Bere birra a Praga

Bere birra a Praga: stili e locali

Bere birra a Praga è una questione d’onore. La Repubblica Ceca è infatti da venticinque anni consecutivi il paese con il maggior consumo pro-capite di birra.

I cechi considerano la loro birra (pivo) con molta serietà e ne vanno, giustamente, fieri. Il consumo è quasi totalmente concentrato sul prodotto autoctono, ragion per cui i grandi marchi mondiali di birra sono presenti in percentuali davvero irrisorie.

Se siete appassionati di birra, Praga è il luogo perfetto per un lungo weekend all’insegna di questa bevanda.

Bere birra a Praga: gli stili più famosi

La più famosa birra boema è senza ombra di dubbio la Pilsner Urquell. Chiara, dorata, fortemente luppolata è prodotta con il metodo lager: bassa fermentazione e maturazione lenta a basse temperature.

Pilsner Urquell
Il buon soldato Sveik beve Pilsner Urquell

La birra prende il nome da Plzen, città a ottanta chilometri da Praga, dove venne prodotta per la prima volta nel 1842 ed è operativo ancora oggi, sebbene la produzione sia limitata a due soli marchi: Plzenske pivo e Plsensky prazdroj.

Decisamente meno amara, e molto amata dai turisti, è la Budejovicky Budvar ex Budweiser (ha dovuto cambiare nome in seguito a una causa intentata dall’omonima birra americana. Il luogo di produzione è la cittadina di Ceske Budejovice (Budweis in tedesco), a circa centocinquanta chilometri da Praga.

Altri stili di birra

Kozel produce una birra molto forte, ma il suo punto di forza (opinione personale) è la versione dark: nera, schiuma persistente e un vago sapore di caffè. Importante specificare che volete la versione scura, perché normalmente, quando si richiede una Kozel, viene servita una birra chiara.

Staropramen invece è una birra tipicamente praghese, prodotta nel distretto di Smichov, zona sudovest della capitale boema. La produzione è estremamente differenziata e va da una bevanda quasi analcoolica (Nealko) a una weiss di cinque gradi (Nefiltr Pšeničný), passando per la classica lager e la scura (Černý).

Bere birra a Praga
Mai tirarsi indietro

Dove bere birra a Praga

La capitale ceca letteralmente trabocca di locali dove si può mangiare e bere birra. Di seguito vengono citati solo i più famosi (alcuni visitati personalmente).

U Fleků

La più antica birreria di Praga è un luogo nel quale si potrebbe trascorrere tranquillamente un intero weekend. La specialità è la birra scura chiamata Flek, prodotta direttamente in loco da esperti mastri birrai. Impossibile non trovare il locale: la sua facciata esterna risale al XII secolo ed è decorata con un enorme orologio. L’interno è terribilmente suggestivo: si tratta di un enorme cortile nel quale si può bere, mangiare e ascoltare musica dal vivo.
L’unico difetto, se proprio vogliamo trovarne uno, è il costo leggermente più alto rispetto agli altri locali del genere, soprattutto se non state attenti al cameriere che vi piazza davanti al naso un bicchiere di Becherovka (un liquore alle erbe).

Il locale più famoso di Praga
Dehor esterno di U Fleku

U Fleků – Kremencova 11, Città Nuova

U Medvídků

Nonostante il grande afflusso di turisti, questo locale è riuscito a mantenere il suo spirito tradizionale ed è ancora frequentato da molti praghesi. Le sale da pranzo sono enormi e molto comode. Annesso al locale ci sono il birrificio e il negozio.
Rispetto agli altri locali il cibo è di qualità decisamente superiore.

Bere birra a Praga
Sala da pranzo di U Medvidku

U Medvídků – Na Perstyne 7, Città Vecchia

U Pinkasů

Il primo pub praghese a servire la famosa Pilsner Urquell, nel lontano 1843.  Buon cibo, arredi spartani e un’area all’aperto molto suggestiva, caratterizzata da rovine murarie che dividono lo spazio in diverse stanze.

