Viaggiare senza partire. Si può?

Edificio
La strada per andare in ufficio

So che non dovrei essere proprio io a fare questo discorso. Ho pubblicato un libro che parla dei miei viaggi in Africa, Asia e Sudamerica, terre lontane, piene di fascino e suggestione, distanti geograficamente e culturalmente dall’Italia. Quando racconto dei miei viaggi, puntualmente mi sento rispondere:
«Eh, ma che ci vai a fare laggiù, quando qui abbiamo l’Italia, che è tanto bella!»
Ho sempre trovato questa frase molto provinciale e anche un tantino razzista, ma se la si analizza in profondità, bisogna ammettere che contiene un’intuizione profonda: il piacere del viaggio non ha nulla a che vedere con la destinazione, ma semplicemente con l’atteggiamento mentale con cui lo affrontiamo. Esaminando l’intera faccenda in questi termini, ci accorgiamo che la frase un po’ banale di prima è, in realtà, una specchiata verità. Se noi (io!) approcciassimo ogni luogo con il medesimo spirito ricettivo che usiamo mentre siamo in viaggio, potremmo accorgerci con sorpresa che i luoghi a noi prossimi, per assurdo anche il percorso quotidiano che ci porta in ufficio, non sono in nulla meno interessanti delle mete esotiche.
Il problema è che quando siamo a casa tendiamo a impigrirci, a dare per scontato quello che ci circonda, a guardarlo senza effettivamente vederlo. Viviamo nella convinzione che dopo aver vissuto anni in un luogo, esso non abbia più nulla da dirci, che non sia più in grado di sorprenderci.
Al contrario, mentre siamo in viaggio, ogni cosa ci sembra nuova, affascinante, incantevole. Anche le realtà più banali acquistano un’indescrivibile grazia che le rende invitanti ai nostri occhi. Per esempio, io ricordo di aver passato almeno quaranta minuti davanti a un telegiornale russo. Fuori c’era San Pietroburgo, il Nevskij Prospekt mi chiamava ad alta voce e l’Ermitage esclamava in dotto protoslavo: «Guagliò, tieni genio di uscire o no?!?» Per tutta risposta io me ne stavo inebetito in hotel, di fronte a un televisore a guardare un programma simile in tutto per tutto al TG1, con la sola differenza che non comprendevo nemmeno una parola. (Per la cronaca, non mi fa onore dirlo, ma quando sono in Italia i telegiornali non li guardo praticamente mai, perché li ritengo totalmente inutili e parziali, ma questo è un altro discorso).
In sostanza sembra davvero che nel quotidiano la nostra capacità di soprenderci, il desiderio della scoperta, l’aspettativa siano temporaneamente atrofizzati e che non attendano altro che un viaggio in un luogo distante per riattivarsi. L’aspetto fondamentale che contraddistingue ogni viaggiatore, ovvero la sua ricettività, tra un vagabondaggio e l’altro se ne va in letargo.
Che fare quindi? Attivarla continuamente in modo cosciente, osservando con attenzione quello che i nostri occhi hanno già visto, ascoltando con interesse quello che le nostre orecchie hanno già sentito, gustando con attenzione il sapore di cibi che abbiamo già mangiato. Ogni giorno dobbiamo immaginarci di essere in viaggio in modo da mantenere vivo quel senso del meraviglioso che contraddistingue tutti le nostre peregrinazioni.
C’è però anche da dire una cosa. Nessuna attività, consapevole o no che sia, nasce dal nulla. Cristiano Ronaldo non è diventato CR7 per grazia ricevuta, ma grazie agli allenamenti, al sacrificio e all’abnegazione. Stessa cosa si deve fare per la nostra ricettività da viaggiatori: bisogna allenarla!
E come la si allena?
(Siate pronti perchè qui sto per calare l’asso di briscola)
Viaggiando, andando in luoghi lontani, visitando posti in cui non siamo mai stati prima, ascoltando lingue che non conosciamo, mangiando cibi nuovi e chiacchierando con degli sconosciuti. È solo percependola con un’intensità tale da farla divenire un nostro tratto costitutivo che possiamo riprodurre coscientemente quella meraviglia che sempre ci accompagna mentre siamo in viaggio.

