Travel dreams 2020

Travel dreams 2020: sognare viaggi (e poi farli…)

Travel dreams 2020, ovvero il compitino di fine anno: esprimere i propri desideri di viaggio.

Siccome in più di un’occasione mi è capitata di farla fuori dal vaso, questa volta cercherò di volare basso. Posto che vorrei vedere ogni angolo di mondo, bisogna anche fare i conti con la realtà contingente e puntare a destinazioni sostenibili dal mio portafoglio. Quindi, ecco di seguito i miei #traveldreams 2020, tra Europa e Italia.

Travel dreams 2020: Italia

Sarà che in passato ho puntato troppo sui luoghi esotici, ma da qualche anno a questa parte mi sono reso conto che non ho visto bene i “dintorni”. Ci sono quindi u bel po’ di luoghi in Italia che voglio assolutamente visitare in occasione di qualche weekend.

Emilia Romagna

Il primo travel dream in realtà sarà in chiusura del 2019. Dopo aver capito cosa vedere a Reggio Emilia, ho deciso di puntare di nuovo sull’Emilia Romagna e trascorrere alcuni giorni ad ammazzarmi di affettati, formaggi e Lambrusco tra Parma e Piacenza. Soprattutto i dintorni di Parma attirano la mia curiosità: Fontanellato, Felino, Torrechiara.

Piemonte e Valle d’Aosta

Inverno vuol dire sci e per noi piemontesi, fortunatamente, le occasioni non mancano. Tra i miei travel dreams 2020 ci sarà la solita scappata istituzionale in Valle d’Aosta. Dopo vari weekend a Cogne e aver realizzato il desiderio di sciare sul Gran San Bernardo, questa volta toccherà a Torgnon.

Travel dreams 2020
Photo by boris misevic on Unsplash

Un altro weekend nevoso lo trascorrerò nel cuneese, nel comprensorio sciistico del Mondolè. Piste larghe, quantità molto contenuta di gente, luoghi tranquilli. C’è il serio rischio che, invece di sciare, io mi butti su una sdraio a dormire sotto il sole.

Lombardia

Pur vivendo a poche ore di macchina, non ho mai visto Bergamo. Sì, lo so, dovrei vergognarmene e infatti lo faccio. Quest’anno, però, un weekend in una delle più belle cittadine d’Italia me lo voglio concedere. Anche perché nelle vicinanze c’è l’enorme parco giochi di Leolandia e chi ha figli piccoli sa cosa intendo.

Travel dreams 2020: Europa

Estate. Si carica la macchina e si parte per un on the road degno di questo nome. O meglio per due.

Polonia

Prima destinazione estiva: la Polonia. Per essere più precisi, la parte meridionale del Paese: Cracovia, MalopolskaSlesia.

Travel dreams 2020
Photo by Daniele Levis Pelusi on Unsplash

Anni fa avrei schifato questo genere di luoghi, ma il recente viaggio in Germania on the road mi ha riconciliato con l’Europa centrale. Dev’essere l’età che avanza velocemente, ma ultimamente apprezzo l’ordine e la pulizia. Mi sa che devo organizzare al più presto un viaggio sui mezzi di trasporto in India per tornare con i piedi per terra.

Non per insistere con l’aspetto cibo, ma Polonia per me vuol dire una cosa sola: pierogi. Si tratta di piccole tortine di pasta ripiene. Sono pronto. O forse no. Nel corso dell’inverno cercherò di allenarmi.

Corsica

Seconda destinazione estiva: la Corsica. Ok, potete fischiare. Potete anche farmi presente che ci sono stato solo l’anno scorso. Ora, non per usare le solite frasi fatte, ma se c’è un viaggio che negli ultimi anni mi è piaciuto davvero molto è stato quello in Corsica on the road. Non ne ho ancora scritto, ma siate fiduciosi. Questa volta ho intenzione di muovermi prima nella zona di Ajaccio e poi tornare nella mia amatissima Balagne, la regione che si estende alle spalle di Calvi. Non vedo l’ora di immergermi di nuovo in quell’atmosfera selvaggia e rilassata.

