisce a rendere vivida la condizione di emarginazione tipica del quartiere ebraico.

Libri su Praga: Bruce Chatwin – Utz

Libri su Praga Libri su Praga | Lo zaino è pronto, io no
Utz – Bruce Chatwin

Sempre nel quartiere ebraico, precisamente in via Široka, è ambientato questo romanzo breve del più famoso scrittore di libri di viaggio: Bruce Chatwin. In una Praga schiacciata dall’invasione comunista del 1968, l’autore inglese racconta in prima persona dell’incontro con Kaspar Utz, bizzarro collezionista di ceramiche di Meissen. Gli sconvolgimenti del XX secolo erano solo un fastidioso “rumore di fondo” per il nobiluomo di origine tedesca. Tutto ciò che lo interessava erano le statuette di porcellana, nelle quali proiettava speranze e sogni.

Quella di Utz è una storia vera. In qualità di delegato della celebre casa d’aste Stothesby’s, Chatwin visitò Praga nel 1967. In quell’occasione conobbe Rudolph Just, piccolo nobile decaduto che conservava gelosamente la sua collezione di ceramiche e cristalli. La vita di un collezionista era un incubo in un paese che aveva abolito la proprietà privata. Just morì nel 1974 e la sua collezione privata sparì nel nulla più assoluto. Non se ne seppe niente fino al 1989, quando parte della collezione venne rinvenuta nel caveau di una banca svizzera e riconsegnata ai legittimi eredi.

Milan Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere

Libri su Praga | Lo zaino è pronto, io no
Milan Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere

Capolavoro della narrativa moderna, il celebre libro di Kundera racconta di quel meraviglioso periodo che fu la Primavera di Praga (1968). Un’epoca caratterizzata dai sogni di libertà e indipendenza di un’intera generazione,  spazzati via dall’invasione sovietica. Tereza, uno dei quattro protagonisti, è una fotografa che raccoglie le testimonianze di quella stagione dolce e selvaggia. Kundera visse in prima persona quel momento rivoluzionario in cui tutto era sogno e protesta e lo proietta in maniera magistrale sulle pagine del libro. Praga appare in tutta la sua maestosa bellezza, in continuo contrasto con la gioia rivoluzionaria dei suoi giovani e la sistematica violenza che mise tutto a tacere.

Chi lo ha letto, sa bene che le sfaccettature sono molteplici. L’autore spesso si lascia andare in digressioni filosofiche, ma risulta ben evidente che l’oggetto di tutta la sua narrativa sia l’essere umano con le sue contraddizioni.
Dall’opera di Kundera è stato tratto anche un bellissimo film del 1988 con protagonisti Daniel Day Lewis e Juliette Binoche (Tereza).

Bohumil Hrabal – Vuol vedere Praga d’oro?

Hrabal - Vuol vedere Praga d'oro? | Lo zaino è pronto, io no
Bohumil Hrabal – Vuol vedere Praga d’oro?

Vuol vedere Praga d’oro è una raccolta di racconti che rivelano un mondo tragico e surreale. Il racconto più consistente è Bambini di Praga , nel quale si narrano le vicende di quattro agenti assicurativi, che cercano di piazzare le loro polizze pensionistiche ai personaggi più disparati: macellai gelosi, mercanti di pelle con la mania di dipingersi tutta la casa (mobili compresi), maestri di ballo ubriaconi che lavorano in scuole prive di donne, rappresentanti di prodotti per la casa che consigliano ai clienti di usare un coltello per rimuovere le macchie dell’anima.

Tra i vari racconti spicca quello che dà il titolo alla raccolta. Una coppia di individui originali tentano di organizzare una festa all’interno di un magazzino di bare. La Praga d’oro altro non è che l’ultima immagine rimasta negli occhi delle persone che sono morte per cause accidentali, un ricordo indelebile dell’ultimo momento di vita.
Hrabal è autore (purtroppo) poco conosciuto al grande pubblico, ma è un mirabile rappresentante di quell’ironia praghese, fatta di drammaticità e umorismo bizzarro, che richiama alla mente autori del calibro di Hašek e Kafka.

