personaggi insoliti

Personaggi insoliti e dove trovarli

Personaggi insoliti. O forse sarebbe meglio dire “Sei personaggi in cerca d’autore”. Tranquilli, non ho velleità da Premio Nobel. Semplicemente vi voglio parlare di alcuni individui, davvero originali, che mi è capitato di incontrare nel corso dei miei viaggi. Perché sì, quando fai un viaggio in solitaria, a volte ti trovi ad avere a che fare con della gente davvero, come dire? Strana, ecco.
Siccome nel mio libro (vi ho già detto che ne ho scritto uno?) parlo di sei viaggi, ho deciso di selezionare un individuo per ognuno di essi. Tuttavia, sappiate che nel mio libro di viaggi ne potrete trovare molti altri. Così, per dire, eh…

Personaggi insoliti e dove trovarli: in Kenya

Un bel mattino di febbraio stavo vagando sulla spiaggia di Shela, isola di Lamu, sulla costa orientale delL’Africa. Ero nel bel mezzo del mio viaggio in  Kenya on the road, quando, trullo trullo, mi ritrovai a osservare la bottega di un artigiano locale. “Bottega” forse è un termine un tantino esagerato, visto che si trattava di due pali piantati a terra e una tettoia appoggiata sopra.

personaggi insoliti: il bottegaio di Lamu
Photo by Mike Petrucci on Unsplash

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Tempo durante il viaggio: riflessioni

Il tempo durante il viaggio: valore e percezione

Ho imparato ad abbandonarmi a quello strano fluire del tempo durante il viaggio, quando sembra assumere dimensioni differenti, dilatandosi nelle ere e restringendosi nell’unico irripetibile momento che sto assaporando.

– Lo zaino è pronto, io no –

So bene che autocitarsi non è mai una buona cosa. “Chi si loda, si imbroda” e tutto il genere di frasi fatte che si dicono al riguardo. Ma questa citazione, tratta dal mio libro di viaggi, mi serve per introdurre un concetto che ho sperimentato più volte nel corso dei miei vagabondaggi tra Africa e India.

Il tempo durante il viaggio assume contorni indefiniti. Si abbandonano le abitudini, la routine, i gesti quotidiani per vivere totalmente il presente. Ogni attimo acquisisce immediatamente un sapore diverso perché ha un valore intrinseco. Non si tratta più di un momento che deve passare il prima possibile per darci la possibilità di fare ciò che più ci aggrada.

Tempo durante il viaggio: cosa si intende?

Spesso il tempo trascorso al lavoro, o dedicato a una qualunque forma di obbligo, risponde a quest’ultimo genere di situazione. È solo un interludio, che cerchiamo di fare trascorrere senza riportarne un danno eccessivo, per poterci poi dedicare ad attività che, per passione o talento, sono più congeniali alla nostra psicologia.

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Delusione del viaggiatore

Psicologia del viaggiatore: la delusione

La psicologia del viaggiatore è un argomento decisamente complesso.

In un precedente post ho parlato della delusione che, a volte, affligge chi viaggia. Il problema è che non si sa mai bene cosa aspettarsi da un viaggio. L’aspettativa è sempre molto alta, per cui, saltuariamente, può capitare di andare incontro a piccole frustrazioni.

Passiamo il tempo a fantasticare sulla destinazione, ma non mettiamo in conto tutti i disagi necessari per raggiungere quella meta. Ci concentriamo esclusivamente sul dove e tralasciamo totalmente il come.

Eppure ci sono altri motivi che possono dare vita a questo lieve disinganno, cause decisamente più subdole.

La mancanza di ricettività

Uno dei motivi con i quali mi scontro spesso è la mancata coincidenza tra ricettività personale e luogo visitato.

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continuare a viaggiare

Perché continuare a viaggiare?

Perché continuare a viaggiare?

