Ricominciare a scrivere

Ricominciare a scrivere

Ebbene sì, alla fine tocca ricominciare a scrivere un altro libro di viaggi, o almeno a provarci. Del resto, che alternative avevo? Ci sono ben dodici-tredici fans(!) che insistono, potevo deluderli?
Bryson e Theroux se la staranno facendo addosso dalla paura. Fate bene, pennivendoli da due soldi! There’s a new king in town!

Ricominciare a scrivere: l’esperienza passata

L’esperienza de Lo zaino è pronto, io no mi avrebbe dovuto insegnare qualcosa. Almeno avere un’idea di massima di cosa fare. Ovviamente, nulla di tutto questo. Anzi, diciamola tutta: pianificazione zero.

Com’era quella cosa che bisogna considerare la scrittura alla stregua di un lavoro? Ecco, io, evidentemente, non l’ho capita.

Sono qui, a spremermi le meningi e a buttare giù, in maniera totalmente improvvisata, pagine e pagine di sciocchezze. Tra l’altro con carta e penna. E non per qualche reminiscenza del tipo “Eh, ma l’odore della carta…”
No, semplicemente il mio computer si è accorto di quello che stavo facendo e si è fermamente rifiutato di rendersi complice di un secondo misfatto.
«’Ntuculo» è stata l’ultima cosa che mi ha detto, prima di ritirarsi in un mutismo interminabile. Ma io ho un’arma segreta che userò nei prossimi giorni: o si rimette a funzionare o lo resetto brutalmente e gli installo a forza Windows 10. Senza vaselina. Così poi ha una buona ragione per continuare a fare l’offeso.

Ricominciare a scrivere: l’ispirazione

Anche Antonio, il mio neurone, ha espresso parere negativo. Troppo lavoro. Prima di tutto bisogna rileggersi i vecchi taccuini di viaggio. Che poi “leggere” non è proprio il termine corretto. Sarebbe più opportuno parlare di “decriptazione”. O come direbbero quelli che ne sanno: editing.  Si tratta di una serie di appunti scritti su mezzi in movimento o nelle nebbie dell’alcool, con abbondante uso di abbreviazioni, schemi, grafici, disegni.

Ricominciare a scrivere
Photo by Raychan on Unsplash

Traduzione (ops, scusate: editing), per altro, assolutamente inutile. Già. Perché il più delle volte, dopo aver letto, mi ritrovo ad alzare lo sguardo, fissare a lungo il muro e poi esprimere il mio dotto commento:
«Esticazzi?»
Pagine e pagine di cavolate assolutamente insensate.
E allora per Antonio comincia il vero calvario, perché a quel punto si tratta di fare una cosa sola: ricordare!
«Aè, ricordare mo’…»
«Antò, dobbiamo ricordare, altrimenti che scrivo?»
«E vabbuò e allora ti ricordi di quella volta che…»
Ascolto con attenzione e poi chiedo:
«Antò, ma sei sicuro?»
«Sì.»
«Ma sicuro, sicuro?»
«No.»
«E che faccio, secondo te? Scrivo cazz… ehm, falsità?»
«Eh, falsità… Esagerato! Cose diversamente vere, ecco.»
«Antò?»
«Sì?»
«Mavaffanculo, va’!»
E’ da due giorni che lo sento girare a vuoto. Mi sembra di avere un criceto in testa.

Il calvario del marketing

Che poi, a essere sinceri, una cosa dall’esperienza precedente l’ho imparata. Il vero problema non è tanto la scrittura del libro, quanto tutto il calvario che riguarda la promozione. In definitiva, ricominciare a scrivere è il meno. Il vero problema è scrivere un libro e pubblicarlo.

Il dramma consiste nel riprendere a vagare come un ossesso per fare social network marketing (per fortuna non c’è più G+, almeno quello…), dare vita a collaborazioni tra blogger, implorare  tutto il globo terracqueo per avere delle recensioni, possibilmente positive. Ansia, tanta ansia, minchia che ansia! Pure la mia ansia ha l’ansia. Meno male che ho il medicinale adatto.

Ricominciare a scrivere: ansia
Il medicinale adatto contro l’ansia

E poi devi sbatterti per organizzare una presentazione del libro alla fiera mondiale del peperoncino o qualcosa di altrettanto raffinato, dove se ti va bene riesci a vendere tre copie, che probabilmente verranno utilizzate per scopi non proprio nobili.

Ricominciare a scrivere: perché?

