Ricominciare a scrivere

Ricominciare a scrivere

Ebbene sì, alla fine tocca ricominciare a scrivere un altro libro di viaggi, o almeno a provarci. Del resto, che alternative avevo? Ci sono ben dodici-tredici fans(!) che insistono, potevo deluderli?
Bryson e Theroux se la staranno facendo addosso dalla paura. Fate bene, pennivendoli da due soldi! There’s a new king in town!

Ricominciare a scrivere: l’esperienza passata

L’esperienza de Lo zaino è pronto, io no mi avrebbe dovuto insegnare qualcosa. Almeno avere un’idea di massima di cosa fare. Ovviamente, nulla di tutto questo. Anzi, diciamola tutta: pianificazione zero.

Com’era quella cosa che bisogna considerare la scrittura alla stregua di un lavoro? Ecco, io, evidentemente, non l’ho capita.

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Come presentare un libro

Come presentare un libro

Come presentare un libro? Già, perchè dopo quasi due anni, mi sono finalmente deciso a fare una presentazione ufficiale del mio libro di viaggi. Del resto, che fretta c’è? Siamo di fronte al capolavoro destinato a cambiare il concetto stesso di letteratura di viaggio, un’opera destinata a rimanere per sempre nel cuore di milioni di persone. Chatwin me spiccia casa…

Come presentare un libro: scegliete la stagione giusta

Ho sempre avuto un tempismo perfetto per organizzare le cose e la presentazione del libro non poteva essere da meno. Lungi da me le fresche brezze autunnali! Non avvicinatevi nemmeno, oh tiepide mattine primaverili! Io la presentazione del libro la faccio il 29 luglio, alle cinque del pomeriggio, nel bel mezzo del Monferrato!

Come presentare un libro
Photo credit @Roberto Bonamino (Bitacora blog)

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OK, panico!

Ansia da prestazione

ansia da viaggio
OK, panico!

Io non so se anche a voi capiti la stessa cosa, ma per me è così: soffro di ansia da viaggio.
Ho viaggiato in lungo e in largo per il mondo. Ho toccato cinque continenti, ho dormito in compagnia degli scarafaggi, ho mangiato cibi che voi umani… Me la sono cavata in situazioni che solo a pensarci ancora adesso mi chiedo: «Ma quanto sei stato scemo?»

Insomma, dopo tutto questo tempo e questa esperienza, si suppone che uno abbia acquisito un sufficiente grado di autostima e sicurezza. Almeno quel tanto che dovrebbe bastare per non farsi annientare dal senso di aspettativa antecedente ogni partenza.

Ansia da viaggio: i giorni prima della partenza

E invece no. All’approssimarsi del viaggio mi trasformo puntualmente in una creatura mitologica: metà uomo e metà ansia. Ogni santa volta vivo il momento della partenza in preda a sensazioni contrastanti: poca voglia di partire, senso di inadeguatezza, aspettativa asfissiante, immediate pulsioni di ritorno a casa. Poi, impertinente, si affaccia quel desiderio costante di andare oltre il conosciuto, di girare l’angolo per vedere cosa c’è, di aprire quella porta per scoprire cosa nasconde.
Questo continuo mettermi alla prova, come se non mi ritenessi capace di fare le cose, questa insaziabile voglia di vedere il mondo, cosa sono? Da quale luogo del mio animo vengono? E perché queste sensazioni continuano a girarmi in testa senza lasciarmi in pace?

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Book sale - Photo credit: pockygallery © 123RF.COM

Chi l’ha visto?

vendere il proprio libro
Book sale – Photo credit: pockygallery © 123RF.COM

Infine arriva il momento di vendere il proprio libro. Al solito, tutte le mie decisioni sono caratterizzate da un perfetto tempismo. Ho cercato di rimandare ad arte la pubblicazione del mio libro di viaggi, in modo da farlo uscire strategicamente sotto Natale e puntare così sull’ansia tipica del periodo che induce acquisti compulsivi. Capiamoci. Non mi aspettavo che qualcuno dicesse: «Ah, sai, è uscito il primo libro di viaggi di Marco Lovisolo, scapicolliamoci in libreria a comprarlo!» Piuttosto confidavo in un atteggiamento tipo: «Orpolà! Mi sono dimenticato di comprare un regalo per quella rompipalle di mia suocera. E adesso, che mancano solo sei ore a Natale, come faccio a vendicarmi di quella terribile cravatta con le renne che mi ha regalato l’anno scorso? Aspetta un po’, adesso che ci penso mi sembra di aver letto qualcosa su un libercolo insulso, uscito di recente su Amazon“.

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sindrome del foglio bianco

Non mettermi ansia, OK?!?!

sindrome del foglio bianco
Blocco dello scrittore

Il blocco dello scrittore o sindrome del foglio bianco. Chi non ha mai sperimentato questa forma d’ansia?

In un precedente post, avevo parlato di come creare un blog e delle varie leggi non scritte che ne possono determinare il successo o il fallimento. Tra gli elementi decisivi, c’è la pubblicazione di argomenti di qualità, capaci di creare interesse nel lettore e in grado di indurlo a partecipare, condividere, interagire. In teoria tutto molto bello, ma nella pratica arriva il momento in cui ti trovi a provare la sindrome del foglio bianco, o meglio, dello schermo bianco, con le mani sospese a mezz’aria, un’espressione ebete sul viso e il cervello in stand by. Cominciano le allucinazioni a sfondo mistico e per la testa si mettono a girare i soliti dubbi esistenziali: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Ca**o ci scrivo sul blog?

Sindrome del foglio bianco: cosa scrivere sul blog?

Eh sì, perché in capo a breve tempo non sai bene di cosa scrivere.
«Ah, e tu vorresti fare lo scrittore? Il blogger?» ti domanda una vocina stridula che gira per la testa. «Ah bè bè, siamo sulla buona strada… complimentoni, eh!»

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