Muoversi ad Hanoi | Lo zaino è pronto, io no

Muoversi ad Hanoi

Muoversi ad Hanoi, soprattutto nella parte vecchia della città, può rivelarsi davvero molto frustrante.

Sbarco in città al mattino presto, mi carico lo zaino in spalla, recupero un tuk tuk e mi faccio portare in un albergo della zona vecchia. La stanza è al terzo piano di uno stabile senza ascensore, ma è enorme e silenziosa. Una lunga e fresca doccia mi leva di dosso la stanchezza della notte in treno e di tre piani di scale fatti con lo zaino in spalla.

Muoversi ad Hanoi | | Lo zaino è pronto, io no
Albergo ad Hanoi | Photo by Maxime Lebrun on Unsplash

Mi rivesto con calma ed esco.

Hanoi: una città europea in Asia

Per quanto possa sembrare strano, Hanoi è radicalmente diversa da Saigon. Si tratta sempre e comunque di una città con quattro milioni di abitanti che girano quasi tutti rigorosamente in motorino, ma l’atmosfera è del tutto differente. Hanoi ha un’impronta quasi estranea al sudest asiatico, più europea, francese per la precisione. Con questo non voglio dire che sia meglio di Saigon, semplicemente per un viaggiatore occidentale è più familiare.

La capitale del Vietnam, si sviluppa intorno al lago Hoan Kiem. È caratterizzata da ampi viali alberati, botteghe e una quantità spropositata di piccole caffetterie che vendono dolci squisiti. Non tocco cibo dal pranzo del giorno prima e mi ritrovo con una fame terribile. Con la velocità di un ghepardo mi catapulto dentro una caffetteria, ordino un intero vassoio di dolci e una tanica di tè, mi siedo su un tavolino all’esterno, allungo le gambe e mi rilasso guardando la gente che passa.

Muoversi ad Hanoi: la città vecchia

Dopo essermi ripreso dall’indigestione, decido di cercare subito un’agenzia con la quale organizzare la visita a Halong Bay, uno dei luoghi più suggestivi di tutto il sudest asiatico.

Muoversi ad Hanoi | Lo zaino è pronto, io no
Halong Bay – Photo by Robby McCullough on Unsplash

Anche qui, come sul delta del Mekong, il giro può essere organizzato in autonomia, ma con tempi e costi decisamente superiori rispetto a quelli di un’agenzia locale. Io ho seguito il consiglio della mia valida guida Lonely Planet e ne ho puntata una che si trova nel bel mezzo del quartiere vecchio della città.
Errore madornale!

Il quartiere vecchio di Hanoi, uno dei più antichi del sudest asiatico è costituito da stradine tortuose e minuscole che cambiano nome a ogni isolato. Immaginatevi quindi di cercare una via che si chiama Dien Bien Loc e passare attraverso le varie Bien Bu Phu, Bao Cai Lin, Chao Bo Tao, Bim Bum Bam, Suma Bin Ciapà e Porc A Di Quel La Put Tan!

Passo un quarto d’ora a sacramentare in tutte le lingue del mondo, fino a quando mi rendo conto che l’unico modo per uscire onorevolmente da questa situazione è il suicidio.

Per fortuna, un caritatevole vecchietto mi blocca mentre sto per tirare una testata contro uno spigolo e mi conduce all’indirizzo giusto.

Muoversi ad Hanoi

Attendo pazientemente che il tizio di fronte a me finisca di fare le sue prenotazioni. Tra l’altro gli va tutta la mia ammirazione perché ha passato una buona mezz’ora in piedi con lo zaino in spalla, lasciando vuota la comodissima sedia che aveva di fianco.

Finalmente tocca a me. Contratto con il coltello tra i denti, strappo un prezzaccio da barbone, ringrazio e saluto. Esco con un sorriso soddisfatto e decido di tornare al mio albergo, che si trova in Song Hong Tai Road. Il sorriso mi muore sulle labbra perché realizzo di non avere la più pallida idea di dove mi trovi. Soprattutto ho una paura dannata di affrontare i terribili nomi delle strade di Hanoi.

Rientro in agenzia e chiedo informazioni. Il proprietario mi guarda, sfodera un sorriso da barracuda e mi dice:
«Oh, guarda, è facile, esci di qui e poi… sinistra, destra, destra, su, sinistra, destra, giù, destra, sinistra, indietro… Serve una mano? Posso accompagnarti io e nel frattempo potremmo fare un tour della città vecchia di Hanoi. Ti faccio un prezzo speciale…»

Lo guardo con un odio eterno che non conosce confini e borbotto qualcosa tipo: «Mavafantucul…»

Muoversi ad Hanoi: i trucchi

Esco e mi butto a caso alla ricerca dell’albergo. L’odissea che mi ha permesso di arrivare sano e salvo a casa è stata a suo modo epica. La sera, prima di uscire per cena, mi sono comprato una corda, l’ho legata al portone di ingresso dell’albergo e l’ho srotolata poco alla volta mentre ero alla ricerca di un ristorante.

