Noto (SR) - Cattedrale San Nicolò

Sicilia on the road

Sicilia on the road - Statua dell'elefante a Catania
Catania – statua dell’elefante

Dopo il lungo e soddisfacente tour della Grecia on the road ho deciso, per le vacanze di Natale, di tornare a immergermi in quelle atmosfere mediterranee nelle quali mi trovo particolarmente a mio agio. La necessità di contenere i costi del volo si sono sposate perfettamente con la scelta della destinazione più esotica d’Italia: la Sicilia. Quello che segue è un resoconto di cosa vedere in Sicilia on the road.

Sicilia on the road: quando andare e perché

Premessa: in Sicilia ci si può andare in qualsiasi periodo dell’anno. Io, per motivi vari, ho deciso di “svernare”, trascorrendoci le vacanze di Natale, dal 26 dicembre al 4 gennaio. Scelta eccellente per chi, come me, vive nel freddo Piemonte. Le temperature siciliane si sono aggirate (di giorno) tra i sedici e i ventidue gradi. Quindi, un primo consiglio che mi sento di darvi per un giro della Sicilia on the road è proprio quello di valutare periodi alternativi all’estate, in modo da evitare battaglioni di turisti e caldo infernale.

Itinerario di viaggio

Ho trascorso nove giorni in Sicilia on the road, una quantità di tempo decisamente insufficiente per apprezzare tutte le bellezze dell’isola. Ho dovuto per forza operare una scelta e ho deciso di puntare sulla Sicilia barocca, quell’angolo orientale dell’isola che include le provincie di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa. I giorni sono stati distribuiti così:

Catania e provincia di Messina: tre giorni all’inizio e uno a fine vacanza
Siracusa e provincia: tre giorni
Ragusa e provincia: due giorni

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Propositi 2018

Travel Dreams 2018

È tempo di Travel dreams 2018. Bene ma non benissimo.
Con questa originale introduzione mi sto riferendo ai miei Travel dreams 2017. Bene perché, effettivamente, alcuni obiettivi sono stati centrati; non benissimo perché altri sono stati cambiati in corso d’opera o non sono stati proprio nemmeno presi in considerazione.

Travel dreams 2017: il consuntivo

Ho visitato Mantova. Era più o meno mezzo secolo che volevo vedere la città di Virgilio e finalmente ci sono riuscito. Se vi servono info, dritte o consigli di vario genere, potete trovarli su questo articolo: Un weekend lungo a Mantova.

Piazza delle Erbe - photo credit @Marco Lovisolo
Piazza delle Erbe – photo credit @Marco Lovisolo

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Addio per sempre!

Accussì te ne vaie!

inviare un manoscritto
Addio per sempre!

E niente, è giunto il tempo di inviare un manoscritto all’editore. Ci ho provato in tutti i modi a ritardare il più a lungo possibile la pubblicazione del mio libro di viaggi.  Del resto ci sono sempre molti problemi con il selfpublishing, incluso lo scrivere senza errori grammaticali. Aggiungiamo altre tre o quattro riletture da cima a fondo che male non fanno, correzioni, aggiunte, tagli vari e infine una decina di chili conquistati bevendo ettolitri di birra trappista mentre facevo tutte le cose di cui sopra. Adesso, però, è arrivato il momento, non c’è più tempo per tergiversare. Basta con la scrittura: bisogna spedirlo e farlo pubblicare da Youcanprint.

Inviare un manoscritto: qualcuno lo leggerà?

E poi milioni di persone lo leggeranno e penseranno: «Questo è un pirla», scriveranno recensioni infamanti ed io non potrò più uscire di casa, sarò costretto a camuffarmi da eschimese e infine dovrò trasferirmi nell’angolo più remoto della Groenlandia, dove verrò raggiunto da un branco di orsi polari che invece di sbranarmi mi prenderanno per il culo: «Oh, raga, è arrivato lo scrittore di viaggi
«Milioni di persone lo leggeranno»? Dunque, se ci mettiamo una copia per mia moglie e una per mia madre, che saranno le uniche lettrici, per arrivare al primo milione me ne mancherebbero 999.998. Mumblemumblemumble… Mah, forse non è il caso di agitarsi tanto.

Inviare un manoscritto: sembra facile…

Beh comunque sia, il solo pensiero di privarmi del mio libro mi fa sentire peggio di Linus quando gli portano via la coperta. Per me ormai è come un figlio, anzi è MIO figlio! Ecco, la madre “siciliana di Sicilia” che si nasconde in me è finalmente venuta allo scoperto.
«Fiiiigghiuuuuu, figghiu beddu, unni vai?» urlo come un ossesso, rivolto alla chiavetta USB che contiene l’oggetto di tutto il mio amore e della mia scrittura.

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