frasi celebri sul viaggio

Frasi sul viaggio

Rieccomi qui ad ammorbarvi con un nuovo post di frasi sul viaggio. Del resto, visto che è passato quasi un anno dal primo articolo sugli aforismi di viaggio, ho pensato bene di potermene concedere un altro.

Come nel caso precedente, non mi limiterò alla semplice enunciazione delle frasi, ma proverò a spiegarvi quale potente significato abbiano per me.

Smania perenne di cose remote…

L’incipit del mio libro di viaggi è costituito da una celeberrima frase di Herman Melville, tratta da uno dei capolavori della letteratura mondiale di tutti i tempi, Moby Dick:

Ma, quanto a me, sono tormentato da una smania perenne di cose remote. Amo veleggiare per mari proibiti e prendere terra su coste barbariche.

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viaggi e incontri

Viaggi e incontri: gli ingredienti della felicità

Viaggi e incontri? «Finalmente ti sei deciso a scrivere di nuovo?» vi starete chiedendo. Già, forse ve ne sarete accorti: da un po’ di tempo sono latitante con i post. Impegni vari mi stanno tenendo lontano dal blog e mi obbligano a ridurre le “uscite”. Cosa che, immagino, a voi faccia immenso piacere.

Comunque, mi sono reso conto che per troppo tempo mi sono mantenuto eccessivamente serio e ho deciso di tornare al mio tono più cazz… ehm, faceto.

Siccome questo sito nasce principalmente come vetrina del mio libro Lo zaino è pronto, io no, ho pensato di offrirvene alcuni piccoli estratti, in modo che vi possiate fare un’idea precisa del libro che cambierà per sempre il concetto di letteratura di viaggio. Eh, ve l’ho pur detto che avrei dato spazio al mio lato… faceto.

La meta non conta

Sono sempre stato convinto che l’elemento determinate di ogni viaggio in solitaria, siano gli incontri fatti lungo la strada. Uno degli aforismi di viaggio che mi piace ripetere fino alla nausea è un proverbio zen:

“La meta non conta. Ciò che è davvero importante è il viaggio che fai per raggiungerla”.

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Istria on the road: Rovigno

Istria on the road

Con questo ultimo articolo intitolato Istria on the road termino il “poker” di post dedicati alle mie vacanze tra Croazia e Slovenia. Negli altri avevo parlato di come impiegare 4 giorni in Slovenia, di cosa fare quando si decide di visitare Lubiana e infine come muoversi in Croazia on the road. Oggi si parla di Istria, quella terra dalla storia tormentata, che si trova nel tratto di terra incluso tra Trieste e la Croazia.

 

Istria on the road: il primo impatto

Dotata di una superficie di circa 2800 chilometri quadrati, l’Istria è la penisola più grande dell’Adriatico. Ha una forma particolare per la quale viene spesso paragonata a un cuore o un grappolo d’uva. Io, invece, ci vedo un’India in miniatura. Per il suo paesaggio e la sua propensione al buon vivere e alla buona cucina viene spesso paragonata alla Toscana, caratteristiche che la rendono perfetta per un viaggio on the road. A ciò si aggiunga la relativa vicinanza a Trieste e il fatto di essere facilmente raggiungibile da tutta l’Europa centrale.
Questa immagine è stata adeguatamente sfruttata dalle amministrazioni locali, che hanno saputo creare un brand apprezzato in tutto il mondo.

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Croazia on the road Rab

Croazia on the road

Un viaggio in Croazia on the road è un modo perfetto per scoprire le bellezze di questo piccolo angolo d’Europa. La Croazia è diventata, negli ultimi anni, una delle mete più ambite dai viaggiatori. Il suo litorale, costituito da spiagge rocciose e mare cristallino, attira continuamente frotte di visitatori, provenienti principalmente da Europa centrale e Italia. Un viaggio on the road estremamente semplice.

