Dormire in ostello in Patagonia

Dormire in ostello in Patagonia: un breve estratto dal mio libro di viaggi. Si parla della regione più fredda del Sudamerica.

Dormire in ostello in Patagonia

A El Chaltén, dopo aver vagato un po’, riesco infine a riparare in una stamberga, dove per un letto in camerata ti chiedono trenta pesos a notte. Un viaggio in Patagonia fai da te ha costi molto alti e quindi, anche se l’idea di dormire in ostello non mi aggrada molto, accetto. La camerata è piccola, composta da due letti a castello.

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All’interno c’è un ragazzo biondo, che occupa uno dei due letti inferiori, e nessun altro. Penso di avere avuto fortuna, ma appena messo giù lo zaino, vedo la porta aprirsi e dietro a essa un essere gigantesco che la occupa totalmente. La creatura montagnosa entra a fatica nella stanza per lasciarne sull’uscio un’altra ancora più grossa. Io e il biondo ci guardiamo e capiamo che non possiamo occupare i due posti di sotto nei letti a castello, a meno di non voler fare la fine dello scarafaggio. A costo di slogarmi una caviglia quando in piena notte mi verrà voglia di fare la pipì, mi prendo il letto in alto. King Kong e il suo fratello grosso si dovranno accontentare dell’altro letto a castello. Auguri.

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Viaggio in Patagonia zaino in spalla: brutte sorprese

Nella cucina dell’ostello riesco a preparare qualche avanzo di cibo che mi porto dietro da Torres del Paine, la mia prima e unica esperienza di campeggio in Patagonia. Faccio la conoscenza di altri ospiti che attraversano la Patagonia zaino in spalla  e con alcuni di loro vado a bere una birra nell’unico bar del paese. Dopo avere filosofeggiato sui massimi sistemi davanti a qualche boccale di birra, decidiamo di ritirarci. Nel gelido percorso che porta alla mia camerata mi assale un dubbio terribile: ma non è che i due animali russeranno? Viste le dimensioni, sarebbe come avere degli elicotteri di fianco.

Viaggiare da Soli in Patagonia

Entro e vedo il biondo nel suo letto, con le coperte tirate su fino al naso e il berretto in testa. In piedi in mezzo alla stanza ci sono i due energumeni, che mi guardano e dicono:
«Ah, eccoti. Ti stavamo aspettando».
Il mio primo pensiero è quello di scappare a gambe levate e dormire su una poltrona dell’area comune. Purtroppo uno dei due ha già chiuso la porta alle mie spalle. Mi guardo intorno per vedere se trovo qualcosa con cui difendermi, ma non c’è niente. Non mi rimane che affrontarli con decisione.
«Mbè, che succede?» dico, con l’aria più truce che posso, mentre penso che finirò i miei giorni ammazzato di botte in un buco sperduto della Patagonia argentina solo perché ho voluto risparmiare sull’alloggio.

I due si guardano e poi il più grosso, con una vocina sottile sottile, che fatico a sentire, mi dice:
«Senti, scusa il disturbo, ma mi chiedevo… possiamo, per favore, tenere aperta la finestra della stanza? Sempre se non ti dà fastidio, eh!»
«Tenere aperta la finestra?»
«Eh sì, sai, abbiamo tanto caldo. Ti preghiaaaaaaamooooo…» dicono in coro, con l’espressione del gatto con gli stivali di Shrek.

Viaggio in Patagonia fai da te

Lo so, sono un insensibile, ma se c’è una cosa che mi manda ai matti è vedere un uomo sul punto di piangere. Qui ce ne sono due e pure enormi, che stanno per mettersi a frignare perché hanno caldo e sudano. Cocchi di mamma, loro. Mi monta addosso una rabbia che li prenderei a legnate. Se non fossero così grossi, si intende.
«Ma come fate ad avere caldo se qui dentro ci sono dieci gradi? E poi, forse non ve ne siete accorti, ma siamo nel bel mezzo della Patagonia argentina: fuori fa un freddo micidiale e tira un vento dell’accidenti. Ma siete scemi?»
I due si guardano con espressione vergognosa, poi abbassano lo sguardo e cominciano a strusciare i piedi per terra.