Travel dreams 2020
Photo by Kévin Langlais on Unsplash

Travel dreams 2020: mondo

Rimane in sospeso il periodo di Natale 2020, ma visti i miei #traveldreams del 2021, credo che non mi muoverò per risparmiare. Vi ho incuriosito? E allora dovrete seguirmi un anno intero per saperlo…

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Cover photo by Jametlene Reskp on Unsplash

visita al castello di Neuschwanstein

Visita al castello di Neuschwanstein

Se vi trovate in Baviera, non potete assolutamente perdervi una visita al castello di Neuschwanstein.

Questo castello, costruito nel XIX secolo e situato nei pressi della località montana di Füssen, è il punto terminale della celeberrima Romantische Straße, la strada che si snoda attraverso la foresta bavarese, costellata da gioielli urbani risalenti al Medioevo. L’edificio è talmente “fiabesco” da essere stato utilizzato come fonte di ispirazione per numerosi film d’animazione della Disney.

Il castello di Neuschwanstein viene visitato da circa un milione e mezzo di persone all’anno, la maggior parte delle quali concentrate in estate. Una  visita al castello di Neuschwanstein, quindi, deve essere organizzata con la massima accuratezza.

Visita al castello di Neuschwanstein: i biglietti

La cosa più sicura da fare è prenotare i biglietti on line. Al seguente link potete trovare il form da compilare per ottenere i biglietti: prenotazione.

I biglietti devono essere pagati per mezzo di una carta di credito e  prenotati con almeno due giorni d’anticipo. Tenete conto che in estate il flusso di visitatori raggiunge il ragguardevole numero di seimila persone al giorno. Quindi, se avete intenzione di organizzare una visita al castello di Neuschwanstein, vi conviene prenotare con molto anticipo.

Una volta effettuata la prenotazione, vi verrà inviata una mail di conferma nella quale è riportato un codice e un orario entro il quale presentarsi in biglietteria per ottenere il biglietto vero e proprio. In genere si tratta di un’ora e mezza prima dell’orario di ingresso. Fate molta attenzione perché siamo in Germania e qui sugli orari non si scherza: se vi dicono 9:30, dovete assolutamente presentarvi entro quell’ora. Se arrivate alle 9:31, la vostra prenotazione andrà persa, come i vostri soldi.

visita al castello di Neuschwanstein
Prenotazione con orario

Dovrete fare la coda in ogni caso, ma quella dedicata alle prenotazioni on line è infinitamente più breve di quella standard.

Arrivare al castello di Neuschwanstein

Se state state facendo un viaggio in Germania on the road e avete un’automobile, potete lasciarla in uno dei quattro parcheggi messi a disposizione di visitatori. Il costo del parcheggio è di sette euro al giorno.

Dal parcheggio potete scegliere il metodo più congeniale per raggiungere il castello di Neuschwanstein: navetta, calesse o a piedi. Per esperienza posso dirvi che la soluzione migliore è andare a piedi. La coda per navetta e calesse è davvero lunghissima e comunque il trasporto ha  un costo.

Il percorso a piedi, sebbene in salita, non è particolarmente faticoso e può essere concluso in una ventina di minuti. Inoltre ha il grosso vantaggio di attraversare un incantevole bosco ed essere costellato da punti di ristoro.

L’ingresso

Sul biglietto è impresso un numero che identifica il gruppo di persone abilitate all’ingresso in uno specifico orario. Un enorme display riporta quale gruppo deve entrare. Appena compare il numero del vostro gruppo, potete avvicinarvi ai tornelli e passare.

visita al castello di Neuschwanstein
Biglietto d’ingresso con evidenza di turno e orario

Salirete una rampa di scale ed entrerete in una stanza, dove un addetto vi fornirà un’audioguida e vi indicherà il responsabile del vostro gruppo. Quest’ultimo vi farà strada all’interno del castello, indicandovi in quale momento attivare l’audioguida. Tutto molto organizzato, molto “tedesco”.