Non so voi, ma a me pongono questa domanda con insistenza. Argomentandola, anche:
«Hai già visto buona parte del mondo. Hai immagazzinato ricordi di viaggio per una vita. Adesso hai una bimba piccola… fermati un po’!»
Ma fermatevi voi!

Non si riesce a farglielo capire. Basta essere nomadi una volta, una volta sola, per sapere con assoluta certezza che si ripartirà appena possibile. È sufficiente avere fatto un solo passo per possedere la perentoria sicurezza che l’ultimo viaggio non sarà mai l’ultimo.
Quella passione fatta di spaesamento, dilatazione del tempo durante il viaggio, solitudine, lieve irresponsabilità, non abbandonerà mai più il corpo di chi l’ha provata. Nemmeno dopo il suo ritorno a casa.

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Ritorno a casa

Ritorno a casa: abitare l’intermezzo

ritorno a casa
Ritorno a casa

Per gli appassionati di viaggi, parlare di ritorno a casa può sembrare un controsenso. I viaggiatori, però, sanno bene che si tratta di una delle più importanti fasi del viaggio, un momento fondamentale dell’esperienza.

Alcune settimane fa avevo parlato di quelle zone “intermedie” non ben definite, che si infilano tra il prima, il durante e il dopo. In quell’occasione scrissi della fase intermedia esistente tra il prima e il durante e  dell’aspettativa che la contraddistingue. Vivere il viaggio passa anche dall’attesa in aeroporto, dal volo, da tutti quegli infiniti momenti che dividono l’attimo in cui ci si chiude la porta di casa alle spalle dall’arrivo a destinazione.

Ma tra le fasi del viaggio c’è anche quella che intercorre tra il durante e il dopo. Si tratta di quel periodo, relativamente breve, che occupa il tempo tra il momento in cui si sale sul taxi che ci condurrà in aeroporto e quello in cui si infila la chiave nella porta di casa.

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Filosofia del viaggio

filosofia del viaggio
Filosofia del viaggio

Scrivere un libro di viaggi e promuoverlo sul web mi ha obbligato a riflettere attentamente sulla filosofia del viaggio. Nel periodo in cui lavoravo sul libro avevo ben chiaro in mente il mio obiettivo: raccontare le mie vicende personali, certo, ma corredandole con serie valutazioni. Questa scelta mi ha portato in due differenti direzioni:
– da un lato mi sono dovuto informare profondamente sulla realtà storico-culturale del paese di cui stavo parlando, in modo da inserire le mie vicissitudini nel contesto che mi circondava.
– dall’altro ho dovuto scavare in profondità per cercare di comprendere quale sia per me il significato autentico dell’esperienza del viaggio. Perché viaggiare non vuol dire solo fare una collezione di luoghi. C’è molto di più: crescita personale, tolleranza, capacità di improvvisazione, coscienza del proprio essere.

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Particolari di un viaggio

Le diverse fasi del viaggio

Le tre fasi del viaggio: sognare, vivere e ricordare
Sognare, vivere e ricordare un viaggio

Cosa si intende quando si parla delle diverse fasi del viaggio? Uno dei più famosi aforismi di viaggio recita più o meno così:

Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi.

Anonimo

Se bazzicate sui vari travel blog che affollano il web, sicuramente vi sarete imbattuti in questa frase. Con ogni probabilità più volte.
Non si sa chi sia stato il saggio che ha detto questa cosa, ma sicuramente ci ha preso in pieno, identificando con sicura intuizione le tre fasi del viaggio.

Le tre fasi del viaggio: quando lo sogni

Questo argomento lo avevo già trattato quando ho scritto in merito a cosa aspettarsi da un viaggio. Mentre siamo impegnati a scegliere la meta di un viaggio, come per incanto, l’oggetto dei desideri si materializza di fronte ai nostri occhi. Abbiamo puntato un luogo del mondo, ci siamo messi in testa che la priorità della nostra vita sia visitarlo, ci siamo comprati la Lonely Planet e abbiamo trascorso notti a setacciare il web in cerca di notizie e fotografie. Dopo questa overdose di dati di vario genere, il luogo diventa quasi tangibile, assume una fisionomia concreta, ci “chiama” (sì, perché esistono luoghi che parlano) e diventa parte costante dei nostri pensieri. Possono essere i vicoli illuminati di una piccola città dello Sri Lanka oppure il blu indaco del mare di Cuba. La meta ci ha conquistato e ci sta obbligando a vivere il viaggio con un senso di profonda aspettativa.

