viaggi e incontri

Viaggi e incontri: gli ingredienti della felicità

Viaggi e incontri? «Finalmente ti sei deciso a scrivere di nuovo?» vi starete chiedendo. Già, forse ve ne sarete accorti: da un po’ di tempo sono latitante con i post. Impegni vari mi stanno tenendo lontano dal blog e mi obbligano a ridurre le “uscite”. Cosa che, immagino, a voi faccia immenso piacere.

Comunque, mi sono reso conto che per troppo tempo mi sono mantenuto eccessivamente serio e ho deciso di tornare al mio tono più cazz… ehm, faceto.

Siccome questo sito nasce principalmente come vetrina del mio libro Lo zaino è pronto, io no, ho pensato di offrirvene alcuni piccoli estratti, in modo che vi possiate fare un’idea precisa del libro che cambierà per sempre il concetto di letteratura di viaggio. Eh, ve l’ho pur detto che avrei dato spazio al mio lato… faceto.

La meta non conta

Sono sempre stato convinto che l’elemento determinate di ogni viaggio in solitaria, siano gli incontri fatti lungo la strada. Uno degli aforismi di viaggio che mi piace ripetere fino alla nausea è un proverbio zen:

“La meta non conta. Ciò che è davvero importante è il viaggio che fai per raggiungerla”.

Lo so, si tratta di un luogo comune ormai banalizzato, ma i luoghi comuni sono tali perché contengono delle verità. Questa frase, a mio avviso, è lapalissianamente eloquente. La meta di un viaggio non deve mai essere il nostro fine. Semplicemente, deve essere un pretesto per mettersi in moto, per interpretare il viaggio come scoperta, perché è lungo quel percorso che affrontiamo difficoltà, risolviamo problemi, ci misuriamo con noi stessi. È lungo quel percorso che incontriamo persone, ci confrontiamo con l’Altro e l’Altrove, stringiamo amicizie.

Viaggi e incontri: un’alchimia perfetta

Ecco, le persone, il vero ingrediente segreto dei viaggi on the road. Nel corso del mio girovagare per il mondo, ho incontrato ogni genere di individuo. E proprio di viaggi e incontri vorrei parlare, dei dialoghi, delle incomprensioni, delle inaspettate sorprese che stupiscono sempre i viaggiatori che hanno il coraggio di affrontare il mondo.

viaggi e incontri
Viaggio in solitaria – Photo by Cristina Gottardi on Unsplash

Undici incontri bizzarri, divertenti, meravigliosamente assurdi che hanno dato un tocco di originalità a ogni mio viaggio on the road. Si comincia con l’artigiano dell’isola di Lamu, con il quale ho ingaggiato una battaglia di baratti, per passare a due “fattoni” incrociati durante il mio viaggio in Messico on the road. Ci sarà il post sull’amabile vecchina che mi ha sfamato in una  notte guatemalteca. Si proseguirà con alcuni truffatori indiani, uno chef appassionato di cucina peruviana e carbonara, un originale proprietario di albergo a La Paz. Uno spericolato tassista cambogiano, uno spietato agente di viaggi di Hanoi e un assillante ubriacone di Luang Prabang hanno caratterizzato il mio viaggio in solitaria nel sudest asiatico. Come è logico che sia, tutto si concluderà alla fine del mondo, in Patagonia, dove incontrerò strani viaggiatori: una coppia di gentili energumeni in Argentina e degli alpinisti impietositi dalle mie condizioni in Cile.

Perché gli incontri sono  importanti

Viaggi e incontri che mi hanno aiutato a cambiare le modalità con le quali percepisco me stesso, perché se c’è una cosa che si impara è che il viaggio in solitaria conduce inesorabilmente verso la propria soggettività. Quando si parla di viaggio come scoperta si intende parlare solo di ciò di cui si è portatori. Il percorso che si compie è sempre un viaggio dentro se stessi. Quello che abbiamo dentro è quello che proietteremo all’esterno e le persone reagiranno di conseguenza.

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Strani incontri fatti in viaggio – Photo by Justin Lim on Unsplash

Come avete potuto vedere dall’elenco precedente, non si tratta solo di popolazioni locali. Altri viaggiatori hanno avuto un ruolo molto importante nel corso dei miei vagabondaggi. A volte mi capita di domandarmi che ne sia stato di loro. Che ne è stato di quel prete messicano incontrato in aeroporto o di quei due friulani matti con i quali ho fatto bisboccia nella mia ultima notte a Cancùn? Che ne è stato di quella coppia in viaggio di nozze in India o di quel ragazzo spagnolo con il quale ho parlato di informatica nel mezzo del delta del Mekong? E Rodrigo, quel cileno pazzo che in una fredda notte patagonica reclamava ad alta voce il suo inalienabile diritto al nomadismo? Dove saranno ora tutti quanti? Si ricorderanno di un italiano sghembo con il quale hanno percorso un pezzo del tragitto?