U Pinkasů – Jungmannovo namesti 16, Città Nuova

Výtopna Railway

Locale assolutamente originale che si affaccia su Piazza San Venceslao (Václavské náměstí). Cibo e birra nella norma, ma l’aspetto più curioso è che i boccali non vi vengono portati dai camerieri, ma da trenini su rotaia. Se avete bambini, questo è il posto che fa per voi.

Bere birra a Praga
Vytopna Railway Restaurant in Piazza San Venceslao

Výtopna Railway Restaurant – Václavské náměstí 802/56, Città Nuova

Bere birra a Praga, ma non solo…

Ti è piaciuto l’articolo che hai appena letto? Allora, forse, potresti trovare interessanti anche gli altri post che ho scritto sulla capitale ceca. Puoi trovarli qui di seguito:

Dove rilassarsi a Praga – Tre luoghi tranquilli, dove rilassarsi prima di rimettersi in cammino.

Praga e Kafka – Un tour nei luoghi della città che hanno segnato la vita e le opere del grande scrittore boemo.

Libri su Praga – Cinque imperdibili capolavori ambientati nella Città d’Oro.

3 giorni a Praga – Un tour originale per un weekend a Praga… con il naso all’insù.

Se ti interessano altre destinazioni, invece, puoi cominciare a cercare da qui: travel blog.

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3 giorni a Praga ai tre violini

3 giorni a Praga: consigli per una visita originale

Avete pianificato una visita di 3 giorni a Praga, ma non avete voglia di seguire i soliti itinerari turistici, triti e ritriti? Bene, allora questo post è perfetto per voi, perché vi fornirà un’idea davvero originale per visitare la capitale ceca.

3 giorni a Praga: un’idea diversa

Praga, da sempre sospesa tra gotico, barocco e modernità è, a tutti gli effetti, un vero museo a cielo aperto.

Nel corso di un weekend a Praga si possono visitare numerose attrazioni culturali: musei, abitazioni, chiese. Tuttavia c’è una forma d’arte altrettanto nobile, ma poco conosciuta, che merita d’essere presa in considerazione: le insegne e le decorazioni delle case. Si tratta di una raccolta di sublimi opere artistiche che possono essere apprezzate con una passeggiata negli stretti vicoli dei quartieri storici di Praga. E la visita, oltre all’indiscutibile valore artistico, ha anche un altro grandissimo pregio: è gratis!

3 giorni a Praga: la Città Vecchia

Fulcro indiscutibile di questo quartiere è la piazza della Città Vecchia (Staromětske náměstí), uno spazio urbano completamente pedonale letteralmente traboccante d’arte.

Proprio di fianco alla Chiesa di Santa Maria di Tyn, sorge la neorinascimentale Casa Štorch, ornata da un enorme dipinto del XIX secolo che ritrae San Venceslao a cavallo.

3 giorni a Praga Casa Storch
Piazza della Città Vecchia: Casa Storch

Due passi più in là si può ammirare l’ariete di pietra, uno dei più originali frontoni d’ingresso. Si tratta di una fanciulla accompagnata da un ariete con un corno solo e perciò molto simigliante a un unicorno. L’abitazione, infatti, è anche detta all’unicorno.

All'ariete di pietra
Piazza della Città Vecchia: all’Ariete

Passeggiando lungo le incantevoli viuzze che si snodano da Staromětske náměstí è possibile ammirare altri capolavori.

La via Celetná (Celetná Ulice) è una delle più antiche e prestigiose strade di Praga. Parte del percorso del corteo reale durante il processo di incoronazione, è sede di numerose abitazioni. Una delle più celebri è quella che si trova al numero 8, caratterizzata da una bella insegna barocca, rappresentante un sole nero. Nelle immediate vicinanze, precisamente ai numeri 2 e 3, il celebre scrittore Franz Kafka visse in diversi periodi della sua vita.

