Viaggio e identità | Lo zaino è pronto io no

Viaggio e identità: perché viaggiare può aiutarti a capire chi sei

Viaggio e identità, eh? Non ne abbiamo già letti abbastanza di questi post pieni di psicologia spicciola? Probabilmente sì, ma io vorrei fare ancora un paio di brevi riflessioni al riguardo. Partendo da una domanda.

Vi siete mai chiesti quale sia l’ideale che anima i viaggiatori moderni? Io sì e sono giunto a una conclusione, basata, ovviamente sulla mia esperienza personale: la ricerca di un’identità. Perché alla base di ogni viaggio in solitaria c’è un assioma molto semplice: in un luogo in cui nessuno mi conosce, sono libero di essere me stesso.

Il viaggio in solitaria è uno strumento perfetto per comprendere il proprio io più profondo, perché fin dalla partenza ti permette di prendere le distanze da maschere, abitudini, etichette che ti sei/ti hanno cucito addosso. Ci si spoglia dei propri abiti sociali e si riduce tutto all’essenziale. Un viaggio, dall’altra parte del mondo o dietro casa, non ti fa scoprire nulla di nuovo, ma solo ciò di cui sei portatore. Un movimento “esterno”, ma, al tempo stesso, anche “interno”: un viaggio dentro se stessi.

Viaggio e identità | Lo zaino è pronto io no
Photo by Gemma Evans on Unsplash

Viaggio e identità: il confronto con l’ignoto

Ogni spinta creativa, che riguardi il pensiero, le arti o la nostra stessa essenza, nasce dall’inevitabile confronto con l’ignoto. Distaccandoci volontariamente dal nostro quotidiano, esprimiamo una scelta radicale. Superiamo frontiere non solo fisiche, ma anche sociali, culturali, antropologiche e ci mettiamo di fronte a ciò che non conosciamo. Lo affrontiamo, cerchiamo di farne parte e, al tempo stesso, di includerlo in noi. È un tentativo estremo di riunire la diversità del mondo nell’unico confine cronologico della nostra esistenza.

Allontanandoci dalla nostra comfort zone, possiamo permetterci di guardarla con occhi differenti. Possiamo analizzarla lucidamente, osservandola da una prospettiva nuova e sconosciuta. Per comprenderla pienamente, con tutto il suo carico di pregi e difetti, è necessario confrontarsi con l’ignoto e con la con la vita vissuta in un Altrove. Viaggio come scoperta, quindi, non solo di nuove realtà, ma anche e soprattutto di un mondo solo presumibilmente conosciuto.

Viaggio e identità: lo sviluppo di un pensiero autonomo

Molti viaggi nascono come sfida, esplicita o no, al sistema di valori che ci circonda. Con le loro partenze per luoghi astrusi i viaggiatori comunicano un dissenso nei confronti del loro ambiente. Può essere una critica verso una società edonista o un’accusa legata alla perdita del rapporto con la natura. In ogni caso è una ribellione contro il modo di pensare corrente.

Viaggiare significa mettere una distanza tra sé e ciò che ci ha forgiato come persone (famiglia, ambiente, relazioni, società). L’autoesclusione dalla tribù di appartenenza trasforma la partenza in una rottura e dà origine a un modo di pensare alternativo.

Viaggio e identità | Lo zaino è pronto io no
Photo by Thought Catalog on Unsplash

La costruzione di un’identità

La situazione indotta dalle varie fasi del viaggio, ci obbliga indagare sulla nostra psicologia. Nel confronto con una realtà aliena, siamo costretti a farci delle domande: quanto di me è veramente mio? Quanto di ciò che sono è il risultato del mio ambiente di provenienza? Se fossi nato qui, chi sarei, cosa penserei, che idee avrei?

Lo straniamento porta all’estremo il processo di scavo interiore, permettendo alle fibre più profonde dell’essere di venire in superficie. Il viaggiatore perde alcune parti di sé e ne riscopre altre, più autentiche e genuine. Non cambia tanto la sua vita, quanto i termini con i quali percepisce se stesso.

Più numerose sono queste esperienze, maggiori saranno gli strumenti a nostra disposizione per comprendere cosa si cela nel nostro intimo. Le situazioni cambiano a seconda del luogo nel quale ci troviamo e, di conseguenza, cambiamo anche noi. Ma ci sono alcune cose che non cambiano mai, elementi totalmente impermeabili al contesto esterno: quella è, nel bene e nel male, la nostra vera essenza.

Ecco perché continuare a viaggiare: per vivere il viaggio come scoperta della nostra psicologia più profonda.

Viaggio e identità | Lo zaino è pronto, io no
Photo by Fabian Møller on Unsplash

Viaggio e identità. In conclusione…

Ti è piaciuto quello che hai letto? Sul blog puoi trovare molti altri articoli simili. Comincia da qui: filosofia del viaggio. Oppure dai un’occhiata al mio libro di viaggi.