Patagonia in Solitaria

Sì, è il mio momento. Per una volta nella vita sento il potere nelle mie mani: qui comando io! Però, forse, è meglio non esagerare e così, con aria accondiscendente, dico:
«Ok, ma più tardi si chiude, non ho voglia di congelare».
I bestioni si trasformano immediatamente in due San Bernardo affamati di coccole, ci manca solo che si sdraino sulla schiena e si facciano grattare la pancia.

Dormire in ostello in Patagonia: una nottataccia

Verso le tre del mattino mi sveglio con uno strato di brina sulle coperte. Me ne frego dei due cagnoloni e vado a chiudere la finestra. Il tempo di girarmi e li sento che cominciano a lamentarsi:
«Ehi, amico, qui dentro fa caldo».
«A CUCCIA! Adesso vado in bagno e se quando torno trovo questa finestra aperta di un solo millimetro, maremmamaialabucaiola, combino un casino!»
Torno e li trovo in mutande che sudano come se fossero in una sauna. Per un momento rimango interdetto: la scelta è tenere la finestra aperta oppure trovarsi a guardare due flaccidi ammassi di lardo. Penso che tanto al buio non li vedo, lascio la finestra chiusa, spengo la luce e mi rimetto a letto.

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Dove dormire in Patagonia: il mattino dopo

Al mattino mi risveglio, sento un dolore bestiale alla testa, come quando si sta al vento troppo a lungo. Apro gli occhi e vedo la finestra aperta! I due ciccioni nel corso della notte si sono mossi con la grazia di una gazzella e l’hanno riaperta di nuovo.
«CHICCA**O HA APERTO QUESTA MALEDETTA FINESTRAAAAAAAHH?!?!» urlo in preda a una crisi isterica.
I due mi guardano, si guardano tra loro e poi scappano. Scappano! Mi fiondo fuori dalla stanza e vedo queste due forme gelatinose che ballonzolano giù per la scala. Madre de Dios, stasera, a costo di non chiudere occhio, mi metto davanti alla finestra e il primo che si avvicina lo marchio a colpi di ciaspole.

Viaggio in Patagonia Libri

Patagonia-letture-consigliate Lo zaino è pronto, io no. Il capitolo VI è totalmente dedicato al mio viaggio in Patagonia: Argentina e Cile, zaino in spalla!

Inoltre puoi trovare capitoli dedicati a: Kenya, Messico e Guatemala, India, Perù e Bolivia, Cambogia, Vietnam e Laos.

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Libro Theroux Patagonia  

L’ultimo treno della Patagonia – Paul Theroux   Il racconto del viaggio in treno da Boston alla Patagonia, compiuto da uno dei più grandi scrittori di viaggio vienti: Paul Theroux.

Libro Chatwin Patagonia In Patagonia – Bruce Chatwin – Un caposaldo della letteratura di viaggio di tutti i tempi. Il viaggio in Patagonia di Bruce Chatwin, sulle orme di un mostro preistorico e di un parente navigatore.

 

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2 pensieri su “Dormire in ostello in Patagonia

  1. Quando ho letto che I due energumeni ti aspettavano in camera mi aspettavo di peggio, tipo molestie sessuali, invece me li sono immaginati carini carini nelle loro vocine gentili… 😂Trovo sempre spassose le tue avventure in giro per il mondo e stavolta ti ho proprio invidiato perché la Patagonia è tra i miei sogni più grandi…
    Solo una cosa non ho capito… Perché ti danno fastidio gli uomini che piangono? 😉

    1. Ciao Alessia. Mah, sai, la Patagonia mi ha lasciato un po’ interdetto. Bellissima dal punto di vista naturalistico. Se ti piacciono i trekking in montagna è il luogo adatto. Però per il resto mi ha lasciato un senso di incompiuto. Forse io ci ho messo troppa aspettativa, a causa delle letture che avevo fatto.
      Gli uomini che piangono in generale non mi danno fastidio, ma due ciccioni che frignano perché hanno caldo meriterebbero un sacco di badilate!

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