Viaggiare on the road

Travel blog

travel blog

travel blog - blog di viaggi
Photo by Emma Matthews on Unsplash

Come avrai già capito questo non è un vero e proprio travel blog, per una serie di buone ragioni. In primis il blog nasce con lo scopo preciso di fare promozione al mio libro di viaggi. In secondo luogo, sono una persona assai disordinata: molte delle informazioni pratiche che ho raccolto durante i viaggi sono disperse tra fogli, blocchi di appunti, margini di guide e, quel che è peggio, la mia pericolante memoria.
Infine, nel corso degli ultimi anni ho affrontato qualche cambiamento: matrimonio, nascita di mia figlia, trasferimento in un’altra città… insomma, non ho potuto viaggiare tantissimo, il che significa che buona parte delle informazioni che potrei darti sarebbero out of date.

Tuttavia, visto che l’argomento principale di questo sito sono i viaggi, ho pensato di cominciare ad aggiungere anche qualche articolo relativo ai luoghi visitati di recente.
In questo genere di post ho deciso di fornire molte informazioni pratiche, per cui benchè non sia (e mai sarà) un sito molto conosciuto, forse qui avrai l’opportunità di trovare alcune informazioni per le tue prossime vacanze.

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Viaggiare e pensare

Slow travel. Quando il viaggio aiuta a pensare.

Slow travel - Viaggiare e pensare
Viaggiare aiuta a pensare

slow travel

La scorsa settimana ho pubblicato un post sul viaggio on the road ed è stata l’occasione per fermarmi a riflettere sul perché questo genere di spostamento mi piaccia così tanto. In effetti, la stragrande maggioranza dei miei viaggi si è svolta on the road. Nell’ultimo anno con questa modalità ho visitato Grecia, la Sicilia, Portogallo (link esterno), Mantova e la Val’Orcia, mentre la prossima estate mi vedrà scorazzare tra Croazia e Slovenia (a proposito: stay tuned!).

Tornando a bomba, la domanda è: perché a me piace viaggiare in auto, in autobus o in treno, mentre trovo decisamente fastidioso prendere l’aereo?

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edificio amministrativo

Viaggiare senza partire. Si può?

viaggiare senza partire

viaggiare senza partire
La strada per andare in ufficio

So che non dovrei essere proprio io a fare questo discorso. Ho pubblicato un libro che parla dei miei viaggi in Africa, Asia e Sudamerica, terre lontane, piene di fascino e suggestione, distanti geograficamente e culturalmente dall’Italia. Quando racconto dei miei viaggi, puntualmente mi sento rispondere:
«Eh, ma che ci vai a fare laggiù, quando qui abbiamo l’Italia, che è tanto bella!»

Viaggiare senza partire: destinazione o approccio mentale?

Ho sempre trovato questa frase molto provinciale e anche un tantino razzista, ma se la si analizza attentamente, bisogna ammettere che contiene un’intuizione profonda. Il piacere del viaggio non ha nulla a che vedere con la destinazione, ma semplicemente con l’atteggiamento mentale con cui lo affrontiamo. Esaminando l’intera faccenda in questi termini, ci accorgiamo che la frase un po’ banale di prima è, in realtà, una specchiata verità. Se approcciassimo ogni luogo con la medesima ricettività che usiamo mentre siamo in viaggio, potremmo accorgerci con sorpresa che i luoghi a noi prossimi non sono meno interessanti delle mete esotiche.

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Mollo tutto e me ne vado!

Mollo tutto e me ne vado!

mollo tutto e me ne vado

Mollo tutto e me ne vado!
Mollo tutto e me ne vado!

Scusate se torno di nuovo sull’argomento, ma io sono uno “tignoso”: se le cose non mi sono ben chiare, continuo a ruminarci sopra in maniera compulsiva. Sono un erbivoro mentale. Praticamente: una capra!

Mollo tutto e me ne vado! Si può davvero?

Bene, la domanda è sempre questa: si può veramente mollare tutto e partire, vivere di viaggi, essere dei vagabondi seriali? In un precededente post scrissi di alcuni personaggi che hanno deciso di abbandonare la loro vita secolare per dedicarsi al viaggio. Alcuni di loro hanno poi raccolto le loro esperienze in libri che sono diventati degli autentici best sellers (che poi questi che scrivono libri di viaggio chi li capisce? Ehm…) Ora, sia ben chiaro a tutti che io non sono qui a giudicare le scelte di queste persone, ma mi domando: una fuga “totale” è possibile?

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Blog A Pagamento

‘A morto de fama!

come guadagnare con le recensioni

come guadagnare con le recensioni
Blog (a pagamento)

In questo momento di pace ho pensato bene di fare il punto della situazione in merito alle recensioni che ho richiesto in giro per il mondo. Preparatevi quindi a un bel post idiota, ma non troppo. La maggior parte di voi forse riderà di quanto sto per scrivere, ma sono più che sicuro che quelli che si trovano nella mia situazione di “autore” autopubblicato probabilmente ci si riconosceranno e masticheranno amaro, annuendo con la testa e mugugnando frasi irripetibili.