Libri su Praga: Franz Kafka – Il processo

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Franz Kafka – Il processo

Praga e Kafka sono le due metà di una stessa mela. Il tormentato autore ceco visse tutta la sua modesta vita a Praga . La città compare solo saltuariamente nell’opera di Kafka, ma la sua presenza è latente. Il gusto per il magico e l’irrazionale, tipico del mondo praghese, ben si adattano alle ossessioni e inquietudini dell’autore.
Il processo è l’opera che maggiormente giustifica l’uso dell’aggettivo “kafkiano”, usato per descrivere situazioni paradossali.

La città emerge all’improvviso per merito del suo monumento più celebre: la cattedrale di San Vito. La storia di Praga e di tutta la Boemia sono indissolubilmente legate a questo gioiello architettonico dallo splendore gotico.
K., il personaggio principale, si ritrova casualmente dentro la cattedrale, dove instaura un dialogo con un religioso. È forse il punto dell’opera nel quale l’angoscia raggiunge il suo culmine perché si comprende che ogni possibile via d’uscita è inesorabilmente sigillata.

Libri su Praga

Quelli citati in questo post non sono dei veri e propri libri di viaggio, ma a mio avviso sono un’utile maniera per cominciare a calarsi nell’originale realtà praghese.

Ti è piaciuto leggere di libri su Praga? Puoi trovare altri articoli simili qui: letteratura di viaggio. Si parla di libri di viaggio di scrittori famosi e di autori emergenti.

Muoversi ad Hanoi | Lo zaino è pronto, io no

Muoversi ad Hanoi

Muoversi ad Hanoi, soprattutto nella parte vecchia della città, può rivelarsi davvero molto frustrante.

Sbarco in città al mattino presto, mi carico lo zaino in spalla, recupero un tuk tuk e mi faccio portare in un albergo della zona vecchia. La stanza è al terzo piano di uno stabile senza ascensore, ma è enorme e silenziosa. Una lunga e fresca doccia mi leva di dosso la stanchezza della notte in treno e di tre piani di scale fatti con lo zaino in spalla.

Muoversi ad Hanoi | | Lo zaino è pronto, io no
Albergo ad Hanoi | Photo by Maxime Lebrun on Unsplash

Mi rivesto con calma ed esco.

Hanoi: una città europea in Asia

Per quanto possa sembrare strano, Hanoi è radicalmente diversa da Saigon. Si tratta sempre e comunque di una città con quattro milioni di abitanti che girano quasi tutti rigorosamente in motorino, ma l’atmosfera è del tutto differente. Hanoi ha un’impronta quasi estranea al sudest asiatico, più europea, francese per la precisione. Con questo non voglio dire che sia meglio di Saigon, semplicemente per un viaggiatore occidentale è più familiare.

La capitale del Vietnam, si sviluppa intorno al lago Hoan Kiem. È caratterizzata da ampi viali alberati, botteghe e una quantità spropositata di piccole caffetterie che vendono dolci squisiti. Non tocco cibo dal pranzo del giorno prima e mi ritrovo con una fame terribile. Con la velocità di un ghepardo mi catapulto dentro una caffetteria, ordino un intero vassoio di dolci e una tanica di tè, mi siedo su un tavolino all’esterno, allungo le gambe e mi rilasso guardando la gente che passa.

Muoversi ad Hanoi: la città vecchia

Dopo essermi ripreso dall’indigestione, decido di cercare subito un’agenzia con la quale organizzare la visita a Halong Bay, uno dei luoghi più suggestivi di tutto il sudest asiatico.

Muoversi ad Hanoi | Lo zaino è pronto, io no
Halong Bay – Photo by Robby McCullough on Unsplash

Anche qui, come sul delta del Mekong, il giro può essere organizzato in autonomia, ma con tempi e costi decisamente superiori rispetto a quelli di un’agenzia locale. Io ho seguito il consiglio della mia valida guida Lonely Planet e ne ho puntata una che si trova nel bel mezzo del quartiere vecchio della città.
Errore madornale!

