Book sale - Photo credit: pockygallery © 123RF.COM

Chi l’ha visto?

vendere il proprio libro
Book sale – Photo credit: pockygallery © 123RF.COM

Infine arriva il momento di vendere il proprio libro. Al solito, tutte le mie decisioni sono caratterizzate da un perfetto tempismo. Ho cercato di rimandare ad arte la pubblicazione del mio libro di viaggi, in modo da farlo uscire strategicamente sotto Natale e puntare così sull’ansia tipica del periodo che induce acquisti compulsivi. Capiamoci. Non mi aspettavo che qualcuno dicesse: «Ah, sai, è uscito il primo libro di viaggi di Marco Lovisolo, scapicolliamoci in libreria a comprarlo!» Piuttosto confidavo in un atteggiamento tipo: «Orpolà! Mi sono dimenticato di comprare un regalo per quella rompipalle di mia suocera. E adesso, che mancano solo sei ore a Natale, come faccio a vendicarmi di quella terribile cravatta con le renne che mi ha regalato l’anno scorso? Aspetta un po’, adesso che ci penso mi sembra di aver letto qualcosa su un libercolo insulso, uscito di recente su Amazon“.

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Buena Vista Social Network III

Buena Vista Social Network III

strategie di marketing su facebook
Buena Vista Social Network III

Oggi voglio parlare di strategie di marketing su facebook. Del resto, si sa, i post sui social network sono come i peperoni: a volte ritornano. Ho già parlato delle vicissitudini che ho vissuto per fare social network marketing e Twitter marketing.

Strategie di marketing su Facebook: la fan page

Per qualche tempo mi sono rifiutato di cedere al ricatto del signor Zuckerberg e così mi sono messo, con pignoleria sabauda, a fare promozione alla mia pagina Facebook in maniera autonoma. Tuttavia, per quanto mi sia sforzato in questi mesi, il numero di like continuava a essere assai esiguo: una cinquantina di persone, in massima parte amici, racimolati nel corso di quattro mesi di stalking. Poi buttavo un occhio a qualche blog, vedevo migliaia di like e ne uscivo più depresso di un fan di Marco Masini.
«Ma come questi blogger fanno ad avere così tanti like, considerato che molti di loro scrivono delle vaccate senza senso?» mi domandavo.

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Stampa libro

Ricetta per la stampa di un libro

come stampare un libro
Stampa libro

Lo so, lo so, non ci potete credere, ma sono qui a spiegarvi come stampare un libro. A essere sinceri non ci credo tanto nemmeno io, però è successo: ho dato a Youcanprint il via libera per la stampa cartacea del malloppo. Trenta copie delle quali non me ne rimarrà in mano nemmeno una, perché le dovrò distribuire tra i vari travel e/o book blogger contattati nel corso di questi mesi.

Nella mia solita beata ignoranza credevo che i problemi con il self publishing fossero finiti lì, ma, come al solito, mi sbagliavo. Eh sì, perché una cosa è dire: «Stampo il libro», ben altra è sapere come stampare un libro, ovvero essere a conoscenza di tutti quei concetti che stanno dietro al processo di pubblicazione. Fate una cosa: prendete in mano il primo libro che avete a portata di mano. Sì, tranquilli, va bene anche la biografia di Ibrahimovic. Quali sono le sue dimensioni (sto parlando del libro, non di Ibra)? Che tipo di rilegatura usa? Su quale carta è stato stampato? E quanto pesa la copertina? Tra l’altro questa benedetta copertina è plastificata o no? Opaca o lucida? Ha le alette interne? Ecco, se a tutte le domande avete risposto Boh” siete messi come il sottoscritto: MALISSIMO!

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Cercasi blogger

Ci sono blogger e blogger

scrittori emergenti
Cercasi blogger

scrittori emergenti

In questa interminabile fase di attesa che porta (dovrebbe portare) alla pubblicazione del libro, il mio unico neurone si è trovato a riflettere lungamente su quali possano essere le politiche promozionali più efficaci per gli scrittori emergenti.

Scrittori emergenti: la ricerca di recensioni

Trattandosi di un libro di viaggi, ho puntato una categoria di persone che, credo, dovrebbero essere interessate all’argomento: i travel blogger. Oggi, dopo un’accurata fase di scrematura, ho ridotto la cerchia a cinque/sei blog di viaggio. Il problema con questi blogger è che viaggiano in continuazione (madresantissima, quanto vi odio!), per cui diventa anche difficile baccagliarseli.