Il castello di Neuschwanstein: gli interni

Il castello di Neuschwanstein è il gioiello della Germania. Concepito dal re Ludovico II di Baviera, venne progettato da un architetto e due scenografi.

Concettualmente il castello è un’opera d’arte dedicata alla musica di Richard Wagner, del quale il sovrano era ammiratore e amico.

Le sale interne sono un tripudio di citazioni tratte dalle sinfonie del compositore di Lipsia. La celeberrima Sala dei Cantori e decorata con scene tratte dalle storie di Lohengrin e Parsifal. Tutta la stanza è un tributo alla cultura cavalleresca del Medioevo, di cui il sovrano di Baviera era un fervido ammiratore.

Ludovico II portava avanti con convinzione anche l’idea della sacralità del regno e di chi lo amministrava e concepì la Sala del Trono di conseguenza. Il trono era infatti circondato dalle immagini di Gesù Cristo, i dodici apostoli e sei re canonizzati.

Il Marienbrücke

Terminata la visita, potrete riconsegnare l’audioguida e uscire. Se non l’avete fatto prima di entrare, potete ora impegnare un po’ di tempo per raggiungere il Marienbrücke, un ponte dal quale si può godere di una vista panoramica del castello di Neushwanstein. Anche in questo caso l’accesso è controllato da alcuni addetti: il ponte non è molto grosso e il numero di accessi deve essere forzatamente limitato per evitare problemi.

visita al castello di Neuschwanstein
Vista del castello dal Marienbrücke

Castelli della Baviera

Se un solo castello non vi basta, nessun problema. Nelle immediate vicinanze potete visitare il maniero di Hohenschwangau. La costruzione è di origine medievale, tanto che le prime testimonianza ufficiali della sua esistenza possono essere fatte risalire al XII secolo. Il castello fu distrutto nel corso di numerose guerre e infine ristrutturato nella sua forma definitiva da Massimiliano II, padre di Ludovico II.

Il castello di Hohenschwangau
Il castello di Hohenschwangau

L’offerta del luogo è completata dal Museo dei re di Baviera, sito a poca distanza dai castelli. È possibile anche acquistare un biglietto cumulativo che dà il diritto all’ingresso in tutti e tre gli edifici. Al seguente link puoi trovare tutte le possibili combinazioni di prezzi: biglietti.

Dopo una visita così impegnativa, potete concedervi finalmente una pausa in una delle deliziose cittadine dei dintorni (Füssen, Schwangau), sugli incantevoli laghi dei dintorni (Alpsee, Schwansee) oppure 3 giorni a Monaco di Baviera.

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frasi celebri sul viaggio

Frasi sul viaggio

Rieccomi qui ad ammorbarvi con un nuovo post di frasi sul viaggio. Del resto, visto che è passato quasi un anno dal primo articolo sugli aforismi di viaggio, ho pensato bene di potermene concedere un altro.

Come nel caso precedente, non mi limiterò alla semplice enunciazione delle frasi, ma proverò a spiegarvi quale potente significato abbiano per me.

Smania perenne di cose remote…

L’incipit del mio libro di viaggi è costituito da una celeberrima frase di Herman Melville, tratta da uno dei capolavori della letteratura mondiale di tutti i tempi, Moby Dick:

Ma, quanto a me, sono tormentato da una smania perenne di cose remote. Amo veleggiare per mari proibiti e prendere terra su coste barbariche.

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viaggi e incontri

Viaggi e incontri: gli ingredienti della felicità

Viaggi e incontri? «Finalmente ti sei deciso a scrivere di nuovo?» vi starete chiedendo. Già, forse ve ne sarete accorti: da un po’ di tempo sono latitante con i post. Impegni vari mi stanno tenendo lontano dal blog e mi obbligano a ridurre le “uscite”. Cosa che, immagino, a voi faccia immenso piacere.

