Mollo tutto e me ne vado!

Mollo tutto e me ne vado!

Mollo tutto e me ne vado!
Mollo tutto e me ne vado!

Mollo tutto e me ne vado. Nel corso della mia vita lo avrò detto un centinaio di volte. So di avere già trattato l’argomento, ma io sono uno “tignoso”: se le cose non mi sono ben chiare, continuo a ruminarci sopra in maniera compulsiva. Sono un erbivoro mentale. Praticamente: una capra!

Mollo tutto e me ne vado! Si può?

Bene, la domanda è sempre questa: si può veramente mollare tutto e partire, viaggiare per sempre, essere dei vagabondi seriali? In un precededente post scrissi di alcuni personaggi che hanno deciso di abbandonare la loro vita secolare per dedicarsi al viaggio. Alcuni di loro hanno poi raccolto le loro esperienze in libri che sono diventati degli autentici bestsellers (che poi, questi che scrivono libri di viaggio chi li capisce? Ehm…) Ora, sia ben chiaro a tutti che io non sono qui a giudicare le scelte di queste persone, ma mi domando: una fuga “totale” è possibile?

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Casa Dolce Casa... oppure no?

La casa dov’è?

la tua vera casa
Casa

Può sembrare paradossale che un sito dedicato ai viaggi si ponga il problema di capire qual è la tua vera casa. Eppure è così.
Qualche tempo fa pubblicai un post che ebbe un discreto successo. L’argomento riguardava l’ipotesi di mettersi a viaggiare per sempre. Se non lo avete ancora fatto, vi invito a leggerlo per comprendere meglio il senso di ciò che sto per scrivere… e anche per aumentare il traffico sul mio blog ;o)
Letto? Bene. L’articolo, nel suo piccolo, ha ricevuto un po’ di commenti, ma uno in particolare, lasciato sulla mia pagina Facebook, mi ha indotto a pensare. Lo riporto quasi testualmente, riconoscendo il merito al suo autore, Bruno Pernice.

La tua vera casa: un’opinione esterna

“Se per casa intendiamo anche un posto nel mondo geocraficamente circoscritto, credo che esso riservi sempre delle sorprese e non lo si possa mai conoscere del tutto, in quanto ognuno di noi non è mai conoscibile del tutto. Sono le nostre abitudini a farci credere che una cosa la conosciamo del tutto. Posso guardare con occhi nuovi un vecchio posto della mia infanzia oppure interpretarlo diversamente in compagnia di persone sconosciute. Casa esiste solamente dentro di noi. E secondo me casa puoi viverla da esploratore sempre, solo volendolo.”

Questo commento ha messo in subbuglio il mio unico neurone e mi ha indotto a chiedermi: cos’è VERAMENTE casa? Quanto è assoluto per ognuno di noi questo concetto?

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Casa

Casa dolce casa… oppure no?

viaggiare per sempre
Casa Dolce Casa… oppure no?

Viaggiare per sempre. Chi non ci ha mai pensato, almeno una volta nella vita, alzi la mano.
Chi bazzica sul web, nello specifico nel mondo del turismo, inevitabilmente finirà con lo sbattere nei libri di viaggio. Non mi riferisco solo a quelli dei grandi scrittori, ma a quelli di autori emergenti, travel blogger e simili. A tal proposito, in maniera del tutto imparziale, si intende, vorrei consigliarne uno, scritto da un GIOVANE e promettente autore torinese, intitolato Lo zaino è pronto, io no. Ah, ve ne ho già parlato? Ok, scusate, allora andiamo oltre.

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La lieve irresponsabilità del viaggiatore

La lieve irresponsabilità del viaggiatore

sensazioni del viaggio
La lieve irresponsabilità del viaggiatore

So bene che qualcuno avrà da ridire sia sul titolo che sul contenuto di questo post legato alle sensazioni del viaggio. Forse è anche per questo che ho aggiunto l’aggettivo “lieve”, come in un vago tentativo di ammorbidire la frase. Quanto al termine “irresponsabilità” ci ho ho pensato su parecchio, ma non sono riuscito a trovare un termine più adatto per esprimere lo stato d’animo del viaggiatore. Proverò a spiegarmi, ben sapendo che andrò a toccare qualche nervo scoperto.

Sensazioni del viaggio: the bad

Non si sa mai bene cosa aspettarsi da un viaggio. Durante i miei vagabondaggi mi è capitato in più di un’occasione di assistere a disarmanti scene di povertà, intollerabili ingiustizie, momenti di autentico dolore. Alcune di queste situazioni sono state riportate, con la massima fedeltà possibile, nel mio libro di viaggi. Giusto per fare un esempio, potete leggere questo breve estratto del capitolo III: India.

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Viaggio in solitaria o in compagnia?

Viaggio in solitaria vs/ viaggio in compagnia

viaggio in solitaria o in compagnia?
Viaggio in solitaria o in compagnia?

Tutti gli appassionati di viaggi che bazzicano i travel blog sanno bene che sul web infuria un duello tra i sostenitori del viaggio in solitaria e gli ultras del viaggio in coppia/compagnia.

Bene, tutto ciò premesso, ecco l’arduo quesito: qual è la migliore modalità di viaggio?

