organizzare un tour promozionale

Come organizzare un tour promozionale

Tra le tante caz… idee per promuovere un libro mi mancava solo questa: organizzare un tour promozionale. Già, perché dopo avere partecipato alle varie fiere del libro, essersi imbucato alle fiere del fumetto, aver tentato di vendere il proprio libro in tutti i modi possibili, volevamo forse farci mancare un bel tour del Piemonte per fare un po’ di promozione grazie a una serie di presentazioni? Ennò che non potevano.
Del resto, vi avevo già raccontato come presentare un libro con effetti comico-fallimentari, ma si sa: soffro di accanimento terapeutico.

Organizzare un tour promozionale: le librerie

Come al solito agisco con la lucidità di un’ameba. Recupero una serie di indirizzi di librerie e provo a chiedere se c’è un piccolo spazio per una presentazione. Le risposte sono di due tipi:
– Silenzio assoluto
– Sì, certo siamo interessatissimi

Se vi sembra che la risposta migliore sia ‘a seconna c’hai detto, vuol dire che non avete mai provato a organizzare un tour promozionale. Perché dietro quell’entusiasmo si nasconde l’implacabile maglio di carne che attenterà all’anello muscolare che si trova al fondo della vostra schiena. In italiano semplice: l’inculata.
In buona sostanza la questione si risolve con una richiesta di denaro. Cioè, non solo tu devi mettere a disposizione le copie, sobbarcarti chilometri, pagare benzina e autostrada, farti carico degli inveduti, ecc. No, c’è pure il pizzo da versare.

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Marketing digitale

Starò facendo le cose per bene? – II parte

idee per promuovere un libro
Marketing digitale

Seconda parte del post serio con molte idee per promuovere un libro. La prima parte la potete leggere qui: promozione editoriale.

Una cosa da NON trascurare assolutamente è la conoscenza di tutti i dettagli tecnici relativi alla stampa del cartaceo: dimensioni del libro, rilegatura, tipo e peso della carta, tipo e peso della copertina, processo di plastificazione, alette interne ecc. Tutte queste informazioni vi verranno richieste, per cui fareste bene a informarvi per tempo oppure potreste fare la fine del sottoscritto, descritta in questo post: come stampare un libro.

Idee per promuovere un libro: cura i dettagli

Diciamo che in linea di massima le informazioni che vi verranno richieste sono:

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Book sale - Photo credit: pockygallery © 123RF.COM

Chi l’ha visto?

vendere il proprio libro
Book sale – Photo credit: pockygallery © 123RF.COM

Infine arriva il momento di vendere il proprio libro. Al solito, tutte le mie decisioni sono caratterizzate da un perfetto tempismo. Ho cercato di rimandare ad arte la pubblicazione del mio libro di viaggi, in modo da farlo uscire strategicamente sotto Natale e puntare così sull’ansia tipica del periodo che induce acquisti compulsivi. Capiamoci. Non mi aspettavo che qualcuno dicesse: «Ah, sai, è uscito il primo libro di viaggi di Marco Lovisolo, scapicolliamoci in libreria a comprarlo!» Piuttosto confidavo in un atteggiamento tipo: «Orpolà! Mi sono dimenticato di comprare un regalo per quella rompipalle di mia suocera. E adesso, che mancano solo sei ore a Natale, come faccio a vendicarmi di quella terribile cravatta con le renne che mi ha regalato l’anno scorso? Aspetta un po’, adesso che ci penso mi sembra di aver letto qualcosa su un libercolo insulso, uscito di recente su Amazon“.

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Cercasi blogger

Ci sono blogger e blogger

scrittori emergenti
Cercasi blogger

scrittori emergenti

In questa interminabile fase di attesa che porta (dovrebbe portare) alla pubblicazione del libro, il mio unico neurone si è trovato a riflettere lungamente su quali possano essere le politiche promozionali più efficaci per gli scrittori emergenti.

Scrittori emergenti: la ricerca di recensioni

Trattandosi di un libro di viaggi, ho puntato una categoria di persone che, credo, dovrebbero essere interessate all’argomento: i travel blogger. Oggi, dopo un’accurata fase di scrematura, ho ridotto la cerchia a cinque/sei blog di viaggio. Il problema con questi blogger è che viaggiano in continuazione (madresantissima, quanto vi odio!), per cui diventa anche difficile baccagliarseli.