Ciumbia! Sono stato così persuasivo che mi sono convinto da solo. Adesso vado dritto dritto sul sito della Emirates a comprarmi un viaggio per chissà dove.

P.S.P.S. (Post Scriptum Poco Serio). Sono davvero molto orgoglioso di questo post. Con un pippozzo da sofista greco, sono riuscito a giustificare il tempo che passo su skyscanner e google maps. Un’arringa degna di un avvocato.

Recensito su Erodoto108!!!

Testo di Isabella Mancini Ogni viaggio inizia dallo studio. Che bella parte della vita è quell’epifania, quell’attesa carica di idee che come nuvole esplosive si gonfiano, caricano, crescono, svaniscono e volano sul nostro cielo. La preparazione regala intensi momenti e, spesso, nel momento stesso in cui abbiamo pianificato tutto ecco il Viaggio che ci travolge…

via Lo zaino è pronto, e tu? — Erodoto108

Grecia On the Road – III parte

Grecia On the Road - parte III
Grecia On the Road

Chiudo questo monumentale excursus sulla Grecia con un post di informazioni pratiche, sperando che possano esservi utili.

Documenti

Per chi ha la nazionalità italiana è sufficiente la carta di identità. Se avete bambini piccoli, ricordatevi di farla anche per loro.

Volo

Le compagnie aeree che portano in Grecia sono numerose. Io ho utilizzato la compagnia di bandiera greca Aegean Airlines, partendo da Milano Malpensa e arrivando ad Atene. Il servizio è ampiamente nella norma e il prezzo adeguato, per cui non mi sentirei di consigliarla o stroncarla. È sicuramente un buon compromesso.

Auto

Io mi sono affidato ad ACR – Athens Car Rentals. Si tratta di un operatore indipendente, slegato dalle grandi compagnie di autonoleggio. I prezzi sono un po’ alti, ma sono sicuramente affidabili. La macchina che mi hanno messo a disposizione era una Opel Astra di sei mesi con soli 7000 chilometri.
A prescindere dalla compagnia di noleggio alla quale vi affiderete, tenete conto di un fatto importante: in Grecia il diesel costa MOLTO meno della benzina normale, come potete vedere in questa tabella. In virtù di questo fatto, le auto diesel sono molto richieste e quindi costano considerevolmente di più rispetto a quelle a benzina. A questo punto sta a voi: se avete in previsione un percorso lungo (oltre i 400 chilometri) il diesel è assolutamente la scelta migliore perché vi permetterà di ammortizzare il costo maggiore del noleggio e in definitiva di risparmiare.
Per dare un’idea di massima dei costi, io ho percorso circa 1800 chilometri spendendo centotrenta euro.

Noleggio Auto Grecia
Noleggio Auto Grecia

Pernottamento

Per quello che ho potuto notare è molto più conveniente affidarsi ai b&b che agli hotel. Io sono un cliente affezionato di AirBnB, ma i siti che forniscono il servizio sono davvero numerosi. Spesso i proprietari mettono a disposizione beni alimentari per la colazione.
Mediamente i costi per un intero appartamento con due camere da letto costa intorno ai cinquanta/sessanta euro a notte.

Spiagge

Lungo tutta la costa del Peloponneso troverete numerose spiagge. Nella maggior parte dei casi sono sabbiose e molto ampie, quindi adatte per chi ha bambini piccoli. La spiaggia “privata” ha costi veramente contenuti: spesso, infatti, basta comprare un paio di caffè per aver diritto a un ombrellone e due sdraio. Nelle vicinanze di Atene ci sono numerose spiagge (leggi qui) per le quali bisogna pagare il prezzo di ingresso, in genere cinque euro a persona, quindi non sarete tenuti a consumare niente. Tenete conto che nel weekend i prezzi vengono maggiorati di un paio di euro.

Spiagge Grecia
Spiagge Grecia

Viaggiare con i bimbi

Viaggiare con i bimbi è piuttosto semplice in Grecia. Tuttavia tenete conto di un paio di piccoli fastidi incontro ai quali potreste andare.
1 – Non tutti i ristoranti hanno il seggiolino. Prima di sedervi chiedete, i greci sono estremante disponibili in questo senso e non si offendono affatto per una domanda simile.
2 – I siti archeologici in genere NON sono predisposti per essere attraversati con il passeggino. Micene è l’unica eccezione. Spesso quindi vi dovrete portare i bimbi in braccio.

