luoghi che ti parlano

La senti la voce dei luoghi che visiti?

luoghi che parlano
Stonehenge al tramonto

La domanda del titolo e l’idea di luoghi che parlano, potrebbero farti sorgere dubbi sulla mia saluta mentale oppure indurti a chiedere di quali droghe abbia fatto uso recentemente. Beh, ci tengo a tranquillizzarti: la mia salute mentale è pessima come al solito e il numero del mio spacciatore non te lo do.
Chiariti questi punti essenziali, vorrei esprimere cosa intendo dire con questa domanda bizzarra.

Luoghi che parlano?

Sono fermamente convinto dell’esistenza di luoghi che parlano. Non c’è alcuna reminiscenza naturista o pseudocosmica dietro a quello che sto affermando. Semplicemente dico che su questa terra ci sono degli spazi geografici che parlano direttamente ad alcune corde della nostra psicologia. Qualcuno è più invadente, qualche altro meno, altri ancora rimangono in silenzio. Anche questa è una forma di viaggio come scoperta.

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afferrare la bellezza di un viaggio

Si può afferrare la bellezza in viaggio?

bellezza in viaggio: come afferrarla?
Scrivo per cogliere la bellezza di un viaggio

Perché questa domanda: come cogliere la bellezza in viaggio?
Possiamo stare qui a contarcela quanto ci pare. Il viaggio ha i suoi aspetti “catartici”: ti mette alla prova, ti fa fare i conti con te stesso e le tue paure, cambia i parametri attraverso i quali valuti il mondo e ciò che ti circonda.

Tuttavia non possiamo negare un fatto evidente: in giro per il mondo non ci si va solo ed esclusivamente per il semplice piacere di vagabondare. Se così fosse, basterebbe spostarsi di venti chilometri da casa ed esplorare le zone circostanti. Andiamo in India perché stimolati dall’incontro con una cultura nuova e diversa, per assaggiare cibi insoliti, per confrontarci con l’Altro e l’Altrove in ogni sua forma, per vivere sensazioni nuove e inedite. Ma lo facciamo anche per scattare una bella foto davanti al Taj Mahal, per catturare le immagini erotiche di Khajuraho, per immortalare i suggestivi corsi d’acqua delle backwaters del Kerala. Durante i nostri viaggi, più volte al giorno usiamo le nostre macchine fotografiche o i telefoni per afferrare la bellezza in viaggio e rendere immortale un attimo della nostra vita.
Perché?

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Val d'Orcia

I Guardiani della Notte in Val d’Orcia

Val d'Orcia
Duomo di Siena – photo credit Marco Lovisolo

Itinerario in Val d’Orcia? E cosa sarebbe questa novità? Consigli relativi a un weekend lungo in Italia?
Lo so. Dopo avervi ammorbato per mesi su come scrivere un libro e pubblicarlo, aver esposto i miei Travel Dreams 2017, avere scritto un doveroso elogio della letteratura di viaggio, pubblicato qualche recensione, è finalmente arrivato il momento di un bel travel post.

Non sono un travel blogger e non è mia intenzione sostituirmi a chi sa fare molto meglio di me questo lavoro. Questo per dirvi di non aspettarvi il solito post “Cinque cose da fare a…” oppure consigli relativi a strutture o riferimenti a Enti del Turismo locali, perché questo non è il mio intento. Quello che voglio fare è raccontarvi cosa mi è successo con lo stesso stile con cui ho scritto il mio  libro di viaggi. Vi ho già detto che ho scritto un libro? E vi ho anche dato tutte le informazioni per acquistarlo? Ah, dite di sì. Allora: weekend lungo in Val d’Orcia.

Itinerario in Val d’Orcia: il primo impatto

In primo luogo mi domando come sia possibile che ancora oggi, in Italia, nel 2017, esista un tratto di autostrada così disastrato come quello tra Bologna e Firenze, e soprattutto mi chiedo dove si riesca a trovare il coraggio di farti pagare un pedaggio carissimo per una mulattiera. Magari, invece di perdere tempo a parlare di Ponte sullo Stretto o di TAV, sarebbe il caso di rendere agibili le strutture che già esistono. Così, eh, giusto per non fare polemica, che non mi si addice.

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