Viaggi e incontri: lo zaino è pronto,  io no

Se quanto hai letto ti ha in qualche modo incuriosito, potresti trovare interessante il mio libro di viaggi, dal titolo Lo zaino è pronto, io no. Un libro nel quale cerco di raccontare il viaggio come scoperta assoluta del proprio Io. Il viaggio è un’esperienza esistenziale che ti mette allo specchio. Ti obbliga ad avere a che fare con la persona che sei. Perché tu con quella persona ci devi trascorrere le ore, ci devi mangiare insieme, devi andarci a dormire. Devi convincerlo che le sue paure sono infondate e che dietro a quell’angolo che lui non vuole girare, c’è un  mondo strapieno di nuove prospettive.

Qui si seguito puoi trovare alcune anteprime, con contenuti differenti rispetto a questi piccoli estratti. Alla pagina recensioni puoi leggere cosa ne pensano lettori, blogger e riviste specializzate in viaggi. Infine alla pagina FAQ puoi trovare tutte le informazioni necessarie all’acquisto: librerie fisiche dove puoi trovare il libro, negozi on line che lo vendono, sconti, promozioni ecc.

Buona lettura.

Viaggiatori o turisti: il caso

Viaggiatori o turisti… ancora!

viaggiatori o turisti

Da un po’ di tempo su vari travel blog (e non solo) un dibattito infiamma le folle: meglio essere viaggiatori o turisti? Una di quelle “italianate” che regolarmente vedono contrapposti schieramenti di tifosi: Canon vs/ Nikon, Totti vs/ Del Piero, PD vs/ M5S… Come sempre capita in queste discussioni, i contendenti di ciascuna fazione pensano di avere nelle loro mani LA verità assoluta e si sentono autorizzati a tacciare la controparte di “apostasia”.

Viaggiatori o turisti: ma è questo il vero problema?

Lo so cosa state pensando: vista la premessa, vorrà esprimere la sua opinione. Da che parte si sarà schierato? Da nessuna. Per essere del tutto sincero il mio pensiero al riguardo è di una chiarezza cristallina: macchissenefrega!

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Il viaggio che mi ha cambiato la vita

Il viaggio che mi ha cambiato la vita

Il viaggio che mi ha cambiato la vita
Viaggi che ti cambiano la vita

Per qualche strana ragione nascosta nel mio confuso subconscio, il viaggio che mi ha cambiato la vita non è stato il mio primo on the road negli USA, fatto a ridosso della maturità, quando avevo più anni che soldi in tasca.
Negli USA ci ero andato con un amico e la cultura americana non mi aveva particolarmente affascinato: troppo “vicina” a quella europea dalla quale provengo. In quell’occasione non ebbi l’impressione di vivere il viaggio come scoperta.

Il viaggio che mi ha cambiato la vita non fu nemmeno il primo viaggio in solitaria in Kenya. Devo ammettere che fu un bel banco di prova. Tuttavia molte cose, seppure in totale autonomia, me le ero organizzate da casa: il safari, il trasferimento aereo sull’isola di Lamu e ritorno ecc. Diciamo che in parte sapevo già cosa mi aspettava… o almeno credevo di saperlo perché poi, calato in quella realtà difficile, ho dovuto improvvisare parecchio.

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Lo zaino è pronto, io no - riflessioni

Cose che ho scoperto viaggiando

viaggio come scoperta

viaggio come scoperta
I ferri del mestiere

Le véritable voyage de découverte ne consiste pas à chercher de nouveaux paysages, mais à avoir de nouveaux yeux.

Marcel Proust

Aprire con una citazione di Proust in francese fa tanto figo, perché dà l’impressione che tu legga qualcos’altro oltre ai fumetti di Asterix. Rimane un fatto: nel dire che il viaggio di scoperta consiste fondamentalmente nell’avere nuovi occhi, lo scrittore parigino affermava una verità tanto ovvia quanto profonda. Anni di viaggio in compagnia di uno zaino malridotto, mi hanno insegnato molte cose.
La dimensione solitaria è fondamentale, perché ti permette di focalizzarti sulle sensazioni, lasciarle sedimentare, valutarle con calma e giungere infine a delle conclusioni. Devo ammettere che viaggiare in questo modo mi ha cambiato per sempre. O forse sarebbe meglio dire che non ha cambiato tanto il sottoscritto, quanto i termini nei quali io conoscevo me stesso.

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