3 giorni a Praga al sole nero
Via Celetná: al sole nero

Kožná è una viuzza adiacente la piazza della Città Vecchia. Al numero 1 è possibile ammirare il portale più elegante del periodo rinascimentale di Praga.
La casa è il risultato dell’unione di due edifici del XVI secolo ed è stata abbellita  da un portale del 1590 sul quale si possono ammirare due orsi d’oro, circondati da ghirigori e foglie finemente scolpiti.

3 giorni a Praga ai due orsi
Praga: ai due orsi

Il quartiere ebraico

Da Staromětske náměstí con una passeggiata si può raggiungere il quartiere ebraico, più noto con il nome di Josefov. Date le malsane condizioni, all’inizio del XX secolo il quartiere venne letteralmente raso al suolo e ricostruito. Gli architetti praghesi ebbero così l’opportunità di sperimentare nuovi stili architettonici. La maggior parte degli edifici è stata eretta in stile Art Nouveau.

Art Nouveau
Via Kaprova: art nouveau

Tuttavia nella via Elišky Krásnohorské, al numero 7, si può ammirare un esempio di architettura cubista costituita da alcuni atlanti che sostengono i balconi.

Arte cubista a Praga
Quartiere Ebraico: arte cubista

3 giorni a Praga: il Piccolo Quartiere

Dall’altra parte della Moldava si sviluppa Malá Strana, il Piccolo Quartiere. Da qui una stretta e tortuosa stradina conduce fino al Castello. Si tratta di Nerudova Ulice, così chiamata in onore del poeta e scrittore Jan Neruda, che in questa parte della città ambientò numerosi racconti.

Fino al 1770 le case di Praga non erano identificate dai numeri civici, ma dalle insegne. Per qualche strana ragione, le insegne si sono conservate particolarmente bene in via Nerudova e percorrendola si possono ammirare le case intitolate All’aquila rossa (n. 6),  Al ferro di cavallo d’oro (n. 34), All’aragosta verde (n. 43) e Al cigno bianco (n. 49).

3 giorni a Praga via Nerudova
Via Nerudova: insegne

Tra tante insegne, meritano un’attenzione speciale quella chiamata Ai due soli (n.47) in quanto ex residenza dello stesso Jan Neruda e la splendida Ai tre violini (n. 12), antica residenza di liutai, oggi trasformata in ristorante.

Via Nerudova ai due soli
Via Nerudova: ai due soli

Weekend a Praga

Ti è piaciuto questo itinerario? Sperò di sì, perché qui ce n’è un altro bello pronto per te: Praga e Kafka. In effetti 3 giorni a Praga sono davvero pochi…

Troppi itinerari? Bene, allora eccoti un elenco di luoghi dove rilassarsi a Praga, magari bevendosi una buona birra mentre si legge uno dei numerosi libri su Praga.

Per altre idee di viaggio, consulta il seguente link: travel blog.

 

 

Libri su Praga | Lo zaino è pronto, io no

Libri su Praga

La capitale ceca è da sempre un luogo pieno di fascino e di libri su Praga ne sono stati scritti a tonnellate. Anzi, si può tranquillamente affermare che Praga abbia un posto di tutto rispetto nella letteratura di viaggio.
Ho visitato di recente questa incantevole città e in questo post vorrei consigliarvi cinque libri da leggere assolutamente prima di partire… o dopo! O se proprio volete, anche durante, tanto i posti dove rilassarsi a Praga non mancano.

Gustav Meyrink – Il Golem

Meyrink - Il Golem | Lo zaino è pronto, io no
Gustav Meyrink – Il Golem

All’inizio del XX secolo, lo scrittore di origini ebraiche Gustav Meyrink, seppe sfruttare con sapienza la fama di Praga, città colma di enigmi e magia occulta. L’autore rispolverò la celebre leggenda ebraica del Golem. Si tratta di un gigante d’argilla dalla forza smisurata che può essere usato come servo o protettore del popolo. Secondo la tradizione, il grande pensatore ebraico Rabbi Löw, grazie alle sue doti magiche, riuscì a infondere la vita in questo essere antropomorfo, salvo poi dovergliela togliere quando il Golem si ribellò.