Il quartiere vecchio di Hanoi, uno dei più antichi del sudest asiatico è costituito da stradine tortuose e minuscole che cambiano nome a ogni isolato. Immaginatevi quindi di cercare una via che si chiama Dien Bien Loc e passare attraverso le varie Bien Bu Phu, Bao Cai Lin, Chao Bo Tao, Bim Bum Bam, Suma Bin Ciapà e Porc A Di Quel La Put Tan!

Passo un quarto d’ora a sacramentare in tutte le lingue del mondo, fino a quando mi rendo conto che l’unico modo per uscire onorevolmente da questa situazione è il suicidio.

Per fortuna, un caritatevole vecchietto mi blocca mentre sto per tirare una testata contro uno spigolo e mi conduce all’indirizzo giusto.

Muoversi ad Hanoi

Attendo pazientemente che il tizio di fronte a me finisca di fare le sue prenotazioni. Tra l’altro gli va tutta la mia ammirazione perché ha passato una buona mezz’ora in piedi con lo zaino in spalla, lasciando vuota la comodissima sedia che aveva di fianco.

Finalmente tocca a me. Contratto con il coltello tra i denti, strappo un prezzaccio da barbone, ringrazio e saluto. Esco con un sorriso soddisfatto e decido di tornare al mio albergo, che si trova in Song Hong Tai Road. Il sorriso mi muore sulle labbra perché realizzo di non avere la più pallida idea di dove mi trovi. Soprattutto ho una paura dannata di affrontare i terribili nomi delle strade di Hanoi.

Rientro in agenzia e chiedo informazioni. Il proprietario mi guarda, sfodera un sorriso da barracuda e mi dice:
«Oh, guarda, è facile, esci di qui e poi… sinistra, destra, destra, su, sinistra, destra, giù, destra, sinistra, indietro… Serve una mano? Posso accompagnarti io e nel frattempo potremmo fare un tour della città vecchia di Hanoi. Ti faccio un prezzo speciale…»

Lo guardo con un odio eterno che non conosce confini e borbotto qualcosa tipo: «Mavafantucul…»

Muoversi ad Hanoi: i trucchi

Esco e mi butto a caso alla ricerca dell’albergo. L’odissea che mi ha permesso di arrivare sano e salvo a casa è stata a suo modo epica. La sera, prima di uscire per cena, mi sono comprato una corda, l’ho legata al portone di ingresso dell’albergo e l’ho srotolata poco alla volta mentre ero alla ricerca di un ristorante.

Cosa puoi fare adesso?

Ti è piaciuto quello che hai letto? Al seguente link puoi leggere di altri personaggi bizzarri incontrati nel corso dei miei viaggi: viaggi e incontri.

Tutti gli aneddoti sono riportati nel mio libro di viaggi. Leggi le anteprime!

Cover Photo by Florian Wehde on Unsplash

Praga e Kafka - Ritratto Kafka - marcolovisolo.me

Praga e Kafka

Praga e Kafka costituiscono un binomio inscindibile. Lo scrittore trascorse tutta la sua vita nella capitale ceca e, sebbene abbia cambiato casa innumerevoli volte, non trovò mai la forza di abbandonarla.
Si trattava di qualcosa di più del semplice affetto per la sua città natale. Era, in effetti, un rapporto decisamente più profondo, intimo, quasi morboso. Parlando di Praga, Kafka scrisse:

Praga non ci lascia più andare. Questa piccola madre ha gli artigli. Non c’è altro da fare che cedere. Per potersene liberare bisognerebbe darle fuoco da due lati, il Vyšehrad e il Hradčany.
(Franz Kafka – Un medico di campagna)

Questo post si propone di fare un piccolo tour letterario attraverso i luoghi della città boema che maggiormente rappresentano la figura del suo figlio più celebre.
L’itinerario che proporrò è stato studiato a tavolino dopo il mio ritorno a casa. In realtà io mi sono mosso in maniera molto più casuale (sarebbe meglio dire confusa), ma preferisco fornire questa traccia perché mi sembra più ordinata e funzionale.

