avere a che fare con i librai

Morte (metaforica) di un commesso scrittore

distribuire il proprio libro nelle librerie
Librerie e librai

Il fatto di essere l’autore di unlibro di viaggi self publishing, in genere fa un po’ perdere il senso della misura in merito a come distribuire il proprio libro nelle librerie. Quasi istantaneamente ci si vede seduti in una libreria, con una costosa Mont Blanc in mano e fans adoranti in fila per farsi firmare la copia della tua ultima fatica letteraria. Tra l’altro per comprarsi questa pietra miliare dello scibile umano, hanno fatto indicibili sacrifici economici nel corso dei sei mesi precedenti.

Distribuire il proprio libro nelle librerie: il primo impatto

Con questa immagine negli occhi, ti dirigi baldanzoso verso qualche prestigiosa libreria, ignorando il fatto nella vetrina della suddetta libreria siano esposte esclusivamente opere provenienti dalle grandi catene dell’editoria. Ma tu hai in mano il TUO libro e lucidamente pensi:

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Passi da seguire

Starò facendo le cose per bene? – I parte

promozione editoriale
Passi da seguire

E zitto zitto, ma neanche tanto, sono arrivato alla puntata numero venti delle mie vicende da autore self publishing, in cui vi parlerò di tecniche di promozione editoriale. Se volete dare un’occhiata alle altre potete cominciare da qui: scrivere un libro e pubblicarlo. Come da copione, ogni dieci post, me ne voglio concedere uno serio, giusto per spiazzare voi lettori. Cosa ho imparato in questi ultimi mesi?

Promozione editoriale: il blog

Una delle più importanti tecniche di promozione editoriale consiste nell’aumentare le visite al blog. Ovviamente questo non è un must, ma abbiamo creato un sito internet la cui funzione è fare da vetrina al nostro libro self publishing, quindi dobbiamo fare in modo che le persone lo frequentino, ci girino un po’ sopra e si accorgano del libro. Per fare questo io ho utilizzato diverse tecniche.

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Book sale - Photo credit: pockygallery © 123RF.COM

Perso nella Foresta delle… Amazon

vendere libri online
Acquisto on line

E infine è giunto anche il momento tanto atteso… solo dal sottoscritto, credo: vendere libri online e procedere con la commercializzazione della Pregiata Opera, il mio libro di viaggi.
Appena hanno saputo dell’imminente uscita del Capolavoro, Bill Bryson e Paul Theroux si sono messi le mani in tasca, si sono guardati a lungo negli occhi e poi si sono detti: «E sti cazzi?» Stolti! Non sanno che il loro tempo è ormai giunto al termine. Avete finito di fare vendite e monopolizzare i gusti dei lettori, cari i miei due pennivendoli da strapazzo! No, vabbè, scusate: sono caduto in trance agonistica.

Vendere libri online: gli store

Ho trascorso alcuni giorni a girovagare in maniera compulsiva sui vari store on line che vendono il libro, determinando con ogni probabilità il massimo storico di accessi su IBS, Hoepli e Feltrinelli. Le home page di tutti i miei browser a un certo punto si sono scocciate, hanno detto in coro: «Emmobbasta!» e si sono automaticamente settate su Amazon, il sito principe per vendere libri online.

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Main trail

Sarà la strada giusta?

selfpublishing tecniche di promozione
Main trail

Con questo post siamo giunti al traguardo dei dieci articoli in cui si parla di self publishing e tecniche di promozione.
Due doverose premesse:
1 – Questo articolo costituirà un riassunto dei nove precedenti. Si tratta, quindi, di fare una specie di punto della situazione. Se vuoi leggere gli altri, puoi cominciare da qui: scrivere un libro e pubblicarlo.
2 – Una volta ogni dieci permettetemi di non fare il pagliaccio, per cui cercherò di essere (un po’) serio.

Dunque, in sostanza, quali sono i passi che ritengo necessari per fare promozione al proprio libro?

Self publishing e tecniche di promozione: il sito web

1) Creazione di un  sito internet personale. Si tratta di un passo utile per:

  • Fornire informazioni su di noi e su chi siamo al di fuori della nostra attività di “scrittori”. Importantissima la pagina Chi sono.
  • Fornire informazioni pratiche e concise sul libro: argomento, costo, formato (digitale, cartaceo, audiolibro), bookstores sui quali è reperibile.
  • Dare ai lettori l’opportunità di farsi un’idea precisa del libro, mettendo a loro disposizione alcune piccole anteprime.
  • Mettere in evidenza nostre eventuali collaborazioni con enti esterni, giusto per dimostrare che siamo persone affidabili.

Self publishing e tecniche di promozione: il blog

2) All’interno del sito sarebbe utile implementare una sezione blog, utile per:

  • Raccontare la propria esperienza a beneficio di chi ci segue e può essere interessato a saperne qualcosa di più in merito al self publishing e tecniche di promozione.
  • Allenarsi nella scrittura periodica di argomenti di alta qualità, non necessariamente inerenti al libro, ma ad esso strettamente connessi (“orizzontalità” dei contenuti). Gli argomenti devono essere opportunamente sviscerati e avere una certa consistenza. Non basta postare un articolo da centocinquanta parole, perché Google lo interpreta come un post di basso valore, anche se avete scritto un trattato in grado di rivoluzionare la fisica quantistica. La dimensione minima dovrebbe essere di circa 350 parole, quella ideale si attesta sulle 700.