Partendo da questa leggenda e modificandola con sapiente maestria, Meyrink creò una fitta trama dal sapore gotico, nel quale non sono assenti richiami alla scrittura di Edgar Allan Poe e Franz Kafka.
Un libro nel quale emerge con forza l’originale architettura del ghetto ebraico, una delle cinque zone storiche di Praga. Gli edifici accatastati uno sull’altro, le piccole abitazioni claustrofobiche, le migliaia di piccoli esercizi commerciali che vendono cianfrusaglie: tutto contribuisce a rendere vivida la condizione di emarginazione tipica del quartiere ebraico.

Libri su Praga: Bruce Chatwin – Utz

Libri su Praga Libri su Praga | Lo zaino è pronto, io no
Utz – Bruce Chatwin

Sempre nel quartiere ebraico, precisamente in via Široka, è ambientato questo romanzo breve del più famoso scrittore di libri di viaggio: Bruce Chatwin. In una Praga schiacciata dall’invasione comunista del 1968, l’autore inglese racconta in prima persona dell’incontro con Kaspar Utz, bizzarro collezionista di ceramiche di Meissen. Gli sconvolgimenti del XX secolo erano solo un fastidioso “rumore di fondo” per il nobiluomo di origine tedesca. Tutto ciò che lo interessava erano le statuette di porcellana, nelle quali proiettava speranze e sogni.

Quella di Utz è una storia vera. In qualità di delegato della celebre casa d’aste Stothesby’s, Chatwin visitò Praga nel 1967. In quell’occasione conobbe Rudolph Just, piccolo nobile decaduto che conservava gelosamente la sua collezione di ceramiche e cristalli. La vita di un collezionista era un incubo in un paese che aveva abolito la proprietà privata. Just morì nel 1974 e la sua collezione privata sparì nel nulla più assoluto. Non se ne seppe niente fino al 1989, quando parte della collezione venne rinvenuta nel caveau di una banca svizzera e riconsegnata ai legittimi eredi.

Milan Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere

Libri su Praga | Lo zaino è pronto, io no
Milan Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere

Capolavoro della narrativa moderna, il celebre libro di Kundera racconta di quel meraviglioso periodo che fu la Primavera di Praga (1968). Un’epoca caratterizzata dai sogni di libertà e indipendenza di un’intera generazione,  spazzati via dall’invasione sovietica. Tereza, uno dei quattro protagonisti, è una fotografa che raccoglie le testimonianze di quella stagione dolce e selvaggia. Kundera visse in prima persona quel momento rivoluzionario in cui tutto era sogno e protesta e lo proietta in maniera magistrale sulle pagine del libro. Praga appare in tutta la sua maestosa bellezza, in continuo contrasto con la gioia rivoluzionaria dei suoi giovani e la sistematica violenza che mise tutto a tacere.

Chi lo ha letto, sa bene che le sfaccettature sono molteplici. L’autore spesso si lascia andare in digressioni filosofiche, ma risulta ben evidente che l’oggetto di tutta la sua narrativa sia l’essere umano con le sue contraddizioni.
Dall’opera di Kundera è stato tratto anche un bellissimo film del 1988 con protagonisti Daniel Day Lewis e Juliette Binoche (Tereza).

Bohumil Hrabal – Vuol vedere Praga d’oro?

Hrabal - Vuol vedere Praga d'oro? | Lo zaino è pronto, io no
Bohumil Hrabal – Vuol vedere Praga d’oro?

Vuol vedere Praga d’oro è una raccolta di racconti che rivelano un mondo tragico e surreale. Il racconto più consistente è Bambini di Praga , nel quale si narrano le vicende di quattro agenti assicurativi, che cercano di piazzare le loro polizze pensionistiche ai personaggi più disparati: macellai gelosi, mercanti di pelle con la mania di dipingersi tutta la casa (mobili compresi), maestri di ballo ubriaconi che lavorano in scuole prive di donne, rappresentanti di prodotti per la casa che consigliano ai clienti di usare un coltello per rimuovere le macchie dell’anima.