Cover photo by Joshua Earle on Unsplash

viaggi e incontri

Viaggi e incontri: gli ingredienti della felicità

Viaggi e incontri? «Finalmente ti sei deciso a scrivere di nuovo?» vi starete chiedendo. Già, forse ve ne sarete accorti: da un po’ di tempo sono latitante con i post. Impegni vari mi stanno tenendo lontano dal blog e mi obbligano a ridurre le “uscite”. Cosa che, immagino, a voi faccia immenso piacere.

Comunque, mi sono reso conto che per troppo tempo mi sono mantenuto eccessivamente serio e ho deciso di tornare al mio tono più cazz… ehm, faceto.

Siccome questo sito nasce principalmente come vetrina del mio libro Lo zaino è pronto, io no, ho pensato di offrirvene alcuni piccoli estratti, in modo che vi possiate fare un’idea precisa del libro che cambierà per sempre il concetto di letteratura di viaggio. Eh, ve l’ho pur detto che avrei dato spazio al mio lato… faceto.

La meta non conta

Sono sempre stato convinto che l’elemento determinate di ogni viaggio in solitaria, siano gli incontri fatti lungo la strada. Uno degli aforismi di viaggio che mi piace ripetere fino alla nausea è un proverbio zen:

“La meta non conta. Ciò che è davvero importante è il viaggio che fai per raggiungerla”.

Continua a leggere “Viaggi e incontri: gli ingredienti della felicità”

Viaggiare in coppia e pianificazione

Viaggiare in coppia

Per quale ragione uno che ha scritto un libro di viaggi in solitaria, dovrebbe venirvi a spiegare perchè è bello viaggiare in coppia?

Tempo fa scrissi questo articolo: viaggio in solitaria o viaggio in compagnia?

Entrambe le modalità presentano degli innegabili vantaggi. Il viaggiatore solitario non ha nessuno a cui rendere conto. Questo gli permette di liberarsi delle numerose impalcature sociali che regolano la sua vita e lo induce ad aprirsi al nuovo mondo che lo circonda.

D’altro canto il viaggio in compagnia ci permette di espandere la nostra esperienza. Non c’è più una sola coscienza che percepisce l’Altro e l’Altrove. Vagabondare con altri viaggiatori ci permette di cogliere aspetti che da soli avremmo trascurato. E ci può anche aiutare a mettere insieme i ricordi di viaggio. Letteralmente.

Il mio nuovo spunto di riflessione è questo: va bene il viaggio in compagnia, ma quanto deve essere numerosa questa compagnia?

Continua a leggere “Viaggiare in coppia”

Viaggiatori o turisti: il caso

Viaggiatori o turisti… ancora!

Da un po’ di tempo su vari travel blog un dibattito infiamma le folle: meglio essere viaggiatori o turisti? Una di quelle “italianate” che regolarmente vedono contrapposti schieramenti di tifosi: Canon vs/ Nikon, Totti vs/ Del Piero, PD vs/ M5S… Come sempre capita in queste discussioni, i contendenti di ciascuna fazione pensano di avere nelle loro mani LA verità assoluta e si sentono autorizzati a tacciare la controparte di “apostasia”.

Viaggiatori o turisti: è questo il  problema?

Lo so cosa state pensando: vista la premessa, vorrà esprimere la sua opinione. Da che parte si sarà schierato? Da nessuna. Per essere del tutto sincero il mio pensiero al riguardo è di una chiarezza cristallina: macchissenefrega!

Continua a leggere “Viaggiatori o turisti… ancora!”

luoghi che ti parlano

La senti la voce dei luoghi che visiti?

luoghi che parlano
Stonehenge al tramonto

La domanda del titolo e l’idea di luoghi che parlano, potrebbero farti sorgere dubbi sulla mia saluta mentale oppure indurti a chiedere di quali droghe abbia fatto uso recentemente. Beh, ci tengo a tranquillizzarti: la mia salute mentale è pessima come al solito e il numero del mio spacciatore non te lo do.
Chiariti questi punti essenziali, vorrei esprimere cosa intendo dire con questa domanda bizzarra.

Luoghi che parlano?

Sono fermamente convinto dell’esistenza di luoghi che parlano. Non c’è alcuna reminiscenza naturista o pseudocosmica dietro a quello che sto affermando. Semplicemente dico che su questa terra ci sono degli spazi geografici che parlano direttamente ad alcune corde della nostra psicologia. Qualcuno è più invadente, qualche altro meno, altri ancora rimangono in silenzio. Anche questa è una forma di viaggio come scoperta.

Continua a leggere “La senti la voce dei luoghi che visiti?”

edificio amministrativo

Viaggiare senza partire. Si può?

viaggiare senza partire
La strada per andare in ufficio

So che non dovrei essere proprio io ad accennare alla possibilità di viaggiare senza partire. Ho pubblicato un libro di viaggi che parla diAfrica, Asia e Sudamerica, terre lontane, piene di fascino e suggestione, distanti geograficamente e culturalmente dall’Italia. Quando racconto di un qualsiasi viaggio in solitaria zaino in spalla, puntualmente mi sento rispondere:
«Eh, ma che ci vai a fare laggiù, quando qui abbiamo l’Italia, che è tanto bella!»

Destinazione o approccio mentale?

