sciare sul Gran San Bernardo

Sciare sul Gran San Bernardo

Per un torinese appassionato di montagna, sciare sul Gran San Bernardo è un’esperienza da vivere a tutti i costi.

La valle d’Aosta è giustamente conosciuta in tutta Italia per le sue famose stazioni sciistiche: Breuil-Cervinia, Courmayeur, La Thuile e il comprensorio del Monte Rosa che include Gressoney, Champoluc, Antagnod e la località piemontese di Alagna Valsesia.

Tuttavia negli ultimi tempi questi grandi comprensori tendono a essere eccessivamente affollati, aspetto che va a cozzare con la mia acuta sindrome di socialità selettiva.

Sempre più spesso tendo a prediligere le piccole stazioni, dove l’ambiente è più “intimo” e le poche piste che ci sono, vengono trattate con una passione quasi artigianale.

In passato ho pubblicato un post nel quale fornivo una serie di informazioni per un weekend a Cogne, piccola località che abbina sci alpino, fondo e interessi culturali. Oggi, invece, ho intenzione di parlare di un’altra minuscola perla, nascosta in una delle zone più belle d’Italia: Étroubles e i suoi dintorni.

Étroubles

Étroubles è il punto di partenza per sciare sul Gran San Bernardo. Si tratta di un piccolo comune che ingloba, oltre al capoluogo, alcune piccolissime borgate. Lo scenario circostante è di una bellezza sconcertante, sicuramente uno degli angoli più suggestivi di tutta la Valle d’Aosta.

sciare sul Gran San Bernardo
Passeggiare tra le borgate di Étroubles

Étroubles ha origine antichissima, tanto da essere stata in passato una tappa della celebre Via Francigena. Testimonianze dell’epoca medievale permeano tutto l’impianto urbano e trovano il punto di massimo splendore nella Torre di Vachéry. La torre risale al XII secolo, ma le sue fondamenta sono addirittura di origine romana.

Sciare sul Gran San Bernardo: Crevacol

A Étroubles gli appassionati di sport invernali possono trovare pane per i loro denti. Per chi ama lo sci di fondo c’è l’imperdibile pista intercomunale Alta Valle del Gran San Bernardo, che congiunge Étroubles a Saint Rhémy en Bosses, passando per il minuscolo comune di Saint Oyen. Diciotto chilometri che attraversano piccole borgate e fitti boschi. Si tratta di un percorso abbastanza complicato, adatto ad atleti esperti.

Chi invece si vuole cimentare con lo sci alpino, deve raggiungere la località di Crevacol, nel comune di Saint Rhémy en Bosses.  Si tratta di un comprensorio piccolo ma molto curato, costituito da dodici piste servite da due seggiovie.  L’impatto ambientale è ridotto ai minimi termini, ma l’offerta sciistica è di livello assoluto. Le piste da sci scorrono attraverso le pinete, caratteristica morfologica che mantiene la neve in condizioni sempre ottimali.

Il grado di difficoltà è più che accettabile anche per chi non possiede eccelse capacità tecniche.

sciare sul Gran San Bernardo
Pista a Crevacol

Il prezzo del giornaliero è di 29 euro, al quale si devono aggiungere cinque euro per la tessera magnetica. A questo proposito, sappiate che potete conservare la tessera e utilizzarla in qualsiasi altro comprensorio della Valle d’Aosta, per tutta la stagione, oppure restituirla alla cassa a fine giornata. Ovviamente dovrete ricevere indietro i cinque euro.

sciare sul Gran San Bernardo
Skimap di Crevacol

Chi volesse trascorrere qualche giorno sulla neve senza mettere gli sci ai piedi, può valutare la valida alternativa del parco giochi di Flassin, nel comune di Saint Oyen. Per valutare tutta l’offerta, clicca sul seguente link: parco giochi di Flassin.

Sciare sul Gran San Bernardo è quindi un’esperienza gratificante sotto tutti i punti di vista. Anche quello alimentare.