Bene, dicevamo: ottenere una recensione. Noi miseri autori self published che ci dobbiamo occupare di tutto, dalla scrittura alla promozione del libro, passiamo buona parte del nostro tempo alla ricerca di questo bene prezioso, convinti che una buona recensione possa far colpo su altri potenziali lettori, i quali, a loro volta, si catapulteranno nella prima libreria a portata di mano per comprare l’oggetto a causa del quale abbiamo staccato così tanti accidenti da esserci preclusi qualsiasi possibilità di accedere anche solo al Purgatorio. Per raggiungere questo agognato risultato, ci mettiamo a setacciare il web in cerca di book blogger disposti a leggere il nostro capolavoro con lo stesso fervore che ci metterebbe un cane da tartufi in cerca del prezioso tubero.

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Scrittura di viaggio

Perché ho scritto un libro di viaggi?

scrivere un libro

scrivere un libro
Scrivere e viaggiare

Già: perché? In parte l’ho spiegato in questa pagina: mentre ero in giro per il mondo, tenevo i contatti con gli amici esclusivamente via mail. Inizialmente scrivevo delle città che visitavo, dei monumenti che vedevo, dei luoghi che esploravo, insomma facevo il mio bel compitino. Poco alla volta, mentre prendevo confidenza con la parola scritta, ho cominciato a riportare anche piccole vicende quotidiane: i cibi strani che mangiavo, i bus che perdevo e quelli sbagliati su cui salivo, le persone che incontravo, le discussioni surreali fatte con degli sconosciuti. Inaspettatamente questi dettagli ottenevano un discreto successo tra coloro che mi leggevano. A volte passavo giornate intere a bighellonare e a fare il nulla più assoluto, in serata trovavo modo di accedere a un pc, consultavo la mia casella di posta e mi trovavo una decina di mail in cui mi si chiedeva di raccontare la mia giornata.

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Antonella Moretti - Prezzemolo e cilantro

ANTONELLA MORETTI- Prezzemolo e cilantro

Antonella Moretti - Prezzemolo e cilantro
Antonella Moretti – Prezzemolo e cilantro

Sapete come sono fatto: arriva un momento in cui devo cambiare, muovermi in nuove direzioni. Dopo aver recensito vari libri di viaggio, ho deciso di approcciare Prezzemolo e cilantro, esordio letterario di Antonella Moretti.
Non siamo di fronte a letteratura di viaggio vera e propria, ma sempre del mondo, e più precisamente della Cina, si parla. Antonella Moretti è una expat, una donna che, per necessità di lavoro, si è trasferita a vivere all’estero. Il libro prende spunto dalla sua vita quotidiana e, pur non essendo manifestamente autobiografico, esprime chiaramente i sentimenti che deve avere provato l’autrice nel corso dei suoi anni cinesi.

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Lo zaino è pronto, io no - riflessioni

Cose che ho scoperto viaggiando

viaggio come scoperta

viaggio come scoperta
I ferri del mestiere

Le véritable voyage de découverte ne consiste pas à chercher de nouveaux paysages, mais à avoir de nouveaux yeux.

Marcel Proust

Aprire con una citazione di Proust in francese fa tanto figo, perché dà l’impressione che tu legga qualcos’altro oltre ai fumetti di Asterix. Rimane un fatto: nel dire che il viaggio di scoperta consiste fondamentalmente nell’avere nuovi occhi, lo scrittore parigino affermava una verità tanto ovvia quanto profonda. Anni di viaggio in compagnia di uno zaino malridotto, mi hanno insegnato molte cose.
La dimensione solitaria è fondamentale, perché ti permette di focalizzarti sulle sensazioni, lasciarle sedimentare, valutarle con calma e giungere infine a delle conclusioni. Devo ammettere che viaggiare in questo modo mi ha cambiato per sempre. O forse sarebbe meglio dire che non ha cambiato tanto il sottoscritto, quanto i termini nei quali io conoscevo me stesso.

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Fabio Bertino e Roberta Melchiorre - Worldzapping - @photo credit Fabio Bertino

FABIO BERTINO&ROBERTA MELCHIORRE – Worldzapping

Fabio Bertino

Incredibilmente sono riuscito ad arrivare alla seconda puntata di questa rubrica, che in sostanza significa che ho fatto il doppio di quanto avevo stimato. Non male.

Worldzapping non parla di un luogo specifico, ma è una raccolta di racconti di viaggio, caratterizzati da esperienze e incontri vissuti in prima persona.
Ci tenevo a parlarvene per diverse ragioni, la più importante delle quali è che Fabio Bertino e Roberta Melchiorre sono miei conterranei. Capirete quindi che scatta immediatamente la solidarietà tra piemontesi, la famosa bagna cauda connection.
Fatta questa serissima introduzione regionale, vi spiego perché, a parer mio, questo libro merita di essere letto.

Worldzapping: copertina e titolo

Il titolo è assolutamente geniale: un neologismo che rende perfettamente chiari gli argomenti che verranno sviluppati.

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