Ecco, bravo, facciamocela, ogni tanto, una domanda sensata. Perché hai deciso di ricominciare a scrivere? Mah, che vi devo dire? Onestamente non lo so nemmeno io. So che ho ancora molte cose da raccontare e la scrittura è il modo in cui mi riesce meglio (“meglio” non significa necessariamente “bene”).

La scrittura è anche uno strumento per staccare dal vissuto quotidiano, perché per quante rogne possa portarsi dietro è pur sempre un tonico per lo spirito. Quindi, in definitiva, ‘fanculo ai social network, alle recensioni negative, alle presentazioni andate a vuoto. Scrivo per me, per divertirmi e per mettere su carta quei momenti importanti che hanno segnato la mia vita.

E se qualcuno di voi vorrà leggermi di nuovo, o per la prima volta, voglio ringraziarlo fin da ora.

P.S. Per l’amor di Dio, NON chiedetemi quando uscirà il libro. Non vi azzardate! Non ne ho la più pallida idea. Presto, tardi, nel 2020, nel 2030… non lo so.

Cover photo by Aaron Burden on Unsplash

organizzare un tour promozionale

Come organizzare un tour promozionale

Tra le tante caz… idee per promuovere un libro mi mancava solo questa: organizzare un tour promozionale. Già, perché dopo avere partecipato alle varie fiere del libro, essersi imbucato alle fiere del fumetto, aver tentato di vendere il proprio libro in tutti i modi possibili, volevamo forse farci mancare un bel tour del Piemonte per fare un po’ di promozione grazie a una serie di presentazioni? Ennò che non potevano.
Del resto, vi avevo già raccontato come presentare un libro con effetti comico-fallimentari, ma si sa: soffro di accanimento terapeutico.

Organizzare un tour promozionale: le librerie

Come al solito agisco con la lucidità di un’ameba. Recupero una serie di indirizzi di librerie e provo a chiedere se c’è un piccolo spazio per una presentazione. Le risposte sono di due tipi:
– Silenzio assoluto
– Sì, certo siamo interessatissimi

Se vi sembra che la risposta migliore sia ‘a seconna c’hai detto, vuol dire che non avete mai provato a organizzare un tour promozionale. Perché dietro quell’entusiasmo si nasconde l’implacabile maglio di carne che attenterà all’anello muscolare che si trova al fondo della vostra schiena. In italiano semplice: l’inculata.
In buona sostanza la questione si risolve con una richiesta di denaro. Cioè, non solo tu devi mettere a disposizione le copie, sobbarcarti chilometri, pagare benzina e autostrada, farti carico degli inveduti, ecc. No, c’è pure il pizzo da versare.

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Come presentare un libro

Come presentare un libro

Come presentare un libro? Già, perchè dopo quasi due anni, mi sono finalmente deciso a fare una presentazione ufficiale del mio libro di viaggi. Del resto, che fretta c’è? Siamo di fronte al capolavoro destinato a cambiare il concetto stesso di letteratura di viaggio, un’opera destinata a rimanere per sempre nel cuore di milioni di persone. Chatwin me spiccia casa…

Come presentare un libro: scegliete la stagione giusta

Ho sempre avuto un tempismo perfetto per organizzare le cose e la presentazione del libro non poteva essere da meno. Lungi da me le fresche brezze autunnali! Non avvicinatevi nemmeno, oh tiepide mattine primaverili! Io la presentazione del libro la faccio il 29 luglio, alle cinque del pomeriggio, nel bel mezzo del Monferrato!

Come presentare un libro
Photo credit @Roberto Bonamino (Bitacora blog)

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Presentazione in biblioteca

Presentazione del libro: Lo zaino è pronto, io no

Presentazione libro in biblioteca
Presentazione del libro

Ecco, sono cascato in pieno in un’altra idiozia: la presentazione del libro.
Ah, scusate! Come prima cosa, Buon Anno a tutti. Spero abbiate passato delle buone feste e che questi primi giorni di lavoro non siano stati troppo carichi di rotture di scatole. Da parte mia sto ancora cercando di disintossicarmi da tutta la ricotta che ho ingollato nel mio viaggio in Sicilia on the road. Purtroppo in questo preciso momento sto soffrendo di una grave forma di crisi d’astinenza.

Beh, veniamo al mio libro di viaggi. Intanto ci tengo a tirarmela tantissimo e a dirvi che nel 2017 ho raggiunto la bellezza di centootto vendite. Ken Follett, scansate proprio perché sto arrivando in vetta alle classifiche dei bestseller mondiali.