Finalmente ho terminato. Spero che i post vi siano stati d’ispirazione e d’aiuto per pianificare il vostro tour della Grecia On the Road (con bambini).

Ti interessa leggere gli altri articoli relativi a Grecia On the Road? Ai link seguenti puoi trovare i primi due post relativi del viaggio:

Grecia On the Road – I parte

Grecia On the Road – II parte

Grecia On the Road – II parte

Grecia On the Road
Grecia On the Road

Seconda parte del viaggio Grecia On the Road che toccherà la le spiagge del Peloponneso occidentale, il sito archeologico dell’Antica Olimpia e Atene.

Da Mystras a Gialova

Da Mystras a Gialova sono altre due ore d’auto. Gialova è un piccolo e tranquillo paesino che sorge in una zona dalla quale è facile raggiungere numerose attrattive circostanti, in primis la sua Laguna, luogo ideale per gli amanti del birdwatching.
Se siete amanti delle spiagge non potete assolutamente perdervi Voidokilia, nota come Omega beach per la sua forma perfettamente tondeggiante. Vi si accede grazie a una stradina molto stretta con diverse curve a gomito, quindi guidate con prudenza. La spiaggia sorge all’interno di un Parco Nazionale per cui (fortunatamente) NON ci sono bar o ristoranti: acqua e cibo ve li dovrete portare voi. Conviene raggiungerla al mattino prima delle dieci e raggiungere a piedi la parte di spiaggia opposta al parcheggio: in questo modo avrete almeno tre ore di calma su una spiaggia dorata con un mare cristallino.

Voidokilia
Voidokilia – Omega beach

Nelle vicinanze c’è anche l’antico castello di Navarino, difficilmente raggiungibile a meno ce non siate dei trekkers allenati.
Con pochi minuti d’auto potete arrivare a Pylos, cittadina nella quale avrete solo l’imbarazzo della scelta per il ristorante. Poco più in là c’è la deliziosa Methoni con il suo suggestivo castello di origine veneziana che sorge sulle acque blu del mare e se proprio avete voglia di fare ancora qualche chilometro, potrete rilassarvi nelle sulla spiaggia di Finikounda.
Infine, se siete degli “animali” da sito archeologico, potete visitare il Palazzo di Nestore, a circa quindici chilometri da Pylos.

Da Gialova a Olimpia

Tra Gialova e il superbo sito archeologico dell’Antica Olimpia (Archea Olimpia) ci sono circa cento chilometri. Potete soggiornare nella moderna Olimpia, cittadina più che piacevole, che ha ovviamente il grande pregio di essere a ridosso delle rovine del sito. Diversamente potete optare (è quello che ho fatto io) per Katakolo, minuscolo paese che sorge su un promontorio, nel quale potrete trovare le classiche trattorie sulla spiaggia, dove sfondarsi di pesce fresco spendendo poco. Katakolo è a soli sei chilometri da Agios Andreas, località dotata di un mare davvero cristallino, e a circa trenta chilometri dal sito dell’Antica Olimpia.
Archea Olimpia, merita veramente una visita. Dello splendore originale rimane ben poco a causa dei numerosi terremoti che hanno colpito la zona, ma quello che è rimasto dà un’idea assolutamente precisa dello splendore antico.
Il biglietto costa dodici euro a persona. Se volete potete entrare con il passeggino, ma considerate che le strade non sono ben lastricate, quindi scordatevi la comodità.