A questo punto, chi altri? Mumblemumblemumblemumble… tac! Lampadina accesa! Sono torinese? E allora via di blogger torinesi. Vuoi che non siano interessati a parlare del libro di uno “scrittore” che cancellerà per sempre dalla storia della letteratura sabauda i nomi di Carlo Levi e Norberto Bobbio? E così, tra un «Oh, basta là» e un «Ti piace la meeeeeenta?» riesco a conoscere virtualmente un paio di blogger davvero brave che si occupano di Torino e della sua vita culturale (per la cronaca, questi sono i loro siti: Federica ed Elisa). Lo so che il mio libro con la cultura c’entra poco, ma dietro subdola somministrazione di un’adeguata quantità di bicerin, conto di convincerle a leggerlo e a farne delle recensioni.
Tuttavia, manca ancora qualcosa e non riesco a capire cosa. Strano, eh? Io sempre così lucido!

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Addio per sempre!

Accussì te ne vaie!

inviare un manoscritto
Addio per sempre!

E niente, è giunto il tempo di inviare un manoscritto all’editore. Ci ho provato in tutti i modi a ritardare il più a lungo possibile la pubblicazione del mio libro di viaggi.  Del resto ci sono sempre molti problemi con il selfpublishing, incluso lo scrivere senza errori grammaticali. Aggiungiamo altre tre o quattro riletture da cima a fondo che male non fanno, correzioni, aggiunte, tagli vari e infine una decina di chili conquistati bevendo ettolitri di birra trappista mentre facevo tutte le cose di cui sopra. Adesso, però, è arrivato il momento, non c’è più tempo per tergiversare. Basta con la scrittura: bisogna spedirlo e farlo pubblicare da Youcanprint.

Inviare un manoscritto: qualcuno lo leggerà?

E poi milioni di persone lo leggeranno e penseranno: «Questo è un pirla», scriveranno recensioni infamanti ed io non potrò più uscire di casa, sarò costretto a camuffarmi da eschimese e infine dovrò trasferirmi nell’angolo più remoto della Groenlandia, dove verrò raggiunto da un branco di orsi polari che invece di sbranarmi mi prenderanno per il culo: «Oh, raga, è arrivato lo scrittore di viaggi
«Milioni di persone lo leggeranno»? Dunque, se ci mettiamo una copia per mia moglie e una per mia madre, che saranno le uniche lettrici, per arrivare al primo milione me ne mancherebbero 999.998. Mumblemumblemumble… Mah, forse non è il caso di agitarsi tanto.

Inviare un manoscritto: sembra facile…

Beh comunque sia, il solo pensiero di privarmi del mio libro mi fa sentire peggio di Linus quando gli portano via la coperta. Per me ormai è come un figlio, anzi è MIO figlio! Ecco, la madre “siciliana di Sicilia” che si nasconde in me è finalmente venuta allo scoperto.
«Fiiiigghiuuuuu, figghiu beddu, unni vai?» urlo come un ossesso, rivolto alla chiavetta USB che contiene l’oggetto di tutto il mio amore e della mia scrittura.

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Problemi non risolti o nuovi problemi?

Problema risolto? Non direi…

problemi con il selfpublishing
Problemi non risolti o nuovi problemi?

Per chi si fosse perso una delle puntate precedenti, sto parlando di problemi con il selfpublishing. Dopo aver girato a destra e manca sul web alla ricerca di un editore digitale, alla fine ho deciso di puntare su uno dei più famosi (non faccio nomi in omaggio alla mia ferrea etica omertosa). Perché loro? Boh, così a occhio mi sembravano i più affidabili, vista anche la mole di bookstore on line e di librerie fisiche presso le quali distribuiscono i libri che pubblicano. Ritenendo (modestamente a ragione) di essere un ignorante cosmico, decido di avvalermi di alcuni servizi editoriali: editing del testo e copertina. Dopo mesi di risse da strada con il loro servizio di assistenza, non sono ancora riuscito a concretizzare nulla.

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Knock knock

Ehm… Permesso?

aumentare le visite al blog
Knock knock

Puntata numero undici delle bizzarre vicende di un autore autopubblicato in cui si parlera di come aumentare le visite al blog. A volte mi chiedo se sono io l’unico sfigato a vivere tutte queste situazioni surreali. Se c’è qualcuno là fuori che sta passando le stesse peripezie, prego si faccia sentire.

Aumentare le visite al blog: come fare?

Comunque, torniamo a noi. Come possiamo portare maggior traffico di utenti sul nostro sito? Perché se ci siamo dannati per creare un blog con l’intenzione di fare promozione al nostro libro, abbiamo il dovere di convogliarci sopra dei potenziali lettori, altrimenti chi ce lo fa fare di perdere il nostro tempo?
Io e Antonio (per chi non lo sapesse, Antonio è il mio neurone… avendone uno solo mi viene più comodo chiamarlo per nome) ci abbiamo pensato su parecchio e alla fine abbiamo stilato queste opportunità. Prima di inoltrarvi nella lettura, vi avviso: in questo post ci saranno molte supercazzole, siate pronti.