A dispetto di questo flusso, che in estate raggiunge picchi elevatissimi, è comunque possibile trovare luoghi tranquilli, dove abbinare relax, buon cibo e cultura. In questo primo post dedicato alla Croazia on the road vi fornirò indicazioni su cosa fare e vedere sulla costa settentrionale, in quella zona nota come il Golfo del Quarnaro. L’altra parte importante della costa croata del nord, l’Istria, verrà trattata in un successivo post.

Croazia on the road: l’isola di Krk

L’isola di Krk (Veglia in italiano) è la meta più frequentata di questa zona della Croazia. Krk è facilmente raggiungibile grazie a un ponte che la collega alla terra ferma. Il pedaggio costa cinquanta kune (circa sette euro).
L’isola è caratterizzata da una vegetazione lussureggiante e il clima è sempre accettabile.

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Viaggiare on the road

Travel blog

travel blog - blog di viaggi
Photo by Emma Matthews on Unsplash

Come avrai già capito questo non è un vero e proprio travel blog, per una serie di buone ragioni. In primis il blog nasce con lo scopo preciso di fare promozione al mio libro di viaggi. In secondo luogo, sono una persona assai disordinata: molte delle informazioni pratiche che ho raccolto durante i viaggi sono disperse tra fogli, blocchi di appunti, margini di guide e, quel che è peggio, la mia pericolante memoria. Non potrei mai gestire un travel blog.
Infine, nel corso degli ultimi anni ho affrontato qualche cambiamento: matrimonio, nascita di mia figlia, trasferimento in un’altra città… di conseguenza, non ho potuto viaggiare tantissimo.

Tuttavia, visto che l’argomento principale di questo sito sono i viaggi, ho pensato di cominciare ad aggiungere anche qualche articolo relativo ai luoghi visitati di recente.
In questo genere di post ho deciso di fornire molte informazioni pratiche per le vacanze: dove dormire, quando andare, a quale autonoleggio affidarsi.

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Filosofia del viaggio

filosofia del viaggio
Filosofia del viaggio

Scrivere un libro di viaggi e promuoverlo sul web mi ha obbligato a riflettere attentamente sulla filosofia del viaggio. Nel periodo in cui lavoravo sul libro avevo ben chiaro in mente il mio obiettivo: raccontare le mie vicende personali, certo, ma corredandole con serie valutazioni. Questa scelta mi ha portato in due differenti direzioni:
– da un lato mi sono dovuto informare profondamente sulla realtà storico-culturale del paese di cui stavo parlando, in modo da inserire le mie vicissitudini nel contesto che mi circondava.
– dall’altro ho dovuto scavare in profondità per cercare di comprendere quale sia per me il significato autentico dell’esperienza del viaggio. Perché viaggiare non vuol dire solo fare una collezione di luoghi. C’è molto di più: crescita personale, tolleranza, capacità di improvvisazione, coscienza del proprio essere.

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Il viaggio che mi ha cambiato la vita

Il viaggio che mi ha cambiato la vita

Il viaggio che mi ha cambiato la vita
Viaggi che ti cambiano la vita

Per qualche strana ragione nascosta nel mio confuso subconscio, il viaggio che mi ha cambiato la vita non è stato il mio primo on the road negli USA, fatto a ridosso della maturità, quando avevo più anni che soldi in tasca.
Negli USA ci ero andato con un amico e la cultura americana non mi aveva particolarmente affascinato: troppo “vicina” a quella europea dalla quale provengo. In quell’occasione non ebbi l’impressione di vivere il viaggio come scoperta.

Il viaggio che mi ha cambiato la vita non fu nemmeno il primo viaggio in solitaria in Kenya. Devo ammettere che fu un bel banco di prova. Tuttavia molte cose, seppure in totale autonomia, me le ero organizzate da casa: il safari, il trasferimento aereo sull’isola di Lamu ecc. Diciamo che in parte sapevo già cosa mi aspettava… o almeno credevo di saperlo perché poi, calato in quella realtà difficile, ho dovuto improvvisare parecchio.