Dove mangiare sul Gran San Bernardo

L’offerta culinaria della Valle d’Aosta è sempre molto valida e generalmente include piatti tipici della montagna: polenta, formaggi e salumi. Ristoranti e trattorie tipiche non mancano, ma il posto nel quale bisogna assolutamente andare per gustare la vera cucina del territorio è la Maison della Polenta, a Saint Oyen. All’interno di una casa rurale del XIX secolo è stato ricostruito un ristorante dalle atmosfere calde, al quale presto verrà aggiunta una chambre d’hôtes. Il proprietario, Felice, è un personaggio simpatico e follemente innamorato delle sue valli. Vi racconterà storie del paese e vi accompagnerà perfettamente nella scelta del cibo e dei vini.

mangiare sul Gran San Bernardo
Maison della Polenta a Saint Oyen

Weekend in montagna

Étroubles e i suoi dintorni sono un luogo eccellente per trascorrere un weekend. L’area tranquilla, ma al tempo stesso assai vitale, permette di assaporare con lentezza il piacere della montagna di una volta. L’offerta turistica estiva è all’altezza di quella invernale e prevede principalmente una serie di facili camminate attraverso piccoli borghi medievali e montagne ricoperte di sempreverdi.

In definitiva non ha molto senso dare consigli su quando andare, perché praticamente ogni weekend è buono per apprezzare questo piccolo angolo, quasi incontaminato, d’Italia.

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Crevacol e la valle d’Aosta erano uno dei miei Travel dreams 2019.

 

Grecia On the Road

Grecia on the road

Grecia on the road
Grecia on the road

Resoconto di un viaggio in Grecia on the road.

Amo questa Grecia al di sopra di tutto. Essa porta il color del mio cuore. Ovunque si guardi, giace sepolta una gioia.
Friedrich Hölderlin

Da diverso tempo avevo intenzione di visitare una Grecia un po’ meno turistica di quella che solitamente ci viene propinata. Non ho nulla contro le isole greche, meta prediletta di molti viaggiatori, ma io ero in cerca di qualcosa di più autentico. Tuttavia, avendo con me una bambina di diciotto mesi, ho dovuto anche fare un giro non eccessivamente difficile. La necessità di mediare tra queste due esigenze, ha quasi automaticamente definito un itinerario che mi ha permesso di attraversare buona parte del Peloponneso.
Ho intenzione di fornire molte informazioni, quindi il reportage sarà piuttosto lungo. Armatevi di pazienza!

Quello che segue è il resoconto di cosa vedere in Grecia on the road.

Grecia on the road: quando andare e perché

Io ho viaggiato in Luglio, periodo di alta stagione, ma, soprattutto all’inizio, non ancora del tutto congestionato dal turismo estivo. Praticamente fino al 24-25 luglio la situazione era più che accettabile, mentre negli ultimi giorni la folla ha cominciato a farsi consistente.

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Val d'Orcia

I Guardiani della Notte in Val d’Orcia

Val d'Orcia
Duomo di Siena – photo credit Marco Lovisolo

Itinerario in Val d’Orcia? E cosa sarebbe questa novità? Consigli relativi a un weekend lungo in Italia?
Lo so. Dopo avervi ammorbato per mesi su come scrivere un libro e pubblicarlo, aver esposto i miei Travel Dreams 2017, avere scritto un doveroso elogio della letteratura di viaggio, pubblicato qualche recensione, è finalmente arrivato il momento di un bel travel post.

Non sono un travel blogger e non è mia intenzione sostituirmi a chi sa fare molto meglio di me questo lavoro. Questo per dirvi di non aspettarvi il solito post “Cinque cose da fare a…” oppure consigli relativi a strutture o riferimenti a Enti del Turismo locali, perché questo non è il mio intento. Quello che voglio fare è raccontarvi cosa mi è successo con lo stesso stile con cui ho scritto il mio  libro di viaggi. Vi ho già detto che ho scritto un libro? E vi ho anche dato tutte le informazioni per acquistarlo? Ah, dite di sì. Allora: weekend lungo in Val d’Orcia.

Itinerario in Val d’Orcia: il primo impatto

In primo luogo mi domando come sia possibile che ancora oggi, in Italia, nel 2017, esista un tratto di autostrada così disastrato come quello tra Bologna e Firenze, e soprattutto mi chiedo dove si riesca a trovare il coraggio di farti pagare un pedaggio carissimo per una mulattiera. Magari, invece di perdere tempo a parlare di Ponte sullo Stretto o di TAV, sarebbe il caso di rendere agibili le strutture che già esistono. Così, eh, giusto per non fare polemica, che non mi si addice.

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