Ho sempre trovato questa frase molto provinciale e anche un tantino razzista, ma se la si analizza attentamente, bisogna ammettere che contiene un’intuizione profonda. Il piacere del viaggio non ha nulla a che vedere con la destinazione. Quello che conta è la psicologia, l’atteggiamento mentale con cui lo affrontiamo. Esaminando l’intera faccenda in questi termini, ci accorgiamo che la frase un po’ banale di prima è, in realtà, una specchiata verità. Se approcciassimo ogni luogo con la ricettività dei viaggiatori, potremmo accorgerci, con sorpresa, che i luoghi a noi prossimi non sono meno interessanti dell’Asia o del Sudamerica.

Continua a leggere “Viaggiare senza partire. Si può?”

Casa

Casa dolce casa… oppure no?

viaggiare per sempre
Casa Dolce Casa… oppure no?

Viaggiare per sempre. Chi non ci ha mai pensato, almeno una volta nella vita, alzi la mano.
Chi bazzica sul web, nello specifico nel mondo del turismo, inevitabilmente finirà con lo sbattere nei libri di viaggio. Non mi riferisco solo a quelli dei grandi scrittori, ma a quelli di autori emergenti, travel blogger e simili. A tal proposito, in maniera del tutto imparziale, si intende, vorrei consigliarne uno, scritto da un GIOVANE e promettente autore torinese, intitolato Lo zaino è pronto, io no. Ah, ve ne ho già parlato? Ok, scusate, allora andiamo oltre.

Continua a leggere “Casa dolce casa… oppure no?”

Aspettativa viaggio

Sull’aspettativa del viaggio

cosa aspettarsi da un viaggio
Sull’aspettativa del viaggio

Premesso che siamo tutti viaggiatori e che ognuno di noi ama vagabondare, vi siete mai chiesti: cosa aspettarsi da un viaggio?

Cosa aspettarsi da un viaggio: il dove

Mi spiego meglio: cosa agisce sulla nostra psicologia e ci induce a scegliere una specifica meta? Sicuramente molti aspetti, ma, probabilmente, quello più determinante è la sterminata mole di informazioni relative al dove. Foto, reportage, post, dépliant, siti web, programmi televisivi sono tutti strumenti che ci mettono di fronte allo struggente fascino delle città indiane, alla vastità delle savane africane, alla disarmante bellezza di una spiaggia del Pacifico o dei Caraibi.
Tutto ciò crea in noi un grande senso di aspettativa.

Cosa aspettarsi da un viaggio: il come

Peccato che nulla venga detto del come. Come ci si arriva fino a Jaisalmer, sull’isola di Lamu o a Tuvalu? Quante ore di aereo su un volo intercontinentale ci vorranno, solo per avvicinarsi alla meta? E quante altre su velivoli decisamente più decrepiti, su treni fatiscenti, autobus scassati, mezzi di trasporto improbabili saranno necessarie per arrivare sul posto? Quante ore di riposo perse, quante notti insonni, quanti pasti indigesti, quante cene improvvisate, quanto tempo senza una doccia o un wc? Quanto tempo a camminare con lo zaino in spalla?

Continua a leggere “Sull’aspettativa del viaggio”

Aforismi

Aforismi di viaggio

aforismi di viaggio
Aforismi

Sì, lo so, il web è pieno di post sugli aforismi di viaggio e se nel leggere il titolo avete alzato gli occhi al cielo, dicendo: «Nuuuuoooooo, ‘nata volta!» vi posso capire. Però io non mi limiterò all’enunciazione di frasi che probabilmente tutti i viaggiatori conosceranno a menadito, ma voglio spiegarvi perché le ho usate nel mio libro. Perché ve l’ho già detto che ho scritto un libro di viaggi? Sì? E vabbè, scusate, ve lo volevo solo ricordare.

Beh, cominciamo con il primo, il più famoso proverbio zen (per viaggiatori):

Continua a leggere “Aforismi di viaggio”

Lo zaino è pronto, io no - riflessioni

Cose che ho scoperto viaggiando

viaggio come scoperta
I ferri del mestiere

Cosa si intende quando si parla di viaggio come scoperta? Voglio provare a rispondere citando uno dei più famosi aforismi di viaggio di tutti i tempi:

Le véritable voyage de découverte ne consiste pas à chercher de nouveaux paysages, mais à avoir de nouveaux yeux.

Marcel Proust

Aprire con una citazione di Proust in francese fa tanto figo, perché dà l’impressione che tu legga qualcos’altro oltre ai fumetti di Asterix. Rimane un fatto: nel dire che il viaggio di scoperta consiste nell’avere nuovi occhi, lo scrittore parigino affermava una verità tanto ovvia quanto profonda. Anni di viaggio in compagnia di uno zaino malridotto, mi hanno insegnato molte cose.
La dimensione solitaria è fondamentale, perché ti permette di focalizzarti sulle sensazioni, lasciarle sedimentare, valutarle con calma e giungere infine a delle conclusioni. Devo ammettere che viaggiare in questo modo mi ha cambiato per sempre. O forse sarebbe meglio dire che non ha cambiato tanto il sottoscritto, quanto i termini nei quali io conoscevo me stesso.

Continua a leggere “Cose che ho scoperto viaggiando”