Cosa puoi fare adesso?

Ti è piaciuto quello che hai letto? Al seguente link puoi leggere di altri personaggi bizzarri incontrati nel corso dei miei viaggi: viaggi e incontri.

Tutti gli aneddoti sono riportati nel mio libro di viaggi. Leggi le anteprime!

Cover Photo by Florian Wehde on Unsplash

Campeggio in Patagonia

Campeggio in Patagonia

Nuovo estratto da Lo zaino è pronto, io no, il mio libro di viaggi. Si parla di campeggio in Patagonia.

C’è Sudamerica e Sudamerica, ma quando si parla di Patagonia on the road si intende il sud del Sudamerica, ovvero uno dei luoghi più freddi e inospitali del mondo.

Una delle attività imperdibili è il trekking nei suoi numerosi e incontaminati parchi, tra i quali spicca il Parque Nacional Torres del Paine, in Cile.

Campeggio in Patagonia
Photo by Jens Johnsson on Unsplash

La concezione del campeggio in Patagonia è molto semplice: lo vedi tutto questo spazio? Beh, facci un po’ quello ti pare, mettiti dove vuoi e non rompere. Se proprio ti servissero, i bagni sono lì. Se hai bisogno di qualcosa o di qualcuno, arrangiati.

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Come muoversi in Cambogia

Come muoversi in Cambogia

Come muoversi in Cambogia, ovvero: Lo zen e l’arte di andare in motorino nel Sudest asiatico.

Il volo che dà inizio al mio viaggio nel Sudest asiatico è un’odissea. Milano – Dubai – Bangkok – Siem Reap, località quest’ultima altamente insignificante non fosse per il fatto che sorge vicino a una delle meraviglie di questo mondo: la città di Angkor!

Ma Angkor è ancora di là da venire. Adesso il problema è arrivare dall’aeroporto alla guest house che ho prenotato via e-mail dall’Italia e non è così facile come potrebbe sembrare.

Come muoversi in Cambogia: i mototaxi

Dopo avere cambiato un po’ di denaro, affronto il gruppo di tassisti indiavolati che cercano di rimediare un passeggero da spennare. Alla fine scelgo un ragazzo dall’aria simpatica che mi dice testualmente:
«Amico, con il mio taxi vai sul sicuro. Spazioso e comodo».
Un viaggiatore superesperto come il sottoscritto ormai le fregature le riconosce lontano un miglio: no no, caro mio, a me non la si fa.
Ah no, eh?

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Mezzi di trasporto in India

Mezzi di trasporto in India

Piccolo estratto da Lo zaino è pronto, io no, il mio libro di viaggi. Si parla di mezzi di trasporto in India.

L’idea di risalire il Rajasthan per andare nell’Himachal Pradesh si rivela poco praticabile a causa della lentezza e scarsa efficienza dei mezzi di trasporto. L’unico modo per arrivare in tempi brevi è ritornare a Delhi e da lì prendere un bus diretto per Dharamsala. India on the road nel senso più completo del termine.

Mezzi di trasporto in India

Per quanto uno abbia affinato le proprie capacità di evitare le fregature, in un viaggio India on the road la “sola” è sempre in agguato. Infatti, l’addetto dell’agenzia che cura il trasporto tra il Rajasthan e l’Himachal Pradesh, PRIMA si prende i soldi per il biglietto e POI dice che non si sa quando partirà il bus.

«E perché?» chiedo io.
«Eh, perché? Già, perché? Perché ci sono le strade interrotte, ecco».
«Le strade interrotte? Interrotte da cosa?»
«Dai ribelli».

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viaggi e incontri

Viaggi e incontri: gli ingredienti della felicità

Viaggi e incontri? «Finalmente ti sei deciso a scrivere di nuovo?» vi starete chiedendo. Già, forse ve ne sarete accorti: da un po’ di tempo sono latitante con i post. Impegni vari mi stanno tenendo lontano dal blog e mi obbligano a ridurre le “uscite”. Cosa che, immagino, a voi faccia immenso piacere.

Comunque, mi sono reso conto che per troppo tempo mi sono mantenuto eccessivamente serio e ho deciso di tornare al mio tono più cazz… ehm, faceto.