Comunque, mi sono reso conto che per troppo tempo mi sono mantenuto eccessivamente serio e ho deciso di tornare al mio tono più cazz… ehm, faceto.

Siccome questo sito nasce principalmente come vetrina del mio libro Lo zaino è pronto, io no, ho pensato di offrirvene alcuni piccoli estratti, in modo che vi possiate fare un’idea precisa del libro che cambierà per sempre il concetto di letteratura di viaggio. Eh, ve l’ho pur detto che avrei dato spazio al mio lato… faceto.

La meta non conta

Sono sempre stato convinto che l’elemento determinate di ogni viaggio in solitaria, siano gli incontri fatti lungo la strada. Uno degli aforismi di viaggio che mi piace ripetere fino alla nausea è un proverbio zen:

“La meta non conta. Ciò che è davvero importante è il viaggio che fai per raggiungerla”.

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Istria on the road: Rovigno

Istria on the road

Con questo ultimo articolo intitolato Istria on the road termino il “poker” di post dedicati alle mie vacanze tra Croazia e Slovenia. Negli altri avevo parlato di come impiegare 4 giorni in Slovenia, di cosa fare quando si decide di visitare Lubiana e infine come muoversi in Croazia on the road. Oggi si parla di Istria, quella terra dalla storia tormentata, che si trova nel tratto di terra incluso tra Trieste e la Croazia.

 

Istria on the road: il primo impatto

Dotata di una superficie di circa 2800 chilometri quadrati, l’Istria è la penisola più grande dell’Adriatico. Ha una forma particolare per la quale viene spesso paragonata a un cuore o un grappolo d’uva. Io, invece, ci vedo un’India in miniatura. Per il suo paesaggio e la sua propensione al buon vivere e alla buona cucina viene spesso paragonata alla Toscana, caratteristiche che la rendono perfetta per un viaggio on the road. A ciò si aggiunga la relativa vicinanza a Trieste e il fatto di essere facilmente raggiungibile da tutta l’Europa centrale.
Questa immagine è stata adeguatamente sfruttata dalle amministrazioni locali, che hanno saputo creare un brand apprezzato in tutto il mondo.

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Croazia on the road Rab

Croazia on the road

Un viaggio in Croazia on the road è un modo perfetto per scoprire le bellezze di questo piccolo angolo d’Europa. La Croazia è diventata, negli ultimi anni, una delle mete più ambite dai viaggiatori. Il suo litorale, costituito da spiagge rocciose e mare cristallino, attira continuamente frotte di visitatori, provenienti principalmente da Europa centrale e Italia. Un viaggio on the road estremamente semplice.

A dispetto di questo flusso, che in estate raggiunge picchi elevatissimi, è comunque possibile trovare luoghi tranquilli, dove abbinare relax, buon cibo e cultura. In questo primo post dedicato alla Croazia on the road vi fornirò indicazioni su cosa fare e vedere sulla costa settentrionale, in quella zona nota come il Golfo del Quarnaro. L’altra parte importante della costa croata del nord, l’Istria, verrà trattata in un successivo post.

Croazia on the road: l’isola di Krk

L’isola di Krk (Veglia in italiano) è la meta più frequentata di questa zona della Croazia. Krk è facilmente raggiungibile grazie a un ponte che la collega alla terra ferma. Il pedaggio costa cinquanta kune (circa sette euro).
L’isola è caratterizzata da una vegetazione lussureggiante e il clima è sempre accettabile.