A questo punto, chi altri? Mumblemumblemumblemumble… tac! Lampadina accesa! Sono torinese? E allora via di blogger torinesi. Vuoi che non siano interessati a parlare del libro di uno “scrittore” che cancellerà per sempre dalla storia della letteratura sabauda i nomi di Carlo Levi e Norberto Bobbio? E così, tra un «Oh, basta là» e un «Ti piace la meeeeeenta?» riesco a conoscere virtualmente un paio di blogger davvero brave che si occupano di Torino e della sua vita culturale (per la cronaca, questi sono i loro siti: Federica ed Elisa). Lo so che il mio libro con la cultura c’entra poco, ma dietro subdola somministrazione di un’adeguata quantità di bicerin, conto di convincerle a leggerlo e a farne delle recensioni.
Tuttavia, manca ancora qualcosa e non riesco a capire cosa. Strano, eh? Io sempre così lucido!

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Knock knock

Ehm… Permesso?

aumentare le visite al blog
Knock knock

Puntata numero undici delle bizzarre vicende di un autore autopubblicato in cui si parlera di come aumentare le visite al blog. A volte mi chiedo se sono io l’unico sfigato a vivere tutte queste situazioni surreali. Se c’è qualcuno là fuori che sta passando le stesse peripezie, prego si faccia sentire.

Aumentare le visite al blog: come fare?

Comunque, torniamo a noi. Come possiamo portare maggior traffico di utenti sul nostro sito? Perché se ci siamo dannati per creare un blog con l’intenzione di fare promozione al nostro libro, abbiamo il dovere di convogliarci sopra dei potenziali lettori, altrimenti chi ce lo fa fare di perdere il nostro tempo?
Io e Antonio (per chi non lo sapesse, Antonio è il mio neurone… avendone uno solo mi viene più comodo chiamarlo per nome) ci abbiamo pensato su parecchio e alla fine abbiamo stilato queste opportunità. Prima di inoltrarvi nella lettura, vi avviso: in questo post ci saranno molte supercazzole, siate pronti.

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Main trail

Sarà la strada giusta?

selfpublishing tecniche di promozione
Main trail

Con questo post siamo giunti al traguardo dei dieci articoli in cui si parla di self publishing e tecniche di promozione.
Due doverose premesse:
1 – Questo articolo costituirà un riassunto dei nove precedenti. Si tratta, quindi, di fare una specie di punto della situazione. Se vuoi leggere gli altri, puoi cominciare da qui: scrivere un libro e pubblicarlo.
2 – Una volta ogni dieci permettetemi di non fare il pagliaccio, per cui cercherò di essere (un po’) serio.

Dunque, in sostanza, quali sono i passi che ritengo necessari per fare promozione al proprio libro?

Self publishing e tecniche di promozione: il sito web

1) Creazione di un  sito internet personale. Si tratta di un passo utile per:

  • Fornire informazioni su di noi e su chi siamo al di fuori della nostra attività di “scrittori”. Importantissima la pagina Chi sono.
  • Fornire informazioni pratiche e concise sul libro: argomento, costo, formato (digitale, cartaceo, audiolibro), bookstores sui quali è reperibile.
  • Dare ai lettori l’opportunità di farsi un’idea precisa del libro, mettendo a loro disposizione alcune piccole anteprime.
  • Mettere in evidenza nostre eventuali collaborazioni con enti esterni, giusto per dimostrare che siamo persone affidabili.

Self publishing e tecniche di promozione: il blog

2) All’interno del sito sarebbe utile implementare una sezione blog, utile per:

  • Raccontare la propria esperienza a beneficio di chi ci segue e può essere interessato a saperne qualcosa di più in merito al self publishing e tecniche di promozione.
  • Allenarsi nella scrittura periodica di argomenti di alta qualità, non necessariamente inerenti al libro, ma ad esso strettamente connessi (“orizzontalità” dei contenuti). Gli argomenti devono essere opportunamente sviscerati e avere una certa consistenza. Non basta postare un articolo da centocinquanta parole, perché Google lo interpreta come un post di basso valore, anche se avete scritto un trattato in grado di rivoluzionare la fisica quantistica. La dimensione minima dovrebbe essere di circa 350 parole, quella ideale si attesta sulle 700.