Tra i vari racconti spicca quello che dà il titolo alla raccolta. Una coppia di individui originali tentano di organizzare una festa all’interno di un magazzino di bare. La Praga d’oro altro non è che l’ultima immagine rimasta negli occhi delle persone che sono morte per cause accidentali, un ricordo indelebile dell’ultimo momento di vita.
Hrabal è autore (purtroppo) poco conosciuto al grande pubblico, ma è un mirabile rappresentante di quell’ironia praghese, fatta di drammaticità e umorismo bizzarro, che richiama alla mente autori del calibro di Hašek e Kafka.

Libri su Praga: Franz Kafka – Il processo

Kafka - Il processo | Lo zaino è pronto, io no
Franz Kafka – Il processo

Praga e Kafka sono le due metà di una stessa mela. Il tormentato autore ceco visse tutta la sua modesta vita a Praga . La città compare solo saltuariamente nell’opera di Kafka, ma la sua presenza è latente. Il gusto per il magico e l’irrazionale, tipico del mondo praghese, ben si adattano alle ossessioni e inquietudini dell’autore.
Il processo è l’opera che maggiormente giustifica l’uso dell’aggettivo “kafkiano”, usato per descrivere situazioni paradossali.

La città emerge all’improvviso per merito del suo monumento più celebre: la cattedrale di San Vito. La storia di Praga e di tutta la Boemia sono indissolubilmente legate a questo gioiello architettonico dallo splendore gotico.
K., il personaggio principale, si ritrova casualmente dentro la cattedrale, dove instaura un dialogo con un religioso. È forse il punto dell’opera nel quale l’angoscia raggiunge il suo culmine perché si comprende che ogni possibile via d’uscita è inesorabilmente sigillata.

Libri su Praga

Quelli citati in questo post non sono dei veri e propri libri di viaggio, ma a mio avviso sono un’utile maniera per cominciare a calarsi nell’originale realtà praghese.

Ti è piaciuto leggere di libri su Praga? Puoi trovare altri articoli simili qui: letteratura di viaggio. Si parla di libri di viaggio di scrittori famosi e di autori emergenti.

Praga e Kafka - Ritratto Kafka - marcolovisolo.me

Praga e Kafka

Praga e Kafka costituiscono un binomio inscindibile. Lo scrittore trascorse tutta la sua vita nella capitale ceca e, sebbene abbia cambiato casa innumerevoli volte, non trovò mai la forza di abbandonarla.
Si trattava di qualcosa di più del semplice affetto per la sua città natale. Era, in effetti, un rapporto decisamente più profondo, intimo, quasi morboso. Parlando di Praga, Kafka scrisse:

Praga non ci lascia più andare. Questa piccola madre ha gli artigli. Non c’è altro da fare che cedere. Per potersene liberare bisognerebbe darle fuoco da due lati, il Vyšehrad e il Hradčany.
(Franz Kafka – Un medico di campagna)

Questo post si propone di fare un piccolo tour letterario attraverso i luoghi della città boema che maggiormente rappresentano la figura del suo figlio più celebre.
L’itinerario che proporrò è stato studiato a tavolino dopo il mio ritorno a casa. In realtà io mi sono mosso in maniera molto più casuale (sarebbe meglio dire confusa), ma preferisco fornire questa traccia perché mi sembra più ordinata e funzionale.