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Viaggiare on the road

Travel blog

travel blog - blog di viaggi
Photo by Emma Matthews on Unsplash

Come avrai già capito questo non è un vero e proprio travel blog, per una serie di buone ragioni. In primis il blog nasce con lo scopo preciso di fare promozione al mio libro di viaggi. In secondo luogo, sono una persona assai disordinata: molte delle informazioni pratiche che ho raccolto durante i viaggi sono disperse tra fogli, blocchi di appunti, margini di guide e, quel che è peggio, la mia pericolante memoria. Non potrei mai gestire un travel blog.
Infine, nel corso degli ultimi anni ho affrontato qualche cambiamento: matrimonio, nascita di mia figlia, trasferimento in un’altra città… di conseguenza, non ho potuto viaggiare tantissimo.

Tuttavia, visto che l’argomento principale di questo sito sono i viaggi, ho pensato di cominciare ad aggiungere anche qualche articolo relativo ai luoghi visitati di recente.
In questo genere di post ho deciso di fornire molte informazioni pratiche per le vacanze: dove dormire, quando andare, a quale autonoleggio affidarsi.

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Filosofia del viaggio

filosofia del viaggio
Filosofia del viaggio

Scrivere un libro di viaggi e promuoverlo sul web mi ha obbligato a riflettere attentamente sulla filosofia del viaggio. Nel periodo in cui lavoravo sul libro avevo ben chiaro in mente il mio obiettivo: raccontare le mie vicende personali, certo, ma corredandole con serie valutazioni. Questa scelta mi ha portato in due differenti direzioni:
– da un lato mi sono dovuto informare profondamente sulla realtà storico-culturale del paese di cui stavo parlando, in modo da inserire le mie vicissitudini nel contesto che mi circondava.
– dall’altro ho dovuto scavare in profondità per cercare di comprendere quale sia per me il significato autentico dell’esperienza del viaggio. Perché viaggiare non vuol dire solo fare una collezione di luoghi. C’è molto di più: crescita personale, tolleranza, capacità di improvvisazione, coscienza del proprio essere.

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Il viaggio che mi ha cambiato la vita

Il viaggio che mi ha cambiato la vita

Il viaggio che mi ha cambiato la vita
Viaggi che ti cambiano la vita

Per qualche strana ragione nascosta nel mio confuso subconscio, il viaggio che mi ha cambiato la vita non è stato il mio primo on the road negli USA, fatto a ridosso della maturità, quando avevo più anni che soldi in tasca.
Negli USA ci ero andato con un amico e la cultura americana non mi aveva particolarmente affascinato: troppo “vicina” a quella europea dalla quale provengo. In quell’occasione non ebbi l’impressione di vivere il viaggio come scoperta.

Il viaggio che mi ha cambiato la vita non fu nemmeno il primo viaggio in solitaria in Kenya. Devo ammettere che fu un bel banco di prova. Tuttavia molte cose, seppure in totale autonomia, me le ero organizzate da casa: il safari, il trasferimento aereo sull’isola di Lamu ecc. Diciamo che in parte sapevo già cosa mi aspettava… o almeno credevo di saperlo perché poi, calato in quella realtà difficile, ho dovuto improvvisare parecchio.

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Viaggiare e pensare

Slow travel. Quando il viaggio aiuta a pensare.

Slow travel - Viaggiare e pensare
Viaggiare aiuta a pensare

Slow travel, ovvero una nuova filosofia di viaggio: il movimento lento che permette di cogliere i particolari.

La scorsa settimana ho pubblicato un post intitolato viaggiare on the road ed è stata l’occasione per fermarmi a riflettere sul perché questo genere di spostamento mi piaccia così tanto. In effetti, la stragrande maggioranza dei miei viaggi si è svolta on the road. Negli ultimi due anni con questa modalità ho visitato Grecia, Croazia, Slovenia, la Sicilia, Portogallo (link esterno), la Lombardia, tra Mantova e Cremona, e la Val’Orcia. A breve mi metterò a scorazzare in Puglia, Repubblica Ceca, Germania, Corsica e Trentino (a proposito: stay tuned!).

Slow travel: perché mi piace

Tornando a bomba, la domanda è: perché a me piace viaggiare in auto, in autobus o in treno, mentre trovo decisamente fastidioso prendere l’aereo?

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