Olimpia
Olimpia

Atene

Durante il ritorno abbiamo fatto un’altra breve tappa a Nafplio, per giungere poi il giorno successivo ad Atene.
Su Atene, chiaramente, c’è molto da dire.
Alloggio. Le possibiltà di trovare un buon allogggio a prezzi contenuti sono infinte. Noi abbiamo soggiornato nel quartiere di Koukaki, dal quale si possono raggiungere a piedi l’Acropoli, l’Arco di Adriano e la fermata della metropolitana. Nei dintorni c’è tutto quello che può servire: supermercati, ristoranti, bar, negozi ecc. Si tratta quindi di una scelta estremamente pratica.
Acropoli. Ovviamente se venite ad Atene NON potete perdervi l’Acropoli. Non starò qui a dirvi cosa vedere e cosa no, perchè al riguardo ci sono milioni di guide turistiche. Mi limito a darvi un paio di consigli pratici:
1 – Le biglietterie aprono alle otto. Se potete, cercate di arrivare alle sette e mezza o anche prima, perchè la coda crescerà esponenzialmente con il passare dei minuti. Dalle nove arriveranno anche i gruppi organizzati.
2 – Se avete un passeggino, NON potrete portarlo dentro l’Acropoli. Dovete andare alla biglietteria principale che si trova in prossimità dell’Odeon di Erode Attico, comprare i biglietti e poi lasciare il passeggino nel deposito che si trova leggermente discosto alla sinistra della biglietteria stessa. Dovrete mostrare il biglietto per avere diritto a usufruire del servizio.
3 – Se non avete particolari necessità, potete fare il biglietto all’ingresso secondario posto in prossimità del Teatro di Dioniso. Gente ne troverete sempre, ma meno che all’ingresso principale.
Il costo del biglietto è venti euro a persona.
Cosa vedere ad Atene. Lasciando da parte i dettagli per i quali vi rimando alle classiche guide, io credo che per vivere pienamente Atene si debba trovare il tempo per passeggiare attraverso le sue strade. Il quartiere di Plaka è la parte storica più antica di Atene, piacevole ma davvero troppo turistica. Decisamente più tranquillo e pittoresto è il quartiere di Anafiotika, con le sue casette bianche e i ristoranti tipici. Unico difetto di Anafiotika è lo sporpositato numero di scale che lo attraversano e che voi dovrete obbligatoriamente percorrere. Infine, a nord ovest dell’Acropoli merita una visita il mercato delle pulci di Monastiraki.
Tutti questi luoghi possono essere facilmente raggiunti a piedi.
Con alcune fermate di metropolitana si può raggiungere il Museo Archeologico Nazionale, in Piazza Syntagma. Il costo d’ingresso è di dieci euro a persona e al suo interno è possibile ammirare numerosi manufatti tra i quali spicca la maschera d’oro di Agamennone.

Agamennone
Maschera d’oro di Agamennone

Spiagge. Uno dei tanti vantaggi di Atene è avere la possibilità di raggiungere il mare con i mezzi pubblici in meno di un’ora. Basterà arrivare in Piazza Syntagma con la metropolitana usando la linea 2 (rossa) o la 3 (blu) e da lì prendere il bus numero 5 verso Voula (non si può sbagliare direzione, Piazza Synatgma è il capolinea). Da Edem in avanti è un susseguirsi di spiagge belle e pulite, con un mare invidiabile. Noi ci siamo fermati a Zephyros causa bimba urlante, ma si può proseguire oltre fino a Voula. Se poi volete proprio esagerare, una volta arrivati a Voula potete ancora prendere un taxi (in Grecia costano poco) e farvi portare ancora più in là, a Vouliagmeni e oltre.

Questo è più o meno tutto quello che ho visto nel mio viaggio in Grecia On the Road. Vi rimando a un terzo e ultimo post nel quale fornirò una serie di informazioni pratiche per tutti coloro che hanno in mente di affrontare questo bellissimo viaggio.

Ti interessa leggere la prima parte del post? Puoi trovarla a questo link: Grecia On the Road – I parte

Grecia on the road – I parte

Grecia On the Road
Grecia On the Road

Amo questa Grecia al di sopra di tutto. Essa porta il color del mio cuore. Ovunque si guardi, giace sepolta una gioia.
Friedrich Hölderlin

Da diverso tempo avevo intenzione di visitare una Grecia un po’ meno turistica di quella che solitamente ci viene propinata. Non ho nulla contro le isole greche, meta prediletta di molti viaggiatori, ma io ero in cerca di qualcosa di più autentico. Tuttavia, avendo con me una bambina di diciotto mesi, ho dovuto anche fare un giro non eccessivamente difficile. La necessità di mediare tra queste due esignenze, ha quasi automaticamente definito un itinerario che mi ha permesso di attraversare buona parte del Peloponneso.
Ho intenzione di fornire molte informazioni, quindi il reportage sarà articolato su più post. Mi raccomando, non perdetevene nemmeno uno!