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Viaggiare e pensare

Slow travel. Quando il viaggio aiuta a pensare.

Slow travel - Viaggiare e pensare
Viaggiare aiuta a pensare

Slow travel, ovvero una nuova filosofia di viaggio: il movimento lento che permette di cogliere i particolari.

La scorsa settimana ho pubblicato un post intitolato viaggiare on the road ed è stata l’occasione per fermarmi a riflettere sul perché questo genere di spostamento mi piaccia così tanto. In effetti, la stragrande maggioranza dei miei viaggi si è svolta on the road. Negli ultimi due anni con questa modalità ho visitato Grecia, Croazia, Slovenia, la Sicilia, Portogallo (link esterno), la Lombardia, tra Mantova e Cremona, e la Val’Orcia. A breve mi metterò a scorazzare in Puglia, Repubblica Ceca, Germania, Corsica e Trentino (a proposito: stay tuned!).

Slow travel: perché mi piace

Tornando a bomba, la domanda è: perché a me piace viaggiare in auto, in autobus o in treno, mentre trovo decisamente fastidioso prendere l’aereo?

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Viaggi in auto

Viaggiare on the road

Viaggiare on the road
Viaggi on the road

Dal mio punto di vista, per molti anni viaggiare on the road significava affidarsi esclusivamente ai mezzi pubblici. La motivazione principale, non lo nascondo, era di natura economica. Spesso, con pochi centesimi di euro, è possibile percorrere centinaia di chilometri. La questione viene poi ulteriormente esasperata dal concetto di sleeping bus o sleeping train. Infine, li ho sempre trovati un luogo perfetto per fare conoscenza con degli sconosciuti, che si trattasse di altri viaggiatori o gente del posto. Anzi, alcune utilissime “dritte” le ho colte proprio nel corso di questi viaggi e incontri.

Bisogna però ammettere che i mezzi pubblici presentano molti svantaggi: tempi lunghi, attese estenuanti, spazio ridotto e zero opportunità di fermarsi per scattare una foto.

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Noto (SR) - Cattedrale San Nicolò

Sicilia on the road

Sicilia on the road - Statua dell'elefante a Catania
Catania – statua dell’elefante

Dopo il lungo e soddisfacente tour della Grecia on the road ho deciso, per le vacanze di Natale, di tornare a immergermi in quelle atmosfere mediterranee nelle quali mi trovo particolarmente a mio agio. La necessità di contenere i costi del volo si sono sposate perfettamente con la scelta della destinazione più esotica d’Italia: la Sicilia. Quello che segue è un resoconto di cosa vedere in Sicilia on the road.

Sicilia on the road: quando andare e perché

Premessa: in Sicilia ci si può andare in qualsiasi periodo dell’anno. Io, per motivi vari, ho deciso di “svernare”, trascorrendoci le vacanze di Natale, dal 26 dicembre al 4 gennaio. Scelta eccellente per chi, come me, vive nel freddo Piemonte. Le temperature siciliane si sono aggirate (di giorno) tra i sedici e i ventidue gradi. Quindi, un primo consiglio che mi sento di darvi per un giro della Sicilia on the road è proprio quello di valutare periodi alternativi all’estate, in modo da evitare battaglioni di turisti e caldo infernale.

Itinerario di viaggio

Ho trascorso nove giorni in Sicilia on the road, una quantità di tempo decisamente insufficiente per apprezzare tutte le bellezze dell’isola. Ho dovuto per forza operare una scelta e ho deciso di puntare sulla Sicilia barocca, quell’angolo orientale dell’isola che include le provincie di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa. I giorni sono stati distribuiti così:

Catania e provincia di Messina: tre giorni all’inizio e uno a fine vacanza
Siracusa e provincia: tre giorni
Ragusa e provincia: due giorni

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