Delusione del viaggiatore

Psicologia del viaggiatore: la delusione

psicologia del viaggiatore

In un precedente post ho parlato della “delusione” che, a volte, affligge chi viaggia. Il problema è che non si sa mai bene cosa aspettarsi da un viaggio, per cui, saltuariamente, può capitare di andare incontro a piccole frustrazioni.

Passiamo il tempo a fantasticare sulla destinazione, ma non mettiamo in conto tutti i disagi necessari per raggiungere quella meta. Ci concentriamo esclusivamente sul “dove” e tralasciamo totalmente il “come”.

Eppure ci sono altri motivi che possono dare vita a questo lieve disinganno, cause decisamente più subdole.

Psicologia del viaggiatore: la mancanza di ricettività

Uno dei motivi con i quali mi scontro spesso è la mancata coincidenza tra ricettività personale e luogo visitato.

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In viaggio dentro se stessi

viaggio dentro se stessi

viaggio dentro se stessi
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Il solo viaggio è quello interiore
Rainer Maria Rilke

Immagino la vostra espressione in questo momento. Vi starete dicendo: «Marco deve essere a corto di argomenti e per tirare su un articolo si riduce anche lui a scrivere questi pipponi sul viaggio come cambiamento

Tranquilli, nulla di tutto questo. L’argomento del viaggio come scoperta l’ho già trattato. Ho anche parlato del viaggio che mi ha cambiato la vita. Per chi non avesse letto questi articoli, chiarisco subito una cosa: non ho mai avuto visioni mistiche e non sono tornato a casa portatore di nuove e sconvolgenti verità. Semplicemente ho imparato a percepire me stesso in maniera differente, perché durante il viaggio si scoprono spesso aspetti personali che in misura impercettibile modificano la nostra identità.

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Scegliere la meta di un viaggio

Scegliere la meta di un viaggio

Scegliere la meta di un viaggio
Photo by rawpixel.com on Unsplash

Inizio questo post con una domanda marzulliana: scegliere la meta di un viaggio o è il viaggio a scegliere noi?
E se dopo questa brillante pensata volete chiudere il post, sappiate che vi capisco. Prima, però, datemi un’opportunità per spiegarmi.
Qualche tempo fa mi sono trovato a leggere un flame su uno dei tanti gruppi Facebook dedicati al viaggio. L’argomento del contendere era piuttosto infantile: è più forte il mal d’Africa o il mal d’Asia? Ognuna delle due fazioni portava argomentazioni a sostegno della propria tesi, alcune condivisibili, altre assolutamente banali.

La cosa, però, mi ha portato a riflettere e a domandarmi quale continente tra Asia e Africa fosse il mio favorito. La risposta (e sia chiaro, si tratta di un’opinione PERSONALE) è giunta immediatamente: Asia.
Già, ma quella risposta portava con sè un’altra domanda: perché? Perché l’Asia e non l’Africa o il Sudamerica o, per assurdo, l’Antartide?

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Copertina Ladakh

ENRICO GUALA – Ladakh

Enrico Guala

Enrico Guala – Ladakh, tra terra, cielo e gompas

Sono passati diversi mesi dall’ultima volta che ho scritto un post su un libro di viaggi, ma oggi, finalmente, posso riprendere questa buona abitudine.
Il libro è Ladakh, tra Terra, Cielo e Gompas dell’autore cuneese Enrico Guala.
Ammetto di non aver mai preso in considerazione l’idea di un viaggio in Ladakh, forse perché questa piccola parte di India non è così famosa come i vicini Kashmir, Tibet e Nepal. Eppure, dalla lettura e dalle foto di Enrico Guala, emerge un paese interessante, ricco di cultura, religione e tradizioni millenarie.

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La lieve irresponsabilità del viaggiatore

La lieve irresponsabilità del viaggiatore

sensazioni del viaggio
La lieve irresponsabilità del viaggiatore

So bene che qualcuno avrà da ridire sia sul titolo che sul contenuto di questo post legato alle sensazioni del viaggio. Forse è anche per questo che ho aggiunto l’aggettivo “lieve”, come in un vago tentativo di ammorbidire la frase. Quanto al termine “irresponsabilità” ci ho ho pensato su parecchio, ma non sono riuscito a trovare un termine più adatto per esprimere lo stato d’animo del viaggiatore. Proverò a spiegarmi, ben sapendo che andrò a toccare qualche nervo scoperto.

Sensazioni del viaggio: the bad

Non si sa mai bene cosa aspettarsi da un viaggio. Durante i miei vagabondaggi mi è capitato in più di un’occasione di assistere a disarmanti scene di povertà, intollerabili ingiustizie, momenti di autentico dolore. Alcune di queste situazioni sono state riportate, con la massima fedeltà possibile, nel mio libro di viaggi. Giusto per fare un esempio, potete leggere questo breve estratto del capitolo III: India.

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Serena Puosi- Indimenticabile India Copertina - Photo credit @ Serena Puosi

SERENA PUOSI – Indimenticabile India

Serena Puosi

L’India assale, prende alla gola, allo stomaco. L’unica cosa che non permette è di restarle indifferente“.

Tiziano Terzani

Bello, eh, iniziare un post con una frase di Terzani? Non è stata messa a caso, più tardi capirete.
Per qualche strana ragione l’India ha acquisito un posto particolarmente importante nel mio cuore. Ci sono già stato due volte e sicuramente ci tornerò ancora. Ho letto di tutto e continuerò a farlo, perché ho sempre bisogno di nuove prospettive attraverso le quali guardarla. Questa è la ragione per cui sono incappato in Indimenticabile India di Serena Puosi. Serena è, per autodefinizione, love&travel blogger e gestisce il blog Mercoledì tutta la settimana. Nel 2014, insieme al suo compagno, decise di trasformare in realtà il viaggio dei sogni: l’India appunto. I suoi pensieri, le riflessioni, gli eventi sono successivamente stati raccolti in questo piccolo volume.

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Stazione di Asti, ore 7 del mattino

Assalto alla diligenza!

Stazione di Asti, ore 7 del mattino
Stazione di Asti, ore 7 del mattino

Come alcuni di voi sapranno, il 2016 per me è stato davvero avaro di soddisfazioni legate ai viaggi. Zero viaggi = zero soddisfazioni (di viaggio). Fortunatamente, però, sono un uomo dalle mille risorse e che cosa ho fatto per sopperire a questa mancanza? Mi sono trasferito a vivere ad Asti.
“‘zzo c’entra?” chiederete voi.
C’entra, c’entra eccome, perché adesso vivo ad Asti, ma continuo a lavorare a Torino, per cui sono entrato ufficialmente a fare parte del mondo dei pendolari.
Ora, vi svelo un segreto (a voi che vivete e lavorate nella stessa città): essere un pendolare è come viaggiare in India. Non ci credete? Ecco a voi la mia giornata.
1 – Sveglia a orari disumani, sequenza di azioni fantozzianamente calcolate per ridurre i tempi al minimo e fuoriuscita di casa nel freddo mattutino, salterellando da un piede all’altro nel vano tentativo di infilarsi le scarpe.

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