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Main trail

Sarà la strada giusta?

selfpublishing tecniche di promozione
Main trail

Con questo post siamo giunti al traguardo dei dieci articoli in cui si parla di self publishing e tecniche di promozione.
Due doverose premesse:
1 – Questo articolo costituirà un riassunto dei nove precedenti. Si tratta, quindi, di fare una specie di punto della situazione. Se vuoi leggere gli altri, puoi cominciare da qui: scrivere un libro e pubblicarlo.
2 – Una volta ogni dieci permettetemi di non fare il pagliaccio, per cui cercherò di essere (un po’) serio.

Dunque, in sostanza, quali sono i passi che ritengo necessari per fare promozione al proprio libro?

Self publishing e tecniche di promozione: il sito web

1) Creazione di un  sito internet personale. Si tratta di un passo utile per:

  • Fornire informazioni su di noi e su chi siamo al di fuori della nostra attività di “scrittori”. Importantissima la pagina Chi sono.
  • Fornire informazioni pratiche e concise sul libro: argomento, costo, formato (digitale, cartaceo, audiolibro), bookstores sui quali è reperibile.
  • Dare ai lettori l’opportunità di farsi un’idea precisa del libro, mettendo a loro disposizione alcune piccole anteprime.
  • Mettere in evidenza nostre eventuali collaborazioni con enti esterni, giusto per dimostrare che siamo persone affidabili.

Self publishing e tecniche di promozione: il blog

2) All’interno del sito sarebbe utile implementare una sezione blog, utile per:

  • Raccontare la propria esperienza a beneficio di chi ci segue e può essere interessato a saperne qualcosa di più in merito al self publishing e tecniche di promozione.
  • Allenarsi nella scrittura periodica di argomenti di alta qualità, non necessariamente inerenti al libro, ma ad esso strettamente connessi (“orizzontalità” dei contenuti). Gli argomenti devono essere opportunamente sviscerati e avere una certa consistenza. Non basta postare un articolo da centocinquanta parole, perché Google lo interpreta come un post di basso valore, anche se avete scritto un trattato in grado di rivoluzionare la fisica quantistica. La dimensione minima dovrebbe essere di circa 350 parole, quella ideale si attesta sulle 700.

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Blocco dello scrittore

Non mettermi ansia, OK?!?!

sindrome del foglio bianco
Blocco dello scrittore

Il blocco dello scrittore o sindrome del foglio bianco. Chi non ha mai sperimentato questa forma d’ansia?

In un precedente post, avevo parlato di come creare un blog e delle varie leggi non scritte che ne possono determinare il successo o il fallimento. Tra gli elementi decisivi, c’è la pubblicazione di argomenti di qualità, capaci di creare interesse nel lettore e in grado di indurlo a partecipare, condividere, interagire. In teoria tutto molto bello, ma nella pratica arriva il momento in cui ti trovi a provare la sindrome del foglio bianco, o meglio, dello schermo bianco, con le mani sospese a mezz’aria, un’espressione ebete sul viso e il cervello in stand by. Cominciano le allucinazioni a sfondo mistico e per la testa si mettono a girare i soliti dubbi esistenziali: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Ca**o ci scrivo sul blog?

Sindrome del foglio bianco: cosa scrivere sul blog?

Eh sì, perché in capo a breve tempo non sai bene di cosa scrivere.
«Ah, e tu vorresti fare lo scrittore? Il blogger?» ti domanda una vocina stridula che gira per la testa. «Ah bè bè, siamo sulla buona strada… complimentoni, eh!»

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Networking

Collaborazioni tra blogger: vedo gggente, faccio rete…

collaborazioni tra blogger
Networking

Collaborazioni tra blogger. Ecco dicosa parleremo oggi.

Dunque, dopo aver bruciato i pochi neuroni superstiti nella creazione del sito, consumato i polpastrelli nel corso di uno scambio epistolare con la casa editrice per definire i servizi editoriali, che nemmeno Le ultime lettere di Jacopo Ortis potrebbero emulare, aver creato profili su tutti i social network esistenti sulla terra, il povero scrittore self publishing in erba, si trova di fronte a un nuovo problema: tutta questa roba, chi se la fila? Chi se lo va a leggere il blog di un autore sconosciuto? Nessuno. I lettori bisogna trovarseli. Bisogna fare promozione.

Collaborazioni tra blogger: come trovare lettori

Cominciamo a stalkerizzare tutte le conoscenze. Si impone lo studio di un minuzioso piano d’attacco per avere:
1. La certezza di raggiungere tutti.
2. I mezzi per ricattarli.
La prima vittima è mia moglie, quella santa donna che, controvoglia, si è dovuta smazzare la prima fase dell’editing.
«Amore…»
«Oh, proprio te. Bisogna cambiare il pannolino alla bambina, buttare l’organico, bagnare il prato, preparare la cena… ci pensi tu?»
«Sì, ma… hai visto il mio post?»
Per tutta risposta mi smolla la bambina sorridente e con il pannolino pieno che le arriva alle caviglie.
Ok, passiamo a mamma e papà: loro non tradiscono mai.

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