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Blocco dello scrittore

Non mettermi ansia, OK?!?!

sindrome del foglio bianco
Blocco dello scrittore

Il blocco dello scrittore o sindrome del foglio bianco. Chi non ha mai sperimentato questa forma d’ansia?

In un precedente post, avevo parlato di come creare un blog e delle varie leggi non scritte che ne possono determinare il successo o il fallimento. Tra gli elementi decisivi, c’è la pubblicazione di argomenti di qualità, capaci di creare interesse nel lettore e in grado di indurlo a partecipare, condividere, interagire. In teoria tutto molto bello, ma nella pratica arriva il momento in cui ti trovi a provare la sindrome del foglio bianco, o meglio, dello schermo bianco, con le mani sospese a mezz’aria, un’espressione ebete sul viso e il cervello in stand by. Cominciano le allucinazioni a sfondo mistico e per la testa si mettono a girare i soliti dubbi esistenziali: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Ca**o ci scrivo sul blog?

Sindrome del foglio bianco: cosa scrivere sul blog?

Eh sì, perché in capo a breve tempo non sai bene di cosa scrivere.
«Ah, e tu vorresti fare lo scrittore? Il blogger?» ti domanda una vocina stridula che gira per la testa. «Ah bè bè, siamo sulla buona strada… complimentoni, eh!»

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Networking

Collaborazioni tra blogger: vedo gggente, faccio rete…

collaborazioni tra blogger
Networking

Collaborazioni tra blogger. Ecco dicosa parleremo oggi.

Dunque, dopo aver bruciato i pochi neuroni superstiti nella creazione del sito, consumato i polpastrelli nel corso di uno scambio epistolare con la casa editrice per definire i servizi editoriali, che nemmeno Le ultime lettere di Jacopo Ortis potrebbero emulare, aver creato profili su tutti i social network esistenti sulla terra, il povero scrittore self publishing in erba, si trova di fronte a un nuovo problema: tutta questa roba, chi se la fila? Chi se lo va a leggere il blog di un autore sconosciuto? Nessuno. I lettori bisogna trovarseli. Bisogna fare promozione.

Collaborazioni tra blogger: come trovare lettori

Cominciamo a stalkerizzare tutte le conoscenze. Si impone lo studio di un minuzioso piano d’attacco per avere:
1. La certezza di raggiungere tutti.
2. I mezzi per ricattarli.
La prima vittima è mia moglie, quella santa donna che, controvoglia, si è dovuta smazzare la prima fase dell’editing.
«Amore…»
«Oh, proprio te. Bisogna cambiare il pannolino alla bambina, buttare l’organico, bagnare il prato, preparare la cena… ci pensi tu?»
«Sì, ma… hai visto il mio post?»
Per tutta risposta mi smolla la bambina sorridente e con il pannolino pieno che le arriva alle caviglie.
Ok, passiamo a mamma e papà: loro non tradiscono mai.

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No Panic

Keep calm and pubblica ‘sto libro!

scrivere senza errori grammaticali
No Panic

Il problema è scrivere senza errori grammaticali. Arrivati a questo punto è bene ammetterlo: creare un blog, studiare il social network marketing, fare l’analisi di mercato sul pubblico in realtà altro non erano che scuse. Belle e buone, altroché. La verità è che io avevo (ho) una paura dannata di pubblicare questo libro. La scrittura mi ha portato via un sacco di tempo e fatica, mi ha impegnato più di qualsiasi altro progetto io abbia iniziato nella vita, mi ha assorbito risorse che non credevo di avere. Quando ho messo la parola ‘fine’, mi sono sentito prosciugato.
A quel punto si potrebbe pensare che il più sia stato fatto. E invece no, perché è proprio lì che si nasconde il più subdolo e insidioso dei dubbi di tutti noi scrittori self publishing:
«Ma qualcuno lo leggerà mai ‘sto coso?»

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Self publishing: un'amara verità

Scrivere un libro e pubblicarlo: l’amara verità

Scrivere un libro e pubblicarlo. Quanti tra voi hanno pensato di farlo? Bene, io sono uno di voi e negli articoli che seguono proverò a raccontarvi cosa si cela dietro il fenomeno del self publishing.

Scrivere un libro e pubblicarlo: l'amara verità
Self publishing: un’amara verità

Da qui comincia il blog vero e proprio, il resoconto che ha portato  alla pubblicazione del libro e alla sua tentata diffusione.
Tralascerò tutte le vicissitudini che hanno condotto alla stesura del medesimo, in parte perché ne ho parlato nel libro stesso e in parte perché l’ho già spiegato qui. Fatto sta che dopo aver viaggiato per anni, letto compulsivamente libri che parlavano di viaggi, raccolto appunti, riorganizzato tutto il materiale, sono finalmente riuscito a mettere la parola fine. A quel punto, nella mia beata ignoranza, pensavo fosse sufficiente pubblicare la Pregiata Opera per mezzo di qualche piattaforma di self publishing, sedermi in poltrona, guardare con una certa noia i guadagni schizzare fino alle stelle, firmare il contratto per la vendita dei diritti cinematografici e infine ritirarmi a vita privata su qualche spiaggia dell’Oceano Indiano a scrivere un altro libro.

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