Praga e Kafka: un viaggio letterario

La prima tappa necessaria per comprendere il legame tra Praga e Kafka è la minuscola abitazione che lo scrittore divise con una delle sue sorelle negli ultimi mesi del 1916. La casetta si trova al numero 22 del celeberrimo Vicolo d’Oro, vicino al Castello (Hradčany).
Il nome del vicolo ha dato origine a una leggenda secondo la quale qui lavoravano gli alchimisti che tentavano di produrre oro per Rodolfo II. In realtà, nel XVII secolo la via era popolata da orafi, che adattarono a laboratorio le piccole abitazioni. All’inizio del XX secolo la zona era diventata piuttosto povera ed era abitata da piccoli impiegati (Kafka era uno di loro) e artigiani.
Indirizzo: Zlatá Ulička 22 (ingresso a pagamento)

Praga e Kafka - Vicolo d'Oro - marcolovisolo.me
La casa di Kafka in Vicolo d’Oro 22

Muovendosi verso est, in una tranquilla via laterale si può visitare il museo Franz Kafka. Aperto nel 2005, conserva al suo interno numerose prime edizioni dei suoi lavori, lettere, manoscritti, fotografie e disegni. Inoltre, installazioni in 3D e percorsi audiovisivi permettono di fruire pienamente dell’esperienza.
Indirizzo: Cihelná 2b

Museo Franz Kafka - marcolovisolo.me
Museo Franz Kafka

Praga e Kafka: i luoghi dell’autore

Nei pressi della Piazza della Città Vecchia (Staroměstské Náměstí) sorge la casa natale di Kafka. Il piccolo spiazzo ha preso oggi il nome di Piazza Franz Kafka (Náměstí Franze Kafky) e al numero tre, proprio a ridosso della Chiesa di San Nicola, si può vedere il condominio dove nacque il tormentato scrittore boemo. Il luogo è facilmente individuabile, grazie alla presenza di un busto in bronzo dedicato all’autore.
Indirizzo: Náměstí Franze Kafky 3

Praga e Kafka - Busto di Kafka - marcolovisolo.me
Busto di Kafka

A soli duecento metri di distanza, proprio sulla Piazza della Città Vecchia, si può vedere Palazzo Kinsky, all’epoca sede del liceo di lingua tedesca frequentato da Kafka. La famiglia Kafka, infatti, pur essendo di origine ebraica, parlava quasi esclusivamente in tedesco, lingua ufficiale dell’impero austro-ungarico sotto il quale ricadeva l’amministrazione di Praga. La dicotomia tra la cultura ceca e quella tedesca costituirà una delle fondamenta della scrittura di Kafka.
Indirizzo: Staroměstské Náměstí 12

Palazzo Kinsky - marcolovisolo.me
Palazzo Kinsky – Piazza della Citta Vecchia

Poco distante, proprio dietro la chiesa di Santa Maria di Tyn, c’è la via Celetná, dove lo scrittore visse in diversi periodi della sua vita. Una casa si trova al numero due, mentre l’altra (detta Ai Tre Re) è esattamente di fronte, al numero tre.
Indirizzo: Celetná 2 e 3

Le statue dedicate a Kafka

Da Celetná si può deviare verso nord e dirigersi al Quartiere Ebraico (Josefov). Proprio di fianco alla Sinagoga Spagnola si può ammirare una statua dedicata allo scrittore: un cappotto gigante, vuoto, sulle cui spalle è seduto Kafka. Il monumento vuole indicare il difficile rapporto che lo scrittore ceco aveva con il padre Hermann, uomo d’affari dispotico e prepotente. Una rappresentazione assurda, paradossale… kafkiana (è dall’inizio del post che lo volevo scrivere).
Indirizzo: Vězeňská 1 all’ angolo con Dušní

Praga e Kafka - Statua di Kafka - marcolovisolo.me
Statua di Kafka – Sinagoga Spagnola

Nel quartiere Nove Mesto, precisamente nel centro commerciale Quadrio, è possibile ammirare l’opera dell’artista David Černy. Si tratta di una scultura rotante che raffigura la testa di Kafka. Il suo continuo mutamento rappresenta i dubbi che per tutta la vita assillarono lo scrittore boemo, rendendolo così uno dei più acuti interpreti della modernità.
Indirizzo: Spalena 2121