Quello che segue è il resoconto di un tour della Grecia On the Road.

Grecia On The Road: quando andare e perché

Io ho viaggiato in Luglio, periodo di alta stagione, ma, soprattutto all’inizio, non ancora del tutto congestionato dal turismo estivo. Praticamente fino al 24-25 luglio la situazione era più che accettabile, mentre negli ultimi giorni la folla ha cominciato a farsi consistente.

Itinerario di viaggio

L’itinerario è stato il seguente: Atene – Nafplio – Mystras – Gialova – Olympia – Nafplio – Atene, interamente percorso con auto a noleggio. So che non farà molto “viaggiatore”, ma con una bimba piccola di un anno e mezzo le soluzioni alternative sarebbero state troppo scomode.
La prima notte l’ho passata in un piccolo sobborgo di Atene chiamato Pallini. La scelta si è rivelata vincente perché Pallini è facilmente raggiungibile dall’aeroporto: basta prendere la tangenziale e abbandonarla all’uscita 15. Venti minuti di auto e arriverete in questa periferia molto carina, che sorge intorno a una via di larga percorrenza (Leof. Marathonos), dove potrete trovare tutto quello che vi serve: ristoranti, bar, negozi. Trovandosi nei pressi della tangenziale, Pallini si è dimostrata una buona scelta perché mi ha permesso di dirigermi verso Nafplio senza imbottigliarmi nel traffico di Atene.

Da Atene a Nafplio

Nafplio
Nafplio – La piazza centrale

Da Atene a Nafplio (Nauplia) sono poco meno di due ore d’auto, nel corso delle quali attraverserete lo stretto di Corinto.
Nafplio è una delle località più incantevoli della Grecia continentale. Piccola cittadina attraversata da viali freschi e ombrosi che sfociano in una piazza pittoresca. Nelle immediate vicinanze del centro potete visitare la Fortezza di Palamide, che sorge su un alto promontorio dalla cima del quale potrete godere di una fantastica vista sulla città e sul Golfo Argolico. Assolutamente meritevoli di una visita sono la chiesetta che si trova nel Bastione di Agios Andreas, e la prigione di Kolokotronis, patriota greco della guerra di indipendenza, nel Bastione di Milziade. La fortezza è facilmente raggiungibile in auto e proprio di fronte c’è un ampio parcheggio. Biglietto di ingresso: 12 euro a persona.
Per chi ne ha voglia c’è anche la possibilità di visitare la minuscola fortezza di Bourtzi, situata su un’isoletta raggiungibile con soli cinque minuti di traghetto (4 euro a/r).
Nafplio è anche un ottimo punto di partenza per visitare Epidauro e il suo celebre teatro (ingresso 12 euro a persona), il sito archeologico di Micene (10 euro a persona) e se si ha voglia di spingersi un pochino più in là, anche l’antica Corinto e la località di Nemea, celebre per i vini rossi. Tutte le destinazioni si trovano a meno di due ore di macchina.
Personalmente ho trovato incantevole il Teatro di Epidauro, straordinariamente ben conservato, al punto tale che ancora oggi, durante il Festival Ellenico, si tengono rappresentazioni delle tragedie greche classiche.
Quanto alle spiagge, avete diverse scelte. Per qualche strana ragione la gente del luogo vi consiglierà quasi sempre Tolo, piccola località con una spiaggia di sabbia fine e dorata. Controindicazione: in genere è molto piena per cui, se proprio volete andarci, io vi consiglio il mattino. Avrete a disposizione sia la spiaggia libera che quella organizzata; per accedere a quest’ultima vi basterà comprare un caffè e avrete diritto all’ombrellone e alla sdraio.
Se cercate un luogo un po’ più isolato, vi consiglio la spiaggia di Karathona, dove il turismo è più tipicamente greco e la massa decisamente meno asfissiante. C’è anche una fresca pineta dove parcheggiare l’auto.