Praga e Kafka: un viaggio letterario

La prima tappa necessaria per comprendere il legame tra Praga e Kafka è la minuscola abitazione che lo scrittore divise con una delle sue sorelle negli ultimi mesi del 1916. La casetta si trova al numero 22 del celeberrimo Vicolo d’Oro, vicino al Castello (Hradčany).
Il nome del vicolo ha dato origine a una leggenda secondo la quale qui lavoravano gli alchimisti che tentavano di produrre oro per Rodolfo II. In realtà, nel XVII secolo la via era popolata da orafi, che adattarono a laboratorio le piccole abitazioni. All’inizio del XX secolo la zona era diventata piuttosto povera ed era abitata da piccoli impiegati (Kafka era uno di loro) e artigiani.
Indirizzo: Zlatá Ulička 22 (ingresso a pagamento)

Praga e Kafka - Vicolo d'Oro - marcolovisolo.me
La casa di Kafka in Vicolo d’Oro 22

Muovendosi verso est, in una tranquilla via laterale si può visitare il museo Franz Kafka. Aperto nel 2005, conserva al suo interno numerose prime edizioni dei suoi lavori, lettere, manoscritti, fotografie e disegni. Inoltre, installazioni in 3D e percorsi audiovisivi permettono di fruire pienamente dell’esperienza.
Indirizzo: Cihelná 2b

Museo Franz Kafka - marcolovisolo.me
Museo Franz Kafka

Praga e Kafka: i luoghi dell’autore

Nei pressi della Piazza della Città Vecchia (Staroměstské Náměstí) sorge la casa natale di Kafka. Il piccolo spiazzo ha preso oggi il nome di Piazza Franz Kafka (Náměstí Franze Kafky) e al numero tre, proprio a ridosso della Chiesa di San Nicola, si può vedere il condominio dove nacque il tormentato scrittore boemo. Il luogo è facilmente individuabile, grazie alla presenza di un busto in bronzo dedicato all’autore.
Indirizzo: Náměstí Franze Kafky 3

Praga e Kafka - Busto di Kafka - marcolovisolo.me
Busto di Kafka

A soli duecento metri di distanza, proprio sulla Piazza della Città Vecchia, si può vedere Palazzo Kinsky, all’epoca sede del liceo di lingua tedesca frequentato da Kafka. La famiglia Kafka, infatti, pur essendo di origine ebraica, parlava quasi esclusivamente in tedesco, lingua ufficiale dell’impero austro-ungarico sotto il quale ricadeva l’amministrazione di Praga. La dicotomia tra la cultura ceca e quella tedesca costituirà una delle fondamenta della scrittura di Kafka.
Indirizzo: Staroměstské Náměstí 12

Palazzo Kinsky - marcolovisolo.me
Palazzo Kinsky – Piazza della Citta Vecchia

Poco distante, proprio dietro la chiesa di Santa Maria di Tyn, c’è la via Celetná, dove lo scrittore visse in diversi periodi della sua vita. Una casa si trova al numero due, mentre l’altra (detta Ai Tre Re) è esattamente di fronte, al numero tre.
Indirizzo: Celetná 2 e 3

Le statue dedicate a Kafka

Da Celetná si può deviare verso nord e dirigersi al Quartiere Ebraico (Josefov). Proprio di fianco alla Sinagoga Spagnola si può ammirare una statua dedicata allo scrittore: un cappotto gigante, vuoto, sulle cui spalle è seduto Kafka. Il monumento vuole indicare il difficile rapporto che lo scrittore ceco aveva con il padre Hermann, uomo d’affari dispotico e prepotente. Una rappresentazione assurda, paradossale… kafkiana (è dall’inizio del post che lo volevo scrivere).
Indirizzo: Vězeňská 1 all’ angolo con Dušní

Praga e Kafka - Statua di Kafka - marcolovisolo.me
Statua di Kafka – Sinagoga Spagnola