Praga e Kafka - Testa di Kafka - marcolovisolo.me
Testa Kafka – Nove Mesto

Sempre a Nove Mesto, nel nuovo Cimitero Ebraico, c’è l’ultima e definitiva residenza di Kafka. Ironia della sorte, poco distante c’è anche la tomba di Max Brod, amico, sodale e biografo ufficiale.
Alla morte di Kafka, Brod venne nominato esecutore testamentario, con l’incarico di distruggere tutte le opere incompiute. Brod contravvenne a quell’indicazione e, al contrario, si impegno personalmente nella cura della pubblicazione. Se oggi noi abbiamo la possibilità di leggere le opere di Kafka, dobbiamo certamente riconoscerne il merito a Max Brod.
Indirizzo: Izraelská 1

Tomba di Kafka - marcolovisolo.me
Tomba di Kafka – Nuovo Cimitero Ebraico

A Praga con Kafka

Il giro proposto in questo articolo è piuttosto lungo, tanto da dedicarci un’intera giornata e camminare di buon passo. Fortunatamente ogni angolo di Praga è stracolmo di meraviglie, per cui, nel percorso tra un punto e l’altro, se ne può approfittare per cogliere qualche altro particolare. E se, a un certo punto, la stanchezza dovesse farsi sentire, ecco a voi tre luoghi dove rilassarsi a Praga.

Praga era uno dei miei Travel dreams 2019.

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dove rilassarsi a praga

Dove rilassarsi a Praga

La capitale ceca è da decenni una meta imperdibile per trascorrere un weekend in Europa, ma dove rilassarsi a Praga quando non se ne può più di girare in lungo e in largo?

Rilassarsi a Praga

Già, perché non facciamo finta di non saperlo: dopo aver trascorso una giornata a trottare come Varenne, c’è bisogno anche di un momento di pausa, nel quale sedersi su una panchina, allungare le gambe e bersi una birra.
Praga letteralmente pullula di parchi, cosa alla quale non farete minimamente caso a meno che non abbiate dei figli piccoli come il sottoscritto. Se proprio non avete voglia di fermarvi in un giardinetto pieno di bambini ululanti (vi capisco, credetemi, VI CAPISCO!), ecco almeno tre ottimi posti nei quali trovare un po’ di pace e silenzio.

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Travel Dreams 2019

Travel dreams 2019

Come consuetudine, verso la fine dell’anno si scrive una letterina a Babbo Natale, al quale si chiede di realizzare i propri desideri di viaggio, i Travel dreams 2019.

Travel dreams: il consuntivo del 2018

I Travel dreams 2018 sono stati quasi tutti realizzati:
• I classici weekend a Cogne e a Torgnon, giusto per ricordare alla Valle d’Aosta che ci sono.
• Tre giorni alla scoperta di cosa vedere a Cremona.
• Un lungo viaggio verso est per trascorrere 4 giorni in Slovenia e visitare Lubiana e il successivo sconfinamento per un lungo giro in Croazia on the road.
• Il weekend culturale a Trieste e il vagabondaggio in Istria on the road.

Non c’è male rispetto al solito, anche se i miei pacchi me li sono presi pure a questo giro:
• Città europea, saltata in scioltezza, senza nemmeno fare lo sforzo di provarci. Secondo anno consecutivo. TOP!
• Per Natale avevo scritto che mi sarebbe piaciuto fare un salto alle Canarie oppure a Madeira. Alla fine ho deciso di fare un upgrade di destinazione e rimanere in Italia: Puglia e Basilicata. Brindisi, Lecce in Puglia e Matera in Basilicata preparatevi perché io voglio tornare indietro sfondato di taralli e burrata.

La lista dei desideri “sicuri”

E qui entra in gioco il panzone vestito di rosso. Babbo, questa volta o mi aiuti seriamente a realizzarli tutti oppure ti vengo a prendere in Lapponia e ti corco di mazzate. A costo di mettere la suddetta Lapponia tra i #traveldreams del 2020. Hai capito, mo’? Ah!
E allora, via!

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