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Blocco dello scrittore

Non mettermi ansia, OK?!?!

sindrome del foglio bianco
Blocco dello scrittore

Il blocco dello scrittore o sindrome del foglio bianco. Chi non ha mai sperimentato questa forma d’ansia?

In un precedente post, avevo parlato di come creare un blog e delle varie leggi non scritte che ne possono determinare il successo o il fallimento. Tra gli elementi decisivi, c’è la pubblicazione di argomenti di qualità, capaci di creare interesse nel lettore e in grado di indurlo a partecipare, condividere, interagire. In teoria tutto molto bello, ma nella pratica arriva il momento in cui ti trovi a provare la sindrome del foglio bianco, o meglio, dello schermo bianco, con le mani sospese a mezz’aria, un’espressione ebete sul viso e il cervello in stand by. Cominciano le allucinazioni a sfondo mistico e per la testa si mettono a girare i soliti dubbi esistenziali: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Ca**o ci scrivo sul blog?

Sindrome del foglio bianco: cosa scrivere sul blog?

Eh sì, perché in capo a breve tempo non sai bene di cosa scrivere.
«Ah, e tu vorresti fare lo scrittore? Il blogger?» ti domanda una vocina stridula che gira per la testa. «Ah bè bè, siamo sulla buona strada… complimentoni, eh!»

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Networking

Collaborazioni tra blogger: vedo gggente, faccio rete…

collaborazioni tra blogger
Networking

Collaborazioni tra blogger. Ecco dicosa parleremo oggi.

Dunque, dopo aver bruciato i pochi neuroni superstiti nella creazione del sito, consumato i polpastrelli nel corso di uno scambio epistolare con la casa editrice per definire i servizi editoriali, che nemmeno Le ultime lettere di Jacopo Ortis potrebbero emulare, aver creato profili su tutti i social network esistenti sulla terra, il povero scrittore self publishing in erba, si trova di fronte a un nuovo problema: tutta questa roba, chi se la fila? Chi se lo va a leggere il blog di un autore sconosciuto? Nessuno. I lettori bisogna trovarseli. Bisogna fare promozione.

Collaborazioni tra blogger: come trovare lettori

Cominciamo a stalkerizzare tutte le conoscenze. Si impone lo studio di un minuzioso piano d’attacco per avere:
1. La certezza di raggiungere tutti.
2. I mezzi per ricattarli.
La prima vittima è mia moglie, quella santa donna che, controvoglia, si è dovuta smazzare la prima fase dell’editing.
«Amore…»
«Oh, proprio te. Bisogna cambiare il pannolino alla bambina, buttare l’organico, bagnare il prato, preparare la cena… ci pensi tu?»
«Sì, ma… hai visto il mio post?»
Per tutta risposta mi smolla la bambina sorridente e con il pannolino pieno che le arriva alle caviglie.
Ok, passiamo a mamma e papà: loro non tradiscono mai.

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social network marketing

Buena Vista Social Network

social network marketing
Buena Vista Social Network

Poi c’è tutta la parte di social network marketing. Perché va bene avere il proprio blog, che i tuoi genitori e qualche amico volenteroso continueranno a consultare per farti piacere ed evitare che tu gli chieda per la miliardesima volta: «Hai letto il mio nuovo post?», ma alla fine il tuo prodotto, per raggiungere più persone possibili, deve passare attraverso i social network.

Tanto per cominciare il termine social non si addice affatto al sottoscritto, a meno di non farlo rigorosamente precedere da una A privativa greca. L’unica cosa social che ho avuto fino a questo momento è un profilo Facebook sul quale di tanto in tanto pubblicavo post pieni di significato: video di maiali che ruttano, prese  per il naso ai cugini granata dopo che avevano perso l’ennesimo derby, foto di boccali di birra svuotati dal sottoscritto. Insomma, mica poco. Come può uno come me fare social network marketing?

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