Io ho vissuto entrambe le esperienze. Per alcuni anni ho girato il mondo in solitaria e ho raccolto alcune delle mie impressioni in un libro di viaggi. In seguito ho conosciuto la donna che è diventata mia moglie e con lei ho sperimentato una nuova dimensione di viaggio.
Quali conclusioni ne ho tratto?

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Aspettativa viaggio

Sull’aspettativa del viaggio

cosa aspettarsi da un viaggio
Sull’aspettativa del viaggio

Premesso che siamo tutti viaggiatori e che ognuno di noi ama vagabondare, vi siete mai chiesti: cosa aspettarsi da un viaggio?

Cosa aspettarsi da un viaggio: il dove

Mi spiego meglio: cosa agisce sulla nostra psicologia e ci induce a scegliere una specifica meta? Sicuramente molti aspetti, ma, probabilmente, quello più determinante è la sterminata mole di informazioni relative al dove. Foto, reportage, post, dépliant, siti web, programmi televisivi sono tutti strumenti che ci mettono di fronte allo struggente fascino delle città indiane, alla vastità delle savane africane, alla disarmante bellezza di una spiaggia del Pacifico o dei Caraibi.
Tutto ciò crea in noi un grande senso di aspettativa.

Cosa aspettarsi da un viaggio: il come

Peccato che nulla venga detto del come. Come ci si arriva fino a Jaisalmer, sull’isola di Lamu o a Tuvalu? Quante ore di aereo su un volo intercontinentale ci vorranno, solo per avvicinarsi alla meta? E quante altre su velivoli decisamente più decrepiti, su treni fatiscenti, autobus scassati, mezzi di trasporto improbabili saranno necessarie per arrivare sul posto? Quante ore di riposo perse, quante notti insonni, quanti pasti indigesti, quante cene improvvisate, quanto tempo senza una doccia o un wc? Quanto tempo a camminare con lo zaino in spalla?

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Aforismi

Aforismi di viaggio

aforismi di viaggio
Aforismi

Sì, lo so, il web è pieno di post sugli aforismi di viaggio e se nel leggere il titolo avete alzato gli occhi al cielo, dicendo: «Nuuuuoooooo, ‘nata volta!» vi posso capire. Però io non mi limiterò all’enunciazione di frasi che probabilmente tutti i viaggiatori conosceranno a menadito, ma voglio spiegarvi perché le ho usate nel mio libro. Perché ve l’ho già detto che ho scritto un libro di viaggi? Sì? E vabbè, scusate, ve lo volevo solo ricordare.

Beh, cominciamo con il primo, il più famoso proverbio zen (per viaggiatori):

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OK, panico!

Ansia da prestazione

ansia da viaggio
OK, panico!

Io non so se anche a voi capiti la stessa cosa, ma per me è così: soffro di ansia da viaggio.
Ho viaggiato in lungo e in largo per il mondo. Ho toccato cinque continenti, ho dormito in compagnia degli scarafaggi, ho mangiato cibi che voi umani… Me la sono cavata in situazioni che solo a pensarci ancora adesso mi chiedo: «Ma quanto sei stato scemo?»

Insomma, dopo tutto questo tempo e questa esperienza, si suppone che uno abbia acquisito un sufficiente grado di autostima e sicurezza. Almeno quel tanto che dovrebbe bastare per non farsi annientare dal senso di aspettativa antecedente ogni partenza.

Ansia da viaggio: i giorni prima della partenza

E invece no. All’approssimarsi del viaggio mi trasformo puntualmente in una creatura mitologica: metà uomo e metà ansia. Ogni santa volta vivo il momento della partenza in preda a sensazioni contrastanti: poca voglia di partire, senso di inadeguatezza, aspettativa asfissiante, immediate pulsioni di ritorno a casa. Poi, impertinente, si affaccia quel desiderio costante di andare oltre il conosciuto, di girare l’angolo per vedere cosa c’è, di aprire quella porta per scoprire cosa nasconde.
Questo continuo mettermi alla prova, come se non mi ritenessi capace di fare le cose, questa insaziabile voglia di vedere il mondo, cosa sono? Da quale luogo del mio animo vengono? E perché queste sensazioni continuano a girarmi in testa senza lasciarmi in pace?

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Lo zaino è pronto, io no - riflessioni

Cose che ho scoperto viaggiando

viaggio come scoperta
I ferri del mestiere

Cosa si intende quando si parla di viaggio come scoperta? Voglio provare a rispondere citando uno dei più famosi aforismi di viaggio di tutti i tempi:

Le véritable voyage de découverte ne consiste pas à chercher de nouveaux paysages, mais à avoir de nouveaux yeux.

Marcel Proust

Aprire con una citazione di Proust in francese fa tanto figo, perché dà l’impressione che tu legga qualcos’altro oltre ai fumetti di Asterix. Rimane un fatto: nel dire che il viaggio di scoperta consiste nell’avere nuovi occhi, lo scrittore parigino affermava una verità tanto ovvia quanto profonda. Anni di viaggio in compagnia di uno zaino malridotto, mi hanno insegnato molte cose.
La dimensione solitaria è fondamentale, perché ti permette di focalizzarti sulle sensazioni, lasciarle sedimentare, valutarle con calma e giungere infine a delle conclusioni. Devo ammettere che viaggiare in questo modo mi ha cambiato per sempre. O forse sarebbe meglio dire che non ha cambiato tanto il sottoscritto, quanto i termini nei quali io conoscevo me stesso.

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