Da Nafplio a Mystras

Mystras
Mystras – Centro del Medioevo greco

Se adorate il Medioevo, Mystras è il luogo che fa per voi: fu proprio in questa città che la cultura bizantina ebbe il suo ultimo sussulto di splendore. Città fortificata circondata dai boschi, vanta numerosi punti di interesse. I più importanti sono il Convento di Pantanassa, struttura al cui interno sono conservati mirabili affreschi, e il Monastero di Perivleptos, circondato dai pini.
Il sito è molto ampio e c’è parecchio da scarpinare, per cui la soluzione migliore è visitarlo di sera oppure al mattino presto. Se non avete abbastanza tempo (almeno tre ore abbondanti), concentratevi sulla “città bassa”, in prossimità dell’ingresso principale.
Se avete bimbi piccoli sappiate che NON potrete utilizzare il passeggino perché le strade interne sono decisamente accidentate.

A poca distanza da Mystras, c’è la moderna città di Sparta (assolutamente trascurabile) e le rovine di quella antica. Purtroppo della Sparta originale non è rimasto nulla e le rovine che potete ammirare sono di origine romana, ma il luogo è davvero suggestivo. L’ingresso al sito è totalmente gratuito, il parcheggio assai comodo e il flusso di persone davvero contenuto. A mio personale parere una visita la merita tutta.
Per quello che riguarda il soggiorno, io ho dormito nel confortevole Byzantion Hotel (colazione, piscina, parcheggio e wifi inclusi nel prezzo della camera), nel pieno centro di Mystras, ma se dovessi tornare preferirei pernottare nel piccolo borgo di Pikoulianika: tranquillo, fresco e poco frequentato.
Per mangiare consiglio l’ottimo ristorante Xenia, a metà strada tra Mystras e l’ingresso al castello.

Termina qui la prima parte del viaggio Grecia On the Road. La seconda parte includerà la visita dell’Antica Olympia e il ritorno ad Atene con tutti i consigli necessari per visitare al meglio la città in compagnia dei bambini.

Ti interessa leggere la seconda parte del viaggio. Clicca sul seguente link: Grecia On the Road – II parte.

Mollo tutto e me ne vado!

Mollo tutto e me ne vado!
Mollo tutto e me ne vado!

Scusate se torno di nuovo sull’argomento, ma io sono uno “tignoso”: se le cose non mi sono ben chiare, continuo a ruminarci sopra in maniera compulsiva. Sono un erbivoro mentale… praticamente: una capra!
Bene, la domanda è sempre questa: si può veramente mollare tutto e partire, vivere di viaggi, essere dei vagabondi seriali? In un precededente post scrissi di alcuni personaggi che hanno deciso di abbandonare la loro vita secolare per dedicarsi al viaggio. Alcuni di loro hanno poi raccolto le loro esperienze in libri che sono diventati degli autentici best sellers (che poi questi che scrivono libri di viaggio chi li capisce? Ehm…) Ora, sia ben chiaro a tutti che io non sono qui a giudicare le scelte di queste persone, ma mi domando: una fuga “totale” è possibile?

Continua a leggere “Mollo tutto e me ne vado!”

#DesertIslandRecord

Desert Island Record
#DesertIslandRecord

Tirato in ballo da Orsa nel carro non mi sono potuto esimere dallo stilare la classifica degli album che mi porterei su una spiaggia deserta. In realtà devo dire che si tratta anche di un’ottima scusa per aggirare il blocco dello “scrittore” che da qualche tempo mi fa fare una fatica bestiale per riuscire a mettere insieme le circa seicento parole necessarie per pubblicare uno straccio di post, quindi ne ho subito approfittato.
Premessa: tra le mille attività nelle quali ho riversato un mucchio di soldi, tempo e fatica, ma che non mi hanno restituito quasi nulla c’è anche la musica. Ebbene sì, oltre che un quasi-scrittore e quasi-blogger sono pure un quasi-musicista, un quasi-chitarrista per la precisione. Del resto ho cominciato che avevo vent’anni, all’epoca i capelli c’erano ancora tutti e cosa c’era di meglio che fare il chitarrista metal? Questo per dirvi che tra gli album di cui parlerò ce ne sono anche un paio di quelli che mi hanno indotto a imbracciare la chitarra e conseguentemente a fare bestemmiare i miei vicini di casa come dei camionisti turchi.
Bene, allora cominciamo.