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afferrare la bellezza di un viaggio

Si può afferrare la bellezza in viaggio?

bellezza in viaggio: come afferrarla?
Scrivo per cogliere la bellezza di un viaggio

Perché questa domanda: come cogliere la bellezza in viaggio?
Possiamo stare qui a contarcela quanto ci pare. Il viaggio ha i suoi aspetti “catartici”: ti mette alla prova, ti fa fare i conti con te stesso e le tue paure, cambia i parametri attraverso i quali valuti il mondo e ciò che ti circonda.

Tuttavia non possiamo negare un fatto evidente: in giro per il mondo non ci si va solo ed esclusivamente per il semplice piacere di vagabondare. Se così fosse, basterebbe spostarsi di venti chilometri da casa ed esplorare le zone circostanti. Andiamo in India perché stimolati dall’incontro con una cultura nuova e diversa, per assaggiare cibi insoliti, per confrontarci con l’Altro e l’Altrove in ogni sua forma, per vivere sensazioni nuove e inedite. Ma lo facciamo anche per scattare una bella foto davanti al Taj Mahal, per catturare le immagini erotiche di Khajuraho, per immortalare i suggestivi corsi d’acqua delle backwaters del Kerala. Durante i nostri viaggi, più volte al giorno usiamo le nostre macchine fotografiche o i telefoni per afferrare la bellezza in viaggio e rendere immortale un attimo della nostra vita.
Perché?

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La lieve irresponsabilità del viaggiatore

La lieve irresponsabilità del viaggiatore

sensazioni del viaggio
La lieve irresponsabilità del viaggiatore

So bene che qualcuno avrà da ridire sia sul titolo che sul contenuto di questo post legato alle sensazioni del viaggio. Forse è anche per questo che ho aggiunto l’aggettivo “lieve”, come in un vago tentativo di ammorbidire la frase. Quanto al termine “irresponsabilità” ci ho ho pensato su parecchio, ma non sono riuscito a trovare un termine più adatto per esprimere lo stato d’animo del viaggiatore. Proverò a spiegarmi, ben sapendo che andrò a toccare qualche nervo scoperto.

Sensazioni del viaggio: the bad

Non si sa mai bene cosa aspettarsi da un viaggio. Durante i miei vagabondaggi mi è capitato in più di un’occasione di assistere a disarmanti scene di povertà, intollerabili ingiustizie, momenti di autentico dolore. Alcune di queste situazioni sono state riportate, con la massima fedeltà possibile, nel mio libro di viaggi. Giusto per fare un esempio, potete leggere questo breve estratto del capitolo III: India.

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Viaggio in solitaria o in compagnia?

Viaggio in solitaria vs/ viaggio in compagnia

viaggio in solitaria o in compagnia?
Viaggio in solitaria o in compagnia?

Tutti gli appassionati di viaggi che bazzicano i travel blog sanno bene che sul web infuria un duello tra i sostenitori del viaggio in solitaria e gli ultras del viaggio in coppia/compagnia.

Bene, tutto ciò premesso, ecco l’arduo quesito: qual è la migliore modalità di viaggio?

Io ho vissuto entrambe le esperienze. Per alcuni anni ho girato il mondo in solitaria e ho raccolto alcune delle mie impressioni in un libro di viaggi. In seguito ho conosciuto la donna che è diventata mia moglie e con lei ho sperimentato una nuova dimensione di viaggio.
Quali conclusioni ne ho tratto?

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