Nel quartiere Nove Mesto, precisamente nel centro commerciale Quadrio, è possibile ammirare l’opera dell’artista David Černy. Si tratta di una scultura rotante che raffigura la testa di Kafka. Il suo continuo mutamento rappresenta i dubbi che per tutta la vita assillarono lo scrittore boemo, rendendolo così uno dei più acuti interpreti della modernità.
Indirizzo: Spalena 2121

Praga e Kafka - Testa di Kafka - marcolovisolo.me
Testa Kafka – Nove Mesto

Sempre a Nove Mesto, nel nuovo Cimitero Ebraico, c’è l’ultima e definitiva residenza di Kafka. Ironia della sorte, poco distante c’è anche la tomba di Max Brod, amico, sodale e biografo ufficiale.
Alla morte di Kafka, Brod venne nominato esecutore testamentario, con l’incarico di distruggere tutte le opere incompiute. Brod contravvenne a quell’indicazione e, al contrario, si impegno personalmente nella cura della pubblicazione. Se oggi noi abbiamo la possibilità di leggere le opere di Kafka, dobbiamo certamente riconoscerne il merito a Max Brod.
Indirizzo: Izraelská 1

Tomba di Kafka - marcolovisolo.me
Tomba di Kafka – Nuovo Cimitero Ebraico

A Praga con Kafka

Il giro proposto in questo articolo è piuttosto lungo, tanto da dedicarci un’intera giornata e camminare di buon passo. Fortunatamente ogni angolo di Praga è stracolmo di meraviglie, per cui, nel percorso tra un punto e l’altro, se ne può approfittare per cogliere qualche altro particolare. E se, a un certo punto, la stanchezza dovesse farsi sentire, ecco a voi tre luoghi dove rilassarsi a Praga.

Praga era uno dei miei Travel dreams 2019.

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Liebster Award nomination

Liebster Award Nomination

Tempo di Liebster Award nomination per Lo zaino è pronto, io no!

Già, ma cosa diavolo è il Liebster Award?

Cos’è il Liebster Award?

Il Liebster Award è uno dei più importanti riconoscimenti che un blogger possa ricevere. Si tratta di una manifestazione internazionale utile per far conoscere nuovi blog e apprezzarli.

Liebster Award nomination
Photo by Fauzan Saari on Unsplash

Una sorta di celebrazione dell’amicizia tra persone che si sono conosciute virtualmente e che si apprezzano a vicenda. Per saperne di più, clicca qui: Liebster Award.
Bene, il mio piccolo blog ha ricevuto una Liebster Award nomination , al quale partecipo con immenso piacere.

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dove rilassarsi a praga

Dove rilassarsi a Praga

La capitale ceca è da decenni una meta imperdibile per trascorrere un weekend in Europa, ma dove rilassarsi a Praga quando non se ne può più di girare in lungo e in largo?

Rilassarsi a Praga

Già, perché non facciamo finta di non saperlo: dopo aver trascorso una giornata a trottare come Varenne, c’è bisogno anche di un momento di pausa, nel quale sedersi su una panchina, allungare le gambe e bersi una birra.
Praga letteralmente pullula di parchi, cosa alla quale non farete minimamente caso a meno che non abbiate dei figli piccoli come il sottoscritto. Se proprio non avete voglia di fermarvi in un giardinetto pieno di bambini ululanti (vi capisco, credetemi, VI CAPISCO!), ecco almeno tre ottimi posti nei quali trovare un po’ di pace e silenzio.

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visitare i Sassi di Matera

Visitare i Sassi di Matera

Perché visitare i Sassi di Matera? In questo post potrete trovare utili consigli per pianificare un weekend a Matera, la capitale europea della cultura per il 2019.

visitare i Sassi di Matera
Matera: Sasso Caveoso

Come arrivare a Matera

Per chi proviene dal nord Italia raggiungere Matera non è facilissimo. Gli aeroporti più vicini sono in Puglia, a  Bari e Brindisi. Io ci sono arrivato da Brindisi, sfruttando un conveniente volo low cost proveniente da Milano. Scelta strategica perché, con alcuni giorni a disposizione, è possibile visitare anche parte della Puglia. Per ulteriori informazioni, puoi consultare i seguenti post:

Cosa vedere a Brindisi
Weekend a Lecce

Nell’aeroporto di Brindisi ci sono numerose compagnie di autonoleggio. Io mi sono affidato a Joyrent. Servizio soddisfacente e prezzi in linea con il mercato.