Continua a leggere “#DesertIslandRecord”

‘A morto de fama!

Blog A Pagamento
Blog (a pagamento)

In questo momento di pace agostana ho pensato bene di fare il punto della situazione in merito alle recensioni che ho richiesto in giro per il mondo. Preparatevi quindi a un bel post idiota ma non troppo. La maggior parte di voi forse riderà di quanto sto per scrivere, ma sono più che sicuro che quelli che si trovano nella mia situazione di “autore” autopubblicato probabilmente ci si riconosceranno e masticheranno amaro, annuendo con la testa e mugugnando frasi irripetibili.
Bene, dicevamo le recensioni. Noi miseri autori self published che ci dobbiamo occupare di tutto, dalla scrittura alla promozione del libro, passiamo buona parte del nostro tempo alla ricerca di questo bene prezioso, convinti che una buona recensione possa far colpo su altri potenziali lettori, i quali, a loro volta, si catapulteranno nella prima libreria a portata di mano per comprare l’oggetto a causa del quale abbiamo staccato così tanti accidenti da esserci preclusi qualsiasi possibilità di accedere anche solo al Purgatorio. Per raggiungere questo agognato risultato, ci mettiamo a setacciare il web in cerca di book blogger disposti a leggere il nostro capolavoro con lo stesso fervore che ci metterebbe un cane da tartufi in cerca del prezioso tubero.

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La casa dov’è?

Casa
Casa

Il primo luglio pubblicai un post che ebbe un discreto successo: Casa dolce casa… oppure no? Se non lo avete ancora fatto, vi invito a leggerlo per comprendere meglio il senso di ciò che sto per scrivere… e anche per aumentare il traffico sul mio blog ;o)
Letto? Bene. L’articolo, nel suo piccolo, ha ricevuto un tot di commenti, ma uno in particolare, lasciato sulla mia pagina FB, mi ha indotto a pensare. Lo riporto quasi testualmente, riconoscendo il merito al suo autore: Bruno Pernice:

“Se per casa intendiamo anche un posto nel mondo geocraficamente circoscritto, credo che esso riservi sempre delle sorprese e non lo si possa mai conoscere del tutto in quanto ognuno di noi non è mai conoscibile del tutto. Sono le nostre abitudini a farci credere che una cosa la conosciamo del tutto. Posso guardare con occhi nuovi un vecchio posto della mia infanzia oppure interpretarlo diversamente in compagnia di persone sconosciute. Casa esiste solamente dentro di noi. E secondo me casa puoi viverla da esploratore sempre, solo volendolo.”

Questo commento ha messo in subbuglio il mio unico neurone e mi ha indotto a chiedermi: cos’è VERAMENTE “casa”? Quanto è assoluto per ognuno di noi questo concetto?

Continua a leggere “La casa dov’è?”

Casa dolce casa… oppure no?

Casa Dolce Casa... oppure no?
Casa Dolce Casa… oppure no?

Non so se lo avete notato, ma da qualche tempo mi diletto a scrivere post “tanticchia” provocatori. Va così. C’è stato il periodo in cui vi ho raccontato le mie vicende da autore autopubblicato, mettendola sul ridere. Adesso, invece, vado in cerca di risse. Del resto è pure facile; tra qualche giorno partirò per le ferie e chi mi becca più? Insomma, come si suol dire: tiro la pietra e nascondo la mano.
Beh, veniamo a noi. Chi bazzica sul web, nello specifico per quello che riguarda i viaggi, inevitabilmente sbatte prima o poi nei libri. Non mi riferisco solo a quelli dei grandi scrittori, ma a quelli di autori emergenti, travel blogger, scrittori di viaggio in genere. A tal proposito, in maniera del tutto imparziale, si intende, vorrei consigliarne uno scritto da un GIOVANE e promettente autore torinese, intitolato Lo zaino è pronto, io no. Ah, ve ne ho già parlato? Ok, scusate, allora andiamo oltre.

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