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Tutti i prodotti di Google

Google e i suoi fratelli

come mettere annunci su google
Google e i suoi fratelli

Perché chiedersi come mettere annunci su google?
Uno dei problemi, se non IL problema, di tutti i blogger è la canalizzazione del traffico verso il proprio sito. In altre parole: come faccio a far emergere il mio sito nella moltitudine di siti analoghi che popolano il web? Come faccio a veicolare le mie idee in modo che arrivino alle persone là fuori?
Uno dei metodi è l’uso delle sponsorizzazioni Facebook. Paghi la tua bella sommetta e Facebook, come per incanto, apre le porte del mondo social e mette il tuo annuncio in bella vista sulla bacheca dei tuoi amici o delle persone che hai individuato mediante targetizzazione. La stessa cosa capita, più o meno, anche sugli altri social network (Twitter, Instagram ecc.). Tutto molto semplice e funzionale.

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Partecipazione a fiere del fumetto

La fiera della (mia) vanità

fiere del fumetto
Fiere Comix

Di recente ho deciso di partecipare ad alcune fiere del fumetto. Ci sono delle volte in cui dovresti almeno provare ad azionare quel povero neurone che se ne sta tutto solo nel tuo cervello. Così facendo, forse, riusciresti a capire che ci sono cose che vanno fatte e altre che vanno accuratamente evitate.
In alcuni post precedenti avevo parlato delle mie partecipazioni a varie fiere del libroTempo di Libri a Milano, il Salone del Libro a Torino, il Taobuk Festival a Taormina.

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versione ebook e cartacea

Buy my book!

Scrittore di viaggi. Lo zaino è pronto, io no
“Lo zaino è pronto, io no” in versione sia cartacea che digitale

Per chi non lo sapesse (“Signore, perdona i loro peccati perché non sanno quello che fanno”, op. cit.) sono uno scrittore di viaggi e a fine 2016 ho pubblicato un libro di viaggi di intitolato Lo zaino pronto, io no. Durante il periodo di Natale 2016 non sono riuscito a fare promozione, ragion per cui considero come momento di partenza per le vendite il 1 gennaio 2017. A quell’epoca mi sembrava un’ottima idea, una specie di buon proposito per l’anno a venire.

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avere a che fare con i librai

Morte (metaforica) di un commesso scrittore

distribuire il proprio libro nelle librerie
Librerie e librai

Il fatto di essere l’autore di unlibro di viaggi self publishing, in genere fa un po’ perdere il senso della misura in merito a come distribuire il proprio libro nelle librerie. Quasi istantaneamente ci si vede seduti in una libreria, con una costosa Mont Blanc in mano e fans adoranti in fila per farsi firmare la copia della tua ultima fatica letteraria. Tra l’altro per comprarsi questa pietra miliare dello scibile umano, hanno fatto indicibili sacrifici economici nel corso dei sei mesi precedenti.

Distribuire il proprio libro nelle librerie: il primo impatto

Con questa immagine negli occhi, ti dirigi baldanzoso verso qualche prestigiosa libreria, ignorando il fatto nella vetrina della suddetta libreria siano esposte esclusivamente opere provenienti dalle grandi catene dell’editoria. Ma tu hai in mano il TUO libro e lucidamente pensi:

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Blog A Pagamento

‘A morto de fama!

come guadagnare con le recensioni
Blog (a pagamento)

Come guadagnare con le recensioni o dalle recensioni?” vi starete chiedendo.
In questo momento di pace ho pensato bene di fare il punto della situazione in merito alle recensioni che ho richiesto in giro per il mondo. Preparatevi quindi a un bel post idiota, ma non troppo. La maggior parte di voi forse riderà di quanto sto per scrivere, ma sono più che sicuro che quelli che si trovano nella mia situazione di “autore” autopubblicato probabilmente ci si riconosceranno e masticheranno amaro, annuendo con la testa e mugugnando frasi irripetibili.

Bene, dicevamo: ottenere una recensione. Noi miseri autori self published che ci dobbiamo occupare di tutto, dalla scrittura alla promozione del libro, passiamo buona parte del nostro tempo alla ricerca di questo bene prezioso, convinti che delle buone recensioni possano far colpo su altri potenziali lettori, i quali, a loro volta, si catapulteranno nella prima libreria a portata di mano per comprare l’oggetto a causa del quale abbiamo staccato così tanti accidenti da esserci preclusi qualsiasi possibilità di accedere anche solo al Purgatorio. Per raggiungere questo agognato risultato, ci mettiamo a setacciare il web in cerca di book blogger disposti a leggere il nostro capolavoro con lo stesso fervore che ci metterebbe un cane da tartufi in cerca del prezioso tubero.

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