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Campeggio in Patagonia

Campeggio in Patagonia

Nuovo estratto da Lo zaino è pronto, io no, il mio libro di viaggi. Si parla di campeggio in Patagonia.

C’è Sudamerica e Sudamerica, ma quando si parla di Patagonia on the road si intende il sud del Sudamerica, ovvero uno dei luoghi più freddi e inospitali del mondo.

Una delle attività imperdibili è il trekking nei suoi numerosi e incontaminati parchi, tra i quali spicca il Parque Nacional Torres del Paine, in Cile.

Campeggio in Patagonia
Photo by Jens Johnsson on Unsplash

La concezione del campeggio in Patagonia è molto semplice: lo vedi tutto questo spazio? Beh, facci un po’ quello ti pare, mettiti dove vuoi e non rompere. Se proprio ti servissero, i bagni sono lì. Se hai bisogno di qualcosa o di qualcuno, arrangiati.

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legame autore personaggi

Il legame tra l’autore e i suoi personaggi

Che legame esiste tra un autore e i suoi personaggi? E come si declina questa domanda quando si parla di letteratura di viaggio?

Recentemente mi è capitato di rileggere L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera. A chi non l’avesse ancora fatto, consiglio vivamente di porre rimedio in tempi brevi, perché si tratta di un romanzo davvero eccelso.

Comunque, tra le numerose considerazioni di Kundera, mi ha colpito questa:

Non si dice forse che un autore non può parlare che di se stesso?
I personaggi del mio romanzo sono le mie proprie possibilità che non si sono realizzate. Ciascuno di essi ha superato un confine che io ho solo aggirato. È proprio questo confine superato (il confine oltre il quale finisce il mio io) che mi attrae. Al di là di esso comincia il mistero sul quale il romanzo si interroga.

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sciare sul Gran San Bernardo

Sciare sul Gran San Bernardo

Per un torinese appassionato di montagna, sciare sul Gran San Bernardo è un’esperienza da vivere a tutti i costi.

La valle d’Aosta è giustamente conosciuta in tutta Italia per le sue famose stazioni sciistiche: Breuil-Cervinia, Courmayeur, La Thuile e il comprensorio del Monte Rosa che include Gressoney, Champoluc, Antagnod e la località piemontese di Alagna Valsesia.

Tuttavia negli ultimi tempi questi grandi comprensori tendono a essere eccessivamente affollati, aspetto che va a cozzare con la mia acuta sindrome di socialità selettiva.

Sempre più spesso tendo a prediligere le piccole stazioni, dove l’ambiente è più “intimo” e le poche piste che ci sono, vengono trattate con una passione quasi artigianale.

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Come muoversi in Cambogia

Come muoversi in Cambogia

Come muoversi in Cambogia, ovvero: Lo zen e l’arte di andare in motorino nel Sudest asiatico.

Il volo che dà inizio al mio viaggio nel Sudest asiatico è un’odissea. Milano – Dubai – Bangkok – Siem Reap, località quest’ultima altamente insignificante non fosse per il fatto che sorge vicino a una delle meraviglie di questo mondo: la città di Angkor!

Ma Angkor è ancora di là da venire. Adesso il problema è arrivare dall’aeroporto alla guest house che ho prenotato via e-mail dall’Italia e non è così facile come potrebbe sembrare.

Come muoversi in Cambogia: i mototaxi

Dopo avere cambiato un po’ di denaro, affronto il gruppo di tassisti indiavolati che cercano di rimediare un passeggero da spennare. Alla fine scelgo un ragazzo dall’aria simpatica che mi dice testualmente:
«Amico, con il mio taxi vai sul sicuro. Spazioso e comodo».
Un viaggiatore superesperto come il sottoscritto ormai le fregature le riconosce lontano un miglio: no no, caro mio, a me non la si fa.
Ah no, eh?

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