Siccome questo sito nasce principalmente come vetrina del mio libro Lo zaino è pronto, io no, ho pensato di offrirvene alcuni piccoli estratti, in modo che vi possiate fare un’idea precisa del libro che cambierà per sempre il concetto di letteratura di viaggio. Eh, ve l’ho pur detto che avrei dato spazio al mio lato… faceto.

La meta non conta

Sono sempre stato convinto che l’elemento determinate di ogni viaggio in solitaria, siano gli incontri fatti lungo la strada. Uno degli aforismi di viaggio che mi piace ripetere fino alla nausea è un proverbio zen:

“La meta non conta. Ciò che è davvero importante è il viaggio che fai per raggiungerla”.

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Messico zaino in spalla

Messico zaino in spalla e tortillas in tasca

Il Messico zaino in spalla è il viaggio che mi ha cambiato la vita (a proposito, siete TUTTI invitati a leggere il post e a partecipare). Ovviamente, non potevo farmi mancare la mia buona dose di personaggi insoliti incontrati lungo la strada, tutti rigorosamente descritti ne Lo zaino è pronto, io no, il mio libro di viaggi. Il Messico è una vera fucina di gente strana. Forse adesso capirete perché ho parlato di tortillas… Comunque, ecco a voi  l’esperienza vissuta mentre attraversavo il Chiapas, zaino in spalla.

Messico zaino in spalla: uno strano incontro

Girando per le vie di San Cristobal de las Casas, durante il mio viaggio Messico on the road, mi è capitato, in più di un’occasione, di incontrare due ragazzi messicani strafatti, che cercavano di vendermi della droga.

Il loro approccio non era dei più efficaci.

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Cucina peruviana e chef fissati con la carbonara

Cucina peruviana e chef originali

Vi chiederete: “Che c’entra la cucina peruviana con un libro di viaggi?”

Beh, ho pensato che dal momento che il precedente articolo sui personaggi insoliti incontrati durante i miei viaggi zaino in spalla è piaciuto, direi che posso proseguire. E la cucina peruviana c’entra eccome!

Oggi mi piacerebbe parlarvi di una vicenda che mi è capitata durante il mio viaggio in solitaria in Sudamerica.

Cucina peruviana sul lago Titicaca

Nell’unica sera del mio soggiorno a Puno, sul Lago Titicaca, durante il mio viaggio Perù on the road, decido di andare a mangiare in un ristorante consigliatomi da alcuni ragazzi italiani incontrati in Bolivia.
Percorro la strada dalla mia pensione alla locanda sacramentando come un’anima dannata a causa del freddo assassino e, una volta arrivato, mi ci fiondo dentro.

Dallo sguardo del personale e degli altri avventori capisco che non devo avere un bell’aspetto. Credo sia a causa delle calze pesanti che mi sono messo sulle mani come se fossero delle muffole. Del resto che volete? Ho dimenticato i guanti in Italia. Quando viaggi zaino in spalla ti porti dietro solo l’essenziale e i guanti non lo erano. Così mi sembrava, almeno…

Comunque, prendo un tavolo bello isolato, mi siedo e comincio a sfogliare il menù (dopo essermi tolto le calze dalle mani).

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personaggi insoliti

Personaggi insoliti e dove trovarli

Personaggi insoliti. O forse sarebbe meglio dire “Sei personaggi in cerca d’autore”. Tranquilli, non ho velleità da Premio Nobel. Semplicemente vi voglio parlare di alcuni individui, davvero originali, che mi è capitato di incontrare nel corso dei miei viaggi. Perché sì, quando fai un viaggio in solitaria, a volte ti trovi ad avere a che fare con della gente davvero, come dire? Strana, ecco.
Siccome nel mio libro (vi ho già detto che ne ho scritto uno?) parlo di sei viaggi, ho deciso di selezionare un individuo per ognuno di essi. Tuttavia, sappiate che nel mio libro di viaggi ne potrete trovare molti altri. Così, per dire, eh…

Personaggi insoliti e dove trovarli: in Kenya

Un bel mattino di febbraio stavo vagando sulla spiaggia di Shela, isola di Lamu, sulla costa orientale delL’Africa. Ero nel bel mezzo del mio viaggio in  Kenya on the road, quando, trullo trullo, mi ritrovai a osservare la bottega di un artigiano locale. “Bottega” forse è un termine un tantino esagerato, visto che si trattava di due pali piantati a terra e una tettoia appoggiata sopra.

personaggi insoliti: il bottegaio di Lamu
Photo by Mike Petrucci on Unsplash

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