Chi Sono

Francamente non so bene cosa possa interessarti di me, ma blogger assai più autorevoli del sottoscritto sostengono che sia necessario presentarsi per creare un miglior legame con i lettori.
Ovviamente tra i miei interessi ci sono i viaggi. Quando uso il termine “viaggio” intendo dire che metto tre cose in uno zaino, il biglietto aereo in tasca e parto. Una volta sul posto cerco sempre di inserirmi il prima possibile nella vita locale, spostandomi con i mezzi pubblici, mangiando nei mercati, chiacchierando con le persone. Devo dire che si tratta di una delle poche cose che mi riescono veramente bene, sarà perché quella è proprio la MIA dimensione, boh.
Tra gli altri interessi annovero la musica: ho una passione insana per il blues, anche quello arcaico, caratterizzato dall’ossessiva ripetizione dei suoni, ipnotico, “africano”. Ma non mi limito a quello; a tutti gli effetti, musicalmente parlando, sono onnivoro, ascolto generi diversi e quest’amore mi ha portato, ahimè a tarda età, ad abbracciare la chitarra. Alcuni dei miei ricordi più belli sono legati proprio alla mia presenza sui palchi, sebbene, sia chiaro, non ho mai avuto successo. Però ritrovarsi a suonare con una blues band nel bel mezzo di un festival metal e vedere metallari fare headbanging sulle note di Mustang Sally è già una bella soddisfazione.
Pratico sport in maniera compulsiva, ma anche qui con risultati alterni. Negli ultimi tempi, dopo anni passati a giocare a pallavolo in palestra, mi sto dedicando al beach volley. Sport fantastico nel quale vige una regola non scritta: chi perde, “tira” il campo, ovvero prende il rastrello in mano e ridispone la sabbia a posto, in modo da coprire le buche che si sono create durante la partita. Io ho i calli sulle mani a forza di “tirare” campi. Anzi ho il serio dubbio che mi invitino a giocare perché sanno che, una volta finito, loro potranno andare a farsi tranquillamente la doccia, «tanto il campo lo tira Marco».
Mi piace mangiare. E onestamente mi piace bere. Del resto sono piemontese, qui da noi nel biberon mica ci mettono il latte, si passa direttamente al Barbera. Nella fase dello svezzamento ci si scioglie dentro un paio di acciughe al verde. Poi vi chiedete perché noi piemontesi siamo poco socievoli: non è quello, è che i nostri neuroni sono bruciati fin dall’infanzia.
Per cui sono un grande appassionato di vini, ma per completezza ho voluto esplorare anche l’altra metà del cielo: le birre. E tra stout, trappiste e barley wine ci ho lasciato giù mezzo fegato.
Adoro gli scrittori russi del XIX secolo (sì, lo so, ho dei problemi seri), recito a memoria interi quarti d’ora di Frankestein jr., cucino divinamente la carbonara e dispongo i libri in ordine d’altezza, ma suddividendoli per argomento.
Direi che ce n’è abbastanza per tracciare il profilo di un serial killer.
Di natura asociale, capirai che ho delle serie difficoltà a rapportarmi con i social network. Al momento puoi trovarmi su Facebook, Twitter, Google+, Instagram e GoodReads. In realtà pure su LinkedIn, ma sono un grigio impiegato, non credo che le mie vicissitudini lavorative ti possano interessare; a meno che tu non sia interessato a sapere come impegno il mio tempo libero tra un viaggio, una partita di beach volley e una degustazione di vino…